14/02/2022
Negli ultimi decenni si è assistito a un cambiamento nel modo di concepire l’amore e la coppia.
L’amore che oggi si va cercando è sempre meno l’amore-dedizione che caratterizzava i matrimoni di un tempo e sempre più l’amore-comunicazione, l’amore-scambio. Un tipo di amore cioè, che deve contribuire in maniera sostanziale alla realizzazione dell’individuo, alla sua crescita, che deve aiutarlo a conoscersi meglio.
Proprio perché l’amore deve servire anche all’individuo per crescere, molte coppie contemporanee non tollerano o sopportano male che esso ponga dei limiti alle libertà personali.
L’amore si fonda dunque sull’intimità e sulla fiducia nell’altro, ma deve avere caratteristiche tali da non limitare l’identità di una persona, da non definirla una volta per tutte: deve cioè consentire di essere se stessi e di evolvere.
“L’autosacrificio, che un tempo sembrava una fondamentale prova d’amore, ora appare sospetto” - scrive la sociologa americana Swilder - “Cercare di realizzarsi attraverso i sacrifici che si fanno per gli altri sembra più una forma di parassitismo che di nobiltà. Temiamo le mogli dipendenti e le madri soffocanti e condanniamo l’uomo o la donna che non riescono a far fronte da soli alle proprie necessità. Gli altri possono essere soltanto uno stimolo alla nostra crescita e sviluppo, non una fonte di significato per le nostre vite. Diffidiamo di coloro che non sanno amare da una posizione di forza, nel pieno possesso di sé”.