Dott. Stefano Andreoli - Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista

  • Casa
  • Italia
  • Bologna
  • Dott. Stefano Andreoli - Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista

Dott. Stefano Andreoli - Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista BOLOGNA in Via A. Righi, 3 Su appuntamento a:
Bologna - Via A. Righi 3, Bologna presso Studio Righi

“L'uomo è un mistero.

Psicologo clinico, Psicoterapeuta e Psicoanalista con funzioni di training.

- Psicoanalista Full Member di IFPS (International Federation of Psychoanalytic Societies).
- Referee per la rivista 'International Forum of Psychoanalysis'
- Socio e Membro del Consiglio Direttivo di OPIFER (Organizzazione di Psicoanalisti Italiani Federazione e Registro);
- Docente MUR presso Scuole di Specializzazione in Psicoterapia;
- Relatore di convegni e congressi nazionali e internazionali. Tutta l'attività professionale ruota attorno all'attività clinica in libera professione, alla formazione, alla ricerca e alla divulgazione in ambito psicoanalitico, con particolare attenzione alle diramazioni e alle connessioni con il resto delle scienze umane. Nell'ottica dei recenti sviluppi della psicoanalisi relazionale, il dialogo terapeutico col paziente considera cura e crescita personale come un unico processo unitario, preservando l'attenzione sia sulla risoluzione dei sintomi, che sugli aspetti conoscitivi-esistenziali, al fine di migliorare la propria conoscenza di se stessi, offrire aiuto concreto per problematiche, disagio e sintomi, e fornire supporto psicologico durante particolari periodi di crisi in cui sono necessari nuovi adattamenti. La psicoanalisi ha il merito di dare spazio e fare luce sulla parte più oscura dell'uomo, nel tentativo di toccare l'intima profondità che per definizione, è sempre ignota. Perciò si pone, in questi termini, come la via regia per la conoscenza di se stessi, il rafforzamento della personalità e, quindi, la risoluzione del sintomo, raggiungendo in tal modo nuovi equilibri più funzionali e duraturi. Un mistero che bisogna risolvere, e se trascorrerai tutta la vita cercando di risolverlo, non dire che hai perso tempo; io studio questo mistero perché voglio essere un uomo.” (Lettera di Fëdor Dostoevskij al fratello Michail il 16 agosto 1839).

28/08/2026
Psiche e Cosmo: isomorfismi e implicazioni speculative tra inconscio e realtà quantistica.Quando si esplora in maniera a...
24/08/2026

Psiche e Cosmo: isomorfismi e implicazioni speculative tra inconscio e realtà quantistica.

Quando si esplora in maniera approfondita la fisica quantistica ci si accorge ben presto quanto sia vero ciò che affermava il celebre fisico Feynman (1965): "penso di poter affermare con sicurezza che nessuno capisce la meccanica quantistica." Questo perché nonostante l'enorme mole di scoperte e di risultati ottenuti finora, siamo ancora molto lontani da quelle risposte "certe" che tanto rassicurano la comunità scientifica dell'evidence based (e ironia vuole che sia stata proprio la fisica stessa, durante l'esplorazione del mondo quantistico, a demolire tutto ciò che prima considerava "certo" sulla cosiddetta realtà oggettiva delle cose). Infatti, a malincuore i fisici si sono dovuti scontrare con due amare verità.

La prima è la conferma di quanto aveva scoperto Gödel (1931) sostenendo che nessun sistema di regole e formule, per quanto perfetto, potrà mai spiegare o dimostrare tutta la verità. La matematica descrive infatti splendidamente la sintassi delle relazioni e delle probabilità dell'universo, ma il fondamento ultimo delle cose (come l'effettivo manifestarsi della realtà attraverso il collasso quantistico e il funzionamento della coscienza dell'uomo) è un flusso vivo, creativo e non-computabile che sfugge a qualsiasi tentativo di completa catalogazione formale e algoritmica (Penrose, 1989). La seconda deriva dalla constatazione schiacciante che il soggetto conoscente è parte integrante e ineliminabile della realtà stessa. Inevitabilmente chi studia la realtà non è un osservatore neutro ma un "partecipatore" (Wheeler, 1973 in Capra, 1975): la realtà prende forma in un modo piuttosto che in un altro proprio in risposta alla domanda che il soggetto le pone. E dunque, se il soggetto è costitutivo della realtà, non possiamo più ignorare la sua vita interiore, ovvero la sua psicologia. Infatti, la scienza classica sa spiegare come il cervello elabori i dati, ma non perché questa elaborazione generi i qualia, ossia la sensazione viva di provare qualcosa (come il rosso di una rosa o il profumo di un cibo) e di fornire alla realtà un particolare significato personale (Solms, 2021).

