Dott.ssa Silvia Smajlovic

Dott.ssa Silvia Smajlovic DOTT.SSA NUTRISMILE
Biologa Nutrizionista- Esperta in Nutrizione Clinica, Sportiva 🏃‍♀️e Dieta LOW FODMAPS🤰 per IBS, patologie gastrointestinali

19/08/2026

PORRIDGE A COLAZIONE E PANCIA GONFIA: sei sicura che il problema sia quello che hai mangiato a cena? 👀

Quando la sera ti ritrovi con la pancia gonfia, è facilissimo puntare il dito contro l’ultimo alimento che hai mangiato.

Due zucchine a cena?
“Ecco, sono state loro.” ❌

Ma spesso il ragionamento è molto più complesso.

Prendiamo una colazione considerata “fit” per eccellenza: porridge con avena, bevanda di soia o d’avena, frutta fresca e miele.

Ingredienti che, presi singolarmente e nelle giuste quantità, possono tranquillamente far parte di un’alimentazione equilibrata. Ma se soffri di gonfiore e hai una particolare sensibilità ai FODMAP, quantità e combinazioni possono fare una grande differenza.

Avena in porzioni abbondanti, alcuni tipi di bevande vegetali, miele e determinate varietà di frutta possono aumentare il carico complessivo di FODMAP e fibre fermentabili.

Il risultato? Una maggiore fermentazione intestinale che, sommata a ciò che mangerai durante il resto della giornata e ad altri fattori individuali, può contribuire alla sensazione di gonfiore.

Ecco perché non sempre ha senso cercare “il colpevole” nell’ultimo pasto.

👉 Il gonfiore che percepisci la sera può essere il risultato di più pasti, porzioni, combinazioni alimentari, stress e caratteristiche individuali, non necessariamente delle innocenti zucchine che hai appena mangiato.

Il punto, quindi, non è eliminare avena, frutta o altri alimenti a caso.

È imparare a capire quali quantità e combinazioni sono più adatte alla tua tolleranza, evitando restrizioni inutili e osservando l’alimentazione nell’insieme.

Perché “sano” non significa automaticamente “adatto a tutti, in qualsiasi quantità e combinazione”.

Vuoi qualche idea per comporre una colazione più semplice e potenzialmente meglio tollerata? 🥣

Scrivi COLAZIONE nei commenti e ti mando in DM le mie alternative preferite. 💌

10/08/2026

🥛 Hai eliminato il lattosio, scegli solo prodotti “senza lattosio”… ma continui ad avere gonfiore, dolori addominali, stitichezza o feci molli?

Il punto è che il lattosio potrebbe non essere l’unico elemento da considerare.

Nel latte vaccino sono presenti diverse proteine, tra cui la beta-caseina. Le due varianti più conosciute sono A1 e A2 e, durante la digestione, possono comportarsi in modo diverso.

🔬 Dalla digestione della beta-caseina A1 può essere liberato un peptide chiamato beta-casomorfina-7 (BCM-7), che ha attività oppioide. Proprio per questo è stato studiato per i suoi possibili effetti sulla motilità e sulla funzione gastrointestinale.

Alcuni studi hanno osservato differenze nei sintomi digestivi tra il consumo di latte contenente beta-caseina A1 e quello contenente esclusivamente beta-caseina A2. Tuttavia, è importante sottolinearlo: le evidenze disponibili non permettono di affermare che la caseina A1 sia la causa dei disturbi intestinali in tutte le persone che li sperimentano.

E soprattutto, avere fastidi dopo aver bevuto latte non significa automaticamente essere intolleranti al lattosio.

🐐 La beta-caseina A2 è presente nel latte di alcune razze bovine selezionate e il latte di capra e pecora presenta profili di caseine differenti rispetto al comune latte vaccino. Per alcune persone, prodotti diversi possono risultare soggettivamente più tollerabili.

