Dott.ssa Veronica Cocco- Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Veronica Cocco- Psicologa Psicoterapeuta Psicologa e psicoterapeuta 🌷(sedute online ed in presenza) Psicologa Psicoterapeuta ad indirizzo bionomico-autogeno

25/06/2026
06/06/2026

A volte non soffriamo per ciò che siamo.
Soffriamo per ciò che pensiamo di non essere.
Il confronto con gli altri non riguarda solo ciò che vediamo. Spesso riguarda ciò che immaginiamo. Le qualità che attribuiamo agli altri, i traguardi che pensiamo di non aver raggiunto, le versioni ideali di noi stessi che inseguiamo.
Quando lo sguardo si concentra continuamente su ciò che manca, anche ciò che possediamo può perdere valore.
Per molti bambini e adolescenti, la sofferenza non nasce soltanto dalle difficoltà reali. Nasce anche dal confronto con un'immagine di sé percepita come insufficiente.
✨ A volte il dolore non riguarda chi siamo.
Riguarda la distanza tra ciò che siamo e ciò che pensiamo di dover essere.

09/05/2026

.G.Jung credeva che le attività manuali forniscano un contrappeso necessario alle intense riflessioni intellettuali. Questo equilibrio aiuta a mantenere la salute mentale.

⚪️ Lavorare con le mani contribuisce a «radicare» la personalità, rendendo l'’ndividuo meno incline a perdersi in pensieri astratti o fantasie. Questo radicamento è essenziale per una psiche stabile.
⚪️ Lavorare con le mani spesso crea uno spazio meditativo, permettendo alla mente di riflettere e trovare chiarezza. Questo processo di riflessione è fondamentale per la crescita personale.
⚪️ Le pratiche manuali possono avere un valore rituale e simbolico, contribuendo a un senso di appartenenza e significato nella vita di una persona.

23/04/2026

In psicoterapia, un aumento del dolore percepito non indica di per sé un peggioramento, ma l’ingresso in una fase di contatto più autentico con la propria esperienza emotiva. 🧩

Quando la persona smette di evitare ciò che prova, tornano a emergere emozioni che per molto tempo erano state messe da parte per riuscire a far fronte alle difficoltà. 🌊

Questo passaggio può generare un incremento temporaneo della sofferenza, che non va interpretato come un fallimento del processo, bensì come un segnale che si sta lavorando su ciò che realmente necessita di essere elaborato. 🔍
Attraversare il dolore significa permettersi di riconoscere e nominare ciò che è stato taciuto, tollerare l’attivazione emotiva e riorganizzare il proprio vissuto in un contesto relazionale sicuro. 🤝
È proprio la presenza del terapeuta a rendere possibile questo, senza che la persona ricada nelle difese che in passato si erano rese necessarie. 🛟

Il dolore che emerge non è un ostacolo alla cura, ma una parte della cura stessa: indica dove si trovano le ferite, quali bisogni sono rimasti insoddisfatti e quali schemi relazionali continuano a ripetersi. 🌱
Solo attraversando le ferite è possibile trasformare la sofferenza in comprensione e la comprensione in cambiamento. 🔄

La psicoterapia, quindi, non mira a eliminare il dolore, ma a creare le condizioni perché possa essere riconosciuto, compreso e trasformato. È attraverso questo lavoro di contatto e rielaborazione che la persona costruisce un benessere più solido, radicato nella consapevolezza e non nell’evitamento. ✨

22/04/2026

Scrive Ursula Wirtz: “L'analisi è un rituale di guarigione simbolico in cui le ferite traumatiche diventano tollerabili e meno tormentose. Abbiamo bisogno di pulire la ferita, curarla, togliere lo sporco, sigillarla e darle il tempo di guarire.“

23/03/2026

Un adulto di riferimento può fare tantissimo fornendo presenza, ascolto e possibilità di esprimere le emozioni problematiche.

15/12/2025

Non è ansia.
È quello che succede quando cresciamo i ragazzi come se fossero un curriculum.

Gli diciamo: sii speciale.
non perdere tempo.
non restare indietro.

Poi ci sorprendiamo se si bloccano.

Non hanno paura di impegnarsi.
Hanno paura di diventare una delusione.

Quando il successo è l’unica identità concessa,
fallire equivale a sparire.

Questo non è un problema degli adolescenti.
È un problema della cultura adulta.

18/11/2025

Insegna a tuo figlio a mettere sani confini, non soltanto a essere sempre gentile.
La gentilezza senza confini non è più gentilezza: diventa compiacenza, paura di deludere, ricerca di approvazione.
Molti adulti che oggi faticano a dire “no”, che si sentono in colpa se non sono sempre disponibili o che finiscono spesso in relazioni sbilanciate, sono stati bambini educati a essere “bravi” più che a essere “autentici”.
Dal punto di vista psicologico, saper mettere confini è la base dell’autostima:
significa sentire che “io ho diritto di esistere anche quando non accontento l’altro”.
Quando un bambino impara a riconoscere ciò che è troppo, ciò che non lo fa stare bene e ciò che non vuole, sta costruendo identità, dignità e autoregolazione emotiva.
Sta imparando a rispettare sé stesso.
Educarlo a “non disturbare”, “fare il carino”, “essere sempre disponibile” può sembrare cortesia… ma spesso diventa rinuncia a sé. Cresce così un adulto che dice sì quando vorrebbe dire no.
Al contrario, insegnare i confini non rende egoisti: rende liberi.
Permette al bambino di dire “mi fermo”, “non mi piace”, “non ora”, senza percepire queste frasi come mancanza di valore o rischio di perdere affetto.
Un figlio che conosce i propri confini diventerà un adulto che:
-non si lascia manipolare
-non si svuota per essere accettato
-sceglie quando essere disponibile
-resta gentile, ma senza scomparire, senza annullarsi.
Germana Verganti psicoterapeuta

Indirizzo

Traversa Duca Di Genova 15/Pirri
Cagliari
09124

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 15:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

3286852301

Sito Web

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