24/07/2026
Chiarissima disamina, da leggere e riflettere...
𝐋’𝐢𝐦𝐩𝐮𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐢𝐧𝐨𝐫𝐢: 𝐢𝐠𝐧𝐨𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐚𝐫𝐫𝐨𝐠𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢 𝐡𝐚 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐨 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞
Avevamo (e potremmo avere ancora se prevarrà il buonsenso ) una buona legge che prevedeva, di fronte ai reati commessi da un minore, la valutazione psicologica del suo livello di maturità prima di considerarlo imputabile. Decidere di cancellare questa norma affermando sbrigativamente (sul video, dopo un cambio d’abito ed un passaggio rapido dal parrucchiere e dall’estetista) che “chi sbaglia deve pagare” è un modo semplice di dimostrare il basso livello culturale di chi ci governa. Cui sarebbe importante consigliare di leggere il libro che Winnicott dedicò molti anni fa al comportamento antisociale degli adolescenti ed a cui sarebbe importante ricordare che il carcere, in Italia, è dí fatto una scuola di delinquenza per la gran parte degli adolescenti che hanno la sventura di frequentarlo.
Davvero, non si può non restare colpiti dalla arroganza con cui la prima presidente del consiglio donna si permette di fare piazza pulita di quello che l’evidenza scientifica ed il buonsenso comune segnalano e confermano ogni giorno. Per nascondere, forse, la sua incapacità di occuparsi dei Tribunali per i Minori, che continuano ad essere pochi e sempre paurosamente sotto organico dopo quattro anni di governo delle destre? Per nascondere, forse, le conseguenze di una scelta che sacrifica sull’altare del riarmo la possibilità di agire energicamente sulla debolezza dei servizi sociali e sanitari che dovrebbero intervenire, come non sempre riescono a fare, con il minore che delinque e con la sua famiglia?
Quando un minore commette un reato, lei dovrebbe saperlo (e provvedere), il giudizio arriva dopo anni, quando il minore non è più minore, mentre le valutazioni psicologiche richieste dalla legge che lei vorrebbe abolire hanno già permesso di mettere in opera, nei pochi casi in cui si trovano le risorse per attivarli, i provvedimenti necessari per il minore, per la sua famiglia e per la società nel suo complesso.
Il minore che compie dei reati ha bisogno di cure, non di condanne: cure che, nei casi più gravi, quando la famiglia è più debole, possono prevedere anche la limitazione della sua libertà personale. In Comunità educativa o terapeutica, però, non in carcere. Sulla base di una valutazione della sua condizione psichica prima che sulle caratteristiche del suo reato. Pensando al suo futuro, non alla necessità di vendicarsi di lui.
Chi sbaglia deve pagare è un principio che dovrebbe essere applicato ai politici (quelli difesi dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere) che delinquono o che sbagliano, non ai minori. Di fronte ai quali il mondo degli adulti ha delle responsabilità educative. Di cui dovrebbe essere consapevole soprattutto chi ha incarichi di governo. Cui io raccomanderei di dedicare alla lettura di qualche buon libro il tempo che dedica al parrucchiere, alla scelta dell’abito e all’estetista.
Foto ADNKRONOS