18/03/2026
‼️ MA COME PUÒ UN DISCO SANO, ERNIARSI? L'ANALISI BIOMECCANICA⬇️
É stata sottoposta alla mia attenzione questa immagine radiologica, premesso che non ho valutato il paziente fisicamente, ho trovato estremamente interessante analizzare questa situazione per fornire una chiave di lettura clinica più profonda.
🔹 Ci troviamo di fronte a un 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗱𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗮𝗳𝗳𝗮𝘀𝗰𝗶𝗻𝗮𝗻𝘁𝗲: un disco vertebrale perfettamente sano e idratato... ma erniato!
Di fronte a un'alterazione discale di questo tipo, si pensa spesso che l'unica via sia farmacologica o chirurgica. La biomeccanica, tuttavia, ci insegna una verità ineluttabile: un farmaco non potrà mai restituire la lordosi fisiologica (la curva lombare) andata persa. Allo stesso modo, se non risolvo la/e causa/e che mi porteranno sul letto operatorio anche il miglior intervento chirurgico tenderá ad essere fallimentare nel tempo creando compensi e recidive nel tempo.
La collaborazione con un chirurgo spinale (figura elettiva da preferire in caso di necessità operatoria) suggerirá infatti prima se possibile il ripristino corretto di tutti i carichi vettoriali strutturali affinché non vi siano più carichi localizzati in un punto (come in questo caso sugli ultimi due dischi) ma 𝗱𝗶𝘀𝘀𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲!
In Terapia Diaframmatica - Metodo Azimonti il mio primo obiettivo é sempre:
1) Ridare verticalità
2) Decompressione discale
3) Distribuzione ottimale di tutti i carichi strutturali portando il paziente ad una nuova funzionalità anatomica.
⭕️ Fondo i sopracitati punti su un approccio posturale di riprogrammazione neurologica della struttura dove una perfetta ridistribuzione dei carichi strutturali deve obbligatoriamente passare da un ripristino della biomeccanica respiratoria nei punti che coinvolgono tutti i #𝟳𝗱𝗶𝗮𝗳𝗿𝗮𝗺𝗺𝗶*:
1° pelvico,
2° toracico,
3° clavicolare,
4° buccale,
5° tentorio,
6° popliteo
7° plantare
* (procedi nei commenti per i riferimenti scientifici)
❓ Ma come può un disco "sano" rompersi?
Escludendo l'evento traumatico acuto, ci troviamo di fronte a una situazione cronica dove la spiegazione risiede in un'analisi rigorosa dei vettori di carico.
📍Vi spiego le possibili 5 dinamiche in gioco e la letteratura scientifica che le supporta:
1️⃣𝗜𝗹 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗱𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗶𝗱𝗿𝗮𝘂𝗹𝗶𝗰𝗼: il nucleo polposo del disco L4-L5 (quello erniato) è ancora fortemente idratato, possedendo un'altissima pressione interna. Un disco degenerato (come L5-S1) si "affloscia". Un disco sano, invece, se schiacciato asimmetricamente da forze anomale, usa la sua pressione interna come un cuneo idraulico: lacera le fibre esterne dell'anello fibroso generando un'ernia acuta.
📚 Riferimento scientifico: Adams & Hutton (1982) - "Pr*****ed intervertebral disc. A hyperflexion injury". Gli autori dimostrano come un disco sano e turgido sia altamente suscettibile a erniazione posteriore se sottoposto a flessione e compressione asimmetrica.
2️⃣ 𝗟'𝗶𝗽𝗲𝗿𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 (𝗶𝗹 𝘀𝗮𝗰𝗿𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗟𝟰)
Il segmento L5-S1 è degenerato e rigido. Quando una vertebra perde mobilità, quella adiacente (L4-L5) deve fare il doppio del lavoro per garantire i gradi di movimento necessari. Questa ipermobilità usura rapidamente il disco "sano" sovrastante, logorandolo.
📚 Riferimento scientifico: Kirkaldy-Willis (1982) - "The pathology and pathogenesis of low back pain". La teoria della cascata degenerativa spiega come l'ipomobilità di un segmento generi un'instabilità compensatoria (ipermobilità) nel segmento adiacente.
