Prof. Cesare Faldini, Chirurgo Ortopedico

Prof. Cesare Faldini, Chirurgo Ortopedico Direttore Clinica Ortopedia 1, Istituto Ortopedico Rizzoli, Università di Bologna.

Questa storia è iniziata lo scorso Maggio in Camerun, durante l’ultima spedizione di OrtopediciOrg: lo schema è ormai se...
21/08/2026

Questa storia è iniziata lo scorso Maggio in Camerun, durante l’ultima spedizione di OrtopediciOrg: lo schema è ormai sempre lo stesso da 26 anni. Si arriva a notte fonda con i bagagli, il tempo di scaricare, una dormita e la mattina fuori degli ambulatori c’è già una fila infinita: mentre il resto del gruppo organizza la sala e Massimo Misiti parte col primo intervento io faccio le visite. Stampelle, bastoni, sedie a rotelle, la speranza di rialzarsi e camminare: la sala operatoria uno strumento formidabile, purtroppo non per tutti, con il peso di sostenere lo sguardo di chi ha atteso e sperato, invano. La giornata scorre così, tra caldo e sudore chi di corsa viene messo a letto, chi torna a casa deluso. Entra un bimbo, con le stampelle, con lui il padre. Cosa ha fatto? Dolore improvviso. Al ginocchio. Traumi? Nulla. Febbre? Nulla. Dodici anni, un cuore pieno di paura, ma solo il cuore. Si sdraia e si spoglia da solo. Il ginocchio è gonfio, non caldo. Lo mando ai raggi. L’immagine parla da sola: si chiama sole raggiato: il periosteo, quella buccia vitale che avvolge l’osso viene scollata da una malattia maligna che reagisce, creando un’immagine che è su tutti i libri di ortopedia: il sospetto peggiore associato a età, posizione nel femore distale, caratteristici. Non posso escludere una neoplasia. Parlo col padre: noi non possiamo nulla. Abbiamo messo su un ospedale, ma per un sospetto tumore dell’osso non basta il chirurgo: potremmo solo amputare la gamba “alla cieca” come si faceva cent’anni fa. Propongo di andare in un ospedale oncologico a Douala. Sapranno riconoscere e curare un sarcoma infantile? Non ci dormo la notte. Chiamo in Italia. Alessandro Gasbarrini, direttore al Rizzoli della Chirurgia Vertebrale è presidente di un’associazione simile alla nostra, ma specializzata nello spostare e ospitare a Bologna pazienti poveri. ProBone. Risposta: ci lavoriamo! Parte la richiesta per i visti. Alessandro ProBone rompono un muro di burocrazia che sembra un sogno difficile: una email dietro l’altra ed un mese di lavoro serrato produce l’impossibile. Visti accordati, biglietti acquistati. Il padre prende l’aspettativa piccolo finalmente arriva all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, nel centro dove Mario Campanacci, il più grande oncologo ortopedico della storia ha creato una filiera di competenze riconosciuta negli Stati Uniti tra i primi 10 ospedali al mondo. Lo accoglie in reparto Davide Donati, direttore della chirurgia oncologica. La radiologia interventistica di Marco Miceli e l’anatomia patologica di Marco Gambarotti chiudono il cerchio. Bisogna iniziare la terapia al più presto. Le associazioni hanno fatto la loro con biglietti aerei e soggiorno, ma per le cure di una malattia tanto complessa serve un gesto concreto dell’amministrazione ospedaliera, indispensabile per un piccolo che ha davanti a se una strada tutta in salita, fatta di chemioterapia, radioterapia ed interventi. Da uno sperduto ambulatorio di Douala, per una serie di coincidenze percorrerà quella strada in uno dei migliori ospedali del mondo, anche se la malattia è molto seria e nulla sarà facile o scontato.

Cesare Faldini racconta la diagnosi in Camerun, dove opera la sua organizzazione Ortopedici.org: “Non potevamo curarlo lì”. L’intervento di ProBone, che si occupa di pazienti indigenti

