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Psicoterapia individuale e di coppia  telef.3407969371 Psicoterapia Transazionale finalizzata al benessere e alla crescita personale, di coppia e familiare.

Mediazione Familiare: come affrontare i bisogni dei figli durante le separazioni/divorzi o crisi coniugali o di coppia.

10/02/2026
05/09/2020

In un percorso di psicoterapia è importante che la persona interessata abbia Curiosità, la curiosità di conoscere sé stessa e il proprio modo di funzionare verso sé e verso gli altri: la modalità di relazione infatti influenza e condiziona la nostra vita sociale, affettiva e lavorativa rendendola a volte insoddisfacente. La psicoterapia perciò è anche un percorso di scoperta e conoscenza di sé, delle proprie potenzialità e propensioni autentiche, troppo spesso mortificate, dove la consapevolezza incoraggia il processo di cambiamento desiderato.

07/10/2018

Dall' 8 al 13 Ottobre, nell'ambito della Settimana del Benessere Psicologico, promossa dall'Ordine degli Psicologi della Sardegna, ritorna l'iniziativa Studi Aperti che ha come finalità la promozione del benessere favorendo l'incontro tra professionisti e utenti. Lieta di poter partecipare a questa importante iniziativa, uno spazio d'ascolto è fruibile a chiunque senta la necessità, a titolo gratuito, previa prenotazione telefonica, nel mio studio sito a Cagliari in Via Piemonte 12, nei seguenti giorni e orari: Martedì 9 Ottobre dalle 9.00 alle 11.00; Giovedì 11 Ottobre dalle 15.00 alle 17.00; Venerdì 12 Ottobre dalle 9.00 alle 11.00. Telef. 3407969371

20/07/2018

Imparare l’arte di essere genitori

A volte i genitori trascurano l’importanza di ottemperare ai compiti tipici della fase evolutiva attraversata dai propri figli; un genitore sofferente, che si sente vulnerabile, può sentirsi inadeguato, incapace nella sofferenza e ancora di più nel caso di una separazione, evento sempre doloroso di per sé, non di rado gravato dalla conflittualità della coppia. Per una crescita armoniosa è importante tenere presente che in ogni fase devono essere soddisfatti bisogni specifici e cercare di mantenere continuità col passato, soprattutto qualora sia stato positivo e costruttivo.
Nei primi anni il genitore ha una funzione essenzialmente protettiva che esplica con la sua presenza interagendo con lui/lei e facilitando l’interazione con l’ambiente. Una carenza in questo senso può produrre ansietà, rabbia o anche un senso di perdita doloroso. Il bambino/a ha bisogno di referenti che gli infondano sicurezza e fiducia nel mondo; una personalità sana, infatti, non si basa sull' essere indipendente ma sulla capacità di fare conto con fiducia sulle persone giuste al momento del bisogno.
E’ altresì fondamentale la capacità di entrare in risonanza affettiva col bambino/a proponendo o rispondendo al desiderio di vivere emozioni positive con lui/lei: il bambino interiorizza l’esito dell’interazione col genitore e di conseguenza si fa delle aspettative riguardo alle azioni degli altri nei suoi confronti e successivamente riguardo alle proprie azioni sugli altri.
Perché il bambino apprenda la capacità di regolare i propri stati emotivi e organizzare risposte comportamentali adeguate, come prestare attenzione, guardare, ascoltare, parlare, sentirsi calmi, è necessario che il genitore dia tempo al bambino di segnalare un suo bisogno, quindi non essere troppo intrusivo prevenendo ogni sua necessità, pratica o emotiva (fame, pianto): l’ iperfunzionamento del genitore come pure un ipofunzionamento, ad esempio nel caso di mancanza di risposte o di risposte inappropriate (non in sincronia col bambino/a), possono produrre disturbi della regolazione del comportamento, ad esempio difficoltà nel regolare i processi fisiologici o attentivi oppure nel predisporsi a uno stato di calma o a uno stato emotivo positivo.
Il genitore capace di dare anche limiti e riferimenti contribuisce al bisogno di struttura del bambino/a, per il quale occorre una cornice di comportamenti coerenti a fronte di una determinata età. Anche in caso di separazione, la coppia di genitori, seppure ex-coniugi, deve continuare ad essere tale nel modo più coerente possibile così che i bambini possano ancora percepire il senso del “noi”, importantissimo per mantenere radici; già da tempo le ricerche circa gli effetti negativi sui figli, hanno messo in evidenza come causa di disagio, piuttosto che la separazione in sé, la qualità della relazione genitoriale, spesso legata alla qualità della relazione coniugale.

