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Oggi ultimo giorno di lavoro clinico. Ci rivediamo in studio dal 25 agosto 😉PS: questo albo è meraviglioso!
04/08/2026

Oggi ultimo giorno di lavoro clinico. Ci rivediamo in studio dal 25 agosto 😉

PS: questo albo è meraviglioso!

Che tempo è quello estivo?Cosa sappiamo farci stare dentro?Cosa riusciamo a vederci accecati dal caldo asfissiante di qu...
03/08/2026

Che tempo è quello estivo?
Cosa sappiamo farci stare dentro?
Cosa riusciamo a vederci accecati dal caldo asfissiante di questi giorni oppure in tralice, nello scorrere delle giornate che hanno necessariamente ritmi e sapori diversi da quelle di tutto il resto dell'anno?
Quali scoperte ci concediamo di accogliere?
L'estate non è "toda joia toda beleza", non sempre, non per tutti.
Come per Garmann può essere tante cose. Cose silenziosamente attese, immaginate, temute e desiderate. Estate tempo ricco, ma di tutto. Come se le sfumature della vita si amplificassero tutte insieme.

Di nuovo a progettare formazioni. Per gruppi di lavoro 0-3 e 0-6.Felice di queste opportunità 🙏
28/07/2026

Di nuovo a progettare formazioni. Per gruppi di lavoro 0-3 e 0-6.

Felice di queste opportunità 🙏

Da ieri continuo a pensare al racconto di una mia piccola paziente. Ha 11 anni appena compiuti, sta attraversando quell'...
22/07/2026

Da ieri continuo a pensare al racconto di una mia piccola paziente. Ha 11 anni appena compiuti, sta attraversando quell'estate di mezzo tra la scuola primaria e la prima media.

Ieri mi ha raccontato che stasera si sarebbero ritrovati con altri familiari e davanti ad una pizza tutti insieme, avrebbero guardato Temptation Island.

Ammetto di essere rimasta piuttosto spiazzata da questa cosa. Che subito è diventata materia di curiosità e conversazione con l'undicenne.

La cascata di domande e riflessioni che mi ha accompagna da ieri non si è ancora arrestata 😅
Mi sono fatta veramente tante domande!

Stamattina, forse per rassicurare me stessa, soprattutto per proseguire nel meditare sulla vicenda, sono andata a cercare delle ispirazioni, delle idee, dei modi, dei racconti su che cos'è l'amore e come se ne può parlare nei materiali che amo di più e che ho trovato nello studio in cui lavoro oggi.

Partendo sempre dalla premessa che il primo e più potente strumento educativo è la testimonianza (dunque cosa mostriamo noi ai nostri figli, cosa viviamo noi e cosa respiriamo noi per primi e noi con loro), credo che si possa parlare di tutto, forse anche mettere in scena tutto o quasi. Il come poi cambia tutto!
Al di là del caso specifico, che è solo un'occasione di riflessione, credo che ci sia tanto tanto lavoro da fare. Non mi riferisco solo alla tanto discussa "educazione sessuo-affettiva" nelle scuole, ma all'urgenza di sviluppare qualche consapevolezza tra gli adulti, di aiutare i genitori a porsi qualche domanda e a fare scelte educative, scelte quotidiane, che tengano conto dei loro bambini e delle loro bambine, come soggetti con bisogni, strumenti e funzionamenti specifici e diversi da quelli degli adulti. Bisogni che devono trovare risposte, strumenti che vanno coltivati e funzionamenti che vanno rispettati.

Io sono sempre più convinta che dobbiamo partire da noi adulti. Noi abbiamo la responsabilità di ciò che viene proposto, organizzato, "masticato" in famiglia. Noi abbiamo la responsabilità dei linguaggi che vengono adottati, sdoganati, normalizzati. Noi scegliamo se e come si parla di qualcosa.

Continuerò a ragionarci, tra una pagina e l'altra!

È talmente vasto il mondo dell'umano!Continuiamo ad apprendere con curiosità 💚
11/07/2026

È talmente vasto il mondo dell'umano!

