Dott.ssa Alessandra Di Biase

Dott.ssa Alessandra Di Biase Studio di psicoterapia e di consulenza psicologica

13/06/2026
12/06/2026

The first brain scans of regular AI users are raising serious questions about how tools like ChatGPT may be reshaping the way we think.

In a four-month study involving 54 students, researchers monitored brain activity using EEG while participants completed writing tasks. The findings were striking: students who consistently relied on large language models (LLMs) showed lower memory retention and reduced critical thinking engagement compared to those who worked independently.

Participants who leaned heavily on AI also struggled to recall their own writing shortly after finishing it. EEG data suggested decreased cognitive activation in areas associated with deep processing — what researchers described as a form of “mental passivity.” Their content was also less original on average.

The study, titled The Cognitive Cost of Using LLMs, doesn’t argue that AI is harmful across the board. In fact, students who first completed tasks without AI and later incorporated tools like ChatGPT showed increased brain activity. The difference? They used AI as an enhancement, not a replacement, for their thinking.

Researchers caution that passively accepting algorithm-generated answers may weaken independent reasoning and create intellectual echo chambers. The broader takeaway isn’t to avoid AI — it’s to stay mentally involved when using it.

Like calculators, search engines, and spellcheck before it, AI can either sharpen our thinking or dull it. The outcome depends on how we choose to use it.

Source: The Cognitive Cost of Using LLMs (cognitive neuroscience study using EEG monitoring)

12/06/2026

Presentazione

02/06/2026

Evento IIPG dedicato ai temi della genitorialità, del desiderio di un figlio e della denatalità contemporanea.

02/06/2026

Ricordando Egdar Morin

Sociologo e filosofo francese, nato a Parigi nel 1921, è stata una delle figure più prestigiose della cultura contemporanea.
Ha dedicato la gran parte della sua opera alla riforma del pensiero e dell’educazione del futuro, portando avanti una conoscenza che si ripromette di superare la babelica separazione dei saperi. Convinto che la crisi dell’educazione rinvia alla crisi della complessità sociale e umana, che traduce e aggrava, riteneva che proprio dall’educazione venisse la forza di una sua rigenerazione.

“Un’educazione rigenerata non saprebbe da sola cambiare la società. Ma potrebbe formare adulti più capaci di affrontare il loro destino, più capaci di far fiorire il loro vivere, più capaci di conoscenza pertinente, più capaci di comprendere le complessità umane, storiche, sociali e planetarie, più capaci di riconoscere gli errori e le illusioni nella conoscenza, nella decisione e nell’azione, più capaci di comprendersi gli uni con gli altri, più incapaci di affrontare le incertezze, più capaci di affrontare l’avventura della vita”
(Morin E. (2015). Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l’educazione. Cortina).

“Molti credono che abbiamo perduto tutto perdendo le nostre illusioni. Al contrario, abbiamo fatto una acquisizione prodigiosa perdendo i nostri errori, quella della presa di coscienza necessaria e, può essere, nel gioco della verità e dell’errore, salutare. Abbiamo perduto la promessa del progresso, ma è un grande progresso scoprire che il progresso era un mito. Abbiamo appreso che una ragione chiusa usurpa il posto della razionalità. Ma è una grande conquista della razionalità questa derazionalizzazione. Abbiamo perduto il futuro garantito ma siamo capaci di agire per il futuro”.
(Morin E. (2012).Dove va il mondo? Armando Ed.)

02/06/2026

Adrenalina al posto della melatonina: perché smartphone e social alterano lo sviluppo del cervello adolescente

Una ricerca condotta dalle Università di Cambridge e Fudan conferma una realtà innegabile: per gli adolescenti, meno ore di sonno equivalgono a un cervello meno connesso e meno efficiente.

Cosa succede al cervello quando riposa poco?
La deprivazione del sonno ha un impatto fisico e misurabile sull'anatomia e sulle funzioni cerebrali:

1. La comunicazione e i legami (sinapsi) tra le diverse aree cerebrali diventano meno fluidi ed efficienti.
2. Alcune regioni specifiche del cervello mostrano una letterale diminuzione del loro volume.
3. Funzioni esecutive primarie come l'attenzione, la memoria a breve termine e la capacità di problem-solving peggiorano drasticamente.

