Dott.ssa Paola Fraschetti Psicoterapeuta

Dott.ssa Paola Fraschetti Psicoterapeuta Psicoterapia per l'individuo, la coppia, la famiglia, nell'età adulta, adolescenza e terza età. An

"L'amore è forse quel delicato processo
attraverso il quale ti accompagno all'incontro
con te stesso" (Antoine de Saint-Exupèry). La frase che ho citato, ricorda l'amore verso i miei pazienti,
quando li accompagno a trovare sé stessi, nella complicata dimensione evolutiva della ricerca della propria identità. Il rapporto terapeutico nasce in un clima accogliente ed empatico, basato sulla condivisione delle proprie vulnerabilità, sulla crescita dell'intimità e sul dialogo.

In che modo quello che hai vissuto continua ancora oggi a influenzare il modo in cui guardi te stesso, gli altri e il mo...
05/08/2026

In che modo quello che hai vissuto continua ancora oggi a influenzare il modo in cui guardi te stesso, gli altri e il mondo?

È una domanda che, in terapia, torna spesso. Anzi! Direi che è la domanda base della terapia. Almeno per me.

Perché non sono gli eventi, da soli, a guidare la nostra vita, ma il significato che, nel tempo, abbiamo imparato ad attribuire a quegli eventi.

Quel significato influenza il modo in cui ci raccontiamo, il modo in cui interpretiamo le relazioni, il modo in cui reagiamo alle difficoltà e perfino ciò che crediamo di meritare. Il modo in cui proiettiamo nel presente il passato.

Comprendere la propria storia non significa cercare un colpevole e nemmeno restarne prigionieri.

Significa osservare con onestà ciò che quella storia ha costruito dentro di noi e chiederci se quel modo di leggere noi stessi, gli altri e il mondo è ancora quello con cui desideriamo continuare a vivere.

Non possiamo scegliere la storia che abbiamo vissuto.
Ma possiamo scegliere che cosa quella storia continuerà a scrivere nella nostra vita oggi e domani.

E forse è proprio questo il senso più profondo della crescita: non cancellare il passato, ma non lasciare che sia il passato a scrivere, da solo, anche il nostro futuro.

La psicoterapia non può cambiare la tua storia, ma può aiutarti a trasformare il modo in cui quella storia continua a vivere dentro di te e nelle tue relazioni.

🤍Tu te lo sei mai chiesto❓C’è un modo di guardare te stesso o il mondo che oggi senti di voler mettere in discussione❓

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“Sei sempre stato quello forte.”“Quella che consolava tutti.”“Quello che non dava problemi.”Molte persone arrivano in te...
17/07/2026

“Sei sempre stato quello forte.”
“Quella che consolava tutti.”
“Quello che non dava problemi.”

Molte persone arrivano in terapia pensando che questo sia semplicemente il loro carattere.
Poi, poco alla volta, scoprono che, a volte, da bambini hanno imparato a mettere da parte i propri bisogni per aiutare la famiglia a mantenere un equilibrio.

Non perché i loro genitori fossero cattivi, o perché qualcuno abbia scelto consapevolmente di fare del male, ma spesso accade perché, dentro una storia familiare complessa, dice quel ruolo è diventato il modo migliore che il sistema ha trovato per andare avanti.

Il bambino che consola.
Quello che media i conflitti.
Quello che si prende cura della mamma o del papà.
Quello che non chiede mai nulla.
Quello che deve essere perfetto.

Sono strategie di sopravvivenza, non identità.

La psicoterapia non serve e non va a trovare un colpevole.

Serve a comprendere come si sono costruiti certi equilibri e, con rispetto per la storia di ciascuno, aiutare ogni persona a tornare nel proprio posto.

Perché un figlio non dovrebbe portare il peso emotivo dei propri genitori.

E quando finalmente può lasciarlo andare, non tradisce la sua famiglia. Comincia, semplicemente, a vivere la propria vita.

💚 Se queste parole ti hanno fatto riflettere, raccontami nei commenti quale frase ti è rimasta dentro.



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Ogni estate sembra arrivare puntuale la stessa domanda:“Sarò abbastanza per mettermi in costume?”Ma forse la domanda più...
29/06/2026

Ogni estate sembra arrivare puntuale la stessa domanda:

“Sarò abbastanza per mettermi in costume?”

Ma forse la domanda più importante è un’altra.

Quando abbiamo iniziato a credere che il nostro valore dipendesse da come appare il nostro corpo agli occhi degli altri?