Ricordo a tutti coloro che fossero interessati che Giovedì 5 novembre all'Is.o.ge.a., in via Duca di Genova 72, a Pirri,...
01/11/2015

Ricordo a tutti coloro che fossero interessati che Giovedì 5 novembre all'Is.o.ge.a., in via Duca di Genova 72, a Pirri, alle 17.00, con la mia collega, dott.ssa Stefania Ballicu, parleremo approfonditamente di Mediazione Familiare.

Un argomento attuale e molto sentito di cui presenteremo le principali linee guida relative al processo di mediazione con particolare attenzione all’importanza della riorganizzazione delle relazioni familiari in funzione dei bisogni evolutivi dei figli.

Vi aspettiamo numerosi!

01/11/2015

La mediazione familiare non è una terapia di coppia e si distacca totalmente dalla mediazione civile dove la logica è “vincitore-vinto”, non è nemmeno” mediazione” nel senso stretto del termine perchè il mediatore non media ma instaura un rapporto paritetico, un gioco di squadra in cui la coppia diventa protagonista. La separazione è considerata un evento paranormativo che trova la famiglia impreparata a viverlo e ad assorbirlo perchè comporta un cambiamento di vita, uno sconvolgimento delle dinamiche familiari caratterizzato da sofferenza e criticità. E’ anche un processo multidimensionale in cui tutte le figure familiari sono partecipanti attivi e possiedono un bagaglio relazionale che non possono abbandonare per il quale sono necessari riparazione e riadattamento. Per questo la separazione deve essere inquadrata in una concezione evolutiva come opportunità per una ridefinizione delle relazioni e come occasione di crescita personale. Separarsi bene fa bene soprattutto agli adulti e di conseguenza ai figli.

30/10/2015

Uno Psicologo racconta… cinque anni in Kenia: un’esperienza tra i bambini che vivono con AIDSConversazione con Osvaldo Pisu . Vedi Brochure

11/11/2013

Quante mamme si riconoscono in questa citazione? Fate Mi Piace!

11/11/2013

TORINO — L'età non c'entra nulla, precisano i magistrati: il problema di fondo, spiegano, è una grave ed irreversibile inadeguatezza dei genitori. Ha

SEPARARSI SENZA TRAUMATIZZARE TROPPO I FIGLI ? La mediazione familiare è la riposta a questo interrogativo. Molto diffus...
04/11/2013

SEPARARSI SENZA TRAUMATIZZARE TROPPO I FIGLI ? La mediazione familiare è la riposta a questo interrogativo. Molto diffusa in vari Paesi d'Europa, ma ancora non adeguatamente conosciuta in Italia, nonostante sia disciplinata dal Codice Civile dal 2006, la Mediazione familiare è un percorso offerto alle coppie in via di separazione o divorzio, che intendano affrontare gli aspetti relazionali e materiali legati allo scioglimento del loro legame affettivo
La mediazione costituisce, pertanto, un percorso di separazione alternativo (seppur non sostitutivo) alle procedure legali tradizionali, che si propone di aiutare la coppia a separarsi ‘insieme’.