I fattori predisponenti: la "tempesta perfetta" digitale e lo sviluppo biologico
Perché gli adolescenti faticano così tanto a dormire? La colpa nasce da un mix di fattori fisiologici, sociali e, soprattutto, dall'iper-stimolazione serale:

1. Giocare ai videogiochi o fare scrolling compulsivo di video frenetici mantiene il cervello in uno stato di iper-attivazione. Queste attività innescano il rilascio di sostanze eccitanti, come l'adrenalina e la dopamina, che impediscono l'abbassamento dei ritmi vitali necessario per prendere sonno. Il tempo di decompressione e in cui i livelli si abbassano richiede diverso tempo dopo avere spento.
2. Il carico emotivo dei social. Leggere i commenti, osservare i post e fare continui confronti con la vita, spesso filtrata e idealizzata, degli altri coetanei può innescare forti reazioni emotive. Stati d'ansia, senso di inadeguatezza, o la paura di essere esclusi generano un carico di stress psicologico che va a gravare pesantemente sull'addormentamento e sulla qualità del riposo.
3. Il ritardo del ritmo circadiano. Durante la pubertà, il rilascio di melatonina (l'ormone del sonno) si sposta in avanti di circa due ore. L'orologio biologico dei ragazzi è programmato per farli addormentare e svegliare più tardi rispetto a un adulto.
4. Gli orari scolastici. Unendo l'attivazione serale e il ritmo biologico ritardato agli orari scolastici tradizionali, che impongono risvegli molto precoci, si crea una vera e propria privazione cronica del sonno.

Perché è fondamentale intervenire?
Durante l'adolescenza, il cervello attraversa una fase cruciale di sviluppo, un massiccio lavoro di cantiere neurologico. Il sonno non è un semplice momento di pausa, ma svolge funzioni attive indispensabili:

1. Consolidamento delle abitudini nocive e apprendimento. Rappresenta il momento in cui il cervello fissa a lungo termine le informazioni apprese durante la giornata.
2. Regolazione emotiva e salute mentale. La mancanza di riposo rende l'amigdala (il centro che regola principalmente la paura e deputato alla gestione delle emozioni) iper-reattiva. Questo si traduce in maggiore impulsività, forti sbalzi d'umore, ansia e una ridotta capacità di gestire lo stress.
3. Preparazione alle sfide. Permette al sistema nervoso di resettarsi e ricaricarsi per affrontare al meglio le sfide relazionali e scolastiche del giorno successivo.

Il fabbisogno reale: Le principali linee guida mediche e pediatriche concordano: per supportare questo delicato processo di crescita psicofisica, un adolescente (tra i 13 e i 18 anni) ha bisogno di dormire tra le 8 e le 10 ore a notte.

15/05/2026

Massimo Bacigalupo ci legge una poesia in sei quartine del 1863 in cui Emily Dickinson si riferisce alla vita attraverso la metafora di un fucile carico, un'esortazione a trovare una passione che renda la vita degna di essere vissuta, che sia un lavoro, un amore, un empito religioso. Il commento di Bacigalupo al testo della grande poeta statunitense che moriva il del 1886 qui: https://bit.ly/4u4rjuJ

15/05/2026

Il nostro podcast “Percorsi della psicoterapia psicoanalitica infantile” è disponibile su Spotifiy!

Ascolta ora i dialoghi tra docenti del Centro Studi Martha Harris e della Tavistock Clinic - a cura di: Maria Grazia Pini, Emanuela Quagliata e Simona Cherici.

Interpretariato a cura del prof. Aldo Grassi

open.spotify.com/show/1J9wAOnR3xfkDjDzW1q4vN

Indirizzo

Viale Della Pace N. 291, Quadrivio Di Campagna (Salerno)
Campagna

Orario di apertura

Mercoledì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 20:00

Telefono

+393397456869

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