Dott.ssa Barbara Montanari Psicologa -Scuola di Resilienza

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Psicologa e Psicoterapeuta | Ti aiuto a superare blocchi emotivi e relazionali, gestire le preoccupazioni quotidiane, affrontare periodi di cambiamento e valorizzare le tue potenzialità.

02/09/2026

Esistono due tipi di obiettivi. Uno ti avvicina alla felicità. L’altro ti allontana.

Hai presente quel vecchio adagio: non è la destinazione …è il viaggio, ecco quello.

🎯 La destinazione è un obiettivo di risultato.
È il traguardo. Il numero sulla bilancia, il ruolo in azienda, il follower in più.

Ti dà una direzione, ti motiva, questo è vero. Ma ti espone al fallimento.

Perché quel traguardo può sfuggirti per mille motivi che non dipendono nemmeno da te.
E se non arrivi a destinazione, cosa ti resta? Un senso di fallimento. Come se tutto il percorso non fosse valso niente.

🛤️ Poi c’è il viaggio che è l’obiettivo di processo.

Qui non ti concentri solo sul risultato finale, ma sulle azioni che ti avvicinano al tuo obiettivo. Ti godi il viaggio.

E la cosa importante è questa: con questo approccio, è impossibile fallire.

Qualsiasi cosa succeda, tu avrai fatto del tuo meglio. Avrai espresso chi sei davvero.
Avrai rispettato i tuoi valori.

Perché se investi tutto sulla destinazione, la tua felicità è sempre rimandata a quando arriverai.

Se invece impari a vivere anche il percorso, puoi sentirti soddisfatta già mentre ti avvicini.
Non inseguire un traguardo. Diventa una persona che si gode anche i passi per arrivarci.”

Punta alla meta, ma impara ad amare il modo in cui ci arrivi.

27/08/2026

Vuoi sapere una cosa che ti sta allontanando dalla felicità? Il modo severo in cui ti tratti quando sbagli.

Mi spiego

Distruggerti di critiche ogni volta che fai un errore non ti renderà una persona migliore.
Ti renderà solo più stanca e scoraggiata.

Esiste un’alternativa, e si chiama *self-compassion*: la capacità di trattarti con la stessa gentilezza, pazienza e tolleranza che riserveresti a chi ami davvero.

Si basa su tre passi fondamentali:

- **Sii gentile:** nelle parole che usi verso te stessa, nel come tratti i tuoi bisogni e i tuoi desideri, nel modo in cui valuti il tuo corpo, il tuo modo di essere
- **Ricordati che sei umana:** accetta nel profondo che è normale commettere errori, essere imperfetta o persino contraddittoria.
- **Accogli le emozioni difficili: n**on scacciarle e non soffocarle, ma non lasciarti nemmeno travolgere. Riconoscile e basta.

La scienza lo conferma: chi impara a trattarsi con gentilezza è più felice, più resiliente, e vive con meno stress e meno sintomi depressivi.

Non sai da dove iniziare? La prossima volta che stai per bastonarti per un errore, fermati. Respira e chiediti: *”Cosa mi direbbe in questo momento la persona che mi vuole più bene al mondo?”*

Ecco, ditelo da sola.

Salvati questo video per quando ne avrai bisogno e condividilo con un’amica che si critica troppo!

21/08/2026

Qualsiasi sia il livello della nostra autostima e la sua origine: non è una sentenza definitiva.

Ci possiamo lavorare.

Nel suo libro 🟩 *L’ingannevole paura di non essere all’altezza*, 🟩 Roberta Milanese propone un decalogo per farlo.

1️⃣ Affronta le sfide che la vita ti propone: le paure si vincono affrontandole

2️⃣  Alza progressivamente l’asticella: inizia con piccoli passi, evita obiettivi impossibili

3️⃣ Nessuno può “saltare” al tuo posto: hai il potere di vincere le tue insicurezze, nessuno può farlo per te

4️⃣ La perfezione è nemica dell’eccellenza: la perfezione è una trappola, chi vuole eccellere deve accettare qualche imperfezione

5️⃣ Non si può piacere a tutti: vivere la vita cercando di piacere a tutti ci porterà a perdere noi stessi

6️⃣ Le relazioni sono come il tango: è importante stabilire un giusto equilibrio tra dare e ricevere

7️⃣ Chi non cambia è perduto: se le strategie della nostra vita non hanno funzionato, è ora di cambiarle per quanto faticoso ciò possa risultare.

8️⃣ Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce (Pascal): le emozioni non vanno controllate ma gestirle. L’eccessivo controllo porta alla perdita di controllo.

9️⃣ Impiega il tuo tempo per migliorare te stess*: c’è sempre spazio per lavorare su di sè

1️⃣ 0️⃣ Si è sconfitti solo quando ci si arrende: diventare capaci è fatica e implica anche sbagliare, cadere, rialzarsi e riprovare.

