30/06/2026
Polisonnografia? Da noi puoi...
Innanzitutto, tranquilli: sto bene.
Ieri sera ho fatto la mia prima polisonnografia.
Fino a un mese fa non sapevo neanche cosa fosse una polisonnografia. Non sapevo neanche che il sonno si potesse monitorare. Non sapevo neanche quanto fosse importante il sonno.
L’ho capito quando, da qualche mese a questa parte, ho iniziato a svegliarmi più stanco, con il mal di testa. L’avevo sempre sottovalutato.
Poi Sissi una mattina mi ha detto: “Secondo me vai in apnea notturna.” “Mannaggia a Grey’s Anatomy”, ho pensato.
Ora, sarà che io non ricordo quasi mai i sogni, ma dubito che ogni notte mi creda Michael Phelps. Però quella parola, apnea, mi ha fatto fermare un attimo a riflettere.
Mi sono informato e ho scoperto che esistono dei medici che monitorano il sonno: gli pneumologi. Che non sono quelli che cambiano le ruote.
In questi mesi ho iniziato a chiedermi se fosse il caso di fare degli accertamenti oppure no. Ho iniziato a capire a cosa può portare un’apnea più severa e, nei casi più estremi, si parla addirittura di arresti cardiaci.
Ora, io non sono un ipocondriaco. Però sono uno che in famiglia ha avuto più cardiopatici che beni in eredità. E allora ho iniziato a fare due più due e a capire che forse era una condizione che meritava di essere approfondita.
Ma oltre a non essere ipocondriaco sono anche molto pigro. E allora, nel frattempo, ho continuato con i miei spettacoli e, pensate un po’, in uno di questi è venuta proprio una pneumologa.
Ho pensato: va bene, questo è un secondo indizio.
E, come si dice, due indizi fanno una prova.
Così ho deciso di prenotarla, la visita. L’ho prenotata online, a caso, dal primo medico disponibile.
E voi non ci crederete, ma il medico da cui sono andato era proprio lo stesso che era venuto al mio spettacolo.
E no, non era fatto apposta.
Quindi, se due indizi fanno una prova, tre segnali sono proprio la vita che ti urla:
“Guagliò, hai fatto bene. Prenditi cura di te.”
Ora sono in attesa degli esiti ma, come diceva la vita travestita da dottoressa, probabilmente sto bene. E allora perché scrivo questo?
Perché so che molti di voi che mi leggono sono come me: poco ipocondriaci e molto pigri. E che, a differenza di Sissi, non guardano Grey’s Anatomy. E quindi sono ignoranti come me.
Ma quello che ho imparato da questa cosa è che la vita è meno superficiale di noi e spesso ci manda dei segnali che non dobbiamo sottovalutare. E allora non fatelo: prendetevi cura di voi. Come ho fatto io.
Che ieri sera mi sono ritrovato con questo apparecchio addosso, una specie di Walkman particolare, con cui avrei potuto dialogare con i miei sogni.
Ora, chissà cosa ci siamo detti, perché, come vi dicevo, io difficilmente ricordo quello che sogno. Però mi piace immaginare che, se davvero nei miei sogni c’era una mia proiezione versione Michael Phelps, stavolta gli avrò detto:
“Guagliò, forse è il caso che il record dell’apnea non lo batti. Non lo faccio quando sono sveglio, non capisco perché ti venga voglia di nuotare proprio quando mi addormento.”