Ecco allora che nel tentare di completare le risposte mancanti ai fenomeni paradossali e contraddittori emersi nella nuova realtà quantistica, i fisici hanno fornito le risposte più originali (come l'esistenza del multiverso ipotizzato dal fisico Hugh Everett III). E' tanto buffo quanto conturbante osservare come le teorie dei fisici oggi siano sempre più lontane dal rigore del calcolo matematico e sempre più vicine alle congetture filosofiche dei film di fantascienza (primo fra tutti Matrix del 1999) o alle visioni più illuminanti della mistica antica.

Fatte queste premesse, non mi soffermerò su l'elencare tutte le varie scoperte della fisica quantistica, dato che, oltre a non avere le necessarie competenze per tale compito, queste sono già state abbondantemente illustrate da brillanti fisici divulgatori, come ad esempio Al-Khalili (2003) o Hill e Lederman (2011). L'obiettivo dell'articolo sarà piuttosto quello di scegliere quelle che a mio avviso sono le due teorie oggi più interessanti (molto diverse nella forma e nelle ipotesi di partenza ma simili in quanto a conclusioni), ovvero la Teoria Quantistica dei Campi (sostenuta dal nostro Carlo Rovelli, appartenente alla scienza accademica più rigorosa) e la Teoria dell'Olomovimento di David Bohm (il fisico che più di ogni altro è stato scelto dalle visioni olistiche e misticheggianti new-age), e trovare collegamenti con il mondo dell'inconscio ben esplorato dalla letteratura psicoanalitica.

Tutto ciò per sostenere una tesi fondamentale: la tensione all'Uno che risiede nella psicologia dell'essere umano (per approfondimenti...) segue la stessa lunghezza d'onda delle leggi fisiche che governano la realtà, avallando la prospettiva junghiana dell'Unus Mundus dove materia e psiche sono due facce della medesima medaglia. In altre parole, la nostalgia dell'Uno che ci abita sembra la traduzione psicologica e cellulare di una legge fisica universale: la tendenza intrinseca di ogni frammento separato a risuonare con la totalità indivisa da cui è emerso (Päs, 2023), dove lo sguardo e il sentimento dell'essere umano possano fornire significato ad una realtà altrimenti priva di senso.

Versione PDF stampabile:IntroduzioneQuando si esplora in maniera approfondita la fisica quantistica ci si rende conto ben presto quanto sia vero ciò che affermava il celebre fisico Feynman (1965): "penso di poter affermare con sicurezza che nessuno capisce la meccanica quantistica." Questo perché ...

Legati all'albero maestro nell'Odissea di Nolan (2026): il richiamo delle Sirene, il mare, la nekyia, la nostalgia.La fa...
25/07/2026

Legati all'albero maestro nell'Odissea di Nolan (2026): il richiamo delle Sirene, il mare, la nekyia, la nostalgia.

La famosa scena del richiamo delle sirene nel monumentale film di Nolan in 70mm custodisce, a mio avviso, l'intero paradigma concettuale del film. L'inquadratura, che taglia un oceano plumbeo avvolto da spessi banchi di nebbia, si stringe gradualmente sul volto di Matt Damon, ancorato all'albero maestro da spesse funi di canapa. Attorno a lui l'equipaggio voga con cadenza meccanica, lo sguardo inchiodato alle assi del ponte, i canali uditivi sigillati dalla cera. Il montaggio alterna i primissimi piani dell'eroe, con le vene del collo tese in uno spasmo tra intense urla, ai campi lunghi della nave isolata nella vastità idrica. Le creature restano fuori fuoco apparendo come sagome distorte sullo sfondo. Il sound design opera per sottrazione, sigillando la sequenza in un vuoto in cui il silenzio esterno si abbatte sulla scena e piega Odisseo in avanti al limite della tensione dei nodi. All'interno di questo isolamento acustico emerge la voce fuori campo dell'eroe, che articola il suo monologo interiore:

"Com'era il canto delle sirene? Esattamente come vorresti che fosse, e poi… tutto quello che non vorresti aver desiderato. Era il delizioso prurito che vorresti grattare, ma è sotto la pelle e non puoi arrivarci. Quindi da delizioso diventa insopportabile. Te l'ho detto, quello che vuoi di più è quello che meno puoi avere. (...) È quello che meno puoi avere. È quello che avevi già, e che hai perso. Era il canto di tutte le promesse che non ho mantenuto. E che mi ha detto che non voglio tornare a casa veramente."