La pressione culturale esiste. I social amplificano il confronto. La diet culture ci suggerisce continuamente che il corpo sia un progetto da correggere.

Ma queste pressioni non colpiscono tutti allo stesso modo.

Quando la nostra storia è segnata dalla paura di non essere abbastanza, dalla vergogna, dal bisogno di approvazione o da relazioni in cui ci siamo sentiti giudicati, il corpo può diventare il luogo in cui cerchiamo di conquistare sicurezza, amore e accettazione.

Eppure il corpo non ci chiede perfezione.

Ci chiede ascolto.

Ci chiede rispetto.

Ci chiede cura.

Prendersi cura del proprio corpo è diverso dal misurare il proprio valore attraverso il corpo.

La psicoterapia non insegna ad amare ogni centimetro di sé a comando.

Aiuta a costruire qualcosa di più profondo: un senso di valore che non dipenda dalla bilancia, dallo specchio o da un costume da bagno.

Perché il problema non è il costume.

È credere di dover cambiare noi stessi per meritare di sentirci abbastanza.

💜 E tu, cosa diresti oggi a quella parte di te che ha sempre avuto paura del giudizio degli altri?

Ogni estate sembra arrivare puntuale la stessa domanda:“Sarò abbastanza per mettermi in costume?”Ma forse la domanda più...
29/06/2026

Ogni estate sembra arrivare puntuale la stessa domanda:

“Sarò abbastanza per mettermi in costume?”

Ma forse la domanda più importante è un’altra.

Quando abbiamo iniziato a credere che il nostro valore dipendesse da come appare il nostro corpo agli occhi degli altri?

La pressione culturale esiste. I social amplificano il confronto. La diet culture ci suggerisce continuamente che il corpo sia un progetto da correggere.

Ma queste pressioni non colpiscono tutti allo stesso modo.

Quando la nostra storia è segnata dalla paura di non essere abbastanza, dalla vergogna, dal bisogno di approvazione o da relazioni in cui ci siamo sentiti giudicati, il corpo può diventare il luogo in cui cerchiamo di conquistare sicurezza, amore e accettazione.

Eppure il nostro corpo non ci chiede perfezione.

Ci chiede ascolto. Ci chiede rispetto. Ci chiede cura. Ci chiede GRATITUDINE!!!

Prendersi cura del proprio corpo è diverso dal misurare il proprio valore attraverso il corpo.

La psicoterapia non insegna ad amare ogni centimetro di sé a comando.

Aiuta a costruire qualcosa di più profondo: un senso di valore che non dipenda dalla bilancia, dallo specchio o da un costume da bagno.

Perché il problema non è il costume.

È credere di dover apparire come ci vogliono gli altri, per meritare di sentirci abbastanza.

💜 E tu, cosa diresti oggi a quella parte di te che ha sempre avuto paura del giudizio degli altri? …………………………………………………………………… ImmagineCorporea Autostima AccettazioneDiSé Mindfulness Compassion SaluteMentale RegolazioneEmotiva Attaccamento PsicologiaClinica BenesserePsicologico BodyNeutrality DietCulture Psicologa Psicoterapeuta LillArmonia

Non parlerò di sintomi da TikTok, perché il rischio oggi è iniziare tutti a identificarci in video di trenta secondi, ri...
24/05/2026

Non parlerò di sintomi da TikTok, perché il rischio oggi è iniziare tutti a identificarci in video di trenta secondi, riducendo la complessità della sofferenza psicologica a una checklist superficiale.

Vorrei invece parlare di funzionamento, perché negli ultimi anni le neuroscienze e le tecniche di neuroimaging ci stanno aiutando a comprendere meglio alcuni aspetti dell’ADHD e delle neurodivergenze: l’attenzione, la motivazione, la regolazione emotiva, l’impulsività, la sensibilità agli stimoli.

Tuttavia comprendere il funzionamento non significa ridurre tutto al cervello, ma poter osservare quanto mente, corpo, sistema nervoso, relazioni, trauma e storia di attaccamento si influenzino continuamente.

Nella clinica contemporanea ignorare questi aspetti è sempre più difficile. Allo stesso tempo è importante non banalizzare, perché non tutto è ADHD.
Esistono traumi, disregolazioni emotive, storie di attaccamento insicuro, ansia, depressione e molte altre condizioni che possono assomigliarsi.
Per questo una valutazione seria non serve a “mettere etichette”, ma ad aiutare la persona a comprendere il proprio funzionamento in tutta la complessità che caratterizza il nostro essere umani e “ sistemici”.