👉🏼 Ora ti lascio con questa domanda:
Se domani ti svegliassi con il 5% in più di autostima, cosa faresti di diverso nella tua giornata?

13/08/2026

Il 70% dei nostri pensieri è negativo.

Se hai letto questo dato su internet, sappi che è un fake. 👎🏼

Non ci sono studi che lo dimostrino.

È vero però che la nostra mente è bravissima a preoccuparsi.

Produce continuamente scenari, pericoli, problemi… 😨

*“E se succede questo?” “E se va male?” “E se non riesco…?”*

E qui arriva un dato interessante.

Una ricerca della Penn University ha rilevato che circa il 91% degli eventi per cui le persone si preoccupano, in realtà non si verificano mai.

Il link allo studio lo trovi sotto, qui lo cito solo per stimolare una riflessione:

Quanto tempo abbiamo passato a stare male per qualcosa che non si è poi verificato?

Probabilmente lo abbiamo fatto spesso.

🧠 Ma allora… perché la nostra mente fa questo?

Perché sta facendo il suo lavoro, garantendoci la sopravvivenza e tenendoci lontani dai guai.

Questo è un meccanismo evolutivo, difficile da modificare.

Ciò che possiamo fare è agire consapevolmente per aggiungere un po’ di gioia, felicità, appagamento nella nostra vita.

Come?

3 strategie:

👉🏼 stare nel momento presente, cosa c’è ora nella mia vita, senza fare fughe nel futuro o nel passato

👉🏼 notare le cose belle, ciò soffermarsi, apprezzare, dare tempo

👉🏼 assaporarle quando le stiamo vivendo.

Perché la nostra mente sa benissimo cercare ciò che può andare storto.

Possiamo aiutarla a notare ciò che sta andando bene.

https://scholarsphere.k8s.libraries.psu.edu/resources/09ae2018-1f52-42a5-90be-f1cd2d289e1b

https://pure.psu.edu/en/publications/upregulating-positive-emotion-in-generalized-anxiety-disorder-a-r/ .

05/08/2026

👀 Forse abbiamo dato troppa importanza all’autostima.

Negli anni ‘80 il concetto di autostima ha ricevuto moltissima attenzione e per anni ci è stato detto che avere un’alta autostima fosse la chiave del benessere, del successo e della felicità.

Ma la ricerca in campo psicologico suggerisce che le cose sono un po’ più complesse.

L’autostima è una ricetta con molti ingredienti, dentro ci sono:

il senso di valore personale, l’accettazione di sè, la percezione di essere competenti, la fiducia in noi stessi, il modo in cui affrontiamo gli errori e le esperienze che viviamo ogni giorno.

Ma soprattutto, non è qualcosa di fisso.

🔁 Funziona come un circuito di retrofeedback: l’autostima ci aiuta ad agire e le azioni che compiamo ci restituiscono nuove prove su chi siamo.

E c’è anche un paradosso: inseguire continuamente l’autostima può renderci più fragili.
Se il valore che ti assegni dipende sempre e solo
dai risultati,
dai complimenti
o dall’approvazione degli altri,
allora ogni errore diventa una minaccia alla tua identità.

Quindi, invece di chiederci *”Come faccio ad avere più autostima?”*,
forse dovremmo chiederci:

👉🏼 *”Qual è una piccola azione che, se la facessi oggi, mi farebbe sentire una persona più competente, più coerente con i miei valori o più coraggiosa?”*

Perché l’autostima non cresce davanti allo specchio.
Cresce soprattutto dalle prove che raccogliamo vivendo.

29/07/2026

😃Vuoi sapere cosa rende la vita più bella? Ce lo dice Harvard e forse ti stupirai.

Se sei ancora convinta che diventare ricchi, avere successo, essere famosi siao gli obiettivi su cui investire le tue energie per garantirti una bella vita, beh preparati a una sorpresa.

Harvard ha condotto la ricerca scientifica più lunga mai fatta sulla felicità umana, seguendo per oltre 75 anni la vita di migliaia di persone: ha raccolto dati sul loro lavoro, sugli affetti, sull’invecchiamento, cercando di scoprire cosa rende una vita davvero felice.

Ecco cosa hanno scoperto: le chiavi della felicità sono 3

1️⃣ Le connessioni

Le persone che mantengono relazioni con famiglia, amici e comunità sono più felici, vivono più a lungo e stanno meglio anche fisicamente. La solitudine, invece, è un fattore di rischio reale per salute e benessere.

2️⃣ La qualità delle relazioni.

Non conta quanti amici hai o se sei sposato. Conta avere almeno qualcuno con cui sentirti al sicuro, visto e sostenuto.

3️⃣ Coltivare i rapporti nel tempo.

Le relazioni non si mantengono da sole. Hanno bisogno di tempo, presenza e cura. Chi continua a investire nelle persone importanti della propria vita è anche chi affronta meglio lo stress e l’invecchiamento.

