Studio di Medicina Generale/Medicina di famiglia Dott. Silvio Tuccillo

Studio di Medicina Generale/Medicina di famiglia Dott. Silvio Tuccillo ASSISTENZA MEDICA CENTRATA SULLA PERSONA GRATUITA ED UNIVERSALE

Ricevo ordinariamente su appuntamento.

In questi giorni sono accaduti alcuni episodi spiacevoli nello studio in cui lavoro ogni giorno.Non è il danno materiale...
19/07/2026

In questi giorni sono accaduti alcuni episodi spiacevoli nello studio in cui lavoro ogni giorno.

Non è il danno materiale a preoccuparmi. Quello si ripara, si sostituisce, si dimentica.

Quello che mi ha fatto riflettere è altro.

Uno studio medico dovrebbe essere uno dei pochi luoghi in cui le persone possono entrare con serenità, sentirsi accolte, esprimere dubbi, paure, perfino rabbia. Un luogo in cui il dialogo viene prima di tutto.

Se qualcuno pensa che io abbia sbagliato, se ritiene di non essere stato ascoltato o compreso, vorrei che sapesse una cosa: la porta del mio studio è aperta anche per questo.

Le critiche fanno parte del mio lavoro. Il confronto è parte del mio lavoro. Anche il dissenso, quando espresso con rispetto, è parte del mio lavoro.

Per questo credo che nessun gesto anonimo possa essere più forte di una conversazione sincera.

Ogni giorno, sulla mia scrivania, ci sono due sedie.

Una è la mia.

L’altra è riservata a chiunque voglia parlarmi.

Spero che quella continui a essere sempre la scelta di tutti.

Oggi ho preparato la passata di pomodoro.🥫 Un gesto antico, semplice, quasi domestico. Eppure, mentre lavoravamo, pensav...
12/07/2026

Oggi ho preparato la passata di pomodoro.🥫

Un gesto antico, semplice, quasi domestico. Eppure, mentre lavoravamo, pensavo che dentro momenti come questo ci sia molto più di quello che vediamo.

Ci sono le mani impegnate nello stesso lavoro.
Ci sono i racconti che arrivano senza essere cercati.
Ci sono i silenzi che non pesano.
Ci sono le persone che, finalmente, si guardano.

La passata è stata soltanto la miccia di una riflessione più grande.

Noi siamo abituati a pensare alla cura come a qualcosa che accade in uno studio medico, in un ambulatorio, attraverso una terapia o un esame.

Ma la salute si costruisce anche altrove.

Si costruisce quando una persona non si sente sola.
Quando ha qualcuno con cui parlare.
Quando sente di avere un ruolo.
Quando partecipa a qualcosa che appartiene a una storia comune.

La comunità ha un suo effetto terapeutico.

Non sostituisce i farmaci, le visite o le cure necessarie. Ma può sostenere una persona, proteggerla dall’isolamento, darle motivazione e restituirle un senso di appartenenza.

E questo, soprattutto oggi, non è poco.

Viviamo in un tempo in cui comunichiamo continuamente, ma sempre meno spesso condividiamo davvero qualcosa.

Siamo connessi, ma spesso soli.
Ci scriviamo, ma ci guardiamo poco.
Corriamo tutto il giorno, ma troviamo sempre meno tempo per stare insieme.

Le tradizioni, allora, non sono soltanto nostalgia.

Sono occasioni per ricostruire legami.

Preparare qualcosa insieme, sedersi intorno a un tavolo, aiutarsi, raccontarsi: sono gesti che tengono unite le famiglie e le comunità.

E una comunità unita è anche una comunità che si prende cura.

Alla fine, in quei barattoli non abbiamo messo soltanto pomodoro e basilico.

Abbiamo conservato tempo, memoria, parole e presenza.

Forse la cura comincia anche da qui: dal non lasciare nessuno solo.

In questi giorni qualcuno mi ha scritto:“𝑴𝙖 𝙘𝒐𝙨𝒂 𝒄’𝒆̀ 𝒅𝙞 𝙢𝒂𝙡𝒆 𝒔𝙚 𝙘𝒓𝙚𝒔𝙘𝒆 𝒍𝙖 𝙨𝒂𝙣𝒊𝙩𝒂̀ 𝒑𝙧𝒊𝙫𝒂𝙩𝒂?”𝙇𝒂 𝒎𝙞𝒂 𝒓𝙞𝒔𝙥𝒐𝙨𝒕𝙖 𝙚̀: 𝒂𝙨𝒔𝙤𝒍𝙪𝒕𝙖...
07/07/2026

In questi giorni qualcuno mi ha scritto:

“𝑴𝙖 𝙘𝒐𝙨𝒂 𝒄’𝒆̀ 𝒅𝙞 𝙢𝒂𝙡𝒆 𝒔𝙚 𝙘𝒓𝙚𝒔𝙘𝒆 𝒍𝙖 𝙨𝒂𝙣𝒊𝙩𝒂̀ 𝒑𝙧𝒊𝙫𝒂𝙩𝒂?”

