21/01/2026
Il tofu è un alimento ottenuto dalla cagliatura del latte di soia: in pratica si parte dal fagiolo di soia, si prepara una bevanda vegetale ricca di proteine e, aggiungendo un coagulante, si formano dei “panetti” bianchi dalla consistenza più o meno compatta.
È una fonte proteica vegetale completa, con tutti gli amminoacidi essenziali, povera di grassi saturi e naturalmente priva di colesterolo, quindi interessante come alternativa alle proteine animali in un’ottica di salute cardiovascolare.
Dal punto di vista nutrizionale il tofu apporta proteine di buona qualità, grassi prevalentemente insaturi, una quota di fibra e diversi minerali come calcio, ferro e magnesio, con valori che variano molto a seconda del tipo di tofu e del coagulante usato.
È anche ricco di isoflavoni della soia (come genisteina e daidzeina), composti bioattivi con azione fitoestrogenica lieve, spesso chiamati “fito-ormoni” ma con un effetto decisamente più debole rispetto agli estrogeni umani.
In soggetti sani queste molecole si comportano più come modulatori che come “stimolanti ormonali”, e vengono metabolizzate anche dalla flora intestinale, per cui la risposta può variare da persona a persona.
Negli ultimi anni la ricerca si è concentrata soprattutto sugli effetti del consumo regolare di soia e tofu su cuore, metabolismo e rischio di malattie croniche. Una meta-analisi prospettica del 2023, “Soy Consumption and the Risk of Type 2 Diabetes and Cardiovascular Diseases” di Li e colleghi, ha mostrato che circa 26–27 g di tofu al giorno erano associati a una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari di circa il 18% rispetto ai consumi più bassi, in particolare per l’ictus. Questo effetto protettivo sembra legato alla combinazione di proteine vegetali, acidi grassi insaturi e isoflavoni, che nel complesso migliorano il profilo lipidico e alcuni marker infiammatori.
Sul piano più clinico, uno studio controllato randomizzato in doppio cieco del 2022, “Effect of 4-Week Consumption of Soy Kori-tofu on Cardiometabolic Health Markers” di van der Waal et al., ha valutato per quattro settimane un tofu “kori” (tofu di soia surgelato/essiccato) in adulti tra 40 e 70 anni con colesterolo moderatamente elevato. Rispetto a un controllo a base di proteine del siero di latte, il consumo quotidiano di questo tofu ha portato a una riduzione significativa di alcuni marcatori cardiometabolici, tra cui il colesterolo totale e LDL, suggerendo un ruolo utile del tofu nelle strategie dietetiche per la prevenzione cardiovascolare.
Il tofu è stato studiato anche in relazione al rischio oncologico. Una meta-analisi del 2024, “Soy Product Consumption and the Risk of Cancer” di Wang e colleghi, ha esaminato oltre 300.000 partecipanti e diversi tipi di prodotti a base di soia: un incremento di circa 61 g al giorno di tofu era associato a una riduzione del rischio complessivo di cancro intorno al 12%, con un rischio ancora più basso nelle persone che arrivavano a circa 100 g al giorno. In questo lavoro il tofu risulta uno dei derivati della soia più favorevoli, probabilmente per il profilo di isoflavoni e la densità proteica.
È importante ricordare che si tratta di studi osservazionali: il tofu si inserisce in stili di vita globalmente più sani, ma è uno dei tasselli che contribuiscono al quadro protettivo.
C’è poi il capitolo “ormoni e tumori ormono-dipendenti”, spesso fonte di preoccupazione nel pubblico.
Una revisione ampia del 2022, “The health effects of soy: A reference guide for health professionals” di Messina, conclude che negli adulti l’assunzione moderata di soia e tofu non aumenta il rischio di tumori legati agli ormoni sessuali e, anzi, in molti studi epidemiologici è associata a un rischio leggermente inferiore di tumore della mammella e della prostata.
Una meta-analisi del 2024 su prodotti di soia e tumori, la già citata revisione di Wang, conferma che il consumo elevato di tofu è collegato a minori diagnosi di diversi tipi di tumore, senza evidenza di effetti pro-estrogenici dannosi nelle popolazioni studiate.
Restano però necessarie valutazioni individuali nelle persone in terapia oncologica o con condizioni endocrine specifiche, dove i fitoestrogeni possono interagire con alcuni farmaci.
Gli effetti del tofu non riguardano solo cuore e tumori, ma anche intestino e benessere generale.
Un lavoro del 2024, “The Health Benefits of Tofu, an Unfermented Soybean Food that Regulates the Intestinal Environment” di Takahashi e colleghi, ha valutato 82 adulti giapponesi con problemi di stipsi, confrontando tofu ricco di isoflavoni con una versione povera di questi composti. Dopo alcune settimane, nel gruppo che assumeva il tofu “normale” la percentuale di persone che riferivano miglioramento della stitichezza era circa il doppio rispetto al gruppo con tofu povero di isoflavoni (41,5% vs 21%), con un effetto particolarmente evidente nelle donne.
In parallelo sono aumentati i livelli urinari di isoflavoni, suggerendo un ruolo della modulazione del microbiota intestinale e della produzione di metaboliti come l’equolo.
Un altro aspetto interessante è il supporto alla composizione corporea e all’infiammazione, soprattutto in età avanzata e in contesti di attività fisica. Uno studio del 2017, “Effects of dried tofu supplementation during interval walking training on the methylation of the NFKB2 gene in the whole blood of older women” di Nemoto e colleghi, ha analizzato donne intorno ai 65 anni impegnate in un programma strutturato di camminata a intervalli.
Il gruppo che assumeva quotidianamente tofu essiccato dopo l’allenamento, rispetto al placebo, ha mostrato maggior aumento della massa muscolare della coscia, miglioramento della forza e modifiche epigenetiche nel gene NFKB2 legate a una minore suscettibilità all’infiammazione sistemica.
Questo suggerisce che il tofu, inserito in un contesto di esercizio regolare, può contribuire sia al mantenimento della massa magra sia a un profilo infiammatorio più favorevole.
Nel complesso, quindi, il tofu non è semplicemente un “formaggio di soia”, ma un alimento funzionale che combina proteine di alta qualità, grassi buoni e composti bioattivi utili per cuore, metabolismo, intestino e, potenzialmente, per la prevenzione di alcune forme di cancro.
Per la maggior parte delle persone sane, un consumo regolare e moderato (ad esempio 2–4 porzioni a settimana, pari a circa 60–100 g per porzione) inserito in una dieta varia e ricca di vegetali può rappresentare una strategia semplice e concreta per migliorare il profilo nutrizionale complessivo.
Come sempre, il beneficio non viene da un singolo cibo “miracoloso”, ma da un pattern alimentare equilibrato dove il tofu può diventare una delle principali fonti proteiche vegetali al posto di carni lavorate e formaggi ricchi di grassi saturi.