Concetta Lo Bartolo Psicologa

Concetta Lo Bartolo Psicologa Credo nella forza di volontà delle Persone
Ti aiuto a comprendere quanto sei immensə e speciale 🌟🌱

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Oggi piangiamo la scomparsa di Francesco GucciniMa un poeta non se ne va mai veramente: ci lascia le parole per decifrar...
06/08/2026

Oggi piangiamo la scomparsa di Francesco Guccini

Ma un poeta non se ne va mai veramente: ci lascia le parole per decifrare quel silenzio che spesso portiamo dentro:

«E a volte ci si sente soli, e a volte scuoti la testa e non capisci, e tutto il mondo ti sembra un'interrogazione...»


In queste sue parole c'è una sintonizzazione immensa con ciò che viviamo ogni giorno.

Nelle sue canzoni non c’era spazio per la finzione o per le maschere di un mondo che ci vuole sempre perfetti, efficienti e impeccabili.

Francesco cantava l’autenticità nuda.

Dava dignità al dubbio, validava la stanchezza e metteva in parole la malinconia di quelle domeniche sera in cui ci si sente disorientati davanti alla vita.

Ci ha mostrato che si può flettere sotto il vento senza spezzarsi, mantenendo immutata la propria stabilità interiore.

È stato il custode delle nostre mappe emotive più profonde, il cantautore delle "Radici".

Ci ha insegnato a guardare al passato non come a un carico pesante da subire, ma come a un terreno vivo da cui trarre la forza per abitare il momento presente.

Grazie, Francesco, per aver prestato la tua poesia alle nostre tempeste e per averci ricordato il valore immenso di camminare a testa alta.

Le tue parole continueranno a illuminare la nostra bussola, insegnandoci a esistere, finalmente, per scelta. ✨

31/07/2026
🟩 Sono stata assente dai social, è vero. Ma c'è un motivo bellissimo.In questo periodo dell'anno, mentre le mie energie ...
16/07/2026

🟩 Sono stata assente dai social, è vero. Ma c'è un motivo bellissimo.

In questo periodo dell'anno, mentre le mie energie fisiche iniziano fisiologicamente ad abbassarsi, l'attività in studio si fa incredibilmente intensa. Ma sappiate che la mia assenza qui non è mai mancanza: è solo il segno che sono totalmente immersa lì dove c'è più bisogno di me.

E oggi, tutta la fatica si è dissolta in un secondo.

Ho lavorato con la mamma di una bimba di 8 mesi. Abbiamo affrontato un passaggio delicatissimo, che ogni genitore conosce:

il momento di "lasciare andare" (la sua piccola all'asilo). Abbiamo lavorato sull'autostima di questa madre, sulla sua indipendenza e sulla capacità di elaborare quel piccolo, grande "lutto" che è il primo distacco.

L'ho aiutata a sollevarsi, a guardare la scena dall'alto, in prospettiva. A capire che allontanarsi un passo non significa perdere il legame, ma permettere a quel legame di respirare.

A un certo punto, in stanza è sceso il silenzio. Lei mi ha guardata. In quel solo sguardo c'era tutto: la comprensione profonda, il sollievo di chi si sente finalmente capita e una gratitudine immensa che non aveva bisogno di troppe parole.

💖 Ecco dove sono quando non mi leggete qui. Sono lì, a raccogliere questi sguardi che curano e che mi ricordano, ogni singolo giorno, perché amo così immensamente il mio lavoro.

🫂 Un abbraccio a tutte le mamme che stanno imparando a lasciare andare.



📚 Mio figlio si blocca davanti ai libri: e se non fosse pigrizia?Vedere un figlio immobile davanti alla scrivania, con l...
16/06/2026

📚 Mio figlio si blocca davanti ai libri: e se non fosse pigrizia?

Vedere un figlio immobile davanti alla scrivania, con lo sguardo perso nel vuoto e i libri aperti da ore sempre sulla stessa pagina, è un’immagine che fa male. La reazione immediata di noi genitori oscilla spesso tra la frustrazione e il rimprovero: pensiamo sia svogliatezza, disimpegno o mancanza di volontà.