𝙇𝒂 𝒎𝙞𝒂 𝒓𝙞𝒔𝙥𝒐𝙨𝒕𝙖 𝙚̀: 𝒂𝙨𝒔𝙤𝒍𝙪𝒕𝙖𝒎𝙚𝒏𝙩𝒆 𝒏𝙪𝒍𝙡𝒂.

Il problema nasce quando il privato non rappresenta più una scelta, ma diventa una necessità.

Se il medico di famiglia sotto casa scompare…

Se per una visita bisogna aspettare mesi…

Se i professionisti diminuiscono…

È naturale che sempre più persone si rivolgano al privato.

Ma una società giusta dovrebbe garantire a tutti una medicina di famiglia pubblica, vicina e accessibile.

Il privato deve essere un’opportunità.

Non l’unica possibilità.

“𝑳𝒂 𝒔𝒂𝒏𝒊𝒕𝒂̀ 𝒕𝒆𝒓𝒓𝒊𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂𝒍𝒆? 𝑪𝒊 𝒑𝒆𝒏𝒔𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒏𝒐𝒊 𝒑𝒓𝒊𝒗𝒂𝒕𝒊.”È questa la frase che mi ha colpito leggendo oggi un articolo del Cor...
06/07/2026

“𝑳𝒂 𝒔𝒂𝒏𝒊𝒕𝒂̀ 𝒕𝒆𝒓𝒓𝒊𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂𝒍𝒆? 𝑪𝒊 𝒑𝒆𝒏𝒔𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒏𝒐𝒊 𝒑𝒓𝒊𝒗𝒂𝒕𝒊.”

È questa la frase che mi ha colpito leggendo oggi un articolo del Corriere della Sera.

No, non è una critica al privato.

Chi investe nella sanità svolge un ruolo importante e risponde a un bisogno reale.

La domanda che dovremmo porci è un’altra.

Perché quello spazio si sta liberando?

Per anni abbiamo dato per scontato di poter contare su un medico di famiglia vicino casa, facilmente raggiungibile, che conoscesse la nostra storia clinica e che fosse accessibile a tutti, indipendentemente dalle possibilità economiche.

Oggi tutto questo non è più così scontato.

Sempre meno giovani scelgono la Medicina Generale: i concorsi di accesso al corso di formazione faticano ad attrarre nuovi medici e FIMMG continua a chiedere interventi per rendere questa professione nuovamente attrattiva. (Quotidiano Sanità)

Se non investiamo nella medicina di famiglia e nella sanità territoriale pubblica, il rischio non è che cresca il privato.

Il rischio è che, un domani, il medico che ti conosce, vicino casa e accessibile a tutti, diventi un privilegio invece che un diritto.

Io immagino un futuro diverso.

Una medicina di famiglia forte, capace di garantire a tutti la stessa possibilità di essere curati.

E una sanità privata di qualità che rappresenti una libera scelta, non l’unica alternativa.

Perché la salute non dovrebbe mai dipendere da quanto una persona può permettersi di spendere.

𝑵𝒆𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒔𝒔𝒊𝒎𝒊 𝒈𝒊𝒐𝒓𝒏𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒗𝒆𝒓𝒐̀ 𝒂 𝒔𝒑𝒊𝒆𝒈𝒂𝒓𝒆, 𝒄𝒐𝒏 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒆 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒍𝒊𝒄𝒊, 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒓𝒊𝒈𝒖𝒂𝒓𝒅𝒂 𝒅𝒂 𝒗𝒊𝒄𝒊𝒏𝒐 𝒄𝒊𝒂𝒔𝒄𝒖𝒏𝒐 𝒅𝒊 𝒏𝒐𝒊.

02/07/2026

📢 Avviso ai pazienti

Gentile Paziente,

desidero informarti che, a causa di importanti disservizi della rete elettrica e della rete telefonica, del tutto indipendenti dalla nostra volontà, lo studio sta subendo in questi giorni un rallentamento delle attività e delle comunicazioni.

Al momento, purtroppo, i gestori dei servizi non sono ancora in grado di indicarci con certezza quando la piena funzionalità delle linee telefoniche e della connessione Internet sarà ripristinata.

Ci scusiamo sinceramente per gli eventuali disagi e ti assicuriamo che stiamo facendo tutto il possibile per continuare a garantire l'assistenza, compatibilmente con le difficoltà tecniche in corso.

Ti chiediamo solo un po' di pazienza e comprensione: provvederemo a ricontattare tutti i pazienti che ne avranno necessità non appena le comunicazioni saranno nuovamente regolari.

Grazie per la collaborazione.