Elaborazione dei conflitti, riapertura dei canali di comunicazione, tutela dei figli minori sono gli obiettivi principali del percorso intrapreso. La mediazione riduce il livello di conflittualità e consente alla coppia di parlarsi e confrontarsi ‘ripuliti’ da rabbia e rancore.

Non si tratta di psicoterapia, ma di una serie di incontri, solitamente una decina, in cui i genitori sono incoraggiati a elaborare gli accordi che meglio soddisfino i bisogni di tutti i membri della famiglia, con particolare riguardo all’interesse di eventuali figli, per essere ancora genitori insieme, nonostante la scissione della coppia.

Il mediatore familiare è un terzo imparziale, qualificato e con una formazione specifica, che non prende decisioni, ma incoraggia al dialogo e al superamento delle incomprensioni.

In tal modo, gli accordi negoziati e scelti dalle persone coinvolte e non imposti da terzi, hanno maggiori possibilità di essere rispettati.

Al termine del percorso si apre la possibilità di redigere un progetto d’intesa e la coppia può scegliere di avviare una procedura legale congiunta. Il procedimento di separazione si conclude così, consensualmente, per il bene di tutti.

MEDIAZIONE FAMILIARE: UN ESEMPIO PRATICO.Federica e Giorgio  hanno un figlio di 9 anni, Gabriele, nato dal loro matrimon...
01/11/2013

MEDIAZIONE FAMILIARE: UN ESEMPIO PRATICO.

Federica e Giorgio hanno un figlio di 9 anni, Gabriele, nato dal loro matrimonio durato 8 anni. Sono separati consensualmente; Gabriele è affidato alla madre con diritto di visita del padre. I genitori vengono in mediazione dopo 2 anni di separazione, perché Giorgio teme che i suoi diritti di padre non siano rispettati.

Dal primo incontro chiarisco che la mediazione è un percorso per la riorganizzazione delle relazioni familiari in vista o in seguito, come
in questo caso, della separazione o divorzio. Esplicito subito l’autonomia del setting dal contesto giudiziario e sollecito un clima di collaborazione per un percorso di 10 sedute, dove i partner possano elaborare un programma di separazione emotiva soddisfacente per esercitare meglio la comune responsabilità genitoriale. Durante gli incontri Federica evidenzia i disagi del figlio (inappetenza, stanchezza, irritabilità) mentre Giorgio ritiene che Gabriele non abbia problemi. I problemi sono di Federica che allontana il bambino da lui da lui, tanto da non farlo sentire più padre; insomma i suoi diritti, quelli tolti, a suo parere, ma anche quelli ormai non più riconosciuti dallo stesso, sembra non siano rispettati mentre il figlio si ammala! Giorgio alza spesso la voce e aggredisce verbalmente Federica. Lei risponde con la stessa rabbia. A quel punto si tenta l’apertura di spazi di fiducia reciproca per il superamento del litigioso nodo oppositivo in cui i partner si trovano e li stimolo a rielaborare il vero bisogno. Insisto, comunque, nello spiegare loro che non si tratta di psicoterapia di coppia ma di un setting deputato alla negoziazione assistita, di un luogo che rende i partner protagonisti degli accordi mettendoli al riparo da compromessi scomodi e frustranti e da reciproche concessioni derivate da rinunce subite. La chiarezza del setting abbassa il clima di conflittualità e predispone i genitori verso un percorso più sereno ed autentico. Propongo un graduale riprogettarsi che sposta l’attenzione dai loro litigi ai desideri del figlio, una nuova capacità di guardare Gabriele come parte attiva del sistema. In particolare si evidenzia la paura di Federica e Giorgio di sperimentarsi coppia divisa ma genitori uniti. Questa nuova consapevolezza predispone verso il superamento del litigio ad oltranza. Alla fine dei 10 incontri la mediazione si è risolta sufficientemente bene e nel seguente follow up, a distanza di 6 mesi, si nota anche un’importante evoluzione costruttiva del sistema familiare.

Indirizzo

Via Cimarosa 63
Cagliari
09128

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