Narro delle vite ferite fin dall'infanzia e della guarigione. Conduco laboratori e conferenze sul bambino interiore e sulla violenza. - To Bloom La cornice teorica che accompagna la mia pratica clinica, divulgativa, educativa ed il mio essere è definita dagli studi della psiconalista Alice Miller, dalla psicoterapia del profondo, dalla ricerca psicobiologica sul trauma psicologico e corporeo (Emdr
, J. Solomon, O. Van der Hart), dalla teoria dell’attaccamento, dalla psicologia perinatale e dalla pedagogia empatica.
2. Credo fortemente nel valore dell’ascolto empatico, della legittimazione e della testimonianza nel senso inteso da Alice Miller. Il mio auspicio è dunque che questi valori possano attraversare tutti noi in questo spazio virtuale ed affettivo per poi attraversare il mondo che ci circonda. Tutti possiamo imparare ad ascoltare, esserci, legittimare e testimoniare il dolore dell’altro. In queste risorse ed esperienze vi è un grande valore affettivo, umano ed esistenziale. Ricevere e fornire ascolto, presenza, legittimazione e testimonianza rappresenta una esperienza profondamente benefica ed evolutiva. Il corpo sa cosa ha vissuto, non ha bisogno di soluzioni, parole ed emozioni che riguardino l’altro, ma di ascolto attivo ed empatico che veicolino questo messaggio “Ti vedo, vedo ciò che hai vissuto, vedo le tue emozioni. Vedo il tuo peso. Sto seduto accanto a te, qui, ora. Sto in tua compagnia così come sei”.
3. Ritengo che i bambini di ieri (i bambini che siamo stati e che sono dentro di noi) vadano amati, rispettati e sempre legittimati nel loro dire e sentire: veritiero e rappresentativo di ciò che hanno vissuto rispetto alle trame della propria storia passata.
4. Ritengo altresì che i bambini di oggi vadano amati, rispettati e sempre legittimati. Rappresentando il presente la loro protezione e sicurezza va sempre anteposta al passato del genitore sofferente e alle sue conseguenze disfunzionali sull’oggi e sulle vite dei bambini attuali. Comprendo profondamente ed accolgo l’umanità e la fatica fisica, cognitiva ed emotiva insite nell’essere genitori e persone portatori di ferite e dolori antichi spesso ancora oggi soverchianti. Tuttavia, pur riconoscendo tutto questo con assoluta convinzione ritengo che eventuali difficoltà che superino la capacità personale di risoluzione e che dunque attentino al benessere dei bambini di oggi debbano portare ad una assunzione responsabile della propria difficoltà da tradursi in una richiesta di aiuto professionale.
5. Credo che il bisogno di essere aiutati sia umano e comune a tutti noi. Sono consapevole che a seguito di determinate storie di sofferenza si può essere stati cresciuti con modalità accuditive ed affettive distanzianti che hanno portato alla soluzione difensiva del “mi arrangio da solo” a cui si associa il vissuto emotivo doloroso di vergogna, inadeguatezza ed umiliazione se si è in difficoltà, se si sbaglia e si ha bisogno di aiuto. Credo però che chiedere aiuto e prendere la mano tesa di chi la porge sia una esperienza umana di grande valore correttivo, in alcuni casi l’unica che possa portare alla definitiva interruzione della trasmissione intergenerazionale della sofferenza ed al nostro benessere. È ok così. Non abbiate paura di chiedere aiuto. Io stessa sono entrata in contatto, e lo sono ancora, con le mie ombre, paure, ferite e ho chiesto aiuto e sostegno accedendo pian pianino alle mie fragilità e vulnerabilità. L’esito di tutto ciò, potrà inizialmente sembrare paradossale, è però l’accesso ad un senso di Sé più forte, integro ed autentico.
