Farmacia di Cologna

Farmacia di Cologna Il primo dovere è la salute (O. Wilde)

08/08/2026
08/08/2026

La sfinge del galio è una delle falene più sorprendenti che si possono osservare nei giardini italiani durante l'estate. Il suo volo rapido e la capacità di restare immobile davanti ai fiori ricordano da vicino il comportamento di un colibrì, ma si tratta di un insetto appartenente alla famiglia delle sfingi.

Grazie alla sua lunga spiritromba riesce a nutrirsi del nettare senza posarsi, visitando numerosi fiori come lavanda, petunie, caprifoglio e galio. È attiva soprattutto di giorno e può tornare più volte negli stessi punti del giardino, dimostrando un'ottima memoria spaziale. In molte zone d'Italia è facile avvistarla tra luglio e settembre, quando le fioriture sono più abbondanti.

Questa falena svolge anche un ruolo importante nell'impollinazione di molte piante. Alcune popolazioni migrano verso l'Italia durante la bella stagione, mentre nelle aree dal clima più mite può essere presente per gran parte dell'anno. Favorire la presenza di piante ricche di nettare è un modo semplice per offrire rifugio e alimento a questa straordinaria visitatrice dei nostri giardini.

08/08/2026

Ogni estate si parla di siccità.

Eppure, una grande quantità di acqua piovana continua a essere convogliata direttamente nelle fognature invece di essere raccolta e riutilizzata. Con un sistema di recupero adeguato, quest'acqua può essere impiegata per irrigare il giardino, alimentare gli scarichi dei servizi igienici, lavare l'auto o pulire gli spazi esterni, riducendo il consumo di acqua potabile.

In molte zone d'Italia, un tetto di medie dimensioni può raccogliere migliaia di litri d'acqua durante l'anno. Una cisterna ben dimensionata consente di accumulare parte di questa risorsa e di utilizzarla nei periodi più secchi, contribuendo a contenere gli sprechi e ad abbassare i consumi domestici.

La diffusione dei sistemi di raccolta dell'acqua piovana varia da Paese a Paese. In alcune nazioni europee, incentivi economici e normative favorevoli ne hanno favorito l'installazione nelle nuove abitazioni. In Italia, invece, la loro adozione è spesso limitata da costi iniziali, procedure amministrative e regolamenti che possono cambiare a livello locale.

Recuperare l'acqua piovana non elimina il problema della siccità, ma rappresenta una soluzione pratica per utilizzare in modo più efficiente una risorsa che altrimenti andrebbe perduta. Anche piccoli interventi possono contribuire a ridurre il consumo di acqua potabile e a rendere le abitazioni più sostenibili nel tempo.

08/08/2026

Un giardino sano non dipende solo dalle piante che si vedono in superficie.

Sotto il terreno vive una comunità di funghi, batteri, lombrichi e piccoli invertebrati che contribuisce a mantenere il suolo fertile e ben strutturato. Questi organismi favoriscono la decomposizione della materia organica, migliorano la circolazione di aria e acqua e aiutano le radici ad assorbire i nutrienti.

L'uso dei diserbanti può ridurre efficacemente le erbe indesiderate, ma alcuni prodotti possono avere effetti anche sugli organismi non bersaglio, soprattutto se impiegati in modo frequente o non conforme alle indicazioni. L'impatto dipende dal principio attivo utilizzato, dalla dose, dal tipo di terreno e dalle condizioni ambientali.

Per mantenere il giardino in equilibrio, può essere utile affiancare o sostituire i trattamenti chimici con metodi come la pacciamatura, la rimozione manuale delle infestanti, l'uso di piante tappezzanti e una buona gestione del terreno. Queste soluzioni aiutano a limitare la crescita delle erbe spontanee preservando la biodiversità del suolo.

Un terreno ricco di vita è generalmente più resistente alla siccità, trattiene meglio l'acqua e sostiene una crescita più vigorosa delle piante. Proteggere l'ecosistema del suolo significa investire nella salute del giardino nel lungo periodo.

01/08/2026

Prima di strappare ciò che cresce spontaneo in giardino, conviene guardare questa lista. Molte delle piante che chiamiamo erbacce sono habitat gratuito per impollinatori, uccelli e fauna utile. 🐝

Otto piante spontanee comuni che non sono erbacce:

— Tarassaco: una delle prime fonti di nettare in primavera, nutre le api quando quasi nient'altro fiorisce. Tutta la pianta è commestibile.

