Ordine Dei Medici Chirurghi E Odontoiatri Benevento

Ordine Dei Medici Chirurghi E Odontoiatri Benevento Ente Sussidiario dello Stato

INCENDIO DI AIROLA, ORDINE DEI MEDICI: «LA TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA NON PUÒ ATTENDERE»Chiesto un coordinamento immed...
03/09/2026

INCENDIO DI AIROLA, ORDINE DEI MEDICI: «LA TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA NON PUÒ ATTENDERE»

Chiesto un coordinamento immediato tra Istituzioni, ASL, ARPAC e medici del territorio «Medici di famiglia e pediatri non possono essere lasciati soli»

A seguito del grave incendio verificatosi presso il sito di stoccaggio rifiuti dell’area PIP di Airola e della conseguente nube sprigionatasi nell’atmosfera, l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Benevento ha formalmente interessato il Gruppo Carabinieri Forestale e la Prefettura di Benevento, trasmettendo la comunicazione, per conoscenza, anche ad ASL, ARPAC e Procura della Repubblica.

Di fronte a un evento di tale rilevanza, l’Ordine pone al centro la tutela della salute della popolazione e manifesta la propria piena disponibilità a collaborare con le Istituzioni, mettendo a disposizione competenze e professionalità sanitarie.

L’Ordine chiede, inoltre, di essere costantemente informato sugli esiti delle attività di monitoraggio e sulle eventuali misure adottate a tutela dei cittadini.

Particolare attenzione viene riservata al ruolo dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta, che costituiscono il primo presidio sanitario sul territorio e rappresentano un osservatorio fondamentale per individuare tempestivamente eventuali problematiche nella popolazione esposta.

Per questo motivo, l’Ordine chiede all’ASL di attivare, in raccordo con i Medici di Medicina Generale, i Pediatri di Libera Scelta e i Medici di Continuità Assistenziale, un tavolo tecnico dedicato, finalizzato a raccogliere le segnalazioni provenienti dal territorio e a fornire ai professionisti sanitari indicazioni operative e strumenti adeguati per l’intercettazione precoce di eventuali sintomatologie.

Contestualmente, viene sollecitata ARPAC a garantire una comunicazione tempestiva e trasparente sugli esiti dei monitoraggi ambientali relativi alla qualità dell’aria, ai suoli e alle eventuali ricadute sulle produzioni agricole. Informazioni indispensabili per consentire alle autorità competenti di valutare i possibili rischi e adottare le necessarie misure di prevenzione e protezione della salute collettiva.

L’Ordine esprime il proprio ringraziamento al Gruppo Carabinieri Forestale per l’attività di vigilanza in corso e auspica che la Prefettura favorisca un coordinamento permanente tra tutti gli enti coinvolti, così da garantire una risposta tempestiva, integrata ed efficace.

«La tutela della salute pubblica non può attendere: i medici di famiglia e i pediatri sono in prima linea e non possono essere lasciati soli. Hanno bisogno del supporto delle istituzioni sanitarie per garantire ai cittadini risposte tempestive», dichiara il dott. Luca Milano, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Benevento.

L’Ordine dei Medici continuerà a seguire con la massima attenzione l’evoluzione della situazione, confermando la propria disponibilità a collaborare con le Istituzioni per garantire alla popolazione adeguata tutela sanitaria, prevenzione e corretta informazione.

TOLLERANZA ZERO: AGGREDIRE UN MEDICO SIGNIFICA CHIUDERE UN PRESIDIO SANITARIOAggressione fisica presso il Dipartimento d...
30/08/2026

TOLLERANZA ZERO: AGGREDIRE UN MEDICO SIGNIFICA CHIUDERE UN PRESIDIO SANITARIO

Aggressione fisica presso il Dipartimento di Salute Mentale della ASL. L’Ordine dei Medici di Benevento: “Basta solidarietà di facciata: lo Stato garantisca la sicurezza o si assuma la responsabilità della paralisi dei servizi.”
Dall’Ordine dei Medici di Benevento non arriveranno più parole di circostanza o attestati di solidarietà di facciata.

