11/06/2026
📚 Protagonista di questo libro, “Barbara non sta morendo”, è Walter, un uomo privo di un alfabeto emotivo che non riesce a regolare e ad elaborare le proprie emozioni. Il pensiero è sostituito dalla concretezza e l’azione sostituisce l’elaborazione emotiva. Quindi fa degli agiti non pensati, senza consapevolezza, senza sapere perché fa le cose. Oggi ho scelto questo saggio, “Il bambino e le sue relazioni” di Cristina Riva Crugnola per parlare dell’alfabetizzazione emotiva.
🧠 Ma che cos’è l’alfabetizzazione emotiva?
L’alfabetizzazione emotiva si riferisce alla capacità di identificare, comprendere e gestire in modo adeguato le emozioni proprie e altrui. Questa capacità va ben oltre il semplice riconoscimento delle emozioni: include la comprensione delle cause delle proprie reazioni emotive, la capacità di esprimerle in modo adeguato, di regolare tali emozioni in modo funzionale quindi di calmarsi quando si è arrabbiati o frustrati, evitando di esplodere in comportamenti impulsivi e il riconoscimento dell’impatto delle emozioni sul comportamento.
Oggi si discute molto sull’opportunità di insegnare nelle scuole l’alfabetizzazione emotiva ai bambini. L’utilità di questo insegnamento risiede nella sua capacità di migliorare non solo le competenze emotive, ma anche le relazioni sociali e le prestazioni scolastiche. Numerosi studi hanno dimostrato che i bambini che sviluppano queste competenze riescono a gestire meglio le frustrazioni quotidiane e a ridurre i comportamenti problematici. Inoltre, promuovere la comprensione delle emozioni e la loro gestione consente ai bambini di acquisire maggior consapevolezza di sé e degli altri, migliorando le loro capacità empatiche e di risoluzione dei conflitti. E magari evitando di diventare persone limitate come Walter.
Vi auguro una buona lettura e un buon approfondimento del tema!