— Trifoglio: fissa l'azoto nel terreno, un fertilizzante naturale, ed è una super-pianta nettarifera, amata dalle api e dai bombi.

— Ortica: fondamentale per le farfalle, che ne fanno la nursery dei loro bruchi. È anche un'ottima verdura selvatica cotta.

— Portulaca: cresce in ogni fessura, è commestibile e ricca di omega-3, e i suoi piccoli fiori nutrono gli impollinatori.

— Piantaggine: cresce in ogni angolo umido e nutre gli insetti benefici. Tradizionale erba di campo.

— Malva: fiori delicati amati dagli impollinatori, foglie e fiori commestibili, presenza classica dei bordi e degli incolti.

— Achillea millefoglie: attira sia gli impollinatori sia i predatori naturali dei parassiti, aiutando a tenere in equilibrio l'orto.

— Borragine: i suoi fiori azzurri a stella sono tra i preferiti in assoluto delle api. 🌿

Molte di queste piante offrono rifugio e cibo gratis. Vale la pena lasciarle crescere. 🦋

01/08/2026

Il condizionatore più efficiente della tua via non ha una spina, non fa rumore e migliora invecchiando. È un albero adulto.

Il meccanismo è reale, non poetico. Le radici assorbono acqua, le foglie la rilasciano come vapore attraverso gli stomi, e quel passaggio da liquido a vapore sottrae calore all'aria intorno alla chioma. È lo stesso principio del sudore sulla pelle, ma alla scala di un'intera chioma.

Gli ordini di grandezza, presi dalla ricerca sul verde urbano:

🌳 Un grande albero adulto può traspirare da alcune centinaia fino a circa 450 litri d'acqua al giorno nelle condizioni migliori. Il confronto più citato, di origine Berkeley Lab e U.S. Forest Service, stima un effetto rinfrescante paragonabile a cinque condizionatori accesi per venti ore. È un paragone di ordine di grandezza, non una misura esatta, ma rende l'idea.

🌳 In strada, la temperatura dell'aria vicino alla chioma scende di circa 3-7 °C, con l'ombra a fare la parte maggiore del lavoro e la traspirazione ad amplificarla.

🌳 Conta l'età. Un albero giovane traspira una frazione di questi valori: la chioma che rinfresca davvero si costruisce in decenni, non in una stagione.

🌳 Conta l'acqua. In siccità, con il suolo secco, l'albero chiude gli stomi e la traspirazione può crollare a poche decine di litri. Un albero assetato rinfresca molto meno: mantenere il suolo umido e pacciamato ne preserva la funzione.

Lo stesso albero trattiene le polveri sottili e immagazzina carbonio nel legno per tutta la vita.

Ed è per questo che un albero adulto tagliato non si sostituisce piantandone uno nuovo: quella frescura tornerà solo tra qualche decennio. 🌿

01/08/2026

La lavanda non ricaccia dal legno vecchio. Se tagli sotto le foglie verdi, quel ramo è morto per sempre. È la regola numero uno che quasi nessuno rispetta. 🌿

La lavanda non potata è bella due anni, decente al terzo, e al quinto ha il centro vuoto e spoglio, legnoso, senza fiori e senza recupero possibile. La differenza tra un cespuglio che dura 5 anni e uno che ne dura 10-15 sta in un solo gesto: tagliare sopra il verde, mai sotto.

✂️ Dove tagliare esattamente:
🌱 Individua l'ultima foglia verde di ogni stelo, la più bassa con verde ancora visibile
✂️ Taglia circa un terzo della vegetazione verde, fermandoti sopra quella foglia
❌ Non entrare mai nel legno grigio privo di gemme: quella parte non ricaccia

📅 Quando potare in Italia:
Nella maggior parte delle varietà la lavanda fiorisce tra giugno e luglio. Pota subito dopo la fioritura, nella settimana successiva alla raccolta delle spighe, quando la pianta ha ancora energia per emettere nuovi getti. Una potatura più leggera a fine estate, o a fine inverno tra febbraio e marzo, riordina la forma. Evita di potare in autunno inoltrato: i nuovi germogli verrebbero danneggiati dal gelo.

Il dettaglio che cambia tutto: fallo in una finestra asciutta di qualche giorno e con cesoie pulite e disinfettate. Tagli aperti su pianta bagnata e lame sporche favoriscono le malattie fungine.

