01/09/2026
💡 IL BIAS DEL TALENTO NATURALE (NATURALNESS BIAS).
Due psicologi dell’università di Harvard, Tsay e Banaji (2011) misero a confronto i modi in cui vengono percepiti i “naturals” (quelli che riescono senza fatica) e gli “strivers” (i lottatori, quelli che devono mettercela tutta). Nell’esperimento I 103 musicisti esperti devono confrontare 2 pianisti. Il primo, dicono i ricercatori, è un talento naturale, il secondo è un talento che si è costruito con fatica e dedizione, attraverso l’applicazione e l’esercizio.
Gli esperti apprezzano gli sforzi di chi si impegna e prevedono per lui un futuro di maggior successo. Ma ascoltando le due esecuzioni, dicono che non c’è paragone: il primo pianista, quello che ha un talento naturale, suona meglio. Sorpresa: il pianista in realtà è lo stesso, e la qualità delle 2 esecuzioni è la stessa.
Lo psicologo Anders Ericsson, autore di Numero uno si diventa, studiò per decenni le performance degli esperti, tra cui in modo sistematico i musicisti. In un famoso studio sui violinisti in una prestigiosa scuola musicale a Berlino, si scoprì che tra 3 gruppi di violinisti la bravura era proporzionale alle migliaia di ore di esercitazioni accumulate negli anni, e non erano stati trovati violinisti “bravi per natura”, la cui “genialità” musicale era emersa con un numero limitato di esercizio rispetto ad altri. Piuttosto era vero il contrario. I più bravi erano quelli che si erano esercitati di più.
In questo ed altri campi, è stato messo in luce da decenni di studi, il talento “naturale” resta un mito popolare più che un fatto provato scientificamente. Si rimanda al libro dell’autore per approfondimenti.
E tu, conosci delle persone che sono ritenute dei “talenti naturali”?
Se ti va, scrivilo nei commenti.
A cura del dott. Giovanni Iacoviello