Molte persone, per anni, si sono percepite pigre, inconcludenti,sbagliate, troppo sensibili, disorganizzate, impulsive. Quando invece stavano cercando di funzionare con strumenti non adatti al proprio modo di processare emozioni, attenzione e stimoli.
Comprendersi cambia profondamente il modo in cui guardiamo noi stessi, e spesso permette finalmente di riconoscere non solo le difficoltà, ma anche le risorse,
creatività, intuizione, pensiero divergente, intensità,
capacità associative, sensibilità.

Oggi la clinica richiede una comprensione più ampia del funzionamento umano. Segue articolo blog.

Dott.ssa Paola Fraschetti
Psicologa Psicoterapeuta


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I disturbi del comportamento alimentare sono disturbi complessi, multifattoriali.Non esiste una causa unica.Biologia, ge...
22/05/2026

I disturbi del comportamento alimentare sono disturbi complessi, multifattoriali.
Non esiste una causa unica.

Biologia, genetica, emozioni, relazioni familiari, esperienze traumatiche, cultura e ambiente si intrecciano nello sviluppo e nel mantenimento della sofferenza.

Per questo è fondamentale uscire dalla logica della colpa che investe i genitori. Molti genitori arrivano in terapia convinti di aver “sbagliato tutto”.
Si sentono impotenti, incapaci, danneggianti.

Ma la terapia familiare non serve a trovare colpevoli.
Serve a comprendere.

Quando una famiglia viene aiutata a:

* comprendere il disturbo,
* validare la sofferenza reciproca,
* ridurre paura e vergogna,
* migliorare la comunicazione emotiva,
* diventare più sicura e regolante,

può trasformarsi in una risorsa fondamentale nel percorso di cura.

Le famiglie possono imparare, modificarsi, crescere, ed é questo ciò che può fare una grande differenza.

Dott.ssa Paola Fraschetti
Psicologa Psicoterapeuta


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Il perfezionismo viene spesso confuso con l’impegno, la precisione o l’ambizione, ma clinicamente molto spesso è qualcos...
13/05/2026

Il perfezionismo viene spesso confuso con l’impegno, la precisione o l’ambizione, ma clinicamente molto spesso è qualcosa di più profondo.

Dietro il bisogno continuo di fare tutto perfettamente possiamo trovare: paura del giudizio, vergogna, bisogno di approvazione, timore del rifiuto e difficoltà a sentirsi abbastanza.

Molte persone hanno imparato presto che:
“valgo se riesco”,
“valgo se non deludo”,
“valgo se sono perfetto”.

Nel perfezionismo ritroviamo frequentemente anche una rigidità cognitiva importante e il pensiero dicotomico:
“tutto o niente”, tutto bianco o tutto nero, se sbaglio sono sbagliato , se riesco sono perfetto ( ma non è mai abbastanza)“

Non esistono sfumature:
o perfetto o fallito.

Questo mantiene il sistema nervoso in uno stato di continua pressione e minaccia, con autocritica costante e difficoltà ad accettare il limite umano.

Non è raro ritrovare questi aspetti in:

* ansia
* burnout
* disturbi alimentari
* DOC
* dipendenza affettiva
* funzionamenti narcisistici vulnerabili

La psicoterapia può aiutare a costruire un senso di Sé meno dipendente dalla performance e più legato al proprio valore umano profondo.

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Quando parliamo di sovrappeso e obesità, il rischio più grande è ridurre tutto al peso, come se il corpo fosse il solo p...
29/04/2026

Quando parliamo di sovrappeso e obesità, il rischio più grande è ridurre tutto al peso, come se il corpo fosse il solo problema.
Come se bastasse solo mangiare meno o scegliere meglio.
Nella mia esperienza clinica, questo è ciò che accade più spesso. La persona non viene davvero ascoltata, non viene considerato il sistema complesso che ha portato a quel rapporto con il cibo:
storia personale, emozioni, modalità di regolazione delle emozioni, biologia, possibili neurodivergenze, contesto.

