30/08/2026
TOCCATA E FUGA DI SOCIOLOGIA
Pillole della domenica
Le parole pronunciate da 🐓in questi giorni mi hanno fatto riflettere, non tanto sulla destra o sulla sinistra, quanto su qualcosa che considero molto più importante: il modo in cui guardiamo le persone quando fanno una scelta diversa dalla nostra.
Associare un orientamento politico al livello di istruzione, alla condizione economica o al luogo in cui una persona vive può servire a descrivere statisticamente un fenomeno elettorale. Ma una correlazione sociologica non dovrebbe mai trasformarsi in un giudizio sul valore, sull’intelligenza o sulla capacità di scegliere di un individuo.
La capacità di scegliere ciò che si ritiene migliore per sé non si misura dal portafoglio, dal titolo di studio, dall’estrazione sociale o dal luogo in cui si vive.
E questo, per me, vale a destra come a sinistra.
Ho studiato Sociologia e una delle cose più importanti che questa disciplina mi ha insegnato è che comprendere un fenomeno sociale significa cercare di spiegarlo, non etichettare le persone che ne fanno parte.
Negli anni, anche alcune letture apparentemente lontane dalla mia formazione personale hanno contribuito profondamente al mio modo di pensare. Karl Popper, con la sua riflessione sulla società aperta e la sua critica alle verità politiche considerate assolute, è stato per me particolarmente importante.
Mi ha aiutata a comprendere che essere realmente aperti significa accettare anche la possibilità che chi pensa diversamente da noi possa avere delle ragioni che meritano di essere comprese.
Da molto tempo, quando voto, cerco quindi di fare una cosa molto semplice: guardare meno l’ideologia e molto di più i risultati.
✅Cosa è stato detto?
🚨Cosa è stato realmente fatto?
🚨Quali risultati sono stati prodotti?
🫣Esiste coerenza tra ciò che si afferma e ciò che poi si dimostra con i comportamenti?
Ed, è lo stesso criterio con cui desidero essere giudicata nella mia professione.
👫I pazienti non vengono da me per la mia estrazione sociale, per i miei titoli, per le mie idee politiche o perché potrei risultare loro simpatica. Vengono e ritornano sulla base di ciò che faccio, di come lavoro e dei risultati che riesco a ottenere.
E c’è un’altra cosa che considero fondamentale: cerco di essere io per prima il modello di ciò che consiglio. Perché la credibilità nasce anche dalla coerenza tra ciò che diciamo agli altri e ciò che siamo disposti a fare noi stessi.
Mi piacerebbe vedere applicato lo stesso principio anche alla politica.
Essere democratici non significa soltanto dichiararsi democratici. Significa dimostrarlo.
Significa saper rispettare la libertà di scelta anche quando quella scelta non coincide con la nostra. Significa non avere pregiudizi proprio nei confronti di chi appartiene a un mondo culturale, sociale o politico differente dal nostro.
Forse dovremmo tornare tutti un po’ meno alle etichette e un po’ più ai fatti.
Perché la complessità del mondo non si comprende dividendo le persone tra colte e ignoranti, ricche e povere, centro e periferia, destra e sinistra.
Si affronta studiando, osservando, confrontandosi e, soprattutto, rispettandosi.
Dott.ssa Monica Salvi
Specialista in Riabilitazione Clinica Avanzata e Integrata
Dolore • Disfunzioni • Inestetismi
Sociologa • Dottore di ricerca in Salutogenesi
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