18/08/2026
Per la rubrica “I Professionisti del CNVR”, oggi vi presentiamo Francesca Tropea, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, specialista in Psicologia delle dipendenze comportamentali (New Addiction), Istruttrice Mindfulness, CTP e CTU.
Il suo percorso professionale si sviluppa all’interno di ambiti diversi ma profondamente interconnessi: la psicoterapia cognitivo-comportamentale, la mindfulness, la psicologia delle dipendenze comportamentali e la psicologia giuridica. Le New Addiction comprendono forme di dipendenza nelle quali non è necessariamente presente una sostanza, ma un comportamento che può progressivamente assumere un ruolo centrale nella vita della persona, fino a diventare difficile da controllare e da interrompere. Relazioni, tecnologie, gioco d’azzardo, shopping, social network e altre condotte possono trasformarsi, in determinate condizioni, da semplici attività quotidiane a modalità attraverso cui la persona cerca di gestire emozioni, vuoti, tensioni o difficoltà relazionali.
Una domanda a Francesca Tropea: Nelle dipendenze comportamentali, quando un comportamento apparentemente normale diventa una modalità per gestire le proprie emozioni e inizia a compromettere la vita della persona?
Francesca Tropea risponde: «Il passaggio da un comportamento normale a una modalità disfunzionale di gestione delle emozioni non è sempre immediatamente riconoscibile. Un comportamento può diventare problematico quando non viene più scelto liberamente, ma diventa una risposta quasi automatica alla necessità di alleviare uno stato emotivo, come ansia, tristezza, solitudine o stress. Un elemento importante è osservare quanto spazio quel comportamento occupi nella vita della persona: se aumenta progressivamente, se diventa difficile limitarlo, se viene utilizzato soprattutto per non sentire determinate emozioni e se comincia a interferire con il lavoro, le relazioni, la vita familiare o il benessere personale. In questi casi non è sufficiente concentrarsi esclusivamente sul comportamento. È importante comprendere quale funzione svolga per quella persona e quali bisogni o difficoltà stia cercando di compensare.»
Il lavoro sulle dipendenze comportamentali richiede quindi di andare oltre il comportamento osservabile, per comprendere il significato che quel comportamento assume nella vita della persona. Anche la mindfulness può rappresentare uno strumento utile per sviluppare una maggiore consapevolezza degli stati interni e interrompere, progressivamente, la risposta automatica che porta a ricercare nel comportamento un’immediata regolazione emotiva.
💙 Nel CNVR crediamo nel valore di una rete multidisciplinare: comprendere le relazioni e le vulnerabilità significa anche riconoscere le diverse forme attraverso cui una difficoltà può manifestarsi e costruire competenze capaci di affrontarla.💙