14/06/2026
La violenza non è solo ciò che vediamo. È ciò che smettiamo di vedere.
C’è un’atrofia che precede il colpo: quella dell’immaginazione. Dell’empatia. Chi uccide, prima smette di immaginare l’altro. E così uccide anche la propria umanità.
Nel 1939, mentre il mondo scivolava di nuovo nell’abisso, Virginia Woolf scriveva:
“L’irrealtà della forza soffoca tutto. La macchina omicida è entrata in azione. Il potere creativo è tagliato, spezzato. Si può uccidere un altro perché non lo si immagina.”
Oggi, in questi tempi di guerre insensate che ci attraversano e ci opprimono, quelle parole non sono un ricordo. Sono un allarme.
Per questo abbiamo pensato Sconfinamenti 2026.
Perché abbiamo un’urgenza estrema: re-imparare a immaginare l’altro. Imparare insieme a costruire un mondo più umano, fatto di rispetto, ascolto, gentilezza. Un mondo dove giovani, vecchi, bambini, poveri e ricchi possano vivere in pace.
Non è un sogno. È la necessità più concreta che abbiamo.
Chiedere un mondo così non è chiedere troppo.
È l’unico modo per non smettere di vederci.
SCONFINAMENTI 2026
“Radici e orizzonti: in cammino verso la pace e la giustizia sociale”
Cagliari 26-27-28 GIUGNO 2026