3️⃣𝗟𝗮 𝗰𝗮𝘁𝗲𝗻𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 (𝗹'𝗶𝗺𝗽𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗰𝗿𝗮𝗻𝗶𝗼-𝗺𝗮𝗻𝗱𝗶𝗯𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲)
Il problema può partire dall'alto. Una malocclusione o deglutizione atipica creano tensioni nel 4° diaframma (buccale) e nel 5° diaframma (tentorio), proiettando il capo in avanti. Il sistema nervoso irrigidisce le catene posteriori per non far cadere il corpo. Lo Psoas e il 1° diaframma (pelvico) vanno in ipertono per stabilizzare il bacino. La colonna lombare rettifica la sua curva e il fulcro di rottura si sposta su L4-L5.
📚 Riferimento scientifico: I.A. Kapandji - "Fisiologia Articolare". Kapandji formula la legge per cui la resistenza di una colonna è proporzionale al quadrato del numero delle sue curve più uno (R = N² + 1). La perdita della lordosi fa crollare la resistenza meccanica ai carichi assiali.
4️⃣𝗜𝗹 𝘁𝗿𝗮𝘂𝗺𝗮 𝗼 𝗺𝗶𝗰𝗿𝗼-𝘁𝗿𝗮𝘂𝗺𝗮 𝗿𝗶𝗽𝗲𝘁𝘂𝘁𝗼
In una colonna che ha perso la sua curva ammortizzante, le forze di taglio orizzontali non vengono dissipate. Basta una flessione associata a una rotazione sotto carico per scaricare l'impatto sull'anello fibroso. Un aumento del carico flessorio comporta un'attivazione eccentrica dei muscoli estensori lombari, che "tirano" come una molla sovraccaricata.
📚 Riferimento scientifico: S. McGill - "Low Back Disorders". McGill ha ampiamente documentato come la combinazione di flessione, compressione e rotazione sia il meccanismo primario per la delaminazione e la rottura dell'anello fibroso in dischi idratati.
5️⃣ 𝗟𝗮 𝗰𝗮𝘁𝗲𝗻𝗮 𝗮𝘀𝗰𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 (𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗿𝘁𝗶 𝗱𝗮𝗹 𝗯𝗮𝘀𝘀𝗼)
Non dimentichiamo mai l'appoggio. Una perdita di competenza del diaframma plantare (es. piede piatto) porta al cedimento del ginocchio in valgismo, alterando il diaframma popliteo. Questo annulla l'ammortizzazione del passo: l'onda d'urto risale la gamba senza essere frenata e si schianta contro il primo livello morbido. Ovvero il disco sano L4-L5, che viene "martellato" dal basso.
📚 Riferimento scientifico: B. Bricot - "La Riprogrammazione Posturale Globale". Bricot illustra matematicamente come le asimmetrie dei recettori podalici generino compensi a catena ascendente, alterando l'asse di carico e neutralizzando la funzione di smorzamento fisiologico.
📖 𝙇𝘼 𝙈𝙄𝘼 𝙎𝙄𝙉𝙏𝙀𝙎𝙄
Questa ernia non è sfortuna, il disco L4-L5 è la vittima intrappolata tra due forze:
1) Una forza ascendente mal gestita (appoggio alterato).
2) Una forza discendente (anteriorizzazione cranica)
Questi vettori non potranno mai essere neutralizzati se non si "libera" l'intera dinamica respiratoria lungo i 7 diaframmi, togliendo l'ipertono che mantiene il sistema in un continuo stato di compenso.
📍 Su questa situazione si può e si deve intervenire posturalmente e nella 𝙦𝙪𝙤𝙩𝙞𝙙𝙞𝙖𝙣𝙞𝙩𝙖̀ sono quadro clinici che ritrovo in molti pazienti. Ricordo che l'analisi clinica in Studio, con il paziente presente (valutazione anatomica, fisiologica, test, analisi diagnostica, ecc..), è essenziale per rintracciare la causa primaria e avviare la riprogrammazione neurologica del Metodo!
Una buona giornata!
Gianluigi Azimonti
🌐 Scopri il Metodo Azimonti: www.terapiadiaframmatica.com
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