Ad un mese dall’ultima violenza verificatasi presso l’Ospedale “San Pio”, si registra un nuovo, grave episodio di aggressione ai danni del personale sanitario, questa volta presso il Dipartimento di Salute Mentale della ASL.
Il dottor Paolo Cavalli, direttore dell’UOC, è stato aggredito da un uomo, non paziente della struttura, presente nei corridoi degli ambulatori. Nella colluttazione è rimasta ferita anche un’infermiera, accorsa in suo aiuto. L’aggressione sarebbe scaturita da un semplice invito rivolto all’uomo ad allontanarsi, al fine di garantire la privacy dei pazienti.
Fondamentale e tempestivo è stato l’intervento dei Carabinieri, che hanno arrestato l’aggressore.
«È un episodio di una gravità inaccettabile – dichiara il presidente dell’OMCeO Benevento, Luca Milano . La violenza contro il personale sanitario non è più tollerabile, in alcuna forma. Né fisica, né verbale. Nessuna provocazione può giustificarla e nessuna frustrazione può legittimarla»
«Medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari devono poter svolgere il proprio lavoro in condizioni di sicurezza e serenità, senza essere costretti a lavorare nella paura. Chi aggredisce chi cura non colpisce soltanto un professionista, ma l’intera comunità e il diritto alla salute di tutti.
Questo episodio assume un significato ancora più amaro perché si verifica proprio mentre l’Ordine dei Medici di Benevento è impegnato nella manifestazione per la pace a Odessa, in Ucraina, a difesa del diritto alla vita e alla dignità di ogni persona, senza distinzioni e in qualunque contesto.
Essere medici significa anche essere costruttori di pace, difendere la vita, tutelare la dignità della persona e promuovere una cultura del rispetto. Per questo è particolarmente doloroso constatare che, mentre siamo impegnati a portare questo messaggio oltre i nostri confini, siamo costretti a denunciare episodi di violenza proprio nei luoghi deputati alla cura.
Non possiamo più limitarci a intervenire dopo ogni aggressione. Serve un cambiamento culturale profondo e serve subito.
È necessario costruire un Patto Culturale Nazionale che coinvolga istituzioni, scuola, famiglie e media, per restituire valore alla relazione tra medico e paziente, fondata sul rispetto, sulla fiducia e sulla reciproca responsabilità.
L’Ordine dei Medici di Benevento sostiene con determinazione la campagna della FNOMCeO e continuerà a promuovere iniziative di sensibilizzazione come “Io Ti Curo”, perché contrastare la violenza contro gli operatori sanitari significa difendere il diritto alla salute di tutti.
Ma accanto al cambiamento culturale è indispensabile una risposta concreta dello Stato.
Chiediamo la presenza costante delle Forze dell’Ordine nei presidi sanitari, la certezza della pena per chi aggredisce il personale sanitario e l’applicazione immediata ed effettiva delle tutele previste dalla legge.
Proteggere chi lavora per la salute significa proteggere la sanità pubblica e, con essa, la civiltà del nostro Paese.
Chi aggredisce un medico o un infermiere non colpisce soltanto una singola persona. Spezza la catena della cura e colpisce l’intera comunità.
Se chi deve curare è costretto a lavorare nel terrore, la sanità pubblica rischia di fermarsi. E quando viene meno la sicurezza degli operatori, a pagarne il prezzo sono prima di tutto i cittadini.
Per questo lo diciamo con forza: non faremo un solo passo indietro.
Continueremo a denunciare ogni episodio di violenza, a chiedere risposte concrete e a difendere con determinazione la dignità e la sicurezza di chi ogni giorno è al servizio della salute degli altri.
Chi aggredisce chi cura, aggredisce l’intera comunità. Ora basta – conclude il presidente dell’OMCeO Benevento, Luca Milano”

L'Ordine dei Medici di Benevento aderisce alla manifestazione per la pace "Adesso, Odesa 2026"Il Presidente Luca Milano:...
23/08/2026

L'Ordine dei Medici di Benevento aderisce alla manifestazione per la pace "Adesso, Odesa 2026"
Il Presidente Luca Milano: «Diamo seguito alla campagna FNOMCeO "Medici e Pace". Suturare le ferite e tutelare la vita significa costruire la pace sul campo.»