Continuiamo ad apprendere con curiosità 💚

Guardando fuori dallo studio, in questo martedì che sarà lungo fino a stasera di voci e di storie, cerco di stare sul pr...
07/07/2026

Guardando fuori dallo studio, in questo martedì che sarà lungo fino a stasera di voci e di storie, cerco di stare sul presente.
Il mio, quello di chi incontrerò e quello che costruiremo insieme, abitando lo spazio della terapia.

"Il momento giusto è adesso", dice Bimba Landmann nel suo 'Piccoli pensieri blu'. Teniamoci stretti al presente, che ha molta più ricchezza di quanto spesso non crediamo.

Si può. Non si deve, però si può. Uno degli obiettivi di una psicoterapia è aprire nuove possibilità, nuove letture, nuo...
06/07/2026

Si può. Non si deve, però si può.

Uno degli obiettivi di una psicoterapia è aprire nuove possibilità, nuove letture, nuove prospettive. Non chiudere, aprire.

Anche fuori dalla stanza di terapia, nella vita di ogni giorno, c'è molta più ricchezza di quella che spesso ci concediamo di cogliere e percorrere, piegati a ritornelli e sguardi che tolgono, impoveriscono o ingabbiano.
Invece si può. Quanta vita in questo darsi più possibilità.

Sabato mattina di lavoro. Mi soffermo su questo oggi: " Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove anda...
13/06/2026

Sabato mattina di lavoro.

Mi soffermo su questo oggi: " Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare".

Chiedersi dove si sta andando è una buona domanda 😉

Buon sabato, di lavoro o di riposo, a tutti 😊

Un po' per caso, un po' no, mi sono sempre occupata di "rabbia" da quando faccio questo mestiere.È un tema scomodo, fati...
08/06/2026

Un po' per caso, un po' no, mi sono sempre occupata di "rabbia" da quando faccio questo mestiere.

È un tema scomodo, faticoso, spinoso.
Soprattutto è complesso.
Non esistono ricette pronte all'uso per tutti, soluzioni, magie. No.

La regolazione emotiva è una faccenda seria. Si tende a banalizzarla spesso. La verità è che fa soffrire molto un sacco di persone la carenza di strumenti di regolazione.

Spesso poi si parte dal presupposto che arrabbiarsi è sbagliato a prescindere, è una sorta di inadeguatezza di base, una "malattia" mi ha detto oggi una mamma che sta facendo in realtà un bel lavoro su di sé.

Allora insisto su due elementi fondamentali:
1) non si può "insegnare" in modo formale come si gestiscono le emozioni. Non funziona così l'apprendimento delle competenze emotive. Ma ci si può interrogare, fermare, prendersi cura e lavorare su di sé per stare meglio con le proprie emozioni e dare così testimonianza attiva di come si può stare con il proprio mondo affettivo;
2) la rabbia è un'emozione primaria. Il nostro cervello è biologicamente programmato per attivare i circuiti della rabbia fin dai primi mesi di vita. Quindi arrabbiarsi è inevitabile, utile, connaturato con la nostra esistenza. Come lo sono tutti gli annessi biologici che ci caratterizzano.

Poi ovviamente occorre acquisire strumenti regolativi. Si. E qua la partita si fa più complicata.
Ma intanto partiamo dal comprendere questi due passaggi fondamentali: la rabbia (e tutte le altre emozioni) non si spiegano, non si insegnano verbalmente.
La rabbia ci è naturalmente data in dotazione alla nascita, come lo sono i piedi, la fame, la pelle...penseremmo mai di dovercene privare perché non è giusta? No. Penseremmo di prendercene cura. O no?

"Le persone venivano da lontano non solo per comprare, ma per vivere una piccola magia: accettare l'imperfezione come pa...
26/05/2026

"Le persone venivano da lontano non solo per comprare, ma per vivere una piccola magia: accettare l'imperfezione come parte di una bellezza speciale."

Da 'La purtropperia' di Ann Nadine, edizioni Piuma.

Oggi parto da qui perché sento che -purtroppo- sono giornate tanto cariche e bisogna trovare le forze e le risorse, anche quando non è semplice trovarle e facendo pace con l'idea che non è sempre possibile essere al top. Dunque buona giornata così!

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