Cosa si cela dietro quell'agrodolce sofferenza? Di cosa ha nostalgia Ulisse nel proprio inconscio? Perché il Viaggio dell'Eroe si procrastina per così tanti anni dopo la vittoria su T***a?

Versione PDF stampabile:La famosa scena del richiamo delle sirene nel monumentale film di Nolan in 70mm custodisce, a mio avviso, l'intero paradigma concettuale del film. L'inquadratura, che taglia un oceano plumbeo avvolto da spessi banchi di nebbia, si stringe gradualmente sul volto di Matt Damon,...

Con grande gioia sono a comunicare la prossima uscita in libreria e online del mio primo libro edito da FrancoAngeli int...
12/07/2026

Con grande gioia sono a comunicare la prossima uscita in libreria e online del mio primo libro edito da FrancoAngeli intitolato “Nostalgia dell’Uno. Dalla memoria del grembo al monismo quantistico.”

Dopo quasi vent’anni di studi e di ricerche prende forma un’opera che tenta di superare i recinti specialistici per elaborare una sintesi integrata. Appoggiandosi alle diverse scienze umane e con l'ausilio delle recenti scoperte delle neuroscienze e delle scienze cognitive, le frontiere della fisica moderna e della biologia evoluzionistica si intrecciano con le intuizioni della psicoanalisi. Si tratta di una mappa per orientarsi nel paradosso della natura umana, una lente grandangolare che cerca di saldare l'interiorità dell'uomo con la struttura fondamentale della cosiddetta realtà fisica.

Quarta di copertina

Perché l'essere umano è perennemente inquieto da quando ha mosso i primi passi sulla Terra? Da dove nasce l'inconscio? Che cosa si cela dietro la follia? Come nascono la dimensione artistica e il bisogno del sacro? Come mai rimaniamo tanto affascinati quanto impietriti dalla Bellezza? E perché passiamo la vita a cercare una completezza che sembra sempre sfuggirci?

La risposta sembra essere iscritta nel nostro corpo: nasciamo troppo presto. L’Homo sapiens viene gettato nel mondo come un cucciolo prematuro e questa nascita anticipata lascia un segno indelebile. Portiamo impressa nel soma e nella psiche la nostalgia di un paradiso perduto e la memoria di un grembo da cui siamo stati strappati. Questa forza primordiale costituisce un richiamo viscerale che plasma ogni nostro tentativo di abitare la realtà.

Da questa frattura derivano le peggiori tragedie e le più grandi conquiste. Il paradosso biologico innesca la sofferenza psichica e il naufragio della malattia mentale. Al tempo stesso, dal vuoto scaturiscono la scintilla vitale dell'eros e della creazione artistica. Questa medesima tensione guida l'uomo fino all'esperienza del sacro e all'interconnessione con l'intero cosmo.

Il saggio cerca di saldare le scienze umane, biologiche e le neuroscienze alla psicoanalisi clinica, ancorando il vissuto interiore alle frontiere del monismo quantistico. L'opera tenta di mostrare una verità strutturale: il nostro senso di esilio sembra coincidere con la percezione di un universo intimamente interconnesso. La costitutiva fragilità della specie risuona con una materia protesa a ricongiungersi con l'indivisione del Tutto.

Articolo dedicato alla Giornata di Studio OPIFER tenutasi a Bologna il 5 luglio 2026, dal titolo:"La mente incarnata: ps...
05/07/2026

Articolo dedicato alla Giornata di Studio OPIFER tenutasi a Bologna il 5 luglio 2026, dal titolo:"La mente incarnata: psicoanalisi, neuroscienze e linguaggio del corpo".

La fisica quantistica come lente del campo analitico, della neurobiologia e della vita fetale. Brevi suggestioni speculative.

