29/08/2026
Un altro contenuto che immagino non sarà condiviso da tutti....
Questa volta riguarda il raccontare la morte ai bambini.
Ho appena finito La fabbricante di stelle di Mélissa Da Costa, il libro narra la storia di Arthur, un bambino di cinque anni a cui la madre malata terminale, Clarisse, racconta una favola dolce per mascherare la sua imminente scomparsa.
Ironia della sorte proprio qualche giorno fa una mia amica mi aveva chiesto dei consigli su cosa dire ai bambini così piccoli della morte.
Questo libro arriva al momento giusto e mi aiuta a farlo.
Raccontare la morte ai bambini attraverso una metafora rassicurante può sembrare un gesto d'amore, ma rischia di diventare una trappola emotiva: il bambino, non cogliendo il senso reale delle parole, resta sospeso in un'attesa senza fine o, peggio, si costruisce la convinzione di aver in qualche modo causato o meritato quell' abbandono.
Una favola che maschera la realtà, per quanto poetica, priva il bambino della possibilità di vivere il dolore nel momento in cui va vissuto, esponendolo al rischio di un lutto non riconosciuto che può riaffiorare anni dopo, in forme meno gestibili.
Della stessa autrice in passato ho letto altri libri che mi sono piaciuti molto, ma questo no, raggiunge il grande pubblico, ma non veicola il messaggio corretto, quello sicuramente più doloroso, ma che lascia la possibilità di un'elaborazione sana e il superamento del lutto.
La verità, per quanto dolorosa, resta l'unico atto di rispetto che possiamo offrire a un bambino davanti alla perdita.