Dott. Andrea Deledda Biologo Nutrizionista

Dott. Andrea Deledda Biologo Nutrizionista Dott.

Andrea Deledda, Biologo Nutrizionista, Specialista in Scienza dell'Alimentazione, Dottore di Ricerca in Bioenergetica del Movimento Umano

I servizi offerti sono: prescrizione di schemi alimentari e diete personalizzate, educazione alimentare, valutazione della composizione corporea, dell'apporto di energia e nutrienti.

Quali prodotti naturali possono aiutare in caso di   ( ), condizione che nel mondo affligge un terzo degli adulti? Secon...
07/08/2026

Quali prodotti naturali possono aiutare in caso di ( ), condizione che nel mondo affligge un terzo degli adulti? Secondo una revisione degli studi, foglie di ****fo, , , tè verde, semi di lino e hanno effetti modestamente benefici sui parametri metabolici.

In particolare migliorano "valori lipidici (trigliceridi e LDL), glicemici, di insulino-resistenza e antropometrici (si riduce il peso), mentre non migliora l'emoglobina glicata”
Si richiedono studi maggiori per assicurare la sicurezza nel lungo periodo.

https://www.medscape.com/viewarticle/some-herbal-supplements-show-metabolic-benefits-masld-2026a1000q92

06/08/2026

Prossimamente la SIGE (Società italiana di ed endoscopia digestiva) rilascerà un documento per spiegare i danni del , in particolare l'aumento del rischio di "malattie infiammatorie croniche intestinali, in particolare il morbo di Crohn, la sindrome dell' , l'infezione da Helicobacter pylori, l'ulcera peptica, la metabolica (Masld) e diversi dell'apparato digerente, in particolare quelli del colon-retto e dello stomaco."

Le conoscenze sui meccanismi biologici sono in aumento: “Le evidenze disponibili indicano che gli alimenti ultra-processati possono alterare l'omeostasi dell'ecosistema intestinale attraverso diversi meccanismi biologici, coinvolgendo , barriera mucosale e risposta immunitaria. Questo aiuta a comprendere perché un consumo abituale sia stato associato, negli studi epidemiologici, non solo a disturbi gastrointestinali molto frequenti come la e le malattie infiammatorie croniche intestinali, ma anche a un aumento del rischio di alcune neoplasie dell'apparato digerente, in particolare del colon-retto. Pur trattandosi di un ambito ancora in evoluzione, oggi disponiamo di un quadro biologico molto più coerente rispetto al passato".

https://www.nutrientiesupplementi.it/interviste/item/3823-cibi-ultra-processati-la-sige-possono-aumentare-il-rischio-di-malattie-digestive-e-tumori

Gli alimenti ultra-processati sono sempre più presenti sulle tavole degli italiani, ma il loro consumo abituale potrebbe avere conseguenze rilevanti sulla salute dell'apparato digerente. È il messaggio lanciato dalla Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige), che nei gi

Le linee guida sul   prevedono che, nei pazienti che prendono  , se possibile, si riduca o si tolga l'insulina, passando...
05/08/2026

Le linee guida sul prevedono che, nei pazienti che prendono , se possibile, si riduca o si tolga l'insulina, passando ad altri farmaci "come gli agonisti del recettore GLP-1 (GLP-1 RA) e gli inibitori SGLT2 (SGLT2i), che attenuano gli effetti avversi dell'uso prolungato di insulina".
Uno dei principali motivi è che l'insulina fa ingrassare, riducendo il consumo dei grassi e partizionandoli negli adipociti. Gli altri effetti collaterali sono le e l'elevato carico terapeutico che riduce la qualità della vita.

"Nonostante le evidenze a supporto della sicurezza della sospensione dell'insulina nei pazienti sovratrattati, persiste l'inerzia clinica, che ostacola l'interruzione di regimi terapeutici obsoleti . Sono necessari protocolli standardizzati e algoritmi chiari per guidare i medici nella riduzione sicura dei farmaci al fine di evitare il rimbalzo glicemico", facendo inoltre attenzione al rischio di dimagrimento eccessivo e , soprattutto nei fragili. Per questo l'alimentazione deve sempre essere studiata e personalizzata da un esperto.

https://waltersport.com/investigaciones/deinsulinisation-in-type-2-diabetes-evidence-based-strategies-for-safe-treatment-simplification

Una pubblicazione ha mostrato che non esiste la compensazione energetica, ossia quando una persona va in   e fa attività...
04/08/2026

Una pubblicazione ha mostrato che non esiste la compensazione energetica, ossia quando una persona va in e fa attività fisica per dimagrire, non gli si abbassa il come indicano alcuni studi. In realtà lo studio è una gran bufala perché tra le limitazioni si leggono bassissimo numero di partecipanti, brevissimo periodo (10 giorni), misure fatte non precisamente.