Il presente lavoro propone un’audace riconcettualizzazione dell'unità biopsichica integrando i principi della fisica quantistica e il campo analitico con il monismo del doppio aspetto.

Destituendo il dualismo cartesiano, la dinamica fisica del collasso della funzione d'onda offre un modello epistemologico per la psicoanalisi relazionale: il campo analitico agisce come un apparato di misurazione intersoggettivo in cui l'analista perturba e attualizza lo stato psichico potenziale del paziente.

Sul versante neurobiologico, si esplora l'ipotesi che la biologia quantistica e la rete dei microtubuli citoscheletrici forniscano l'hardware necessario per elaborare dinamiche di entanglement a livello cellulare.

Tale interconnessione non locale sembra individuare il proprio isomorfismo macroscopico nello sviluppo fetale. L'ecosistema uterino opererebbe come un campo unificato antecedente alla scissione spazio-temporale inaugurata dalla nascita, depositando nel sostrato neurovegetativo una traccia implicita dell'originaria aderenza all'ambiente.

Adottando il costrutto dell'Unus Mundus junghiano e la prospettiva neuropsicoanalitica contemporanea, l'alterazione somatica e il vissuto pisichico cessano di operare secondo una sequenza di causa-effetto. Essi rappresentano una duplice declinazione fenomenologica della medesima realtà, sancendo il termine della scissione mente-corpo e riconducendo la struttura umana all'incessante spinta verso il ripristino dell'entanglement originario all'interno della matrice indivisa dell'Uno.

Articolo dedicato alla Giornata di Studio OPIFER tenutasi a Bologna il 5 luglio 2026, dal titolo:"La mente incarnata: psicoanalisi, neuroscienze e linguaggio del corpo".Versione PDF stampabile:AbstractIl presente lavoro propone un’audace riconcettualizzazione dell'unità biopsichica integrando i p...

Gruppi di supervisione clinica + Seminari teorici-tecnici + Laboratorio pratico sul sogno. (38 ECM - in accreditamento)....
05/12/2025

Gruppi di supervisione clinica + Seminari teorici-tecnici + Laboratorio pratico sul sogno.

(38 ECM - in accreditamento).

Lo Studio Righi propone un ciclo di incontri in presenza con cadenza quindicinale dal 21/01/26 al 24/06/26, rivolto a psicologi, psicoterapeuti, psichiatri operanti in contesto privato e pubblico.

NUMERO MAX PARTECIPANTI: 10. Possibilità di partecipare a singoli incontri (NO ECM) o all’intero ciclo di incontri (38 ECM)

Per informazioni, costi e iscrizioni contattare la Segreteria:

0510828744
[email protected]
www.studiorighipsi.com/supervisione-clinica

Psicoanalisi ed Etologia umana: scovare gli "universali" del comportamento umano tra biologia e antropologia.IndiceAttac...
28/11/2025

Psicoanalisi ed Etologia umana: scovare gli "universali" del comportamento umano tra biologia e antropologia.

Indice
Attaccamento primario e diade madre-bambino
Epistemologia biologica
Le varie facce di Eros: la sessualità, la leggenda dell'uomo libero, la famiglia, il tabù dell'incesto
Aggressività e violenza
Gruppo e comunità
Considerazioni ecologiche e morali
Riferimenti bibliografici

Irenäus Eibl-Eibesfeldt, allievo di Konrad Lorenz nonché uno dei più illustri etologi della storia, sviluppò un'interessante disciplina, l'etologia umana, con l'ambizione di riunire in sé l'etologia animale, l'antropologia, la biologia, la paleontologia, le scienze evoluzionistiche, le neuroscienze, la psicologia.