Ma attenzione: “senza lattosio”, “A2” e “senza proteine del latte” sono tre cose completamente diverse. Un latte A2 contiene comunque lattosio (se non delattosato) e proteine del latte, quindi non è una soluzione universale né è adatto a chi ha un’allergia alle proteine del latte vaccino.

Se i sintomi sono frequenti, persistenti o importanti, la scelta migliore non è eliminare alimenti a tentativi, ma capire cosa li sta realmente provocando con l’aiuto di un professionista.

💬 E tu come reagisci al latte vaccino?
Gonfiore, dolore, stitichezza, diarrea… oppure nessun problema?

Scrivilo nei commenti 👇

27/07/2026

Molte persone scoprono di essere sensibili al nichel perché sviluppano dermatiti o reazioni cutanee. Ma quello che spesso non sanno è che, in alcuni casi, la sensibilità al nichel può essere associata anche a sintomi gastrointestinali persistenti.

Gonfiore, dolore addominale, alvo irregolare, reflusso, sensazione di pesantezza e perfino stanchezza possono avere cause diverse e non devono essere automaticamente attribuiti al nichel. Tuttavia, la ricerca scientifica suggerisce che, nelle persone sensibilizzate, l'ingestione di alimenti ricchi di nichel può contribuire ad attivare una risposta infiammatoria della mucosa intestinale e, in alcuni casi, essere associata a un'alterazione della funzione di barriera intestinale.

Questo non significa che il nichel sia responsabile di tutti i disturbi intestinali, né che chiunque soffra di sindrome dell'intestino irritabile debba seguire una dieta povera di nichel. Significa semplicemente che, quando la sensibilità è presente e il quadro clinico è compatibile, può rappresentare uno dei fattori da valutare insieme a un professionista.

Per questo motivo, eliminare alimenti "a caso", togliere il glutine senza una diagnosi, assumere probiotici o provare continuamente nuovi integratori spesso non risolve il problema. Prima di tutto è fondamentale capire l'origine dei sintomi e costruire un percorso nutrizionale personalizzato.

Le evidenze disponibili mostrano che, nei pazienti selezionati, una dieta a basso contenuto di nichel, impostata e monitorata correttamente, può contribuire a migliorare sia i sintomi intestinali sia quelli extraintestinali. In alcuni casi, anche un intervento mirato sul microbiota può rappresentare un valido supporto, ma sempre all'interno di un piano personalizzato.

✨ Non esistono soluzioni miracolose.
Esiste una diagnosi corretta, un'attenta valutazione clinica e una strategia costruita sulla persona.

💬 Se sei sensibile al nichel e continui a soffrire di gonfiore, reflusso o sintomi compatibili con l'intestino irritabile, scrivi "NICHEL" nei commenti o inviami un messaggio privato: valuteremo insieme se questo potrebbe essere uno dei tasselli del tuo quadro clinico.

17/07/2026

Ti capita di sentirti gonfio, appesantito o di avere fastidi intestinali dopo aver assunto proteine in polvere? 🤔

La prima reazione è spesso pensare: "Le proteine mi fanno stare male, devo eliminarle". Ma la realtà è molto più complessa.

Non tutte le proteine in polvere sono uguali. Le whey concentrate, ad esempio, contengono una quantità maggiore di lattosio e possono risultare più difficili da tollerare per alcune persone. Le whey isolate, invece, subiscono processi di filtrazione che riducono notevolmente il contenuto di lattosio, mentre le proteine idrolizzate sono già parzialmente "predigerite" e possono risultare ancora più digeribili in alcuni casi.

Ma attenzione: se continui ad avere sintomi anche con proteine isolate, il problema potrebbe non essere la fonte proteica.

Molto spesso i responsabili sono ingredienti aggiunti come polioli (sorbitolo, xilitolo), inulina, addensanti, aromi o altri componenti che, soprattutto nelle persone con sindrome dell'intestino irritabile (IBS), possono favorire gonfiore, gas, crampi e alterazioni intestinali.

