Andrea Carboni - Fisioterapista OMPT

Andrea Carboni - Fisioterapista OMPT Fisioterapista - OMPT
🎓 Specializzato in disordini muscoloscheletrici
❌ Terapie di dubbia efficacia?

No grazie!
📚🔭 Solo fisioterapia basata su evidenze scientifiche!

Siamo spesso portati a pensare che un bravo professionista debba sempre individuare la causa precisa di un problema e tr...
30/07/2026

Siamo spesso portati a pensare che un bravo professionista debba sempre individuare la causa precisa di un problema e trovare il trattamento giusto per eliminarlo.

In fisioterapia e in medicina, però, il rapporto tra causa, trattamento e risultato è raramente così lineare.

Il corpo umano è un sistema vivo, complesso e adattabile. La salute e i disturbi muscoloscheletrici dipendono dall’interazione di moltissime variabili: stato dei tessuti, sistema nervoso, età, storia clinica, sonno, stress, emozioni, carichi, attività fisica, salute generale, comportamenti, aspettative e contesto sociale.

Questo significa che:
• non sempre esiste una soluzione definitiva a ogni dolore;
• non sempre è possibile identificare con certezza una singola causa;
• non sempre lo stesso trattamento produce gli stessi risultati;
• non sempre eliminare completamente il dolore è un obiettivo realistico;
• non sempre la riduzione del dolore è l’unico risultato importante di un percorso fisioterapico.

Un buon fisioterapista deve valutare con attenzione, riconoscere ciò che richiede approfondimenti, proporre interventi ragionevoli, monitorare l’andamento e comunicare con trasparenza limiti e incertezze.

I social network, invece, premiano spesso narrazioni molto più semplici: problema, test, causa individuata, trattamento, guarigione.
La realtà clinica è molto più complessa.

Tenerlo a mente aiuta a costruire aspettative più realistiche e a riconoscere più facilmente spiegazioni fuorvianti e promesse difficili da mantenere.

La biomeccanica è uno strumento fondamentale in fisioterapia e in preparazione atletica. Ci aiuta a comprendere il movim...
22/07/2026

La biomeccanica è uno strumento fondamentale in fisioterapia e in preparazione atletica. Ci aiuta a comprendere il movimento umano, le forze che agiscono sul corpo e il modo in cui i tessuti vengono sollecitati durante un esercizio o un’attività.

Il problema nasce quando viene usata in modo troppo rigido.

Prendiamo lo squat. Se ho in mente un modello di squat “ideale” e cerco semplicemente di portare ogni paziente verso quel modello, sto usando la biomeccanica in modo riduttivo.

Perché un movimento diverso da quello canonico non è automaticamente un movimento sbagliato.

Può dipendere da tanti fattori:
- mobilità articolare,
- struttura corporea,
- leve individuali,
- comprensione del compito motorio,
- paura del movimento,
- dolore,
- forza disponibile,
- esperienze precedenti.

Il ruolo del fisioterapista non è correggere ogni movimento per renderlo uguale a un modello predefinito.

Il ruolo del fisioterapista è capire perché quella persona si muove in quel modo, se quel movimento rappresenta davvero un problema e come eventualmente modificarlo per avvicinarla al suo obiettivo. Applicare la biomeccanica con intelligenza non significa inseguire il movimento perfetto. Significa usare conoscenze su movimento, carichi, forze e tessuti per prendere decisioni più ragionate, più organizzate e più adatte alla persona che abbiamo davanti.

L’esercizio, in fisioterapia, non serve solo a rendere le persone più forti. La forza è importante. Ci consente di muove...
16/07/2026

L’esercizio, in fisioterapia, non serve solo a rendere le persone più forti.

La forza è importante. Ci consente di muoverci meglio, tollerare meglio i carichi, mantenere autonomia e funzione nel tempo, e affrontare con più sicurezza le attività quotidiane e sportive.

Tuttavia, il dolore è un fenomeno complesso, influenzato dai tessuti, dal sistema nervoso, dal carico, dal sonno, dallo stress, dalla paura, dalle esperienze precedenti e dal contesto della persona.

Per questo l’esercizio è uno strumento fondamentale: permette di lavorare sull’esposizione graduale al movimento, sull’aumento della tolleranza al carico, sulla riduzione della paura, sullo sviluppo di maggiore fiducia e sulla capacità di gestire meglio la propria situazione.