🌸 Cosa guadagni se la poti bene:
🌿 Cespuglio denso e compatto, con molti più anni di vita produttiva
🐝 Impollinatori in massa: api, bombi e farfalle
🌬️ Fiori secchi tradizionalmente usati per profumare armadi e biancheria e tenere lontane le tarme
🌾 Raccolto aromatico per sacchetti, infusi e saponi

Le forbici al momento giusto valgono più di qualsiasi concime. 🌱

01/08/2026

Se i viali storici stanno sparendo e non possiamo far tornare indietro un platano di cent'anni, resta una sola domanda utile: cosa piantiamo adesso, e come, perché fra un secolo qualcuno percorra ancora una strada all'ombra.
La prima risposta non riguarda le specie, ma lo spazio sotterraneo. Un albero stradale muore quasi sempre per soffocamento delle radici, non per malattia: piantato in una buca stretta, sotto pavimentazione impermeabile, con il terreno compattato dai mezzi di cantiere. Prima di scegliere la specie bisogna garantire volume di suolo esplorabile, terreno non compattato e acqua che riesca a infiltrarsi. Un albero giusto in una buca sbagliata è un albero morto con qualche anno di ritardo.
Poi vengono le specie. Il criterio non è più solo estetico: serve chi regge caldo, siccità, aria urbana e — sempre più — chi non collassa alla prima nuova malattia.
Il tiglio è tra i migliori per raffrescare: chioma densa a cuore, ottima capacità di intercettare le polveri, fioritura preziosa per le api.
Il bagolaro (o spaccasassi) è forse l'albero urbano italiano per eccellenza del futuro prossimo: resiste alla siccità, all'aria inquinata e ai suoli poveri e compattati, con radici che non sollevano i marciapiedi quanto altre specie.
L'acero campestre, nostrano e rustico, funziona bene nelle strade più strette dove un platano sarebbe fuori scala.
Il platano resta insuperabile per dimensione della chioma, ma va usato con cautela: il cancro colorato si trasmette proprio attraverso le ferite di potatura, e ogni intervento sui platani va comunicato al Servizio Fitosanitario Regionale.
La terza risposta è la meno tecnica e la più importante: la diversità. I viali monospecifici — chilometri di un'unica specie — sono spettacolari e fragilissimi. Una singola malattia può cancellarli tutti insieme, come è successo agli olmi in mezza Europa. Un filare misto è meno regolare da guardare, e molto più difficile da perdere.
Piantare un albero stradale oggi significa prendere una decisione che darà i suoi frutti quando chi la prende non ci sarà più. È l'atto meno immediato e più generoso che un'amministrazione possa compiere.
I platani sotto cui passiamo li ha piantati qualcuno duecento anni fa, sapendo di non poterli mai vedere adulti.

29/07/2026
29/07/2026

Sette cose che non si sostituiscono 🌱

Otto post fa abbiamo iniziato con un albero. Poi una siepe, un olivo, un muro, un fosso, un albero morto, un prato.

Sette cose diversissime. Una sola frase in comune, detta sempre con le migliori intenzioni: "poi lo rimettiamo".

Ecco cosa abbiamo scoperto: quella frase fallisce ogni volta in un modo diverso.

🌳 1. L'ALBERO — fallisce per il TEMPO
Un albero raggiunge la maturità in 20-40 anni. L'alberello che lo sostituisce farà ombra vera verso il 2050. Nel frattempo, dove c'era la chioma, l'asfalto al sole tocca i 60°C. A Monterotondo una perizia agronomica ha quantificato 24 alberi monumentali in 102.244 euro, 207.000 su vent'anni.
Non è retorica: è una cifra su una perizia.

🌿 2. LA SIEPE — fallisce per l'INVISIBILITÀ
La LIPU lo scrive chiaramente: i nidi sono collocati nella vegetazione in modo da risultare "del tutto invisibili e spesso non rilevabili anche da parte dei tecnici più esperti".
"Ho guardato, non c'erano nidi" non vuol dire niente. E i nidi sono tutelati dalla Legge 157/92.

