Rossano Tosi, psicologia & psicoterapia, sessuologia clinica & ipnosi.

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Rossano Tosi, psicologia & psicoterapia, sessuologia clinica & ipnosi. pagina ufficiale e quindi debitamente semiseria di uno psicologo, psicoterapeuta ipnotista neoericksoniano e sessuologo clinico...

17/09/2026

Cerchiamo continuamente qualcosa che faccia rumore.

Una voce, una notifica, una serie, della musica, qualcuno con cui parlare.

Non sempre perché ci piace.

A volte perché il silenzio lascia spazio.

E nello spazio possono arrivare pensieri che avevamo tenuto occupati, emozioni che non avevamo voglia di sentire, domande alle quali non abbiamo ancora una risposta.

Per questo imparare a stare nel silenzio non significa imparare a svuotare la mente.
Significa riuscire, poco alla volta, a non dover scappare da tutto ciò che la attraversa.

Il silenzio non ci chiede necessariamente di stare bene.
Ci chiede di restare in ascolto...

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17/09/2026

Essere single non è sempre il problema.

A volte il problema è che, senza qualcuno accanto, non sappiamo più bene quanto valiamo.

Se ci siamo abituati a riconoscerci attraverso lo sguardo degli altri — nel sentirci desiderati, cercati, scelti — la solitudine non toglie soltanto una relazione.

Toglie anche lo specchio.

Ed è lì che può fare male.

L’autostima non è convincersi di essere straordinari.
È sapere chi siamo e quanto valiamo anche quando nessuno, in quel momento, ce lo sta restituendo.

Non per diventare impermeabili agli altri.
Non per fingere di non averne bisogno.

Ma per poter scegliere una relazione senza chiederle di certificarci.

Perché una relazione dovrebbe aggiungere qualcosa al tuo valore.
Non stabilire se ne hai uno.

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15/09/2026

A volte la calma mette ansia.

Non perché ci sia qualcosa che non va.
Ma perché siamo diventati bravissimi a riempire ogni spazio.

Lavoriamo, scorriamo, rispondiamo, ascoltiamo qualcosa, guardiamo qualcosa.
E appena non succede niente… ci sentiamo quasi fuori posto.

Il silenzio sembra vuoto.
Una finestra senza immagini annoia.
Dieci minuti senza fare nulla sembrano tempo sprecato.

Forse abbiamo imparato così bene a essere occupati
da aver dimenticato come si sta semplicemente fermi.

E invece anche questo va reimparato.

Stare sul divano senza uno scopo.
Guardare fuori dalla finestra.
Accarezzare un gatto senza prendere contemporaneamente il telefono.
Lasciare che per qualche minuto non accada assolutamente nulla.

Non tutto il tempo deve essere produttivo.
Non tutto il silenzio deve essere riempito.

A volte, il fatto che la calma ci faccia paura dice molto più del rumore che continuiamo a cercare.

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15/09/2026

A volte il silenzio fa paura.

Non perché dentro non ci sia nulla, ma perché, quando fuori tutto tace, alcune cose dentro di noi diventano più difficili da ignorare.

Pensieri, ricordi, domande. Anche quelli che preferiremmo non incontrare.

Per questo riempiamo continuamente gli spazi: parole, notifiche, musica, impegni. Non sempre per piacere. A volte per non ascoltare.

Ma imparare a stare nel silenzio significa anche scoprire che un pensiero può attraversarci senza dover essere combattuto, risolto o trasformato immediatamente in qualcosa.

Possiamo sentirlo. Lasciarlo esistere. E poi lasciarlo andare.

Non tutto ciò che pensiamo ci definisce.
Non tutto ciò che ci spaventa è pericoloso.

Forse imparare a stare bene con noi stessi passa anche da qui: riuscire, ogni tanto, a non scappare quando intorno — e dentro — si fa silenzio.

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13/09/2026

Una coppia sana non è quella che non litiga.

Una coppia sana non è quella in cui si è sempre d’accordo.

È quella in cui si può essere diversi senza trasformare la differenza in un’arma contro l’altro.

Discutere, avere opinioni opposte, qualche volta anche arrabbiarsi, non significa necessariamente che una relazione non funzioni.

La differenza la fa come attraversiamo il conflitto: se resta il rispetto, se continuiamo a riconoscere l’altro e se, dopo esserci allontanati, sappiamo ritrovare un terreno comune.

Forse la domanda giusta non è:
“Litigate?”
Ma:
“Come litigate?”

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13/09/2026

Noi eravamo già una coppia.