La forza resta fondamentale, ma un buon percorso riabilitativo non costruisce solo muscoli più forti.

Costruisce persone più sicure, autonome e capaci di tornare a fare ciò che conta per loro.

Ancora troppo spesso vedo pazienti che portano dei plantari correttivi, mirati a risolvere un presunto dislivello nella ...
08/07/2026

Ancora troppo spesso vedo pazienti che portano dei plantari correttivi, mirati a risolvere un presunto dislivello nella lunghezza di un arto rispetto all’altro, senza che ce ne sia alcun bisogno effettivo.

Solitamente la storia che mi viene raccontata assomiglia alla seguente.

Il paziente si rivolge a un “professionista” di cui si fida per risolvere un dolore alla schiena, all’anca, al ginocchio, al piede o a qualunque altro distretto.

Tale “professionista” misura la lunghezza delle gambe con un metro da sarta, trova una piccola differenza, e da lì parte tutta la spiegazione: “hai una gamba più corta”, “sei storto”, “devi compensare”, “ti serve un plantare correttivo”.

Ma siamo sicuri che questa cosa abbia davvero senso? Misurare un’eterometria con il metro può sembrare una procedura semplice, precisa e oggettiva. In realtà è una misurazione estremamente sensibile a errori: dipende da come è posizionato il paziente, da quali punti anatomici vengono scelti, da come viene tenuto il metro, dalla posizione del bacino e dall’esperienza dell’operatore. L’affidabilità è nell’ordine di centimetri, non di millimetri!!!

Se una misura non è affidabile, può diventare la base per prescrivere qualcosa che dovrebbe “correggere” il corpo di una persona?

Seconda domanda: anche se quella piccola differenza esistesse davvero, siamo sicuri che sia rilevante?

La risposta è, nella grande maggioranza dei casi, no (a entrambe le domande)

Se una persona arriva con dolore lombare, dolore all’anca, dolore al ginocchio o dolore al piede, sapere se ha una gamba leggermente più corta dell’altra non aggiunge nulla al ragionamento clinico.

Anzi, in molti casi è una perdita di tempo. Peggio ancora, può spostare l’attenzione su un dettaglio anatomico poco rilevante, creando nella persona l’idea di essere storta, sbilanciata, difettosa o da correggere.

Una piccola asimmetria può esistere, ma non per questo deve diventare una diagnosi, una spiegazione del dolore o il motivo per prescrivere un plantare.

Dovremmo smetterla di essere ossessionati dalla simmetria.

Noi non siamo simmetrici. Non lo sono i nostri organi, non lo sono i nostri gesti, non lo sono i nostri carichi quotidiani, non lo è il modo in cui ci muoviamo. La simmetria perfetta non è un requisito per stare bene. E l’asimmetria, da sola, non è una patologia.

Questo non significa che plantari o rialzi siano sempre inutili. In alcuni casi possono avere senso. Ma devono essere inseriti dentro un ragionamento clinico serio: sintomi, storia del paziente, funzione, obiettivi, risposta al carico e risposta alla modifica proposta.

📑Della letteratura scientifica pubblicata in ambito di fisioterapia e problematiche muscoloscheletriche si stima che sol...
24/03/2026

📑Della letteratura scientifica pubblicata in ambito di fisioterapia e problematiche muscoloscheletriche si stima che solo il 20% sia utile, il restante 80% è di fatto spazzatura.

La letteratura scientifica è (o meglio, dovrebbe essere) lo strumento principale tramite cui i clinici e i fisioterapisti si aggiornano per migliorarsi sempre di più come professionisti.

Insomma, lo strumento principale di formazione per chi opera nel settore è mediamente di scarsissima qualità e bisogna saper discriminare e trovare le informazioni veramente utili.

Immaginiamo allora di calarci nei panni di una persona in cerca di informazioni sul suo problema di salute...

🫵🏻Provate a farlo. Andate su Google, interpellate il motore di ricerca come farebbe un vostro amico in cerca di una soluzione al suo dolore, e iniziate a leggere.

Diagnosi su diagnosi, una diversa dall'altra. Indicazioni generiche su cosa fare e assenza di una linea comune. Ognuno sembra ti**re acqua al suo mulino. Un disastro.

❗Personalmente, ritengo che questo sia un problema enorme. Non sto dicendo nulla di nuovo, e la situazione sicuramente non migliorerà negli anni a ve**re.

