19/07/2026
In questi giorni sono accaduti alcuni episodi spiacevoli nello studio in cui lavoro ogni giorno.
Non è il danno materiale a preoccuparmi. Quello si ripara, si sostituisce, si dimentica.
Quello che mi ha fatto riflettere è altro.
Uno studio medico dovrebbe essere uno dei pochi luoghi in cui le persone possono entrare con serenità, sentirsi accolte, esprimere dubbi, paure, perfino rabbia. Un luogo in cui il dialogo viene prima di tutto.
Se qualcuno pensa che io abbia sbagliato, se ritiene di non essere stato ascoltato o compreso, vorrei che sapesse una cosa: la porta del mio studio è aperta anche per questo.
Le critiche fanno parte del mio lavoro. Il confronto è parte del mio lavoro. Anche il dissenso, quando espresso con rispetto, è parte del mio lavoro.
Per questo credo che nessun gesto anonimo possa essere più forte di una conversazione sincera.
Ogni giorno, sulla mia scrivania, ci sono due sedie.
Una è la mia.
L’altra è riservata a chiunque voglia parlarmi.
Spero che quella continui a essere sempre la scelta di tutti.