🫒 3. L'OLIVO SECOLARE — fallisce per l'INCERTEZZA
Le linee guida sull'espianto stabiliscono che servono almeno TRE ANNI dal reimpianto per giudicare il mancato attecchimento.
Tre anni per sapere se è morto. Quando qualcuno dice "tranquillo, lo trapiantiamo", nemmeno lui può saperlo — e a quel punto il cantiere è chiuso da un pezzo.

🧱 4. IL MURO A SECCO — fallisce perché il RIMEDIO È IL DANNO
Qui nessuno voleva distruggere niente: volevano rinforzarlo. Ma il muro a secco è progettato per far passare l'acqua, e il cemento lo rende impermeabile.
I buchi non sono un difetto. Sono l'impianto idraulico. Molti muri "ristrutturati" con cemento o lamiere sono poi caduti rovinosamente.

💧 5. IL FOSSO — fallisce perché è già VIETATO
Tombare un corso d'acqua è vietato per legge (D.Lgs. 152). Il regolamento di Milano lo dice senza scampo: vietato coprirli "anche con tubi o scatolari di ampia sezione".
E in Sicilia stanno verificando le tombinature già esistenti sotto i centri abitati. Il divieto non è teoria: è quello che si è imparato dai fossi già sepolti.

🪵 6. L'ALBERO MORTO — fallisce perché il PRESUPPOSTO È SBAGLIATO
"Tanto è secco." Ma circa il 30% della biodiversità di un bosco dipende dal legno morto, e un albero morto ospita più forme di vita di quante ne ospitasse da vivo.
Il picchio scava, e i suoi fori diventano casa per civette, ghiri, pipistrelli. Non stai togliendo un rifiuto. Stai sfrattando un condominio.

🌼 7. IL PRATO — fallisce perché il RIMPIAZZO SI COMPRA DAVVERO
Ed è il caso più insidioso, perché una busta di semi esiste sul serio.
Ma nella busta non c'è la banca dei semi accumulata negli anni nel terreno, non ci sono le radici profonde, non ci sono gli insetti che avevano imparato quel calendario di fioriture. Le piante selvatiche devono raggiungere una certa altezza per fiorire e seminare: il taglio frequente non è ordine, è interruzione.

🧩 IL FILO CHE LEGA TUTTO
Guarda i sette fallimenti insieme e viene fuori una cosa sola.

Tutte queste promesse sono promesse sul TEMPO. E il tempo è l'unica cosa che non si può comprare, appaltare o compensare.

Puoi ricomprare un albero. Non puoi ricomprare cinquant'anni di albero.
Puoi ripiantare una siepe. Non puoi ripiantare vent'anni di nidiate.
Puoi rifare un muro. Non puoi rifare le mani che sapevano farlo.

E c'è un dettaglio che torna in tutti e sette: chi fa la promessa non sarà lì quando scade.

⚖️ QUELLO CHE QUESTA SERIE NON DICE
Non stiamo dicendo che non si tocca niente.

Un albero malato o pericoloso si abbatte — e lo dice un agronomo, non il vicino.
Una siepe si gestisce, si dirada, si ringiovanisce.
Un olivo colpito dalla Xylella è una decisione di fitopatologia.
Un muro a secco si ripara — a secco.
Un attraversamento su un fosso si fa, con un manufatto correttamente dimensionato.
Un albero morto sopra un sentiero o un cortile si toglie.
Un prato si taglia — dopo la disseminazione, lasciando 4-5 cm.

La differenza non è tra fare e non fare. È tra una decisione presa sapendo cosa costa, e una presa dicendo "tanto poi lo rimettiamo".

✅ LE TRE DOMANDE
Prima di togliere qualcosa di vecchio, tre domande. Bastano.

1️⃣ QUANTI ANNI HA? Non quanto è grande: quanti anni ha. È quella la cosa che stai spendendo.
2️⃣ CHI CI VIVE DENTRO? Nidi, cavità, fessure, radici, semi. Quasi sempre non li vedi. Non vederli non è una risposta.
3️⃣ CHI VERIFICA, E QUANDO? Se la risposta è "lo rimettiamo", chiedi chi controllerà tra tre anni. Se non c'è un nome, non è una compensazione: è una frase.

Prima di togliere ciò che c'è, calcola il valore di ciò che non si può sostituire. 🌱

Indirizzo

Piazza Libertà 70, Cologna
Berra
44033

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
16:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 12:30
16:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 12:30
16:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 12:30
16:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 12:30
16:00 - 19:30
Sabato 09:00 - 12:30

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