Dr. Nando Gallese Proctologo

Dr. Nando Gallese Proctologo La Proctologia è una Super-Specialità che si occupa di diagnosi e trattamento di tutte le innumerevoli patologie di colon-retto e ano

1. I condilomi anali fanno male?1. I condilomi anali fanno male?Generalmente no. Possono però causare prurito, fastidio ...
30/07/2026

1. I condilomi anali fanno male?1. I condilomi anali fanno male?
Generalmente no. Possono però causare prurito, fastidio o una lieve sensazione di corpo estraneo. Il dolore è raro e compare soprattutto quando le lesioni sono grandi o irritate.

2. I condilomi anali guariscono da soli?
In alcuni casi possono regredire spontaneamente, ma nella maggior parte delle situazioni tendono a persistere o a estendersi. È sempre consigliato valutare un trattamento.

3. Come si capisce se un condiloma è interno e non visibile?
Solo con una visita specialistica e un’anoscopia è possibile individuare eventuali lesioni interne, impossibili da rilevare autonomamente.

4. È possibile trasmettere i condilomi al partner?
Sì, l’HPV è altamente contagioso e può essere trasmesso tramite contatto diretto pelle-mucosa durante i rapporti. L’uso del pr********vo riduce il rischio ma non lo elimina completamente.

5. Dopo la rimozione possono tornare?

Sì. Le recidive sono frequenti perché il virus può rimanere silente nell’organismo. Controlli periodici e trattamenti tempestivi aiutano a ridurle.

24/07/2026

Dieta mediterranea e sopravvivenza dei pazienti oncologici
14 Luglio 2026 > Pierangelo Lucchini

Il cancro si conferma una delle principali cause di carico sanitario a livello mondiale, sebbene i tassi di sopravvivenza stiano migliorando grazie a una più efficace prevenzione e ai progressi terapeutici. Daniele Nucci e colleghi hanno eseguito una revisione sistematica e una meta-analisi con l’obiettivo di valutare l’impatto dell’aderenza alla dieta mediterranea (MD) sulla sopravvivenza globale e libera da malattia nei pazienti oncologici affetti da diverse tipologie di tumore. In conformità con le linee guida PRISMA 2020 e MOOSE, è stata eseguita un’esplorazione approfondita delle banche dati PubMed/MEDLINE, Scopus, Embase e Cochrane Library alla ricerca di lavori pertinenti pubblicati fino al 28 febbraio 2024. La qualità degli studi è stata valutata mediante la scala Newcastle-Ottawa, mentre il grado di certezza delle evidenze è stato esaminato attraverso l’approccio NUTRIGRADE. Le dimensioni dell’effetto aggregato sono state calcolate utilizzando un modello a effetti casuali ed espresse come rapporti di rischio (risk ratio), rapporti di rischio istantaneo (hazard ratio, HR) o rapporti di probabilità (odds ratio). Alla fine, gli esperti hanno selezionato 17 studi con dimensioni dei campioni che variano da 23 a 6457 partecipanti. Evidenze con un grado di certezza moderato hanno mostrato che una maggiore aderenza alla dieta mediterranea risulta associata a una riduzione della mortalità globale nei pazienti oncologici (rapporto di rischio: 0.96; IC al 95%: 0.94-0.98), inclusi i sottogruppi con tumori del testa-collo (HR = 0.92; IC al 95%: 0.84-1.00), carcinoma ovarico (HR = 0.68; IC al 95%: 0.56-0.87), tumore della prostata (HR = 0.97; IC al 95%: 0.95-0.99), carcinoma mammario (HR = 0.97; IC al 95%: 0.96-0.98) e tumore gastrico (HR = 0.50; IC al 95%: 0.45-0.55). Evidenze con certezza moderata hanno inoltre supportato un miglioramento della sopravvivenza libera da malattia nelle pazienti con carcinoma mammario (HR = 0.39; IC al 95%: 0.15-0.72). Gli Autori concludono che una più alta aderenza alla dieta mediterranea si correla a un miglioramento della sopravvivenza e della qualità della vita in diverse patologie oncologiche. Essa si configura pertanto come una strategia promettente e sostenibile da integrare nei percorsi di cura dei tumori.

Nutrition. 2026 May doi: 10.1016/j.nut.2025.113071

Capita non di rado che alcune persone arrivino a una valutazione proctologica dopo aver già affrontato percorsi diagnost...
23/07/2026

Capita non di rado che alcune persone arrivino a una valutazione proctologica dopo aver già affrontato percorsi diagnostici o interventi, senza aver risolto il loro disagio. Il motivo? A volte, ciò che viene inizialmente interpretato come un problema legato a emorroidi o altre condizioni simili può avere origini diverse.

Alcuni fastidi localizzati nella zona pelvica o perineale possono infatti essere legati a dinamiche posturali, a una difficoltà nel coordinare i muscoli durante l’evacuazione, o a segnali che provengono dalla colonna vertebrale. In questi casi, anche se la visita non evidenzia alterazioni evidenti, è possibile che il sintomo sia legato a una condizione di tipo neurologico, come una compressione del nervo pudendo.

Una corretta valutazione, che tenga conto non solo della zona interessata ma anche della postura, dei movimenti, del bacino e della colonna, può fare la differenza nel chiarire l’origine del disagio.