L'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Benevento annuncia la propria adesione e partecipazione ufficiale a "Adesso, Odesa 2026", la manifestazione collettiva, europeista e nonviolenta promossa dal MEAN (Movimento Europeo di Azione Nonviolenta) in collaborazione con la Nunziatura Apostolica e il Congresso delle Autonomie Locali Ucraino, prevista ad Odesa dal 25 al 28 agosto 2026.

Il Consiglio dell'OMCeO di Benevento ha scelto di trasformare il proprio impegno istituzionale in una missione di presenza sul campo, consapevole che la vicinanza umana e professionale sia la forma più alta di solidarietà in contesti di conflitto.

«Come medici – dichiara Luca Milano - la nostra missione quotidiana è difendere il diritto alla vita e la dignità di ogni persona, senza distinzioni e in qualunque contesto. Presenziare a Odesa insieme alla società civile europea e alle istituzioni locali non è solo un atto di solidarietà, ma una testimonianza concreta del nostro ruolo di costruttori di pace. Ogni ferita ricucita è un motivo di conflitto in meno: la medicina parla un linguaggio universale che si oppone alla logica delle armi.»

Le ragioni dell'adesione

Continuità con la campagna FNOMCeO "Medici e Pace": L'iniziativa risponde pienamente all'appello lanciato dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e sostenuto dal Presidente Nazionale Filippo Anelli, fondato sul principio che «Ogni atto medico è un atto di pace. Dove c'è cura, c'è pace».
Solidarietà concreta: Garantire una presenza fisica al fianco delle popolazioni colpite dalla guerra, condividendone i rischi e portando una testimonianza tangibile dell'impegno umanitario della classe medica.
Contrasto alla rassegnazione: Mantenere alta l'attenzione dell'opinione pubblica sui conflitti, contrastando l'idea rinunciataria secondo cui i cittadini e i professionisti non abbiano alcun potere d'azione di fronte alle guerre.

«La nostra adesione – sottolinea il Presidente - intende inoltre riaffermare con forza il rispetto delle Convenzioni di Ginevra e la tutela degli operatori sanitari, sempre più spesso drammaticamente colpiti nelle zone di guerra mentre svolgono il proprio dovere al servizio degli ultimi.»

Il Presidente Luca Milano si recherà personalmente sul posto per rappresentare la comunità medica sannita: questa scelta del Consiglio dell'Ordine dei Medici di Benevento è un atto che va oltre la semplice rappresentanza istituzionale:

«È una scelta di responsabilità – chiosa Luca Milano – Parto con convinzione e senza paure: portare la voce e la presenza dei medici di Benevento ad Odesa mi onora. La nostra è una scelta di campo, nel senso letterale del termine: la medicina richiede il contatto, la cura richiede la presenza. Essere a Odesa significa guardare negli occhi chi vive il dramma della guerra, portando non solo il simbolo della nostra professione, ma la fermezza delle nostre idee. Per tutti noi significa ribadire che non c'è democrazia né futuro senza diritto alla salute e rispetto per la vita umana: i medici sono e saranno sempre dalla parte di chi soffre.»

Sanità. Ordini dei Medici di Avellino e Benevento: «Borse per la Medicina Generale, indispensabili fondi regionali per c...
19/08/2026

Sanità. Ordini dei Medici di Avellino e Benevento: «Borse per la Medicina Generale, indispensabili fondi regionali per colmare il deficit di medici e tutelare le aree interne»

Gli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri delle Province di Avellino e Benevento esprimono pieno e fermo sostegno all’appello lanciato dalla FIMMG circa la necessità urgente di un incremento delle borse di studio destinate al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale (CFSMG) in Campania, finanziato con risorse del bilancio regionale.

“I territori dell’Irpinia e del Sannio vivono in prima linea le criticità legate al progressivo invecchiamento della popolazione, allo spopolamento e alla carenza di medici di medicina generale, aggravata dalla massiccia ondata di pensionamenti previsti nei prossimi mesi e anni. Nonostante la Campania vanti il record nazionale per numero di giovani medici che chiedono di accedere al percorso formativo di Medicina Generale, il tetto di posti attualmente finanziati risulta del tutto insufficiente a garantire il necessario ricambio generazionale.