Siamo diventati famiglia quando sono arrivati Thor e Hobbes.

Non perché prima ci fosse meno amore.
E nemmeno perché una coppia, da sola, valga qualcosa di meno.

È successo qualcosa di diverso: abbiamo iniziato a prenderci cura, insieme, di qualcuno che dipendeva anche da noi.

Credo che sia questo uno dei passaggi che trasformano una coppia in famiglia: quando la relazione non riguarda più soltanto due persone, ma si apre alla responsabilità verso un altro essere vivente.

Può essere un figlio.
Può essere una persona di cui ci prendiamo cura.
E può essere anche un gatto o un cane.

Cambiano le giornate, le priorità, le preoccupazioni.
Cominci a decidere tenendo conto di qualcuno che non sei tu. Ti assumi una responsabilità che continua anche quando sei stanco, hai altro da fare o sarebbe più semplice pensare soltanto a te stesso.

Non è un amore “più grande”.
È un amore che assume anche la forma della cura.
Per noi è successo con Thor e Hobbes.
Eravamo in due e ci amavamo.

Poi sono arrivati loro e, quasi senza accorgercene, abbiamo cominciato a essere una famiglia.

Perché, forse, famiglia è anche questo:
qualcuno di cui scegli di sentirti responsabile e qualcuno che, poco alla volta, diventa parte del tuo modo di stare al mondo.

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Quando una coppia diventa famiglia
Famiglia non è solo legame di sangue
Animali parte della famiglia
Gatti come membri della famiglia
Prendersi cura di qualcuno
Responsabilità e amore
Famiglia con gatti
Legame tra persone e animali
Famiglia multispecie
Cura e appartenenza
L'amore non ha definizioni
Ohana

09/09/2026

Quando muore un animale non perdiamo soltanto la sua presenza.

Perdiamo una parte della nostra quotidianità: un rumore conosciuto, un’abitudine, uno sguardo che ci aspettava, piccoli rituali che sembravano insignificanti finché non sono scomparsi.

Ed è forse anche per questo che il lutto animale può essere così destabilizzante.

Perché quel legame non occupava soltanto uno spazio affettivo.
Aveva trovato posto nelle nostre giornate, nel modo di abitare la casa, negli orari, nei gesti, perfino nell’idea che avevamo del domani.

Dopo, il mondo continua apparentemente uguale.
Ma molte delle cose che lo rendevano familiare non ci sono più.

Elaborare questa perdita non significa dimenticare, sostituire o “andare avanti” il prima possibile.

Significa imparare, lentamente, a vivere in una realtà nella quale quel legame non può più esistere nella forma che conoscevamo.

E trovare un posto diverso a ciò che abbiamo amato.

Non perché faccia meno male.

Ma perché possa continuare a far parte della nostra storia senza impedirci di continuare a scriverla.

Per ogni informazione in merito al seminario, scrivere a:
[email protected]

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08/09/2026

lutto animale è spesso silenzioso, quasi nascosto, come se non avesse diritto di esistere fino in fondo.
Eppure, chi lo attraversa lo sa: non è “solo un animale”, è un legame, una presenza, una parte di sé che viene a mancare.

Il dolore che si prova non è diverso, è reale quanto l’amore che lo ha generato.
E come ogni lutto, chiede tempo, spazio e riconoscimento.

In un mondo che tende a minimizzare, diventa fondamentale concedersi il diritto di sentire, senza giustificarsi.
Perché ciò che perdiamo non è mai “solo” qualcuno, ma il modo in cui quel qualcuno abitava la nostra vita.

Parlare di lutto animale significa restituire dignità a questo dolore.
E ricordare che, se fa così male, è perché è stato così importante.

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06/09/2026

La libertà, a volte, ha un guinzaglio.

Sembra una contraddizione.
Ma non tutti i limiti servono a impedire qualcosa.

Alcuni servono a creare uno spazio abbastanza sicuro perché possiamo esplorare, allontanarci, essere curiosi e poi tornare.

Vale nelle relazioni con gli animali.
E, forse, vale anche un po’ per noi.

Un legame sano non elimina il confine.
Fa in modo che quel confine non diventi una gabbia.

Perché sentirsi liberi non significa necessariamente non avere vincoli.

Significa poter essere sé stessi, anche dentro una relazione.

E qualche volta la fiducia assomiglia proprio a questo:
camminare insieme, senza avere bisogno di trascinarsi.

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03/09/2026

Indirizzo

Via Rose Di Sotto 4
Brescia
25126

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 12:00

Telefono

+393333902680

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