Dr. Silvio Tuccillo e lo Staff degli Studi Medici Sant'Anna

Oggi ho appreso della scomparsa di Stefano, un collega medico di famiglia di appena 39 anni.Non lo conoscevo personalmen...
20/06/2026

Oggi ho appreso della scomparsa di Stefano, un collega medico di famiglia di appena 39 anni.

Non lo conoscevo personalmente, ma quando viene a mancare un collega così giovane è impossibile non fermarsi un momento a riflettere.

Spesso si pensa al medico di famiglia come a quello che prescrive una terapia, risponde a un messaggio o riceve in ambulatorio.

Dietro quel ruolo, però, c'è una persona che ogni giorno si porta a casa preoccupazioni, responsabilità, decisioni difficili e tante storie umane.

È un lavoro che regala molto, ma che chiede anche molto.

Forse troppo, a volte.

Non sappiamo ancora con certezza cosa sia accaduto a Stefano, e non è questo il punto.

Il punto è ricordarci che anche chi si prende cura degli altri ha bisogno di trovare il tempo per prendersi cura di sé.

Un pensiero alla sua famiglia, ai suoi amici, ai suoi pazienti e a tutti i colleghi che oggi, leggendo questa notizia, hanno sentito un piccolo nodo alla gola.

Ciao Stefano.

Oggi ho partecipato all’Assemblea Nazionale FIMMG, un momento di confronto importante in una fase particolarmente delica...
13/06/2026

Oggi ho partecipato all’Assemblea Nazionale FIMMG, un momento di confronto importante in una fase particolarmente delicata per il futuro della Medicina Generale.

In questi mesi si parla molto di Case di Comunità, riorganizzazione della sanità territoriale e possibili cambiamenti nel ruolo del medico di famiglia.

Al di là delle sigle e delle discussioni tecniche, il mio pensiero resta sempre lo stesso: mettere al centro i pazienti.

Una sanità territoriale moderna è necessaria e può rappresentare una grande opportunità, ma non dovrebbe mai perdere ciò che rende davvero efficace la medicina di famiglia: la conoscenza delle persone, la continuità delle cure e il rapporto di fiducia costruito negli anni.

Continuerò a lavorare perché questi valori vengano preservati e rafforzati.

Perché dietro ogni ricetta, ogni visita e ogni telefonata c’è sempre una persona che chiede ascolto, attenzione e cura.

05/06/2026
Il medico di famiglia come lo conosciamo oggi potrebbe scomparire.Negli ultimi mesi si parla molto di “riforma” della Me...
17/05/2026

Il medico di famiglia come lo conosciamo oggi potrebbe scomparire.

Negli ultimi mesi si parla molto di “riforma” della Medicina Generale.
Ma ai cittadini quasi nessuno sta spiegando davvero cosa potrebbe cambiare nella vita quotidiana.

E allora provo a dirlo in modo semplice.

Il rischio non è soltanto cambiare il contratto dei medici.
Il rischio è cambiare completamente il rapporto tra cittadini e medico di famiglia.

Oggi il medico di famiglia, nel bene e nel male, è:

* scelto liberamente dal paziente,
* stabile nel tempo,
* vicino al territorio,
* conoscitore della storia clinica e familiare delle persone.

Per molti anziani, fragili o malati cronici, questo rapporto non è un dettaglio burocratico.
È parte stessa della cura.

Alcune delle proposte di riforma che si stanno discutendo rischiano invece di portare progressivamente verso un modello più centralizzato, più burocratico e più impersonale.

Cosa potrebbe significare concretamente per i cittadini?

👉 meno continuità col proprio medico
👉 maggiore turnazione dei professionisti
👉 minore autonomia organizzativa sul territorio
👉 rischio di spostare l’assistenza verso grandi strutture più lontane dai quartieri e dai piccoli comuni
👉 più difficoltà nel mantenere quel rapporto umano costruito negli anni
👉 aumento del rischio che il medico diventi un semplice esecutore amministrativo

E il problema più grande è che chi soffrirebbe di più questo cambiamento sarebbero soprattutto:

* anziani,
* pazienti cronici,
* persone fragili,
* cittadini con difficoltà negli spostamenti.

La Medicina Generale deve certamente migliorare ed evolversi.
Servono:
✔ più servizi
✔ più organizzazione
✔ più personale
✔ più tecnologia
✔ strutture territoriali efficienti

Ma modernizzare non deve significare perdere il medico di fiducia.

Perché quando una persona sta male, spesso non ha bisogno solo di una prescrizione.
Ha bisogno di qualcuno che la conosca davvero.

Ed è questo che tanti medici di famiglia oggi stanno cercando di difendere.

Indirizzo

Piazza Sant’anna 29
Boscotrecase
80042

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 18:00
Martedì 15:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 12:00
Giovedì 15:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 12:00

Telefono

+393312768446

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