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Giacomo Maffioletti Fisioterapista OMPT Fisioterapia e riabilitazione moderna, diretta e senza fronzoli

Rottura del tendine d’Achille: il tempo biologico è necessario, ma non descrive il recupero funzionale.Dopo una rottura ...
18/08/2026

Rottura del tendine d’Achille: il tempo biologico è necessario, ma non descrive il recupero funzionale.

Dopo una rottura del tendine d’Achille, operata o trattata conservativamente, la progressione riabilitativa non può prescindere dalle tempistiche di guarigione tissutale. Tuttavia, soprattutto nelle fasi intermedie e avanzate, il numero di settimane trascorse non è una misura della capacità del complesso muscolo-tendineo.

La valutazione dovrebbe quindi integrare progressivamente parametri time-based e criterion-based, quantificando diversi domini:

- forza dei flessori plantari, attraverso dinamometria o test isocinetici quando disponibili, considerando non soltanto il picco di forza/torque ma il profilo di produzione della forza;
- forza a differenti angoli articolari e lunghezze muscolo-tendinee, perché un singolo test può non rappresentare l’intero deficit;
- performance al single-leg heel-rise, considerando altezza della salita, numero di ripetizioni e soprattutto total work, non semplicemente la capacità di completare il gesto;
- recupero della funzione del soleo e del gastrocnemio, evitando di interpretare il plantarflexion strength come una capacità unica e omogenea;
- eventuali strategie compensatorie utilizzate per produrre plantarflessione;
- tolleranza progressiva allo stretch-shortening cycle, passando da attività submassimali a hopping, jumping e compiti più reattivi;
- capacità di produrre e assorbire forza durante la locomozione;
-asimmetrie nei test funzionali e loro significato rispetto alle richieste individuali;
-esposizione progressiva a velocità, volumi e intensità compatibili con le richieste dello sport.

Un aspetto particolarmente rilevante è che la perdita di performance dopo una rottura non dipende esclusivamente dalla “forza del polpaccio”.

Nelle fasi avanzate, quindi, la domanda non dovrebbe essere soltanto:
“A quante settimane siamo?”
ma:
“Quali capacità sono state realmente recuperate e quali richieste dovrà tollerare questo tendine quando tornerà a correre, saltare o praticare sport?”

04/08/2026

Due persone fanno lo stesso esercizio, con lo stesso peso, le stesse serie e le stesse ripetizioni. Hanno ricevuto lo stesso stimolo?

Non necessariamente.

Il carico esterno descrive ciò che viene fatto: chili sollevati, ripetizioni, serie, chilometri o numero di salti.

Poi c’è l’intensità relativa: quanto quel lavoro è difficile rispetto alla capacità della singola persona.

Venti chili possono essere leggeri per qualcuno e quasi massimali per qualcun altro.

Infine c’è il carico interno, cioè la risposta psicofisiologica che si verifica durante l’esercizio, per esempio percezione dello sforzo, frequenza cardiaca o altre risposte dell’organismo.

Per questo, in riabilitazione, non basta prescrivere tre serie da dieci.

Bisogna sapere:

cosa ha fatto la persona, quanto era difficile per lei e come ha risposto.

È mettendo insieme queste tre informazioni che possiamo dosare meglio l’esercizio.

03/08/2026

Dolore al tendine d’Achille? Attenzione a questi 3 errori.

Massaggiare direttamente il tendine può dare un sollievo momentaneo, ma se la zona è molto irritabile può aumentare ulteriormente i sintomi.

Anche lo stretching non è sempre la scelta giusta: soprattutto in alcune tendinopatie inserzionali può aumentare la compressione sul tendine e peggiorare il fastidio.

Il terzo errore è fermarsi completamente.
Il riposo può ridurre temporaneamente il dolore, ma non restituisce al tendine la capacità di tollerare corsa, salti, cammino o allenamento.

Il tendine ha bisogno di essere caricato in modo graduale e progressivo, partendo da ciò che riesce a tollerare e aumentando nel tempo.

Non si tratta di ignorare il dolore, ma nemmeno di evitare ogni carico.
La strada sta nel mezzo: dose giusta, progressione e adattamento alla risposta del tendine.

