12/08/2026
Buongiorno ! mentre mi sto gustando un buon caffè, leggendo questa immagine mi viene spontanea una domanda: come dobbiamo allora comportarci con la nostra Cipolla Egiziana? Perché se dobbiamo scegliere rigorosamente il Made in Italy, la questione si fa interessante: aglio cinese, limoni argentini, arance sudafricane, olio tunisino, pomodori cinesi… praticamente prima di fare la spesa serve non solo un atlante geografico ma principalmente storico e sociale.
Del resto, da sempre abbiamo importato piante provenienti da altre parti del mondo e, nel tempo, le abbiamo coltivate, selezionate e rese parte della nostra agricoltura e della nostra cultura. La storia dell’agricoltura italiana è viva e piena di specie che oggi consideriamo normalissime, ma che italiane all’origine non sono. Scegliere prodotti coltivati in Italia è assolutamente positivo e significa sostenere il nostro territorio e i nostri agricoltori. Ma prima ancora del passaporto geografico, io sceglierei la qualità. Perché un prodotto può essere italiano, ma se è scadente rimane scadente. E un prodotto arrivato da lontano può invece essere di ottima qualità.
Quindi sì al Made in Italy, ma senza trasformarlo in una carta d’identità politica obbligatoria per ogni pianta.
E per la Cipolla Egiziana, come sempre, lasciamo parlare la sua storia, la sua qualità e il modo in cui viene coltivata e valorizzata.
Ora però finisco il caffè…sperando sia rigorosamente e tassativamente Made in Italy !