Per questo motivo è fondamentale imparare a leggere l'etichetta e scegliere prodotti con formulazioni semplici, pochi ingredienti e adatti alle proprie esigenze digestive.

Ogni intestino è diverso e ciò che viene tollerato perfettamente da una persona può creare disagio in un'altra. Per questo non esistono regole universali: la scelta migliore è sempre quella personalizzata.

Se i sintomi persistono, confrontati con un professionista per valutare eventuali alternative, come proteine dell'albume o fonti vegetali selezionate in base alla tua tolleranza individuale.

📌 Ricorda: eliminare un alimento o un integratore senza aver individuato la vera causa del problema potrebbe non essere la soluzione.

💬 Ti è mai capitato di sentirti gonfio dopo aver assunto proteine in polvere?

Scrivi "WHEY" nei commenti e raccontami la tua esperienza. 👇

10/07/2026

“Dottoressa, mangio riso e banana tutti i giorni… ma continuo a essere stitica.”

Molte persone cercano il singolo alimento responsabile della stitichezza.

Ma la realtà è che l'intestino è molto più complesso.

Partiamo dal riso.

🍚 Il riso bianco è un alimento facilmente digeribile e povero di fibre.

Proprio per questo viene spesso consigliato in caso di diarrea, perché può contribuire a rendere le feci più consistenti.

Se però soffri già di stipsi e la tua alimentazione è generalmente povera di fibre, consumarlo tutti i giorni potrebbe non aiutarti a migliorare la situazione.

E la banana?

🍌 Anche qui la risposta è: dipende.

Una banana acerba contiene più amido resistente e tannini, sostanze che in alcune persone possono rallentare ulteriormente il transito intestinale.

Una banana più matura, invece, ha una composizione diversa ed è spesso meglio tollerata da chi soffre di stitichezza.

Ma attenzione.

❌ Non è il riso che causa la stipsi.
❌ Non è la banana che la risolve.

Il problema raramente dipende da un singolo alimento.

Spesso entrano in gioco fattori come:

💧 scarsa idratazione
🥦 basso apporto di fibre
🚶 poca attività fisica
😰 stress e routine irregolari
🍽️ alimentazione poco varia

Per questo motivo chiedersi "Quale alimento devo togliere?" spesso non è la domanda giusta.

La domanda più utile è:

👉 "Com'è il mio stile di vita nel suo insieme?"

Perché la salute intestinale non dipende da un singolo cibo.

Dipende dall'equilibrio di tante abitudini quotidiane.

💬 Tu soffri di stitichezza? Qual è il consiglio più strano che ti hanno dato per risolverla? Scrivilo nei commenti 👇

04/07/2026

“Ho le gambe gonfie, che integratore posso prendere?”

È una delle domande che ricevo più spesso, soprattutto durante l’estate. E la verità è che molte persone cercano una soluzione veloce senza fermarsi a guardare le basi.

Prima di acquistare l’ennesimo integratore drenante visto sui social, vale la pena chiedersi: sto davvero dando al mio corpo ciò di cui ha bisogno?

💧 Bevi abbastanza acqua durante la giornata?
🥗 Stai consumando una quantità adeguata di frutta e verdura?
🚶‍♀️ Ti muovi regolarmente o passi molte ore seduta o in piedi nella stessa posizione?
⚡ Assumi abbastanza minerali come magnesio e potassio attraverso l’alimentazione?

Spesso la sensazione di gambe gonfie e pesanti non dipende dalla mancanza di un integratore, ma da alcune abitudini quotidiane che possono fare una differenza enorme.

Una delle strategie più sottovalutate? Camminare.

Ogni passo attiva i muscoli del polpaccio, che funzionano come una vera e propria p***a naturale aiutando il ritorno venoso e il movimento dei liquidi verso il cuore. Per questo motivo restare ferme per molte ore può accentuare la sensazione di pesantezza e gonfiore.