29/07/2026

Rinforzo muscolare: qual è la cosa più importante?
Il rinforzo è fondamentale sia nella prevenzione sia nel recupero dopo un infortunio. Ma non esiste un unico modo corretto per farlo.
Il nuovo position statement pubblicato quest’anno cambia soprattutto la prospettiva rispetto al documento del 2009: carichi, esercizi e modalità differenti possono migliorare la forza, senza che esista necessariamente una strada superiore in assoluto.
Il punto centrale è un altro:
un programma funziona quando è individualizzato, sostenibile e portato avanti con costanza.
Una scheda preconfezionata può anche contenere buoni esercizi, ma serve a poco se:
* non risponde alle tue esigenze;
* non è compatibile con il tuo livello e i tuoi obiettivi;
* è troppo complessa o impegnativa per essere mantenuta;
* non viene progressivamente adattata.
Che tu voglia prevenire un infortunio, recuperare dopo uno stop o migliorare le prestazioni, la domanda non è soltanto:
“Qual è l’esercizio migliore?”
Ma:
“Quale programma riesco a seguire con continuità e mi permette di progredire?”
La forza non si costruisce con la scheda perfetta.
Si costruisce con un programma adatto a te, ripetuto abbastanza a lungo.

14/07/2026

L’assenza di dolore non coincide sempre con il recupero completo della funzione. Hai mai provato questo test?

Dopo una distorsione è normale chiedersi quando sia il momento giusto per tornare ad allenarsi o a praticare il proprio sport.

Molte persone utilizzano un solo criterio: il dolore.
Ma il dolore è solo una parte della storia.

Anche se non hai più male, la tua caviglia potrebbe non aver ancora recuperato alcune capacità importanti, come controllare un atterraggio o gestire un cambio di direzione.

Il test che trovi nel reel non è sufficiente per decidere da solo se sei pronto a tornare allo sport, ma può aiutarti a capire se esistono ancora differenze tra le due gambe che meritano attenzione.

Ti è mai capitato di sentirti “insicuro” sulla caviglia anche quando il dolore era ormai passato?

Scopri di più su

giacomomaffioletti.it

13/07/2026

Dopo una ricostruzione del tendine d’Achille, molte persone tornano a camminare senza particolari difficoltà, ma continuano ad avere la sensazione che il polpaccio “non spinga” come prima.
Una delle cose che controllo più spesso è la capacità di sollevarsi sulle punte su una gamba e l’altezza raggiunta dal tallone rispetto al lato sano.
Non è l’unico elemento da valutare, ma può fornire informazioni importanti sul recupero della funzione del complesso muscolo-tendineo.
Recuperare il movimento non significa sempre aver recuperato la capacità di produrre spinta.
Ti è mai capitato di notare una differenza tra le due gambe dopo un infortunio?

13/07/2026

Ti è mai capitato?

Ti fermi perché hai dolore.

Il dolore diminuisce.

Riprendi esattamente da dove avevi lasciato.

E dopo poco il dolore torna.

A quel punto è facile finire in uno dei due estremi: aspettare sempre che il dolore sparisca completamente oppure ignorarlo e andare avanti a tutti i costi.

Nella maggior parte dei casi, però, il problema non è scegliere tra riposo e dolore.
Il problema è capire da dove il tuo corpo riesce davvero a ripartire.

Per questo, durante una valutazione, non mi interessa solo sapere dove fa male.

Mi interessa capire cosa ti impedisce di tornare a fare quello che vuoi e costruire un percorso che ti permetta di arrivarci in modo progressivo.

Ti è mai capitato di ritrovarti in questo circolo vizioso?

01/07/2026
01/07/2026

Una delle cose che più mi ha colpito studiando il colloquio motivazionale è il concetto di ambivalenza.
Molte persone sanno già cosa potrebbe aiutarle.
Eppure faticano a cambiare.
Non sempre è una questione di pigrizia o di mancanza di volontà.
Spesso convivono due esigenze opposte: il desiderio di stare meglio e la paura del cambiamento, del dolore o dell’insuccesso.
Riconoscere questa ambivalenza non significa trovare subito una soluzione.
Ma può essere il primo passo per comprendere meglio ciò che ci sta trattenendo.
È uno spunto che, negli ultimi mesi, ha cambiato anche il mio modo di ascoltare le persone in studio.

Indirizzo

Via Giulio Cesare 29
Bergamo
24124

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