Al suo posto, viene proposta una soluzione apparentemente semplice: la dieta, un periodo di controllo, spesso rigido, in cui alcuni cibi vengono esclusi e altri concessi. All’inizio funziona e il peso scende, ma questo tipo di regime dietetico raramente è sostenibile nel lungo periodo , e non avendo costruito una capacità di regolazione flessibile, il ritorno al cibo avviene spesso in modo disorganizzato.
Non perché manchi la volontà, ma perché non è stato appreso un equilibrio sostenibile, e il corpo, che ha vissuto una fase di restrizione, tende a proteggersi.
Così il peso torna, spesso anche più di prima. A quel punto la persona pensa di aver fallito. Ma il problema non è la persona, è il meccanismo.

Ecco il ciclo che molte persone conoscono bene: restrizione → perdita → rottura → recupero → nuova dieta

Finché il lavoro resta centrato sul controllo e sull’eliminazione, questo ciclo tende a ripetersi.
Per uscirne, è necessario cambiare prospettiva. Creare uno spazio in cui la persona possa essere ascoltata davvero.
Comprendere come funziona quel sistema. Costruire un modo di nutrirsi che sia sostenibile nel tempo, non temporaneo.

Si tratta di accogliere la persona nella sua totalità, nel funzionamento complesso del suo sistema: psicologico, fisiologico, biologico, immunologico ed endocrinologico.

Per questo è necessario un lavoro integrato, con professionisti che operano in équipe.
Se senti che questo tema ti riguarda puoi contattarmi.

Mangiare, per alcune persone, non è un gesto semplice.Non è automatico, né naturale.Non è un movimento neutro, ma fatico...
08/04/2026

Mangiare, per alcune persone, non è un gesto semplice.
Non è automatico, né naturale.
Non è un movimento neutro, ma faticoso.

Esiste un disturbo, chiamato ARFID (Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder), in cui una persona mangia molto poco o evita molti cibi, non per dimagrire.
Non riguarda l’immagine corporea.
Il punto non è il peso, ma il senso di sicurezza.

Per chi vive questa difficoltà, il cibo può essere percepito come:
– troppo intenso a livello sensoriale (consistenza, odore, sapore)
– associato a paura (soffocare, vomitare, stare male)
– oppure poco riconoscibile nei segnali corporei (scarso senso di fame)

In questi casi, il corpo attiva una risposta di protezione.
E mangiare può diventare un’esperienza carica di tensione.
Dall’esterno, però, questo spesso non si vede.

Si vedono solo etichette:
“è schizzinoso”
“non ha voglia”
“basta impegnarsi”
Non si tratta di volontà ma di un tentativo di regolazione, di sensibilità, di storia.

Con il tempo, questa difficoltà può portare a:
– carenze nutrizionali
– perdita di peso
– difficoltà nelle situazioni sociali

Ma soprattutto può portare a sentirsi sbagliati.

Ed è qui che il lavoro su questo comportamento diventa comprensione, consapevolezza per conoscere le cause e cercare di creare sicurezza, rispettando i tempi e accompagnare con gradualità.

Perché il cambiamento, nel rapporto con il cibo, passa dalla relazione al corpo e dal corpo alla relazione interna ed esterna.
Bisogna sentirsi al sicuro, prima di potersi aprire.

Se ti riconosci in queste parole, non sei difficile e non sei sbagliato. Stai cercando, come puoi, di stare bene.

E da lì possiamo iniziare.

🤍




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Oggi è la Giornata Mondiale dedicata ai Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA).Anoressia, bulimia, binge eating e a...
15/03/2026

Oggi è la Giornata Mondiale dedicata ai Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA).

Anoressia, bulimia, binge eating e altri disturbi alimentari non sono semplicemente problemi legati al cibo o al peso.
Sono forme di sofferenza psicologica profonde, che spesso hanno a che fare con il modo in cui una persona vive se stessa, il proprio valore e le proprie emozioni.

Molte persone che ne soffrono provano vergogna, senso di colpa e solitudine.
Temono di essere giudicate dagli altri.

Ma spesso il giudizio più duro è proprio quello che si rivolgono a se stesse.

Questo porta molte persone a nascondere il problema, a chiudersi sempre di più, cercando di controllare da sole qualcosa che diventa sempre più difficile da gestire.

Per questo i disturbi alimentari raramente si risolvono senza un aiuto adeguato.

Un percorso di cura permette di comprendere il significato di quel comportamento, lavorare sulle emozioni e costruire un rapporto più sicuro con se stessi e con il proprio corpo.

💜 Non restare solə. Chiedere aiuto è possibile.

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Lavoro Sia In Studio Che Online
Bracciano
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Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
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