18/08/2026

Nella settimana più "feriosa" dell'anno, ripropongo questa bellissima intervista di Francesca Fialdini su Rai1 che mi ha permesso di parlare delle vacanze che da 26 anni accompagnano la vita di noi volontari. Con Rossana Genco, caposala, Francesco Traina, direttore al Rizzoli, Massimo Misiti, Antonio Macchiarola, mia sorella Olivia e tanti altri volontari non riusciamo mai a superare i 6 mesi senza una nuova spedizione. In questi giorni di vacanza al mare, la chat è infuocata: fine Ottobre ripartiamo! Nostalgia del caldo, del viaggio ammassati con gli strumenti in valigia, delle camerate e del bagno a turno. Ma anche delle sudate senza una doccia e della gara a chi fa la puttanesca più buona. La spedizione è la nostra vacanza più bella, da cui usciamo sempre rigenerati e grati. Quello che si lascia è molto meno di quello che si porta a casa. L'ultima spedizione, grazie a ProBone di Alessandro Gasbarrini, ci siamo anche portati in Italia un piccolo paziente: la radiografia non lasciava dubbi: una malattia oncologica per la quale solo il Rizzoli di Bologna avrebbe potuto. Sostenuto dall'associazione di Alessandro, il piccolo arrivato col papà ed è ora nelle mani di Davide Donati e del gruppo fondato dall'indimenticabile Maestro Mario Campanacci. Per alcune malattie che necessitando di competenze elevatissime come l'oocologia, la radiologia e l'anatomia patologica solo il Rizzoli può. Il privilegio unico di lavorare in un ospedale riconosciuto tra i primi dieci al mondo.

09/08/2026

Ciao Francesco Guccini: uno che torna dal viaggio della memoria con questo piccolo capolavoro. Sentita tante volte, ascoltata col contagocce perché più che una canzone è un buco nero nella mia testa. Oggi, l’abbiamo improvvisata in giardino con la mia chitarrista d’eccezione Dafne Faldini 😍. Grazie Maestrone per la sensibilità con cui hai accompagnato le nostre vite …. ❤️

31/07/2026

Non è estate fino al 31 luglio, limite massimo per inviare all'American Academy of Orthpaedic Surgeons i video scientifici didattici, che ci hanno visto come il gruppo più premiato al mondo. Si tratta di opere didattiche che partono da tecniche chirurgiche innovative, figlie della ricerca e dell'innovazione che vede oggi il Rizzoli come undicesimo ospedale al mondo. Sono quindi interventi chirurgici che vengono ripresi in sala operatoria. Poi una paziente opera di regia e montaggio ne seleziona i punti salienti. Un grazie speciale a Giacomo Manghi ed Emanuele Di Luccio, di Scuola DAMS Bologna che pur avendo una laurea umanistica, hanno saputo apprendere il linguaggio di montaggio della scienza. Ogni fotogramma di anatomia complessa viene "decriptato" grazie alla paziente opera di grafici d'eccezione: Davide Gamberini, Stefania Sofia e Maria Pia Cumani. Ormai sapete l'anatomia meglio dei chirurghi! ;-) Sono questi gli strumenti che permettono agli ortopedici di tutto il mondo di collegarsi all'Orthopaedic Video Theater, guardare il video ed imparare come se fossero in sala operatoria a Bologna. Oggi dunque l'upload dei video per il 2027, grazie all'impegno di Alberto Ruffilli, Alberto di Martino, Antonio Mazzotti e Francesco Traina che hanno guidato i rispettivi gruppi per cercare di essere competitivi anche nella prossima edizione dell'American Academy. Aspettiamo la risposta in Ottobre e... incrociamo le dita. Intanto grazie, grazie a tutti per aver tirato a tavoletta fino ad oggi. Buone vacanze!

Oggi va finalmente in stampa “Lezioni di Ortopedia e Traumatologia”, 850 pagine con 1100 figure, grazie all’instancabile...
23/07/2026

Oggi va finalmente in stampa “Lezioni di Ortopedia e Traumatologia”, 850 pagine con 1100 figure, grazie all’instancabile impegno di Francesco Traina, Giuseppe Geraci, Alberto Di Martino, Antonio Mazzotti ed Alberto Ruffilli. Mi avete stupito con questo incredibile lavoro che avete condotto alla portato avanti dopo cena e nei week end! Grandi è dire poco! Mi avete stupito perché non è una semplice riduzione dei 3 volumi di 2500 pagine, ma una revisione ragionata pensata per gli studenti di medicina e delle professioni sanitarie. Un classico libro universitario, più agile rispetto al testo specialistico, per preparare l’esame e da tenere per consultazione. Una foto in biblioteca, per festeggiare! Mi avete fatto felice! 😍

Onore immenso…. Un grazie speciale al Presidente Rospigliosi per l’onorificenza ed il ricordo di Giulio Faldini, mio non...
19/07/2026

Onore immenso…. Un grazie speciale al Presidente Rospigliosi per l’onorificenza ed il ricordo di Giulio Faldini, mio nonno

30 ore in Perù per chiudere un cerchio rimasto aperto da 78 anni. Due notti in aereo di fila ma ne valeva la pena. Ho ri...
18/07/2026