Insomma uno studio che non ha dimostrato nulla di che, preso per buono da quelli che dicono che se uno non dimagrisce è pigro e svogliato, atteggiamento (stigma) ormai censurato da chi si occupa di . Molti studi mostrano che non è per nulla regolabile il nostro consumo a riposo e che il corpo ha tante strategie per risparmiare energia, rendendo difficile perdere grasso, soprattutto sul lungo periodo. Quello che capita in pochi giorni è molto relativo. Questa è la fisiologia e molti dovrebbero studiarla.

https://waltersport.com/investigaciones/longitudinal-and-cross-sectional-evidence-that-daily-resting-and-activity-energy-expenditures-are-independent-in-humans

Buone notizie per i moderati bevitori di  . La American Heart Association ha rilasciato una posizione scientifica sui be...
03/08/2026

Buone notizie per i moderati bevitori di . La American Heart Association ha rilasciato una posizione scientifica sui benefici della .
Il caffè ha generalmente effetti positivi sulla prevenzione delle patologie metaboliche, come , e . Riguardo la pressione, si evidenzia una curva a J, in cui un consumo moderato è meglio di quello nullo, ma se eccessivo è ovviamente dannoso. La soglia di tolleranza dovrebbe essere valutata di caso in caso.
Anche il rischio di si riduce, così come quello di , mentre sembra aumentare quello di contrazione prematura dei ventricoli. Il caffè non filtrato invece aumenta il colesterolo cattivo, con un meccanismo simile a quello dei (inibizione dell'esposizione dei recettori per ). Alte dosi tipiche del consumo di sono invece associate a danno cardiovascolare.

Come agisce la caffeina? "La caffeina possiede diversi bersagli biochimici e molteplici meccanismi attraverso i quali esercita i propri effetti: (1) antagonismo dei recettori dell'adenosina, (2) inibizione dell'enzima fosfodiesterasi, (3) rilascio di calcio dai depositi intracellulari e (4) antagonismo dei recettori GABA-A."

Il metabolismo della molecola dipende dalla genetica, per cui alcuni la smaltiscono velocemente, altri lentamente. I primi hanno sintomi per breve tempo, mentre nei secondi durano di più. Le fibre e il cibo in generale rallentano l'assorbimento della caffeina.

Oltre alla caffeina, sono presenti altri composti bioattivi come acidi clorogenici, diterpeni, trigonellina e melanoidine. Anche il caffè decaffeinato è associato a ridotto rischio di diabete, quindi l'effetto è legato anche a queste molecole, che "possiedono proprietà e antinfiammatorie e possono migliorare la sensibilità all'insulina, la funzione endoteliale e il metabolismo del glucosio, in parte attraverso effetti sul intestinale".

Cattive notizie invece per i consumatori di energy drink.

Scrive il prof Fontana: "Il discorso cambia per gli energy drink.
A differenza del caffè, per le bevande che contengono dosi molto elevate di caffeina – spesso associata a e altri stimolanti – le prove di eventuali benefici sono limitate, mentre crescono le evidenze che suggeriscono possibili rischi per la salute cardiovascolare.

Il messaggio fondamentale è quello che sottolineo spesso nell'ambito della scienza della nutrizione:
alimenti e bevande vanno valutati nel loro complesso, come parte integrante della dieta, e non ridotti a una singola molecola. Il caffè è molto più della semplice caffeina: contiene centinaia di composti biologicamente attivi che, con ogni probabilità, contribuiscono ai suoi effetti sulla salute.

Come sempre, la scelta ottimale dipende dal singolo individuo, dalla dose, dal regime alimentare e dal contesto clinico".