Penso però che continuare a parlare di questo problema, e aumentare la consapevolezza generale in merito, sia un'ottima cosa. Per chiunque stia leggendo queste righe, e sia alla ricerca di una soluzione al suo problema, il mio consiglio è di investire tempo e risorse nel trovare un valido professionista a cui affidarsi e di cui, possibilmente fidarsi.

💪🏻Il dolore laterale di gomito è una delle condizioni muscoloscheletriche più frustranti.🤔Negli ultimi anni la letteratu...
26/02/2026

💪🏻Il dolore laterale di gomito è una delle condizioni muscoloscheletriche più frustranti.

🤔Negli ultimi anni la letteratura ha messo in discussione molte convinzioni diffuse.

🔍La chirurgia non mostra benefici clinicamente rilevanti rispetto alla chirurgia simulata.

❗Le infiltrazioni possono aiutare nel breve termine, ma nel medio-lungo periodo sono associate a più recidive e risultati peggiori.

👉🏻L’esercizio terapeutico resta l’opzione con il miglior rapporto beneficio/rischio, ma i miglioramenti sono progressivi e raramente immediati.

👀Un aspetto spesso sottovalutato è che la persistenza del dolore per settimane o mesi è frequente e descritta negli studi presenti in letteratura. Non è necessariamente un elemento che debba destare preoccupazione.

😳In una condizione come questa, in cui il dolore persiste per molto tempo, è normale che si inneschino emozioni forti: paura, rabbia, dubbi. E se ci fosse sotto dell’altro? Se diventasse un problema cronico? Se peggiorerà ulteriormente come farò a lavorare?

💡Capire cosa dice davvero la letteratura aiuta a ridurre aspettative irrealistiche e a rasserenarsi un po’. Purtroppo, è normale che il dolore duri a lungo, anche mesi. È fastidioso ed estremamente invalidante, ma è normale.

🗣️Spesso ricevo telefonate che si aprono con una domanda di questo tipo: “In cosa consiste la fisioterapia per il mio pr...
19/02/2026

🗣️Spesso ricevo telefonate che si aprono con una domanda di questo tipo: “In cosa consiste la fisioterapia per il mio problema?”

👨🏻‍⚕️La persona dall’altra parte del telefono ha spesso già fatto visite ed esami strumentali, e gli è stata posta una diagnosi. Si aspetta da me una risposta immediata, magari un protocollo preciso e definito per il suo problema.

📚Tuttavia, una fisioterapia moderna e di qualità non si basa su protocolli.

💡Il punto di partenza è sempre un’accurata valutazione.
Due persone con la stessa diagnosi possono presentare un quadro funzionale completamente diverso: limitazioni, capacità, livelli di carico tollerati e richieste funzionali completamente opposte.

👉🏻Per questo la parte più importante del percorso è la valutazione e le ri-valutazioni successive. Ascolto, esame obiettivo, raccolta di dati, analisi e discussione delle informazioni raccolte, definizione degli obiettivi terapeutici.

❗La fisioterapia non è l’applicazione automatica di un protocollo, ma un percorso che si costruisce sulla base di un’accurata valutazione svolta sul singolo individuo.

07/02/2026

👉🏻Soffrire di qualche dolorino ogni tanto, dal mal di schiena al dolore al collo, è del tutto normale. Ma questo è un aspetto che sui social viene spesso perso di vista.

📲Negli ultimi anni i social network hanno contribuito a costruire l’idea di una vita e di un corpo perfetti: senza dolore, senza asimmetrie, senza alcun problema muscolo-scheletrico. L’ideale di salute si è alzato ed è diventato quasi assoluto, perfetto. Tuttavia, la realtà è molto diversa.

🤯Sui social network, siamo inondati da contenuti in cui per ogni problema viene proposta una soluzione. Hai il ginocchio valgo? Prova questi esercizi! Hai le spalle chiuse in avanti? Fai questa routine per migliorare la tua postura! Soffri di dolore al collo? Allora svolgi queste 3 azioni ogni giorno!

‼️Tralasciando l’efficacia dei trattamenti proposti (spesso discutibile) il grosso problema di questo tipo di comunicazione è che passa il messaggio che ogni fastidio, ogni asimmetria, ogni deviazione da quella che oggi viene considerata la “normalità” debba essere corretta ad ogni costo.

