08/03/2024
La protesi di spalla sta diventando un intervento sempre più usato per risolvere le patologie più gravi della spalla. Rispetto alla protesi di anca e a quella di ginocchio in termini assoluti il numero è però relativamente basso, su 100 protesi di anca vengono infatti impiantate 85 protesi di ginocchio e 7 protesi di spalla.
L’aumento dell’utilizzo della protesi di spalla è dato dalla introduzione di un disegno particolare della struttura meccanica che rappresenta un unicum rispetto alle altre: la protesi inversa.
La debolezza della cuffia dei rotatori è il fattore principale che ha portato ha costruire una nuova protesi di spalla.
L’idea di invertire la struttura anatomica della protesi, portando cioè la parte sferica sulla glena e la parte concava sull’omero, ha portato ad avere un impianto che funziona perfettamente anche senza cuffia dei rotatori grazie alla sua stabilità intrinseca.
Questa peculiarità ha risolto perfettamente anche tutti i problemi dei pazienti con una lesione della cuffia dei rotatori grave, difficilmente riparabile sia per la gravità delle lesioni che per l’età che porta con sé una degenerazione del tessuto tendineo e quindi una impossibilità a ricucire e riparare una lesione.
La protesi inversa sta diventando di uso molto frequente arrivando ad essere il 95% delle protesi impiantate nella spalla.
Quando si usa la protesi di spalla “inversa”?
-lesioni della cuffia dei rotatori irreparabili
-artrosi di spalla anche perdita di osso
-fratture complesse della testa omerale con elevato rischio di necrosi ossea
-fallimento della protesi anatomica
Quali sono gli obiettivi?
-la scomparsa del dolore che avviene in quasi tutti i pazienti
-il miglioramento della mobilità con il ritorno a poter sollevare il braccio normalmente.
E’ un intervento molto doloroso?
Contrariamente a quello che si pensa non lo è affatto, il dolore è assai ben tollerato!
Ortopedico esperto in Biotecnologie. Chirurgia della cartilagine, protesica e mini del piede