09/09/2026
Non tutti possono guidare o accompagnare negli attraversamenti dolorosi dell’anima, anche se si propongono di farlo, perché 𝗰𝗵𝗶 𝗴𝘂𝗶𝗱𝗮 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗹'𝗮𝘂𝘁𝗼𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗳𝗮𝗿𝗹𝗼, deve aver attraversato continue iniziazioni che lo hanno spogliato fino alle ossa. E non basta, deve continuare ad esserci, a mettersi in discussione, ad attraversare.
𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗶 𝘀𝗶 𝗳𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗻𝘀𝗶 𝘀𝗶 𝘃𝗲𝗱𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝗵𝗮 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗶 𝗽𝗶𝗲𝗱𝗶
Oggi purtroppo manca esperienza incarnata e autorità interiore a molti di coloro che si offrono per accompagnare: c'è una grande responsabilità in ballo, e chi guida senza terra sotto i piedi — disciplina, tradizione, responsabilità, continuo lavoro interiore — non deve accompagnare gli altri negli attraversamenti dolorosi dell'anima. Costoro devono piuttosto concentrarsi sull'attraversare prima loro stessi.
Il problema è che oggi alla gente piace vincere facile: vogliono la visione senza la preparazione necessaria a riceverla, 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗰𝗶𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗲 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘃𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗮𝗻𝗶 (con tutto il rispetto per chi vende divani).
Tutti vogliono la trasformazione ma in molti non sono pronti a sentire davvero il dolore che ogni trasformazione porta a galla.
𝗔𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻'𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹'𝗮𝗹𝗯𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼. Significa che cambia tutto. Ti perdi talmente tanto che perdi anche il tuo nome. Nella mia tradizione, quella sudafricana dei Sangoma, tutti gli apprendisti che camminano verso le iniziazioni dell'anima sono chiamati con lo stesso nome: "Twasa" — l'alba del nuovo giorno.
𝗟'𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗹𝗮 𝘃𝘂𝗼𝗹𝗲 𝗗𝗶𝗼. Non un insegnante, non la tua volontà. Senza la durezza, il dolore e la fatica intrinseca di ogni iniziazione semplicemente non attraversi.
Seguimi se il richiamo a 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗶𝘁𝗮̀ non è più una scelta.