🧠 Ma la psicologia e le neuroscienze ci svelano una realtà molto più profonda: la mente di quel ragazzo, in quel preciso istante, si è spenta per autodifesa. Non è pigrizia, è un vero e proprio "congelamento" emotivo dovuto all’ansia.

Ognuno di noi possiede uno spazio di sicurezza interiore che la scienza chiama Finestra di Tolleranza. L'ansia dei ragazzi di oggi, alimentata dalla paura costante del giudizio e da richieste performative altissime, agisce restringendo le pareti di questa stanza sicura. Quando la pressione diventa eccessiva, il sistema nervoso va in blocco per evitare un sovraccarico totale e stacca la spina. Si entra così in una f***a nebbia cognitiva fatta di apatia e rifiuto.

🌩️ Se nella mente di un adolescente si è incistata l'idea che «io valgo solo se non sbaglio mai», lo studio si trasforma in una minaccia. Il blocco davanti ai libri è il sintomo visibile di un allarme invisibile.

Cosa possiamo fare allora come genitori?

La strada non è mai lo scontro o la punizione.

Aumentare la pressione su una mente già congelata significa solo costringerla a chiudersi ancora di più nel suo guscio.

La chiave risiede nella co-regolazione emotiva: prestare la nostra calma al sistema nervoso di nostro figlio affinché possa rassicurarsi.

🌱 Far passare il messaggio che il suo valore come persona è totalmente slegato dai voti sul registro spegne l'allarme interiore.

È in questo spazio accogliente che la finestra di tolleranza torna ad allargarsi e quella molla vitale che sembrava schiacciata può finalmente liberarsi, permettendo ai ragazzi di riprendere il cammino con fiducia e con la libertà di esistere, finalmente, per scelta.✨

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🔥  Vi è mai capitato, nell’ultimo periodo, di scattare con una rabbia improvvisa, quasi feroce, per un contrattempo bana...
14/06/2026

🔥 Vi è mai capitato, nell’ultimo periodo, di scattare con una rabbia improvvisa, quasi feroce, per un contrattempo banale? Una mail arrivata cinque minuti prima di staccare, una domanda ripetuta due volte, una fotocopiatrice inceppata... e dentro si scatena un incendio che sembra del tutto sproporzionato rispetto all'accaduto.

👁️ Oppure, vi è successo di accorgervi, quasi con spavento, di guardare un collega con un astio profondo? Un collega che magari sta solo facendo il suo lavoro, ma le cui richieste, i cui passi nei corridoi o persino il tono di voce cominciano a essere percepiti come un attacco personale, quasi come se fosse un persecutore venuto lì appositamente per mettervi in difficoltà.

Spesso, di fronte a tutto questo, si tende a darsi un'unica, rassicurante spiegazione: «È solo stanchezza.
Non vedo l'ora che arrivino le vacanze, mi bastano due settimane di stop per rimettermi in sesto e risolverò tutto».
Si proietta così nei giorni di ferie l'attesa di un miracolo.

👉🏻 Ma siamo proprio sicuri che sia così?

Se vi riconoscete in queste sensazioni, l'ultima cosa che dovreste fare è colpevolizzarvi o pensare che si tratti solo di un calo di energie stagionale.

In ambito clinico, questi scoppi d'ira apparentemente ingiustificati, così come questo senso di minaccia costante verso chi ci circonda e l'illusione che basti "staccare la spina" per guarire sono i segnali stradali di un territorio ben preciso: il burnout.

Quando per mesi, o forse per anni, si è indossata la corazza della persona forte — quella che soddisfa i bisogni di tutti, che dice sempre di sì, che risolve ogni problema senza mai disturbare — accade che le riserve biologiche ed emotive semplicemente finiscano.

La rabbia per un piccolo contrattempo non è legata a quel singolo episodio, ma è l'ultima goccia che fa traboccare un vaso colmo da troppo tempo.

L'astio verso il collega non è cattiveria, ma il tentativo di una mente prosciugata dal difendersi da ogni minima richiesta esterna.
E le vacanze, purtroppo, possono essere solo un anestetico temporaneo se, una volta rientrati, si ricomincia a correre con lo stesso identico copione, rimettendo sui binari la stessa vecchia fatica.