A volte 20-30 minuti di camminata al giorno possono avere un impatto maggiore di molti prodotti acquistati senza una reale necessità.

Gli integratori possono avere un ruolo in alcune situazioni specifiche, ma dovrebbero essere considerati un supporto e non il punto di partenza.

Prima le fondamenta, poi il resto.

📩 Condividi questo post con quella persona che ogni estate combatte con la sensazione di gambe gonfie e cerca sempre il drenante “miracoloso”.

03/07/2026

☀️ Estate, pressione bassa e gambe gonfie: non è necessariamente l'età che avanza.

Con l'arrivo del caldo molte persone iniziano a sentirsi più stanche, accusano capogiri, pesantezza alle gambe e notano caviglie gonfie soprattutto a fine giornata. Spesso si pensa che sia normale o che sia semplicemente un segnale di invecchiamento, ma nella maggior parte dei casi c'è una spiegazione fisiologica molto più semplice.

Quando le temperature aumentano, il nostro organismo cerca di difendersi dal surriscaldamento dilatando i vasi sanguigni. Questo meccanismo aiuta a disperdere il calore corporeo, ma può anche favorire un maggiore ristagno del sangue negli arti inferiori e una riduzione della pressione arteriosa.

Il risultato? Sensazione di stanchezza, debolezza, gambe pesanti, gonfiore a caviglie e polpacci e, in alcuni casi, veri e propri episodi di pressione bassa.

Per questo motivo, in estate l'idratazione diventa ancora più importante. Non perdiamo liquidi soltanto attraverso il sudore: una quota significativa viene persa anche tramite la respirazione e la normale evaporazione dalla pelle. Ecco perché i classici 1,5-2 litri di acqua al giorno potrebbero non essere sufficienti per tutti.

Un altro errore molto comune è eliminare completamente il sale perché ci si sente più gonfi. In realtà, con la sudorazione perdiamo non solo acqua, ma anche elettroliti, soprattutto sodio. Se non ci sono particolari controindicazioni mediche, un adeguato apporto di sale può contribuire a sostenere l'idratazione e aiutare a mantenere una pressione più stabile.

Anche magnesio e potassio svolgono un ruolo importante nell'equilibrio dei liquidi e nella funzione muscolare, ma prima di cercare integratori "miracolosi" ricordiamoci sempre che le fondamenta restano una corretta alimentazione e una buona idratazione.

Frutta e verdura di stagione come albicocche, melone, zucchine, patate e ortaggi ricchi di acqua e minerali possono essere un valido aiuto durante i mesi più caldi.

Se ogni estate ti senti scarica, hai la pressione bassa e le tue caviglie a fine giornata sembrano raddoppiare di volume, scrivi "CALDO" nei commenti. 👇

08/06/2026

I bradipi fanno la c***a una volta a settimana.
Tu pure? Allora dobbiamo parlare. 🦥

Molte persone convivono con la stitichezza da anni senza considerarla un problema.

Perché si sono semplicemente abituate.

"Sono sempre stata così."
"Il mio intestino è fatto così."
"Vado in bagno ogni 6-7 giorni, ma ormai è normale."

In realtà no.

Se fai fatica ad evacuare, se devi spingere molto, se hai gonfiore, pesantezza o la sensazione di non svuotarti completamente, il tuo corpo potrebbe stare cercando di comunicarti qualcosa.

Le cause possono essere molteplici:

👉 stress e intestino irritabile
👉 abitudini che rallentano il transito intestinale
👉 alimentazione poco adatta alle tue esigenze
👉 alterazioni della motilità intestinale
👉 condizioni anatomiche come il dolicocolon
👉 disfunzioni del pavimento pelvico o della muscolatura coinvolta nell'evacuazione

E qui arriva il punto più importante:

non esiste una sola causa della stitichezza.