In conclusione "Un consumo abituale e moderato di caffè può rientrare in uno stile di vita sano. Sebbene il caffè rappresenti la principale fonte di caffeina per la maggior parte degli adulti, anche il tè, il cioccolato e le contribuiscono all'apporto complessivo di questa sostanza. Gli effetti acuti della caffeina possono includere un aumento transitorio della pressione sanguigna, della e dello stato di allerta, oltre a palpitazioni o disturbi del in alcuni individui. Le differenze genetiche nel metabolismo della caffeina spiegano in parte la variabilità nella tolleranza alla sostanza e nella risposta clinica, sebbene non vi siano prove sufficienti a dimostrare che esse modifichino gli effetti del consumo abituale di caffè sulle malattie croniche o sulla mortalità. Elevate quantità di zuccheri aggiunti, sciroppi aromatizzati e prodotti lattiero-caseari possono aumentare notevolmente l'apporto calorico e vanificare i potenziali benefici per la salute associati al caffè stesso."

https://www.facebook.com/photo?fbid=4101376260155700&set=a.1402552266704793

https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/CIR.0000000000001454

Le persone che abitano in campagna hanno minore rischio di   e  . Uno studio ha scoperto che 2 batteri sono responsabili...
31/07/2026

Le persone che abitano in campagna hanno minore rischio di e . Uno studio ha scoperto che 2 batteri sono responsabili di questo effetto: si tratta di Romboutsia timonensis e Glutamicibacter arilaitensis.
"Questi batteri Gram-positivi mediano complessivamente due terzi dell'intero "effetto fattoria" per la protezione dall'asma e la metà dell'effetto per la febbre da fieno e l' atopico."
Questi batteri si trovano nell'intestino delle mucche e vengono inalati dalle persone che ci entrano in contatto.
Intervengono nel metabolismo di kinurenina, xantina, acido alfalinolenico e stearidonico, così modulando il attraverso i recettori per gli arili e PPAR, riducendo l'eccesso di risposta infiammatoria tipico delle allergie.

https://medicalxpress.com/news/2026-07-bacteria-trigger-farm-effect-children.html

Non vi è ancora unanimità nella definizione di  , a causa della difficoltà nel comparare ricerche altamente diverse tra ...
30/07/2026

Non vi è ancora unanimità nella definizione di , a causa della difficoltà nel comparare ricerche altamente diverse tra loro. Grosso modo dovrebbe essere la presenza di eccesso di grasso corporeo e contemporaneamente scarsa massa muscolare tale da influire negativamente sulla funzionalità, sulla forza e sulla qualità della vita. Non è necessariamente presente l'eccesso di peso, visto che la scarsa compensa l'eccesso di grasso.
Alcuni esperti si sono riuniti per cercare di fare un po' di chiarezza, rilasciando una guida sia per prevenire che per gestire l'obesità sarcopenica. Per prevenire è corretto avere un'alimentazione salutare di stampo mediterraneo, con sufficiente apporto proteico e di , abbinato ad attività fisica che comprenda esercizi coi pesi.

In caso invece di obesità sarcopenica, la dieta può essere eucalorica, ossia le calorie devono essere rapportate al consumo di una persona con un BMI al limite del normopeso (25kg/m^2), oppure con una riduzione delle calorie attorno al 20% rispetto al fabbisogno stimato, per permettere una perdita graduale di peso e per prevenire la perdita di muscolo ma favorire comunque la riduzione del grasso. Ogni caso va valutato. La massa magra deve essere monitorata e la sua perdita minimizzata anche con l'attività fisica. Le equazioni predittive possono indurre in errore, quindi sarebbe meglio usare la .

La perdita di grasso porta a miglioramenti metabolici, ma non è facilmente separabile dalla perdita di muscolo, cosa che in una persona con sarcopenia può inevitabilmente essere pericolosa. Questo può essere anche un effetto collaterale dell'uso dei farmaci dimagranti. Per prevenirla, è opportuno assumere almeno 1g di per kg di peso corporeo adattato (ABW, calcolato come il peso corporeo corrispondente a un BMI di 25 + il 25% dell'eccesso di peso corporeo) e adeguato introito di micronutrienti (raggiungibile solo con un'alimentazione non raffinata), con particolare riguardo a quelli relativi all'anabolismo proteico. I supplementi possono essere dati in caso di difficoltà a raggiungere gli obiettivi o di carenza.