30 ore in Perù per chiudere un cerchio rimasto aperto da 78 anni. Due notti in aereo di fila ma ne valeva la pena. Ho ricevuto un’onorificenza che non ho meritato: Grande Ufficiale della Repubblica del Perù. Giulio Faldini arrivò nel 1939 con la moglie e due figli, mettendo in salvo la famiglia dalle leggi razziali che colpivano gli ebrei. Aveva perso il lavoro (la cattedra a Parma e concorso al Pini di Milano). Mio padre Alessandro e lo zio Franco allontanati da scuola. Il Presidente ha rievocato la storia dell’arrivo di questo esule a Lima che in un anno sostenne tutti gli esami di medicina. Nel frattempo, progettò il reparto ortopedico dell’Ospedale Obrero, di cui assunse la direzione nel 1940. Ha raccontato della sua capacità chirurgica che lo portlò a diventare la figura di spicco dell’ortopedia di tutto il Sudamerica, del suo libro che ne ha mantenuto viva la memoria della sua breve vita. Mi ha consegnato un premio in cristallo alla memoria. Nulla di ciò che ha fatto è stato dimenticato. Sono stato in via Giulio Faldini, poi all’Ospedale Obrero, nel reparto Giulio Faldini. Infine ho tenuto una lezione sulla tecnica bili per la protesi all’anca ed una dimostrazione chirurgica. Inizierà da oggi una nuova collaborazione scientifica.
Giulio Faldini, il nonno che non ho conosciuto è riuscito nonostante la scomparsa a 49 anni a lanciare nel futuro il suo messaggio di medico e di ricercatore, ma soprattuto di uomo che ha fatto della resilienza alla difficoltà la sua carta vincente. Nulla della sua storia si è perso in Perù. In Italia una dimensione solo familiare (peccato), narrata da mio padre Alessandro e dallo zio Franco mai come tragedia, sempre e comunque un’avventura a bilancio positivo: ciò che è stato tolto è sempre tornato indietro a valore maggiorato. Ed io cosa c’entro? Mi sono sentito piccolo, fortunato e insignificante davanti a questa storia che ho semplicemente ereditato senza alcun merito. Non ci ho dormito, troppa emozione. Crollerò in aereo, seconda notte di fila.

15/07/2026

Un privilegio speciale, oggi a Montecitorio ricevere il premio Geppino Micheletti: mi sento veramente piccolo ed inadeguato per questo riconoscimento alla memoria di un vero eroe della medicina durante la strage di Vergarolla, a Pola nel 1946, un attentato in cui morirono oltre un centinaio di italiani. Micheletti, unico chirurgo in servizio nell'ospedale cittadino, operò ininterrottamente i feriti per ore pur avendo saputo che tra le vittime c'erano i suoi due figli. Sono anche felice della sensibilità con cui è stato riconosciuta l’importanza del volontariato come risposta individuale all’ingiustizia sociale, un tema di cui non si parla mai abbastanza. Grazie quindi all’onorevole Mascaretti per aver promesso questa iniziativa in una sede così prestigiosa e di aver riconosciuto l’attività della nostra piccolissima associazione con cui da 25 anni, passiamo parte delle nostre ferie ad operare le deformità ortopediche nei paesi in via di sviluppo: grazie infine ai medici, gli infermieri, i fisioterapisti ed i tecnici che ogni anno scelgono invece di una vacanza al mare di auto fianziarsi il viaggio e partire con noi per portare gli interventi di ortopedia in paesi dove le cure sono un lusso solo per pochi.

05/07/2026

Caldo torrido, notti insonni. Ci si alza più spesso, anche per prendere una boccata d'aria. Occhio quindi alle cadute notturne! La migliore cura è.... La prevenzione! Guardare dove si mettono i piedi, alzarsi e muoversi con calma se ci si è appena svegliati. Soprattutto con il grande caldo, un calo pressorio con un'alzata improvvisa ci può stare. In piedi qualche momento, poi iniziare a camminare. Occhio soprattutto ai tappeti: gli antiscivolo da bagno, molto utili per assorbire l'acqua e non rendere il pavimento scivoloso possono essere controproducenti se non si alzano bene i piedi. Se si cade, non alzarsi subito. Il dolore può abbassare la pressione e far girare la testa! Dunque, soprattutto col caldo torrido doppia, anzi tripla attenzione.

Indirizzo

Clinica Ortopedica 1, Istituto Ortopedio Rizzoli, Via Pupilli 1
Bologna
40136

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