02/06/2026
Ricordando Egdar Morin
Sociologo e filosofo francese, nato a Parigi nel 1921, è stata una delle figure più prestigiose della cultura contemporanea.
Ha dedicato la gran parte della sua opera alla riforma del pensiero e dell’educazione del futuro, portando avanti una conoscenza che si ripromette di superare la babelica separazione dei saperi. Convinto che la crisi dell’educazione rinvia alla crisi della complessità sociale e umana, che traduce e aggrava, riteneva che proprio dall’educazione venisse la forza di una sua rigenerazione.
“Un’educazione rigenerata non saprebbe da sola cambiare la società. Ma potrebbe formare adulti più capaci di affrontare il loro destino, più capaci di far fiorire il loro vivere, più capaci di conoscenza pertinente, più capaci di comprendere le complessità umane, storiche, sociali e planetarie, più capaci di riconoscere gli errori e le illusioni nella conoscenza, nella decisione e nell’azione, più capaci di comprendersi gli uni con gli altri, più incapaci di affrontare le incertezze, più capaci di affrontare l’avventura della vita”
(Morin E. (2015). Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l’educazione. Cortina).
“Molti credono che abbiamo perduto tutto perdendo le nostre illusioni. Al contrario, abbiamo fatto una acquisizione prodigiosa perdendo i nostri errori, quella della presa di coscienza necessaria e, può essere, nel gioco della verità e dell’errore, salutare. Abbiamo perduto la promessa del progresso, ma è un grande progresso scoprire che il progresso era un mito. Abbiamo appreso che una ragione chiusa usurpa il posto della razionalità. Ma è una grande conquista della razionalità questa derazionalizzazione. Abbiamo perduto il futuro garantito ma siamo capaci di agire per il futuro”.
(Morin E. (2012).Dove va il mondo? Armando Ed.)