"L'etologia umana può essere definita come la biologia del comportamento umano. Scopo della ricerca etologica è di chiarire i meccanismi fisiologici che stanno alla base di un comportamento, di scoprirne le funzioni svolte, come pure le spinte selettive a cui il comportamento in questione deve la propria esistenza e, infine, di ricercare lo sviluppo del comportamento nell'ontogenesi, nella filogenesi e nella storia della cultura. In ogni caso, al centro dell'interesse vi è l'interrogativo sull'origine dei programmi che motivano, scatenano, guidano e coordinano un comportamento. L'etologia umana si fonda in buona parte su concetti e metodi sviluppatisi nello studio del comportamento animale (etologia), ma si differenzia da quest'ultima in quanto si adatta alle esigenze derivanti dalla peculiare posizione dell'uomo. In particolare, essa si avvale anche dei metodi di lavoro usati nelle discipline affini, come la psicologia, l'antropologia e la sociologia. Essa aspira a un reale collegamento fra le diverse scienze umane, e ciò anche in base ai molti interessi comuni. Gli etologi umani studiano sia l'evoluzione filogenetica del comportamento sia la modificabilità individuale e culturale dell'uomo." (1984, p. 14)

Contrariamente ad una certa corrente di stampo antropologico fondata sul relativismo culturale (Boas, Mead, Malinovksy...), tale disciplina intende ricercare ciò che ricorre universalmente nella specie homo, soprattutto per quel che concerne i comportamenti "innati". L'ipotesi di fondo è che al di là delle suddivisione etniche, razziali e culturali, gli uomini condividano un'eredità biologica comune, contestando la celebre affermazione di Margaret Mead (1928) che vede l'uomo come il più plasmabile di tutti i materiali, il quale riceverebbe forma solo attraverso la cultura. Sembra infatti che dalla sua prima apparizione l'homo sapiens sia cambiato quasi per niente, rimanendo un organismo profondamente ancorato alla sua storia e alla sua eredità biologica.

In altre parole, ampliando l'opera del maestro, Eibl-Eibesfeldt ha tentato di trovare i cosiddetti "universali", ossia quelle caratteristiche e quegli aspetti dell'umana fenomenologia che ricorrono trasversalmente nonostante l'influenza delle diverse culture e che, in buona parte, traggono origine dal mondo animale. Tali aspetti potrebbero costituire quel nocciolo comune della dimensione umana radicato geneticamente attraverso l'evoluzione (adattamenti filogenetici) e che stabiliscono in un certo senso i limiti entro cui la cultura (o l'ideologia) può plasmare l'uomo e dirigerne attitudini, desideri e comportamenti. In tal senso, si potrebbe accostare il pensiero dell'etologo al corrispettivo culturale di "inconscio strutturale" di Levi-Strauss (1958), mentre sul piano psichico vi sono somiglianze con l'"inconscio collettivo" basato sugli Archetipi di C.G. Jung (1921).

Estratti di un seminario didattico tenutosi a Bologna nel 2023.Versione PDF stampabile:Indice • Attaccamento primario e diade madre-bambino • Epistemologia biologica • Le varie facce di Eros: la sessualità, la leggenda dell'uomo libero, la famiglia, il tabù dell'incesto • Aggressività e v...

Viaggio intorno alla schizofrenia: psicodinamica, eziopatogenesi, lutto originario, considerazioni terapeutiche e sociol...
02/11/2025

Viaggio intorno alla schizofrenia: psicodinamica, eziopatogenesi, lutto originario, considerazioni terapeutiche e sociologiche.

Se parli con Dio, stai pregando; se Dio parla con te, sei schizofrenico. (T. Szaz)

Indice:

1) Descrizione psicodinamica
- L'esordio schizofrenico
- L'Io e il corpo
- Sintomi positivi
- Il Sé e il mondo
- Affetti
- Pulsioni e coscienza morale
- Relazioni oggettuali

2) Eziopatogenesi
3) Il lutto originario
4) Considerazioni terapeutiche e sociologiche.

Fu lo psichiatra Eugène Bleuler, nella sua famosa opera del 1911 sulla dementia precox (termine derivato da Emil Kraepelin), ad introdurre il termine "schizofrenia" (mente scissa, separata) e ad annoverarla tra le varie forme di psicosi (come quella maniaco depressiva e paranoidea), sottolineandone il carattere frammentario (Spaltung), divisorio, dissociativo, disgregato.