Senza un intervento straordinario e programmato della Regione Campania — sul modello virtuoso già adottato da altre realtà regionali — il rischio concreto è quello di desertificare l'assistenza primaria nelle aree interne e periferiche, privando i cittadini di un presidio sanitario fondamentale e costringendo tanti giovani professionisti a spostarsi altrove.

Investire fondi regionali nelle borse di formazione non costituisce una semplice spesa assistenziale, ma una scelta strategica imprescindibile per rafforzare la sanità di prossimità, preservare la continuità delle cure e garantire il diritto alla salute su tutto il territorio campano. Chiediamo pertanto alle istituzioni regionali di dare immediato seguito a questa priorità con fatti concreti e risorse dedicate”.

Francesco Sellitto, Presidente OMCeO Avellino
Luca Milano, Presidente OMCeO Benevento

OSPEDALI COME ZONE DI GUERRA: L'ENNESIMA FERITA AL PERSONALE SANITARIO E ALLA COSTITUZIONEIl Presidente dell’Ordine dei ...
17/07/2026

OSPEDALI COME ZONE DI GUERRA: L'ENNESIMA FERITA AL PERSONALE SANITARIO E ALLA COSTITUZIONE

Il Presidente dell’Ordine dei Medici di Benevento,
Luca Milano: “Lo Stato protegga chi difende il bene più prezioso: la salute”

In questo mese di luglio in Italia si è già registrata una lunga e drammatica serie di aggressioni ai danni del personale medico e infermieristico, concentrata soprattutto nei Pronto Soccorso e nei reparti di emergenza-urgenza. Tra i fatti di cronaca più recenti si contano episodi a Napoli, Conegliano, Empoli, Reggio Calabria, Bologna e Castellaneta.
Come Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Benevento, mi trovo ancora una volta, con profonda rabbia e un logorante senso di impotenza, a dover denunciare vile un atto di violenza consumatosi ieri sera presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale “San Pio di Benevento”.
A nome di tutto il Consiglio dell'Ordine, esprimo la più totale e incondizionata solidarietà agli operatori aggrediti, ai quali è stato impedito di svolgere il proprio lavoro in dignità e sicurezza.
Ma la solidarietà e l'indignazione di circostanza non bastano più. Siamo di fronte ad una deriva culturale e sociale che ha superato il livello di guardia. Ogni schiaffo, ogni insulto, ogni pugno sferrato contro chi indossa un camice bianco è uno schiaffo diretto all’Articolo 32 della nostra Costituzione, un attacco frontale al Servizio Sanitario Nazionale e al diritto alla salute di ogni singolo cittadino.
"Non possiamo e non vogliamo abituarci all’idea che andare al lavoro per salvare una vita significhi rischiare la propria. Chi aggredisce chi cura, sta distruggendo il suo stesso futuro."
Le conseguenze di un'impunità tollerata
La situazione nei nostri reparti di emergenza-urgenza è ormai insostenibile. Se gli ospedali continuano a essere percepiti come zone franche e luoghi di paura, le conseguenze – che già stiamo drammaticamente pagando – saranno sempre più irreversibili:
Fuga dai Pronto Soccorso: I giovani medici rifiutano i reparti di frontiera.
Concorsi deserti: Nessun professionista accetta contratti dove l'incolumità fisica non è garantita.
Indebolimento delle cure: Reparti sguarniti significano tempi di attesa più lunghi e cittadini sempre più soli.
Un appello immediato alla Politica e alla Magistratura
Non chiediamo più tavoli tecnici o dichiarazioni di solidarietà. Chiediamo azioni concrete:
1. Certezza della pena: Chi aggredisce un pubblico ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni di cura deve sapere che lo Stato risponderà con immediatezza, fermezza e severità. La percezione dell’impunità è il vero carburante di questa violenza.
2. Presidi di sicurezza costanti: Le strutture sanitarie devono essere protette. Servono investimenti strutturali e una presenza reale e dissuasiva delle Forze dell'Ordine.
3. Un Patto Culturale Nazionale: È necessario ripartire dalle scuole, dalle famiglie e dai media per ricostruire il valore della relazione medico-paziente, fondata sul rispetto e sulla fiducia reciproca.
L'Ordine dei Medici di Benevento rinnova il proprio pieno sostegno all’azione della FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), che da anni richiama Governo e Parlamento alla necessità di affrontare il fenomeno con un approccio sistemico, e continuerà a denunciare, a lottare e a promuovere campagne di sensibilizzazione come "Io Ti Curo".
Ma lo Stato deve fare la sua parte, ora. Proteggere chi difende la salute significa proteggere la civiltà stessa della nostra Nazione.
Dott. Luca Milano
Presidente OMCeO Benevento

