31/08/2026
- Andreas Giannakoulas, psichiatra e psicoanalista, analizzato da Masud Khan e Marion Milner, Giannakoulas ha vissuto e lavorato per vent' anni a Londra, partecipando agli incontri ristretti che si svolgevano nella casa di Winnicott e dell' amatissima moglie, Clare.
"Per me", dice, "è stato un impareggiabile maestro, forse la personalità più importante dopo Freud, in questo campo del sapere. Da buon greco, lo vedevo come un Socrate moderno, un uomo di profondissima saggezza - e così penso ancora a lui...". Con Giannakoulas parliamo dei più importanti progressi nella teoria e nella pratica psicoanalitica che si devono a Winnicott. E inevitabilmente della coperta di Linus, il talismano che l' eroe di Schulz non abbandona mai, vuole caparbiamente tenere sempre con sé.
Intanto viene fuori una storia poco nota. "Certamente Winnicott e Schulz si sono scambiati delle lettere, la loro è stata una corrispondenza scherzosa e credo, in un certo senso, istruttiva per entrambi. Lo psicoanalista e il disegnatore hanno spiegato in fondo la stessa cosa, seppure in forme espressive del tutto diverse, e cioè che l' oggetto transizionale è essenzialmente un modo per il bambino di mantenere il contatto con il corpo materno. Non un oggetto feticistico, quasi una malattia, com' era stato visto prima di Winnicott. Non un oggetto interno - e infatti a un certo punto sarà abbandonato senza processi di lutto. E' invece un primo oggetto reale che non è il bambino e neppure la mamma, ma rappresenta una parte dell' uno e dell' altra. Un oggetto di transizione dall' unione alla separazione". E' divertente quello che aggiunge Giannakoulas, ma è anche un fatto certo: la "coperta di Linus" è in genere impregnata degli odori del bambino e della mamma, e quindi mai e poi mai il piccolo avrà piacere che - per dire - il suo peluche venga lavato.
Dovrà morderlo, succhiarlo, strattonarlo, accarezzarlo e chiacchierare con lui, distruggerlo fino all' abbandono finale. In una chiacchierata radiofonica per la Bbc, la spiegazione che Winnicott ha dato dell' oggetto transizionale - un giocattolo come anche un indumento, un piumino, un pezzo di stoffa, un fantoccio - è anche più semplice, e bellissima: quell' oggetto è la prima occasione che il piccolo ha di usare l' immaginazione, è la sua maniera per tenersi a galla nei momenti di solitudine o d' insicurezza. La convinzione di Winnicott è che un bambino sano, sostenuto dal suo ambiente, la cui continuità della vita non è stata interrotta, riuscirà a emanciparsi gradualmente dalla dipendenza della madre. Un bambino deprivato - che ha perso qualcosa d' importante che prima aveva - si troverà di fronte a un compito evolutivo gravato sin dall' inizio in senso psicopatologico. Spiega Giannakoulas: "Il bambino sano nella prima fase è stato illuso dalla madre: è questa la base per il suo senso di sicurezza e di fiducia nel mondo. La realtà non deve entrare troppo rapidamente nel mondo del bambino. I processi maturativi devono essere graduali. Al contrario, in situazioni di patologia famigliare, il bambino utilizzerà difese che costruiscono un 'falso Sé' ... Per dirla con Winnicott, il bambino sano è, il bambino disturbato reagisce".
Luciana Sica da Repubblica