28/04/2021
EDUCAZIONE SESSUALE E ADOLESCENTI: NON C’E’ BISOGNO DI LEZIONI SUI S*X TOYS.
Questo è un messaggio impegnativo. Richiede almeno cinque minuti di lettura concentrata. Però penso che sia di importanza fondamentale per chi ha figli in età preadolescenziale e adolescenziale. Oggi ho letto l’ennesimo libro di educazione sessuale che mi ha lasciato veramente confuso e disorientato. Ora vi spiego perché. E lo faccio partendo da questa domanda: che cosa deve contenere un buon libro di educazione affettiva e sessuale rivolto ai ragazzi? La domanda è tutt’altro che banale. In libreria, negli ultimi mesi ne sono usciti un bel po'. Scritti da autori che appartengono alle più differenti categorie: blogger, specialisti della salute, psicologi e anche p***ostar. Veri e propri best seller, acquistati da genitori (a volte ignari, a volte confusi) che vorrebbero aiutare i loro figli a non affogare nel territorio dell’inibizione e della repressione che spesso ha connotato la crescita degli adolescenti delle generazioni passate. Oggi tutti scrivono di sessualità, parlando ai ragazzi dalla propria prospettiva e mettendo a disposizione una miscela di consigli, informazioni, spiegazioni completate (non sempre) da immagini, illustrazioni e fotografie. La cosa che mi colpisce di più è il bisogno di fornire ai giovanissimi le tecniche per ottenere il massimo dai loro atti sessuali, per arrivare al climax del piacere. Interi capitoli dedicati a posizioni e descrizioni di s*x toys quali strumenti con cui darsi e dare piacere. E’ davvero di questo che hanno bisogno i nostri figli? Mi sembra che questo tipo di approccio al tema, li spinga a considerare la sessualità una dimensione performante in cui l’orgasmo “perfetto ” rappresenta l’unico traguardo a cui puntare. In questo senso, la sessualità si trasforma in una pratica ego-riferita, dove l’altro è l’oggetto perfetto. Oggetto in carne e ossa (che mi deve far arrivare al massimo del piacere) o eventualmente in plastica, lattice, materiale naturale da usare seguendo le prescrizioni di pagine illustrative e corsi disponibili online. Personalmente, penso che ci sono due diversi approcci per fare educazione sessuale con chi cresce. Un approccio vuole insegnare a gestire l’eccitazione e quindi punta ad elevare la qualità del loro “fare sesso”. Un altro approccio invece vuole insegnare a gestire l’intimità e quindi punta ad elevare la qualità del loro “fare l’amore”. La differenza tra i due approcci non è formale, ma sostanziale. Se entri nella sessualità dalla porta dell’eccitazione, l’unica cosa che desideri è “sentire”. Quindi qualsiasi consiglio che ti aiuta a “sentire di più” diventa il benvenuto. Ma se la sessualità è qualcosa che ti serve a “sentire sempre di più”, l’altro diventa semplicemente uno strumento a disposizione del tuo piacere. E quindi, ne puoi fare quello che vuoi, anche se magari ti dice no o se è chiaramente disorientato o spaventato mentre tu – magari - sei al climax dell’eccitazione. Poi c’è la seconda porta: è quella dell’intimità. La sessualità in questo caso non serve a sentire piacere, ma ad entrare in contatto profondo con l’altro. Diventa un dispositivo emotivo e relazionale potentissimo che rende l’altro così prezioso che vuoi amarlo nel più “amorevole” dei modi, rispettando ogni suo bisogno, sentendo quello che sente lui/lei, assumendoti la responsabilità che tutto ciò che avviene tra le due persone coinvolte in un atto sessuale sia finalizzato ad avere cura dei corpi e dei cuori di entrambi. Certo, eccitazione ed intimità spesso viaggiano a braccetto in una storia in cui due persone diventano sempre più capaci di generare sintonia e sincronia nella loro vita amorosa e sessuale. Ma questo spesso rappresenta un traguardo a lungo termine, che abbisogna di un percorso fatto di scoperta lenta e progressiva, di parole che anticipano i gesti, di desiderio che chiede di essere sospeso, atteso, sognato, condiviso, prima di essere agito. Ci sono parole chiave che sono imprescindibili se si vuole essere davvero buoni educatori affettivi e sessuali per chi cresce. Per me quelle parole sono empatia, scoperta, desiderio, rispetto, responsabilità. Anche “piacere” naturalmente. Ma non solo “piacere”. E in questa lista non contemplerei mai parole come s*x toys o tecniche amatorie. So che questo genere di riflessione può generare molto pensiero divergente. Ma sono davvero preoccupato che sempre più spesso, parlando di educazione sessuale, si confonda “fare sesso” con “fare l’amore”, il bisogno di eccitazione con il bisogno di relazione e intimità, che per noi esseri umani rappresenta un bisogno primario. Prometto che in nessun mio libro, troverete mai un capitolo dedicato ai s*x toys. L’educazione sessuale in Italia resta ancora un tema tabù, che proprio perché manca di linee guida, permette a ciascuno di fare ciò che vuole o al contrario di non fare niente. La vera rivoluzione sarà renderla una disciplina che aiuta chi cresce ad “evolvere”. Qual è l’educazione sessuale che serve ai nostri figli? Quella che elenca le diverse tipologie di s*x toys o quella che integra tutte le dimensioni che appartengono alla sessualità, considerandone gli aspetti di salute, organici, emotivi, relazionali e le relative competenze che devono essere messe in gioco quando si entra in questo territorio della vita. Occorre che chi si occupa di età evolutiva, ma anche che docenti e genitori creino un’alleanza che permette di avere una chiarezza condivisa su questo tema. E che soprattutto permetta ai nostri figli di avere accesso ad un’educazione sessuale davvero rispondente ai loro bisogni di crescita. Forse – oggi più che mai - serve che pediatri e psicologi dell’età evolutiva si esprimano in tale senso. Altrimenti ci troveremo con sempre più ragazzi e ragazze che impareranno la sessualità dentro a un sito p***ografico o ad un s*xy shop. Nel mio libro “Tutto troppo presto. L’educazione sessuale dei nostri figli nell’era di Internet” (Mondadori ed.) cerco di spiegare qual è la visione di educazione sessuale e affettiva che credo sia importante proporre oggi a chi cresce. Penso che davvero questo tema rappresenti per tutti noi adulti un’emergenza educativa. Forse è meglio occuparsene. Altrimenti l’educazione sessuale diventerà sempre più una sequenza di “Sex Lessons” gestite da p***ostar e influencers.
Il dibattito è aperto. Secondo voi, i libri che parlano di s*x toys, sempre più spesso consigliati a lettori adolescenti, rappresentano la tipologia di educazione sessuale che serve ai nostri figli? Ognuno dica la sua e, se ritenete questo messaggio importante sul piano educativo, condividetelo con almeno un altro genitore e un docente di scuola secondaria di primo e secondo grado. E’ fondamentale tornare ad essere “comunità educante”.