04/08/2026
✍️ STORIE RESIDENTI, LUCA
Quando Luca arriva a Casa Fenice, residenza del Comune di Cagliari gestita dalla Cooperativa Agape, il calendario segna marzo 2026. Il primo contatto nasce attraverso i servizi sociali di quartiere e lui è uno di quei tanti ragazzi che, a un certo punto della vita, si ritrova senza troppi punti di riferimento, spaesato e con la necessità di un supporto per migliorare il proprio stare al mondo.
L’obiettivo iniziale è cercare un lavoro, trovare un’opportunità e costruire un percorso che gli permetta di diventare più autonomo e di lavorare su alcune fragilità.
Luca ha 22 anni e ha frequentato, portando a termine con successo il suo percorso, l’istituto socio-sanitario. Ha svolto un tirocinio con gli anziani, un’esperienza che ricorda ancora con piacere.
Trovare il proprio equilibrio a Casa Fenice non è immediato. Come succede a molte persone, arriva con qualche timore. «All’inizio ero diffidente. Ero timido, mi vergognavo di questa nuova sistemazione, del dover condividere spazi e tempo con gli altri. Poi, piano piano, quando prendi confidenza, cambia tutto.»
Le giornate hanno un ritmo ordinato: la colazione, le attività della casa, qualche momento davanti al computer, i pasti condivisi e la collaborazione nelle piccole faccende quotidiane. «Aiuto a sistemare, a pulire. Cerco sempre di dare una mano.» Non ha mai amato particolarmente uscire. «Mi piace stare in casa, parlare con gli altri.»
Poco alla volta, però, Agape gli permette di sperimentare nuove attività e nuovi contesti. Partecipa ai progetti di inclusione, ai corsi organizzati insieme agli operatori, come il corso da giardiniere.
In passato ha lavorato, giovanissimo, come barman in un locale del centro città. È un’attività che vorrebbe riprendere, non lo nasconde. Il rapporto con le persone, il via vai dei clienti e la preparazione delle consumazioni lo affascinano ancora e, quando ne parla, gli si illuminano gli occhi.
Fuori dalle attività lavorative, Luca ha passioni molto semplici. Ascolta la musica rap, in particolare Shiva, tifa Milan e vorrebbe iscriversi in palestra. «Mi piacerebbe iniziare per farmi un bel fisico.»
La vita in condivisione gli ha regalato anche qualcosa che non si aspettava. «Ridiamo, scherziamo con gli altri abitanti e con gli operatori.» È proprio il rapporto con le persone una delle cose che sente di aver costruito maggiormente durante questo percorso, quello che gli mancava e che sta ritrovando, per essere poi in grado di uscirne rinforzato. «Con gli operatori mi trovo bene. Sono molto attenti e cercano sempre di aiutarti, di parlare con te e di darti delle chiavi di lettura delle situazioni. L’ascolto, l’avere delle persone su cui contare, è prezioso!»
Quando parla del futuro, Luca non fa grandi discorsi. Le parole che sceglie sono poche, ma raccontano molto. «Vorrei lavorare.» Dietro quel desiderio ci sono anche altri obiettivi: costruire una vita stabile, una famiglia, trovare serenità e continuare a crescere. Parlando degli amici, ammette che non tutte le esperienze sono state positive. «Qualche errore l’ho fatto anch’io.»
La parola che oggi descrive meglio il suo percorso è fiducia. La fiducia nelle persone, nelle opportunità che possono arrivare e nelle capacità che, giorno dopo giorno, ha imparato a riconoscere anche in sé stesso.
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IL PROGETTO “PERCORSI DI AUTONOMIA PER PERSONE CON DISABILITÀ”, AVVIATO AD APRILE 2025, È UN’INIZIATIVA DEL COMUNE DI CAGLIARI, ASSESSORATO ALLA SALUTE E BENESSERE DELLE CITTADINE E DEI CITTADINI, REALIZZATA NELL’AMBITO DEI FINANZIAMENTI PNRR – MISSIONE 5 “INCLUSIONE E COESIONE” COMPONENTE 2 “INFRASTRUTTURE SOCIALI E MARGINALITÀ SOCIALE” , INVESTIMENTO 1.2, DEDICATI AI PERCORSI DI AUTONOMIA PER PERSONE CHE SI TROVANO IN SITUAZIONE DI DISABILITÀ.
E’ un progetto pubblico in coprogettazione e cofinanziamento con la Cooperativa AGAPE.