Appare importante anche monitorare la forza del soggetto con uno strumento come l' , che misura la forza nella stretta della mano.

L'effetto yo-yo (weight cycling) va evitato perché spesso si traduce in peggioramento della composizione corporea nel tempo.

https://www.clinicalnutritionjournal.com/article/S0261-5614(26)00072-5/fulltext

Il  , la tendenza a essere più mattinieri (detti allodole) o serotini (detti gufi), è collegato alle abitudini alimentar...
29/07/2026

Il , la tendenza a essere più mattinieri (detti allodole) o serotini (detti gufi), è collegato alle abitudini alimentari, alla e alla salute metabolica. Diversi geni sono legati a queste tendenze.

In uno studio su donne neozelandesi, a parità di e di , le donne che hanno abitudini tardive (ossia si alzano tardi e mangiano tendenzialmente nella seconda parte della giornata) tendono a mettere più grasso sull'addome, scelgono cibo meno sano e hanno maggiore . Nutrendosi peggio, hanno meno e . e sono più alti, grelina più bassa. L'emoglobina glicata è maggiore, il buono inferiore.

"Le ore diurne rappresentano la fase più vantaggiosa per l'acquisizione e l'accumulo di energia. Ciò è dimostrato da una e da una tolleranza al glucosio circadiane ottimali, associate a un incremento del dispendio energetico, della e della sintesi di . Per contro, durante la fase di digiuno (che si verifica fisiologicamente di notte, durante il ), si osserva un marcato aumento della gluconeogenesi, della glicogenolisi e della , con conseguente innalzamento delle concentrazioni circolanti di acidi grassi, trigliceridi e colesterolo." In pratica quello che costruiamo durante il giorno lo utilizziamo durante la notte, nel caso ideale. Se invece mangiamo più la sera, tendiamo più ad accumularlo (senza alcuna violazione delle leggi termodinamiche, semplicemente si ossida meno, dato che queste funzioni sono sotto il controllo degli ormoni citati prima).

https://medicalxpress.com/news/2026-07-night-owls-nutritious-food-belly.html

Da quando si sono intraprese iniziative globali per ridurre i dannosi   dall'alimentazione, la loro principale fonte son...
28/07/2026

Da quando si sono intraprese iniziative globali per ridurre i dannosi dall'alimentazione, la loro principale fonte sono i , che li contengono naturalmente, soprattutto se gli animali mangiano al pascolo.
Secondo una metanalisi questi grassi non aumentano il e non sono associati con o di , confermando che animali nutriti come la natura vuole producono alimenti più sani.
Quelli invece provenienti dall'idrogenazione o che si formano per il riscaldamento sono fortemente associati a rischio cardiovascolare.

https://www.facebook.com/photo/?fbid=970416182661649&set=a.149392444764031

Nelle persone che ricorrono a terapie tumorali, chi assume   proteici ha una riduzione di complicanze del 38%. Chi assum...
27/07/2026

Nelle persone che ricorrono a terapie tumorali, chi assume proteici ha una riduzione di complicanze del 38%. Chi assume del 31%. La malnutrizione è uno dei peggiori rischi per questi pazienti.

"La chirurgia, la e la aumentano il fabbisogno proteico dell'organismo proprio mentre la mancanza di appetito, la e le difficoltà nell'alimentazione ne riducono l'apporto. Ne deriva un deficit che preannuncia un decorso peggiore: i pazienti che iniziano le cure in stato di vanno incontro a un maggior numero di complicanze post-operatorie e a degenze ospedaliere più lunghe. Una recente meta-analisi ha posto un quesito diretto: colmando tale carenza proteica mediante un integratore orale, si ottengono effettivamente risultati clinici migliori?"

Tradotto in numeri, una riduzione di 101 persone con complicanze ogni 1000 trattati. Non ci sono invece cambiamenti della mortalità: in pratica la di si dimostra migliorare la qualità della vita ma non sembra impattare la sopravvivenza.

https://www.facebook.com/photo?fbid=1950790529165842&set=a.925081351736770

Indirizzo

Via Nuoro 10 Cagliari, Via Aramu 11 Elmas (CA)
Cagliari
09125

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