Se Freud scriveva che il pazzo non è altro che un sognatore sveglio è perché in effetti lo schizofrenico sembra davvero vivere in un mondo diverso da quello delle cosiddette persone "normali", ossia in quella realtà alter appartenente all'inconscio e alle sue bizzarre leggi, di cui ognuno di noi ha esperienza ogni notte quando sogna. E' come se nella psicosi la persona avesse smarrito in buona parte la linea di demarcazione tra il mondo diurno e quello onirico (come se l'Io si dissolvesse nell'Es, secondo la terminologia classica), o in altri termini, come se fossero venute meno le difese rispetto a quei contenuti più primitivi e caotici della psiche umana che cadono sotto il nome di follia. La stessa esperienza allucinatoria, che evidenzia seri disturbi nel campo senso-percettivo, rimanda all'etimo latino alucinor, che significa divagare, sognare, vivere, come nel mondo dei sogni per l'appunto. Anche se sarebbe più corretto parlare di incubi, dato che la psicosi (che non equivale quindi alla follia, anche se vi attinge nelle sue manifestazioni) rappresenta una risposta difensiva (forse l'ultima a disposizione dall'Io, per quanto altamente costosa in termini funzionali), contro il rischio di abissamento in quel caos primordiale che abita l'inconscio. Ivi egli ingaggerà durante tutto il processo morboso una lotta disperata per non ve**re inghiottito nuovamente dal grembo materno, la matrice originaria da cui egli non riesce a differenziarsi.

Sebbene la psiche di ognuno conservi sempre aspetti psicotici, la schizofrenia come quadro patologico finisce per diventare una sorta di disfatta (Federn, 1956), una sconfitta di un Io che ha dovuto fare i conti con una rottura, e lo schizofrenico, nella tragica esperienza di una realtà interiore sempre più in frantumi, appare come un individuo smarrito nel mondo, il quale, nell'impossibilità di vivervi, ha dovuto crearsene uno proprio (Resnik, 1986). In altre parole, la schizofrenia porta ad una frattura netta tra un prima e un dopo, siccome la visione del mondo della persona può risultare talmente mutata da essere vissuta come una "catastrofe interiore" (Freud, 1911) in una realtà sempre più sconosciuta e incomprensibile. Eppure, per quanto possa sembrare strano, anche il processo psicotico rappresenta il tentativo inconscio da parte del soggetto (forse il più radicale) di distruggere vecchie strutture precarie per erigerne delle nuove proprio partendo dalle fondamenta, ovvero dalle zone più profonde e arcaiche del proprio Sé (Jung, 1904).

Versione PDF stampabile:Se parli con Dio, stai pregando; se Dio parla con te, sei schizofrenico. (T. Szaz)Indice • Descrizione psicodinamica • L'esordio schizofrenico • L'Io e il corpo • Sintomi positivi • Il Sé e il mondo • Affetti • Pulsioni e coscienza morale • Relazioni oggettua...

Il paziente come supervisore inconsapevole del terapeuta: la necessità della validazione degli interventi.Il presente la...
26/10/2025

Il paziente come supervisore inconsapevole del terapeuta: la necessità della validazione degli interventi.

Il presente lavoro intende valorizzare l'importanza cruciale del perenne scambio inconscio che permea la coppia analitica, in un contesto odierno dove nelle Scuole di specializzazione teoria e tecnica o si fanno sempre più marginali lasciando il posto ad una sorta di improvvisazione basata sull’esclusivo sentire soggettivo (in un contesto di pericolose ingenuità e ignoranza), oppure esse diventano le anguste sponde di un letto di Procuste in cui infilare qualsiasi paziente (perdendo quindi l'unicità e la vitalità di ogni relazione analitica). Perciò l'autore suggerisce di recuperare il prezioso lavoro condotto da Robert Langs, in particolare modo lo strumento della validazione degli interventi del terapeuta, che risulta fondamentale non solo in supervisione nei momenti di stallo o di criticità, ma anche per controllare l'andamento della terapia durante la pratica clinica quotidiana. Infine, a supporto dell'importanza di tali studi, vengono riportate brevemente questioni teoriche sollevate da Morris Eagle concernenti il ruolo pervasivo dell’insight anche in quelle psicoterapie che enfatizzano l'esclusività della “relazione” come fonte del processo mutativo nel paziente.

Versione PDF stampabile:Relazione tenuta per il XXI Convegno Congiunto Opifer - Organizzazione Psicoanalisti Italiani Federazione e Registro - AAPDPP (American Academy of Psychodynamic Psychiatry and Psychoanalysis).RiassuntoIl presente lavoro intende valorizzare l'importanza cruciale del perenne sc...

Indirizzo

Via Augusto Righi 3
Bologna
40126

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott. Stefano Andreoli - Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi