27/07/2026
“Prona troppo.”
Quante volte abbiamo sentito questa frase?
Per anni abbiamo considerato la pronazione quasi esclusivamente come qualcosa da limitare o correggere.
Negli ultimi anni, la ricerca ha mostrato che la realtà è molto più complessa.
La pronazione è una funzione fondamentale del piede. Contribuisce all’assorbimento delle forze, all’adattamento al terreno e all’accumulo di energia elastica.
Senza pronazione, il piede perderebbe gran parte della sua capacità di adattarsi alle richieste meccaniche, assorbire i carichi e immagazzinare energia elastica, restituendola nella fase propulsiva. Questo meccanismo rappresenta uno dei principali fattori che rendono efficiente la locomozione e contribuisce a ridurre il costo metabolico durante attività come la corsa.
Ma questo significa che più pronazione sia sempre meglio?
Probabilmente no.
Come molte altre caratteristiche biomeccaniche, è plausibile che esista un intervallo ottimale di pronazione, che dipende dal contesto.
🏃 Il gesto motorio.
⚡ La velocità di esecuzione.
🏋️ Le richieste meccaniche.
👤 Le caratteristiche della persona.
Lo stesso livello di pronazione potrebbe essere vantaggioso in una situazione e meno efficace in un’altra.
Forse, quindi, la domanda più utile non è quanta pronazione osserviamo, ma se quella pronazione è ottimale per il compito che il piede deve svolgere.
Perché la biomeccanica non studia il movimento “perfetto” in assoluto.
Studia il movimento più efficace per raggiungere uno specifico obiettivo.
👇 E tu cosa ne pensi? Ha ancora senso parlare di “eccessiva pronazione” senza considerare il gesto motorio e il contesto in cui avviene?