16/07/2026

Malattie o semplici alterazioni anatomiche?
C'è, spesso, una certa confusione nei confronti di alcune "malattie" che poi, non sempre, risultano tali: ad esempio, la presenza di “ERNIA IATALE” non comporta necessariamente disturbi.
La vera condizione patologica è rappresentata dal “REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO” che, spesso, ma non sempre, è associato a un'ernia iatale.
Quindi l'ernia iatale non richiede, di per se, nessuna cura, se non è causa di sintomatologia correlata.
Altrettanto vale per il reflusso G.E. (normali anche 50 episodi al giorno), se non provoca “ESOFAGITE”.
In presenza di esofagite le terapie devono essere modulate a seconda della gravità (“grado”) e della durata della malattia (acuzie o cronicità), potendo svariare da semplici norme di igiene alimentare e posturale, ad assunzione di farmaci protettori delle mucose o inibitori di p***a protonica, a tecniche chirurgiche più o meno invasive.
In definitiva, il reflusso può giovarsi di una terapia conservativa, mentre, se è veramente l'ernia iatale la causa dei disturbi, l'unica cura è la chirurgia, da riservare, però, data l’incostanza e la temporaneità dei benefici ottenuti, a fronte di discreto tasso di fallimenti e di complicanze anche importanti, solo ai casi più gravi di esofagite da reflusso refrattaria alla terapia medica (es. precancerosi come “ESOFAGO DI BARRET”).

11/07/2026
Troppi cancri del retto arrivano tardi alla diagnosi perchè curati per anni con le "cremine per le emorroidi": prima di ...
09/07/2026

Troppi cancri del retto arrivano tardi alla diagnosi perchè curati per anni con le "cremine per le emorroidi": prima di qualsiasi cura è necessario porre la giusta diagnosi. Per ogni situazione patologica esiste lo Specialista: non rinunciateci! Non fate da soli!! Non fate la cura del vicino di casa! Non date retta a vostra zia! Il vostro problema non è mai uguale a quello di un altro, quindi anche la cura dovrà essere diversa! Ma, soprattutto, non pensate di conoscere il vostro problema: è l'errore peggiore. No Specialista? Ahi ahi ahi ahiiiiii

1. La fistola a***e può guarire da sola?No, la fistola a***e non guarisce spontaneamente e richiede quasi sempre un inte...
02/07/2026

1. La fistola a***e può guarire da sola?
No, la fistola a***e non guarisce spontaneamente e richiede quasi sempre un intervento chirurgico.

2. La fistola a***e è pericolosa?
Non è una patologia maligna, ma se trascurata può causare infezioni croniche e complicanze importanti.

3. L’intervento per fistola a***e è doloroso?
Il dolore post-operatorio è generalmente moderato e ben controllabile con farmaci.

4. Dopo l’intervento si può avere incontinenza?
Il rischio è basso se l’intervento è eseguito da uno specialista esperto e con tecniche adeguate.

5. Quanto tempo serve per guarire completamente?
La guarigione può richiedere da alcune settimane a pochi mesi, a seconda della complessità della fistola.

1. La colonscopia virtuale è sicura?Sì, è considerata un esame sicuro. Le dosi di radiazioni sono contenute e l’insuffla...
25/06/2026

1. La colonscopia virtuale è sicura?
Sì, è considerata un esame sicuro. Le dosi di radiazioni sono contenute e l’insufflazione del colon è minimamente invasiva.

2. Serve la sedazione?
No, è uno dei principali vantaggi dell’esame. Il paziente è completamente sveglio e può riprendere le proprie attività subito dopo.

3. Può sostituire la colonscopia tradizionale?
Non del tutto. È ottima per lo screening e la diagnosi preliminare, ma se vengono rilevati polipi o lesioni sospette serve comunque la colonscopia tradizionale.

4. Quanto dura l’esame?
In totale circa 10-15 minuti. La scansione effettiva dura pochi secondi.

5. Dopo quanto tempo si ottengono i risultati?

Generalmente il referto viene consegnato entro 1-2 giorni lavorativi.

20/06/2026

Una recente meta-analisi pubblicata nel 2026 su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention suggerisce un’associazione tra consumo di caffè e migliori outcome nei

Ascoltare il proprio corpo è importante. Affidarsi allo specialista, fondamentale.Alcuni disturbi della zona pelvica ven...
18/06/2026

Ascoltare il proprio corpo è importante. Affidarsi allo specialista, fondamentale.

Alcuni disturbi della zona pelvica vengono spesso sottovalutati o trattati con rimedi generici per lunghi periodi. Questo può ritardare una diagnosi corretta, compromettendo la possibilità di intervenire in modo tempestivo.

Ogni sintomo merita attenzione e un inquadramento preciso: quello che sembra un problema comune può nascondere una condizione diversa, che richiede un percorso su misura.

Solo uno specialista è in grado di valutare la situazione nella sua complessità e indicare la strada giusta per affrontarla in sicurezza. Evitare il “fai da te” o il passaparola non qualificato è un primo passo importante verso il proprio benessere.

Un controllo mirato può fare la differenza. Non rimandare.

Indirizzo

Via Fadda, 14
Cagliari
09125

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
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