Se vi sentite così, provate a fare un piccolo passo indietro.
Questa stanchezza non vi definisce, racconta solo che avete camminato troppo a lungo portando pesi non vostri.

🌱 Forse, questo momento può diventare lo spazio per iniziare a fare l'unica cosa davvero rivoluzionaria:
concedersi il permesso di fermarsi, respirare e comprendere che non sono le ferie a dovervi salvare, ma un nuovo modo, più gentile, di stare al mondo e sul lavoro.





Convegno organizzato da Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna :"Invecchiamento, Intimità e Relazioni: Prospettive C...
09/06/2026

Convegno organizzato da Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna :

"Invecchiamento, Intimità e Relazioni: Prospettive Cliniche, Sociali e Culturali"

Il cambiamento è parte del processo di invecchiamento la sfida è: Adattamento e Compensazione

07/06/2026

🌄 La domenica sera porta con sé un ritmo strano:

da un lato il desiderio di trattenere ancora un po' il riposo,
dall'altro i pensieri che inevitabilmente iniziano a correre verso gli impegni della nuova settimana.

Se in questo momento senti che la mente si sta appesantendo,
ti invito a fare una piccola pausa.

In questi mesi ho curato un angolo speciale sul mio nuovo sito web.

Si chiama "Il Barattolo dei Pensieri di Luce": uno spazio gratuito e senza pretese, pensato solo per offrirti un istante di sosta.

Se ti va, puoi fare un salto e "pescare" un pensiero profondo da portare con te nei prossimi giorni.

Trovi il link per fare la tua pesca direttamente nella mia Bio

Buona serata e buon inizio cammino, un passo alla volta 🌱

➡️ Ci sei cascata di nuovo, vero?Ti sei affidata completamente ad una persona che ti sembrava solida, stabile, dotata di...
30/05/2026

➡️ Ci sei cascata di nuovo, vero?

Ti sei affidata completamente ad una persona che ti sembrava solida, stabile, dotata di un'autorevolezza indiscutibile.
Eppure, oggi ti ritrovi a fare i conti con lo stesso vuoto sotto i piedi, con quella vertigine dolorosa nel cuore.

In questi momenti di crollo è quasi inevitabile pensare di essere quella "sbagliata", di avere un difetto d’origine che attira sempre lo stesso doloroso copione.
Ma la realtà clinica è molto diversa da come te la racconti.

Quando ci leghiamo a personalità manipolatorie o narcisistiche, l'inganno più profondo non nasce dalla fine della storia, ma dall'inizio: da una sintonizzazione affettiva inizialmente impeccabile, ma simulata.
Il manipolatore non colpisce le tue fragilità, ma risponde con un attacco predatorio verso le tue risorse di vitalità emotiva.
Brama la tua autenticità perché è una luce che non sa produrre da solo.

Per mantenere il controllo, l'altro mette in atto una sistematica invalidazione della tua realtà, un attacco profondo a quella che chiamiamo Fiducia Epistemica — la tua naturale capacità di fidarti di ciò che vedi e senti. Attraverso la nebbia cognitiva del gaslighting, i tuoi vecchi Modelli Operativi Interni (MOI), abituati a colpevolizzarsi fin dall'infanzia, si riattivano, portandoti a dubitare di te stessa.

Guarire da questo trauma relazionale non significa "chiudersi" per sempre, ma fare un atto di giustizia riparativa con se stesse.
Significa comprendere che la tua spontaneità violata non è mai stata un errore o una patologia, bensì la prova biologica di una intatta attitudine all'amore.

La guarigione comincia quando impariamo ad aggiornare quelle antiche mappe interiori, non per spegnere la nostra sensibilità, ma per iniziare a tracciare confini forti e protettivi.
Per tornare ad abitare il mondo per scelta, e non per approvazione.

👉🏻 Ho approfondito questo tema nel mio ultimo articolo, analizzando i meccanismi neurobiologici e relazionali che sostengono la ripetizione di questo copione e offrendo alcune pratiche concrete di mindsight per ritrovare l'ancoraggio nel corpo.

Se hai vissuto questa "nebbia" o se ti va di condividere la tua esperienza, ti aspetto nei commenti.
Il tuo vissuto ha un valore immenso.

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