E quindi non esiste neanche una soluzione universale valida per tutti.

Più fibre, più acqua o un lassativo occasionale possono aiutare in alcuni casi, ma non sempre risolvono il problema alla radice.

💡 Ogni intestino ha una storia diversa e ogni percorso dovrebbe essere costruito sulle reali cause dei sintomi.

Perché andare in bagno una volta a settimana non dovrebbe diventare la tua normalità.

📩 Se ti sei riconosciuta in questo video, scrivimi "BRADIPO" in DM e analizziamo insieme la tua situazione.

05/06/2026

🚩 Se il tuo intestino fosse una relazione tossica, probabilmente avresti già notato tutte le red flag. 🚩

Ti ignora per giorni, poi all'improvviso si fa sentire nel momento meno opportuno. Un giorno tutto sembra andare bene, il giorno dopo ti ritrovi con gonfiore, fastidi intestinali o sintomi che sembrano comparire senza una spiegazione chiara. E la cosa più frustrante? Non riesci a capire cosa abbia scatenato tutto questo.

Molte persone convivono per anni con questi segnali pensando che siano semplicemente "normali", che facciano parte del proprio carattere intestinale o che non ci sia nulla da fare. In realtà, quando il tuo corpo continua a inviarti messaggi, vale la pena fermarsi ad ascoltarli.

La sindrome dell'intestino irritabile (IBS) è una condizione molto più comune di quanto si pensi e può manifestarsi con sintomi diversi da persona a persona: gonfiore, dolore addominale, stitichezza, diarrea o un'alternanza di entrambe. Non esiste una soluzione uguale per tutti, ed è proprio questo il punto.

✨ La buona notizia è che nella maggior parte dei casi è possibile imparare a gestire i sintomi attraverso un percorso personalizzato, identificando i propri trigger alimentari e non alimentari, migliorando le abitudini quotidiane e costruendo strategie sostenibili nel tempo.

L'obiettivo non è convivere passivamente con il disagio, ma comprendere meglio il proprio corpo e trovare gli strumenti più adatti per stare bene.

Se guardando questo video hai pensato: "Oddio, sono io", sappi che non sei sola e che non devi necessariamente accettare questi sintomi come una condanna.

📩 Scrivimi "RED FLAG" in DM e raccontami la tua situazione: vediamo insieme quali potrebbero essere i segnali che il tuo intestino sta cercando di mandarti.

27/05/2026

Hai il colon irritabile e l’intra workout ti distrugge lo stomaco?

Crampi.
Gonfiore.
Urgenza di correre in bagno.

Se ti succede con alcune bevande a base di carboidrati… non è solo “sensibilità tua”.

Le maltodestrine, in alcuni soggetti sensibili, possono risultare meno tollerabili perché la loro osmolarità e il contesto dello sforzo possono aumentare il rischio di discomfort gastrointestinale.

Durante allenamenti intensi infatti:
👉 il flusso sanguigno si sposta verso i muscoli
👉 l’intestino riceve meno perfusione
👉 digestione e tolleranza possono peggiorare

E se hai già IBS, intestino sensibile o reflusso, la situazione può complicarsi ancora di più.

In alcuni casi le cluster dextrin / ciclodestrine altamente ramificate risultano meglio tollerate, grazie a caratteristiche che possono favorire uno svuotamento gastrico più rapido e una minore sensazione di pesantezza.

Ma attenzione:

❌ non esiste un intra workout universalmente “perfetto”
❌ IBS ≠ stesso intestino per tutti

💡 Il messaggio è questo:
se hai intestino sensibile, scegliere cosa usare durante allenamento non è un dettaglio.

Fa parte della strategia.

Perché performance e intestino devono poter convivere.

💬 Hai mai avuto problemi gastrointestinali durante l’allenamento?

Indirizzo

Via Stanislao Caboni, 14
Cagliari
09125

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