Il messaggio è semplice, ma potente: denaro e fama possono essere importanti, ma una vita bella non è costruita sul successo che accumuli, ma sulle relazioni che coltivi.

E tu, oggi, a chi potresti dedicare qualche minuto in più?

22/07/2026

⬆️ Come migliorare le tue relazioni in meno di 10 secondi
Pensa a quando ti succede qualcosa di bello: una promozione, un esame superato, un progetto andato bene.

La prima cosa che hai voglia di fare è raccontarlo a qualcuno.

Questo si chiama capitalizzazione: condividere un evento positivo ci fa rivivere quell’emozione.
Ma c’è un dettaglio ancora più importante.
Non è solo raccontare che ci fa stare bene. È anche come l’altra persona reagisce.

La ricercatrice Shelly Gable ha individuato 4 modi di rispondere a una buona notizia e solo uno di questi rafforza davvero le relazioni.
Qui sotto trovi esempi delle 4 modalità di reazione:
1️⃣ Tu dici “Sono stata promossa” e l’altr* risponde:”Ah, bene.”
In questa reazione non c’è energia.

2️⃣ “Ho superato l’esame!”. E l’altro: “io comunque oggi ho un mal di schiena tremendo.”

Il tuo ascoltatore cambia discorso e ignora la tua gioia.

3️⃣ “Ho perso 2 chili”. “Sì, ma ne hai ancora tanti da perdere.”

In questa reazione l’altro smonta la tua buona notizia.

4️⃣ ”Ho finito il progetto”. “Ma che bellissima notizia! Com’è andata? È stata dura? Dai, racconta.”

In questa reazione c’è entusiasmo, attenzione e interesse reale.

Non è difficile immaginare quale di queste reazioni ti farebbe sentire meglio.

La prossima volta che un amico, il partner, un collega o tuo figlio ti racconta un successo, fermati un attimo.

Quel momento non è solo una conversazione.

È un’occasione per dire, con la tua reazione: “Quello che vivi per me conta.”

E spesso sono proprio questi piccoli momenti a creare le relazioni più forti.

Tu come reagisci alle buone notizie che ti raccontano gli altri?

🧱 Ti serve una strategia per gestire il sovraccarico?Mille cose richiedono la tua attenzione e tu non sai più da che par...
04/07/2026

🧱 Ti serve una strategia per gestire il sovraccarico?

Mille cose richiedono la tua attenzione e tu non sai più da che parte girarti?

A volte sembra impossibile scegliere, tutto pare importante, urgente, indispensabile.

Ogni impegno richiede spazio e attenzione. Ma le nostre energie non sono infinite. 🪫

👉🏼 Ogni compito a cui dici NO, libera spazio ed energie per ciò che è davvero importante.

Prova questa pratica per sfoltire gli impegni

👍🏼 Cosa richiede la mia attenzione?👍🏼 

1️⃣ Fai una lista di tutti gli impegni che richiedono la tua attenzione.
2️⃣ Per ogni voce, chiediti “Cosa succederebbe se non facessi questa cosa?”
3️⃣ Se la risposta è “nulla di grave”, elimina la voce dalla lista. Puoi rimandare, delegare o ignorare totalmente quel compito.

Dire Sì a qualcosa, implica necessariamente dire NO a qualcos’altro.

A cosa vuoi dire sì in questo momento?

Scrivilo nei commenti, mi farebbe piacere saperlo

03/07/2026

**Se senti ansia o paura in questo periodo, quello che sto per dirti potrebbe cambiare come vivi queste emozioni**

Esistono moltissimi tipi di paura:
possiamo temere eventi che non possiamo controllare, come invecchiare, oppure perdere il lavoro o avere paura dei disastri naturali.
Possiamo preoccuparci per situazioni che dobbiamo affrontare: un esame, parlare in pubblico, decidere su un tema importante.

Ci sono paure legate a una dimensione più interiore: il timore di fallire, di non essere all’altezza, di non essere amabile.

Molte paure però hanno una radice comune, cioè il timore di non farcela, di non essere capaci di affrontare quello che la vita ci presenta.

Davanti ad una sfida o a una situazione di incertezza avere paura è normale.
Non abbiamo il controllo degli eventi e spesso non abbiamo il controllo neanche della nostra paura.

Ma allora?
Allora è importante ricordarsi che abbiamo il pieno controllo di ciò che facciamo in risposta alla paura.

Possiamo decidere come prenderci cura di noi stessi e degli altri, scegliere su cosa puntare la nostra attenzione e dove mettere le nostre energie, possiamo anche trattare la paura come maestra perchè ci insegna cosa per noi è importante.

Non scegli ciò che ti accade, ma puoi allenare la tua capacità di affrontarlo.

Ed è a quel punto che il timore di non farcela perde potere.

Dimmi nei commenti: quale paura senti più presente oggi? Ti leggo.

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