💡Ma non è così.
È normale che la nostra postura sia diversa dai disegni che vediamo su Internet o sui libri, con le spalle un po’ chiuse in avanti e un minimo di gobba.
È normale avere un po’ di dolore alla schiena o al collo.
È normale avere una spalla leggermente più alta dell’altra, o la colonna vertebrale non perfettamente in linea.
È normale anche sperimentare episodi di mal di schiena forti e acuti, tanto da limitare in maniera importante i nostri movimenti.

🤔Perché allora sui social network sembra che ogni minimo fastidio debba essere corretto a tutti i costi? Beh, normalizzare questi fastidi e piccoli problemi muscoloscheletrici venderebbe sicuramente meno rispetto al far vedere qualche magico esercizio o tecnica di trattamento…

⛹🏻E infine, un ultimo consiglio. Se avete un’oretta libera, invece di svolgere routine di esercizi trovate online che promettono di risolvere qualunque tipo di problema, dedicate piuttosto quel tempo ad attività che siano veramente gratificanti, meglio ancora se coincidono con movimento ed attività fisica.

28/01/2026

👨🏻‍⚕️Il mal di schiena acuto è una condizione muscoloscheletrica tanto comune quanto invalidante. Compare spesso all’improvviso, limita gran parte dei gesti e delle attività che svolgiamo quotidianamente, e ci fa preoccupare che sia successo qualcosa di grave.

👉🏻Spesso questi episodi di lombalgia acuta (low back pain) non vengono gestiti nel modo ottimale.

🔍Da ormai diversi anni sappiamo che, in assenza di specifici indicatori di rischio (red flags) o di danni strutturali rilevanti (come fratture, infezioni o gravi patologie), la lombalgia acuta tende a migliorare spontaneamente nel tempo, con un decorso ahimè molto variabile da persona a persona. Giorni, settimane, a volte anche di più e spesso con qualche ricaduta nel mezzo.

❗Evitare completamente il movimento, irrigidirsi o “proteggersi” eccessivamente non accelera la guarigione. Al contrario, un approccio attivo, graduale e adattato alla situazione della persona favorisce un recupero migliore, soprattutto in termini di funzionalità.

🕺🏻Il riposo a letto non serve a nulla in queste situazioni, ed anzi può diventare controproducente. Muovetevi, piegate la schiena, fate le vostre attività, ovviamente compatibilmente con la situazione e i livelli di dolore che state provando. Ma fermare tutto e mettersi a letto non serve a nulla, anzi.

💡È importante sapere che durante il processo di recupero è normale avere delle fluttuazioni nei livelli di dolore. Una f***a improvvisa non significa che “si è rovinato tutto” o che si sia tornati indietro di settimane. È semplicemente normale, e fa parte del gioco.

🔍Riconoscere un bravo fisioterapista non è semplice. Affidare la propria salute a un’altra persona, anche quando si trat...
17/01/2026

🔍Riconoscere un bravo fisioterapista non è semplice. Affidare la propria salute a un’altra persona, anche quando si tratta di un professionista sanitario, può generare dubbi e incertezze, soprattutto se si hanno alle spalle esperienze poco convincenti.

👉🏻Non esiste una formula magica che permetta di distinguere con certezza un bravo fisioterapista da uno meno bravo. Tuttavia, alcuni segnali possono aiutare a orientarsi.

🗣️Un bravo fisioterapista dedica molto spazio all’ascolto. Non tanto alle proprie parole, quanto a quelle del paziente. Lascia raccontare la storia, non interrompe, fa domande mirate, perché solo chi vive il dolore conosce davvero come è nato e come si è evoluto.

❌Un bravo fisioterapista non promette certezze assolute. In medicina nulla è garantito, tutto è probabilistico. Promesse di risultati incredibili, molto rapidi e ben definiti dovrebbero sempre essere valutate con spirito critico.

💡Infine, un bravo fisioterapista rende il paziente protagonista del percorso di cura. Guida, orienta, spiega cosa fare e cosa evitare, ma il percorso viene costruito insieme, tenendo conto dell’esperienza, dei limiti e delle paure della persona.

Indirizzo

Viale Giulio Cesare 29
Bergamo
24129

Orario di apertura

Martedì 13:00 - 22:00
Mercoledì 13:00 - 22:00
Venerdì 13:00 - 22:00
Sabato 08:00 - 20:00

Telefono

+393513991021

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Andrea Carboni - Fisioterapista OMPT pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Andrea Carboni - Fisioterapista OMPT:

Scelte rapide

Condividi

Digitare