07/06/2026
🌹Cos’è una Rosa?
di Lina Suglia
🌹Nel Profumo di ogni Pianta si cela un’Infinità di Messaggi per l’Ambiente e l’Uomo
“Una rosa è una rosa è una rosa è una rosa” (Gertrude Stein)
🌹È sorprendente la quantità di aspetti che racchiude la fragranza di una rosa o di ogni altra profumazione vegetale, e in quante forme si declina. Rende l’incontro con le essenze un’esperienza che ci fa sentire partecipi della complessità del vivente, non solo in senso poetico o trascendente, ma proprio in termini biologici, permettendoci di percepirne la ricchezza da tante prospettive.
🌹🌹Piante che la dicono Lunga
In natura l’OE è lo strumento più potente che l’individuo vegetale possieda per relazionarsi con l’ambiente e interagire col mondo circostante: questa è attualmente l’ipotesi più accreditata e interessante per giustificare la finalità biologica della produzione di sostanze aromatiche, che non sarebbero strettamente indispensabili per le funzioni vitali della pianta.
Lo spazio d’informazione biotica che l’essenza crea disperdendosi nell’aria, in condizioni ottimali, è percepibile da altri organismi viventi in un raggio di qualche chilometro. I messaggi aromatici includono la difesa verso nemici (microorganismi, insetti ed erbivori) e richiami per animali impollinatori; suggellano inoltre sinergie o competizioni con piante vicine, modificando le caratteristiche del terreno che influiscono sulla loro germinazione.
🌾Presi nella Rete
Attraverso l’olfatto, questa rete di comunicazione avviluppa anche l’uomo, influendo a cascata su diversi livelli, fino a permearne integralmente l’economia di sistema.
Le molecole aromatiche volatili, aderendo ai recettori della mucosa nasale, trasmettono impulsi nervosi che raggiungono rapidamente il cervello, in particolare l’area limbica. Qui gli stimoli olfattivi sono decodificati secondo parametri simbolici strettamente soggettivi, che attingono alle esperienze affettive ed emozionali di un bagaglio di memorie “primitive”, individuali e collettive.
🌹Precipitevolissimevolmente
Tali criteri di valutazione suggeriscono comportamenti rapidi e istintivi: per attuarli, l’informazione passa altrettanto velocemente a strutture come l’ipotalamo e l’ipofisi, estendendosi progressivamente attraverso i circuiti neuroendocrini e immunitari dell’intero l’organismo, che reagisce in modo coerente.
Tutto avviene in pochi attimi, ben prima che si attivino le zone del cervello capaci di riconoscere coscientemente gli odori: con tale immediatezza essi influiscono sull’umore e le prestazioni mentali, nonché sul tono e su parametri fisiologici come la pressione arteriosa, la respirazione, la termoregolazione, il ritmo sonno-veglia, ecc.
🌾Presi per il Naso
Queste proprietà neuro-psichiche e fisiologiche sono al centro dell’aromacologia, un neologismo in cui convergono i termini “aroma”, “fisiologia” e “psicologia”. Si occupa di definire gli effetti degli OE sulle emozioni e il comportamento, evidenziando la loro importante ricaduta sulla capacità dell’individuo di mantenere buone performance rispetto alle sollecitazioni ambientali.
Ogni essenza ha la propria nota aromacologica che si esprime progressivamente all’ampiezza di propagazione delle sue singole molecole nell’aria. Può essere apprezzata singolarmente, o in associazioni sinergiche di OE, con diverse modalità: la più specifica è la diffusione ambientale ma l’attività psico-sensoriale delle essenze influisce anche sul buon risultato di altre pratiche, come i trattamenti del viso e del corpo e perfino l’uso in cucina.
🍃Campi da coltivare
I campi in cui gli OE trovano applicazioni vantaggiose sono davvero tanti; si spazia dalla culinaria all’igiene della casa e della persona, dall’aromacosmesi all’aromaterapia. Quest’ultima, che costituisce un ramo portante della fitoterapia, impiega nella prevenzione o nel riequilibrio di diversi disturbi essenze che possono essere scelte in base alle caratteristiche individuali.
Come evidenziato, la polivalenza delle attività degli OE e i loro possibili usi per la persona e l’ambiente permettono di creare una rete di stimoli, che orienta positivamente l’equilibrio dell’individuo e ne accresce le risorse salutogenetiche.
🪷Una Storia lunga
Tali potenzialità costituiscono un panorama ancora aperto della ricerca contemporanea, che ha tratto spunto dalle esperienze interdisciplinari di chimici, farmacologi, biologi e medici, attivi dagli anni ‘70 del secolo scorso. Il loro merito è di aver legittimato a livello scientifico l’utilizzo millenario delle essenze, riordinando conoscenze antropologiche, sviluppando nuovi orizzonti di indagine e ispirando diverse scuole. Tra quelle europee emergono due correnti maggiori: quella anglosassone, focalizzata sulla somministrazione percutanea di essenze e sulle modificazioni psichiche indotte, e quella francese, incline a somministrazioni a tutto campo, per inalazione, via cutanea, orale, rettale, ecc.
🌹In quegli anni si colloca anche la definizione del termine tecnico “olio essenziale”, per sostituire altre nomenclature meno rigorose (es. olio etereo).