14/07/2026

*Gli Ordini dei Medici della Campania: “Basta usare le tragedie per alimentare sfiducia verso il Sistema Sanitario Nazionale”*

Gli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Campania esprimono profondo cordoglio per la tragica scomparsa della giovane paziente al centro della vicenda di cronaca di questi giorni e sincera vicinanza alla sua famiglia. Il dolore di una famiglia merita rispetto, silenzio, verità e giustizia. Non merita di diventare materiale da talk show, da titoli urlati o da campagne social. Proprio per questo riteniamo necessario intervenire con chiarezza. Da giorni assistiamo a una narrazione pubblica che rischia di trasformare una vicenda ancora tutta da accertare in un processo mediatico contro singoli professionisti e, più in generale, contro l’intera professione medica. È una deriva pericolosa, ingiusta e profondamente dannosa per il Paese. Gli Ordini dei Medici non difendono nessuno “a prescindere”. Non chiedono zone franche, immunità o corporativismi. Chi sbaglia, quando l’errore viene accertato nelle sedi competenti, deve risponderne. Ma in uno Stato di diritto le responsabilità si stabiliscono attraverso indagini, perizie, contraddittorio e sentenze, non attraverso la pressione dell’opinione pubblica, la semplificazione televisiva o la gogna digitale. La politica, le istituzioni e il mondo dell’informazione hanno una responsabilità enorme: non alimentare sfiducia, sospetto e ostilità verso chi ogni giorno lavora negli ospedali, negli ambulatori, nelle sale operatorie, nei pronto soccorso e nei territori. Il medico non può diventare il capro espiatorio di un sistema sanitario che da anni viene lasciato solo, sottofinanziato, sovraccaricato e poi esposto alla ricerca del colpevole quando qualcosa accade. È troppo facile chiedere ai medici di essere sempre presenti, sempre disponibili, sempre infallibili, e poi lasciarli soli davanti alla complessità clinica, alla carenza di personale, alle liste d’attesa, alla pressione burocratica, alla medicina difensiva e alla violenza mediatica. Questa vicenda non può diventare l’ennesima occasione per scaricare sulla professione medica le contraddizioni del sistema. Al contrario, deve imporre una riflessione seria sul rapporto tra cittadini, sanità, informazione e giustizia. Un Paese che delegittima i propri medici prima ancora che i fatti siano accertati è un Paese che indebolisce la propria sanità pubblica. Difendere i medici non significa mettersi contro i pazienti. Significa difendere la possibilità stessa di curare. Significa affermare che la sicurezza delle cure nasce da organizzazione, investimenti, formazione, personale adeguato, trasparenza e responsabilità, non dalla caccia al nome, dal linciaggio mediatico o dalla ricerca del mostro. Gli Ordini dei Medici ribadiscono piena fiducia nella magistratura e negli organi tecnici chiamati ad accertare i fatti. Ma chiedono con altrettanta fermezza che, fino a quel momento, siano rispettati la presunzione di innocenza, la dignità dei professionisti coinvolti, la riservatezza dei pazienti e il valore sociale della professione medica. Alla politica chiediamo di non voltarsi dall’altra parte. Servono norme e scelte concrete per contrastare la spettacolarizzazione giudiziaria dei casi sanitari, per proteggere i professionisti dalla gogna preventiva e per ricostruire un patto di fiducia tra cittadini e medici. Senza questo patto, il Servizio sanitario nazionale si impoverisce, la medicina difensiva cresce e i pazienti saranno i primi a pagarne il prezzo. La verità va cercata. Le responsabilità vanno accertate. Il dolore va rispettato. Ma la giustizia non può essere sostituita dal clamore mediatico. Per questo gli Ordini dei Medici dicono con forza: basta processi sommari, basta caccia al medico, basta usare le tragedie per alimentare sfiducia verso la sanità. Difendere la professione medica oggi significa difendere la dignità delle cure, la tenuta del Servizio sanitario nazionale e il diritto dei cittadini a una medicina libera, responsabile e non intimidita.