6. Sono contraria ad ogni forma di delegittimazione, manipolazione emotiva, ricatto affettivo, violenza fisica, psicologica e verbale. Accolgo il vissuto umano, ferito e traumatico del genitore/educatore che lo porta ad un agito violento ma sono netta nella difesa del bambino di oggi (e di ieri) e nella definizione di ciò che rappresenta violenza. Questa chiarezza coraggiosa e onesta, come la stessa Miller ha lungamente sostenuto, unitamente ad un ampio e sistematico lavoro di divulgazione e sensibilizzazione rappresentano l’unica possibilità per l’interruzione della trasmissione intergenerazionale della sofferenza e della violenza che attanagliano ancora così gravemente la nostra società. Ogni comportamento ha un suo nome specifico, ha una sua verità che il bambino interiore ed il bambino di oggi (i loro cervelli) hanno registrato chiaramente. La legittimazione e la validazione salvano la mente. Come sostiene la Miller ne La persecuzione del bambino e come ampiamente sostengono le evidenze neurobiologiche nello studio del trauma ciò che determina il trauma ossia ciò che lascia ferite aperte nella mente sono la solitudine, la delegittimazione e la repressione delle naturali e conseguenti emozioni che sono avvertite rispetto a quanto accaduto e causato dagli altri. Pertanto, possiamo e dobbiamo chiamare le cose col loro nome, perché la verità davvero rende liberi e perché la forza di una umanità in cerchio intorno alla verità amara, dolorosa e arrabbiata dei bambini di oggi (dei loro genitori) e dei bambini di ieri può concretamente sostenere nella realizzazione della propria verità e della propria conseguente libertà.
7. Sostengo la biologia della crescita del cucciolo del mammifero umano. Tutto ciò non rappresenta deviazione, moda, fissazione o vizio, ma natura e soddisfacimento dei basilari bisogni psicofisici del bebé e del bambino. Rispetto la diade madre-bambino e la famiglia. Credo però che al netto delle fatiche genitoriali derivanti anche dalle caratteristiche individualistiche della società attuale e nonostante sia vero che ogni famiglia debba scegliere in libertà, sia altrettanto importante che gli esseri umani scelgano essendo veramente LIBERI. E la reale libertà di scelta si basa sulla consapevolezza: ossia sulla conoscenza cognitiva ed emotiva di “come vanno le cose” nell’oggi e di come sono andate nel proprio passato. La consapevolezza, un cammino che mai si esaurisce, ci permette di essere liberi da manipolazioni, false informazioni e traumi infantili irrisolti. Ci permette in sostanza di maturare psichicamente e di raggiungere una autentica maturità affettiva ed esistenziale raggiungendo il nostro vero Sè.
8. È mia premura di rimanere aggiornata sulle evidenze scientifiche e sugli studi che vengono fatti rispetto ai temi che vengono proposti. Ogni informazione che propongo qui e nella mia attività clinica e divulgativa è referenziata da ampia bibliografia. Qualora i colleghi presenti sulla pagina a titolo di utenti volessero commentare chiedo che il loro dire sia supportato da studi personali eventualmente dimostrabili e e da evidenza bibliografica scientifica. Viceversa si chiede che il loro dire venga presentato come slegato dalla qualifica professionale e a titolo puramente personale. Questo a salvaguardia di chi legge la pagina.
9. Coerentemente al senso di tutti i percorsi di crescita che attivo sostengo fortemente il valore prezioso della psico-educazione: ossia del rendere l’altro partecipe di quante più informazioni possibili relativamente al funzionamento della sofferenza, del trauma e della fisiologia dell’essere umano (dalla nascita in poi). La mente evolve e cambia se ha la possibilità di imparare e di rendersi autonoma psichicamente e consapevole della verità attuale e passata. Nel libro Riprendersi la vita Alice Miller parla diffusamente anche della psicoterapia e della figura dello psicoterapeuta, lo rendo noto qualora si volesse approfondire questo tema così importante. Questa pagina vuole essere tutto questo, nella sua umanità imperfetta e nella speranza che possa contribuire al bene di tutti noi. Siete i benvenuti.