24/02/2026
La nostra vita è una danza.
Non nel senso estetico o romantico, ma nel modo più concreto possibile:
movimento, pausa, ritmo, contatto, distanza.
Quando proviamo a forzarla, a correre più di quanto possiamo, o a imitare il passo di qualcun altro, perdiamo il senso di noi stessi.
Quando invece impariamo ad ascoltarla, la vita ci conduce — passo dopo passo — verso una forma di autenticità possibile.
Non esiste un ritmo giusto per tutti.
Esiste il ritmo giusto in quel momento della vita.
A seconda di dove siamo, di cosa abbiamo attraversato, di quanto dolore o desiderio ci abita, possiamo scegliere:
• la velocità
• la distanza
• il modo di stare in relazione
• il modo di esprimerci
In psicoterapia si tratta di aiutare a riconoscere il proprio passo, a tornare in contatto con ciò che il corpo già conosce,con ciò che è stato messo a tacere, accelerato, irrigidito o evitato.
Con-durre significa questo:
stare nel presente, rendere visibile il dolore, le ombre, gli spazi vuoti,
integrare dentro e fuori, movimento e pausa, autonomia e legame.
Il cambiamento non è diventare altro. È scegliere come muoversi, invece di subirsi.
Da bambina ho sofferto molto.
Ho ballato, ballato e danzato tanto: a volte come un’onda morbida, a volte come una tempesta, a volte spezzata, sincopata.
Il corpo sapeva prima di me.
Quando ho smesso di ascoltarlo, mi sono persa.
In terapia lavoro perché le persone possano tornare a danzare la propria vita:
tra dentro e fuori, avanti e indietro, da soli e con l’altro,
nelle polarità che ci abitano ,sano e ferito, forza e fragilità.
Il proprio passo è il proprio stile.
E nessuno può camminare al posto tuo.