Sanità, Coordinamento regionale Ordini dei Medici: “Con Fico confronto positivo, ora un tavolo permanente per programmar...
08/07/2026

Sanità, Coordinamento regionale Ordini dei Medici: “Con Fico confronto positivo, ora un tavolo permanente per programmare il futuro del sistema”

“Un confronto positivo e costruttivo dal quale può nascere una collaborazione stabile nell'interesse della sanità campana”.
Così il Coordinamento regionale campano degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri commenta l'incontro con il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, al quale hanno partecipato i presidenti degli Ordini provinciali Francesco Sellitto (Avellino), Luca Milano (Benevento), Carlo Manzi (Caserta), Giovanni D'Angelo (Salerno) e Bruno Zuccarelli (Napoli). “Abbiamo riscontrato attenzione e disponibilità all'ascolto su temi strategici per il futuro del sistema sanitario regionale.
Per questo abbiamo proposto l'istituzione di un tavolo permanente di consultazione che coinvolga gli Ordini dei Medici nella programmazione e nel monitoraggio delle principali riforme della sanità campana”. Centrale la richiesta di attuare una programmazione della rete assistenziale regionale ideata, attuata e governata da una cabina di regia unica.
“Serve una visione d’assieme. Piano ospedaliero e piano territoriale devono essere parte di un'unica pianificazione che coinvolga ospedali, Case della Comunità e strutture private accreditate. Solo una visione integrata, costruita sui reali bisogni assistenziali dei territori, può garantire un'offerta appropriata, evitando sovrapposizioni di servizi da un lato e carenze assistenziali dall'altro”.
Nel corso dell'incontro il Coordinamento ha ribadito la necessità di rendere pienamente operative le Case della Comunità attraverso il coinvolgimento integrato di medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali, medici dipendenti, infermieri, fisioterapisti e delle altre professioni sanitarie, affinché possano garantire per almeno dodici ore al giorno attività di prevenzione, gestione delle cronicità e presa in carico delle patologie a bassa complessità, contribuendo a ridurre la pressione sui Pronto Soccorso. Tra le priorità illustrate anche l'adozione di una delibera regionale contro le aggressioni al personale sanitario, con procedure organizzative omogenee che prevedano sistemi di videosorveglianza, guardie giurate, spazi adeguati per i familiari e figure dedicate alla comunicazione con pazienti e accompagnatori. Il Coordinamento ha inoltre chiesto di superare alcune criticità organizzative, restituendo agli specialisti la possibilità di prescrivere direttamente esami e prestazioni di competenza e consentendo ai medici delle strutture pubbliche di trasmettere direttamente all'INPS i certificati di malattia attraverso l'integrazione dei sistemi informatici. Infine, il Coordinamento ha evidenziato la necessità di ridefinire il fabbisogno di personale sanitario e di introdurre incentivi economici e organizzativi per i professionisti che operano nelle sedi più disagiate, ribadendo la disponibilità a collaborare con la Regione per contribuire alla costruzione di un sistema sanitario sempre più efficiente, moderno e vicino ai cittadini.

CERTIFICAZIONI MEDICHE DI INTERESSE MEDICO LEGALE: ASPETTI GIURIDICI E PRATICI
06/06/2026

CERTIFICAZIONI MEDICHE DI INTERESSE MEDICO LEGALE: ASPETTI GIURIDICI E PRATICI

L'Auditorium Giuseppe D'Alessandro dell'Ordine dei Medici Chirurghi...

Indirizzo

Viale Mellusi 168
Benevento
82100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
Martedì 09:00 - 12:30
15:00 - 16:00
Mercoledì 09:00 - 12:30
Giovedì 09:00 - 12:30
15:00 - 16:00
Venerdì 09:00 - 12:30

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