Riequilibrio Antonella Anceschi, Naturopata, Riflessologa

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Riequilibrio Antonella Anceschi, Naturopata, Riflessologa Aiuto le donne a gestire ansia tra famiglia e carriera lavorativa, per trovare il proprio equilibrio Chi è il naturopata?

e' un educatore della prevenzione, che accompagna ed aiuta le persone a prendersi cura di sé, in equilibrio tra il fuori e il dentro attraverso la sperimentazione. Il naturopata non guarisce, non cura , perché il suo approccio è totalmente diverso da quello medico . Il nome della malattia è irrilevante, la malattia è una, profonda, generale. Si focalizza su quello che vive la persona in quel mom

ento. Non esiste quindi un protocollo uguale per tutti, perché ogni individuo è un'isola a sé, ha la sua storia, il proprio modo di parlare, di esprimere un disagio dell'anima o una tensione. Il naturopata è un appoggio discreto, presente ma non invadente , che promuove responsabilità affinché la persona possa attingere alle proprie risorse interiori e diventare la vera artefice della propria vita. Durante il colloquio si fa una valutazione generale dello stato di salute fisica, psicologica , emozionale dell'individuo raccogliendo i dati che indicano le predisposizioni genetiche, ereditate ed acquisite. Il primo colloquio ha una durata di 1 ora e mezzo circa , i successivi incontri di 1 ora . Si avvale di tecniche acquisite nel proprio percorso : la floriterapia , il tocco plantare, le armonizzazioni del reiki, insieme a tecniche di respiro e visualizzazione creativa.

Se hai letto i miei ultimi post, avrai incontrato tre parole:Merito. Abbondanza. Perdono.Oggi voglio raccontarti perché ...
12/08/2026

Se hai letto i miei ultimi post, avrai incontrato tre parole:

Merito. Abbondanza. Perdono.

Oggi voglio raccontarti perché sono diventate così importanti per me.

Non sono tre temi scelti a tavolino.
Sono tre passaggi che, nella mia esperienza, si sono intrecciati continuamente.

Prima ho dovuto imparare a riconoscere il mio valore.
Poi a vedere possibilità dove prima vedevo soltanto paura.

E infine a smettere di giudicarmi per tutto quello che avevo vissuto, per essermi fermata, per aver avuto paura, per non essere stata sempre "forte".

E allora ho capito che queste tre parole potevano diventare una mappa.

MAP.

Merito. Abbondanza. Perdono.

Tre tappe diverse, ma una sola direzione:
tornare a te.

Il percorso che sto preparando nasce proprio da qui.
Non da una teoria.

Da un pezzo della mia vita che oggi scelgo di mettere al servizio di altre donne.

E se ti sei riconosciuta anche solo in una di queste tre parole, forse vale la pena fermarti un momento e chiederti:

Quale delle tre senti più urgente nella tua vita, oggi?
M, A oppure P?

Scrivimelo nei commenti. 🧡🩵
Antonella

10/08/2026

C'è stato un periodo della mia vita in cui avevo tantissimi obiettivi.
Scadenze.
Risultati.
Responsabilità.
Cose da fare.

Eppure non avevo una direzione per me.
Sapevo perfettamente cosa dovevo fare il lunedì mattina.
Molto meno chiaramente sapevo come volevo sentirmi nella mia vita.

E questa, per me, è stata una scoperta enorme:
puoi essere bravissima a raggiungere gli obiettivi degli altri e perderti completamente di vista.
Perché nessuno ci insegna a chiederci:

"Che donna voglio diventare?"

Ci insegnano a chiederci cosa dobbiamo ottenere.
Che lavoro vogliamo.
Quanto vogliamo guadagnare.
Quale risultato vogliamo raggiungere.
Ma prima di tutto questo c'è una domanda.
La mia vita mi assomiglia?

Oggi, nel video, faccio una cosa semplicissima: scendo delle scale, arrivo a una fontana e mi fermo.

E mi piace pensare che sia proprio questa la metafora che avrei avuto bisogno di incontrare tanti anni fa.

Non devi sempre correre verso qualcosa.
A volte devi fermarti abbastanza a lungo da sentire cosa vuoi davvero.

Perché una direzione scelta da te vale molto più di cento obiettivi raggiunti per qualcun altro.

🌿 Se oggi potessi scegliere una sola cosa per te, non per gli altri, quale sarebbe?

Scrivimela nei commenti.

"Se senti che è arrivato il momento di scegliere una direzione più tua, scrivimi: SCELGO."

07/08/2026

InPrimoPiano

07/08/2026

Per anni ho pensato che la mia insoddisfazione fosse un capriccio.

Avevo il lavoro che avevo sempre desiderato.
Una laurea.
Una carriera.
Uno stipendio sicuro.

Eppure ogni domenica sera sentivo lo stomaco chiudersi.
Mi ripetevo che dovevo essere grata.
Che c'erano persone che avrebbero voluto essere al mio posto.

Così continuavo.
Un giorno dopo l'altro.

Finché ho capito una cosa che nessuno mi aveva mai detto.

Esiste una differenza enorme tra essere brava in qualcosa ed essere nel posto in cui puoi esprimere chi sei davvero.

Per anni ho usato le mie competenze.
Ma avevo smesso di ascoltare i miei talenti.

E quando una parte di noi resta in silenzio troppo a lungo, il corpo trova sempre un modo per farsi sentire.

Oggi, quando accompagno una donna nel percorso MAP, non le chiedo subito che lavoro fa.

Le chiedo:
"Quando è stata l'ultima volta che ti sei sentita davvero viva?"

Perché spesso è lì che inizia il ritorno a se stesse.
E ora lo chiedo anche a te.

✨ Qual è quella cosa che fai e che ti fa dimenticare il tempo?

Scrivimelo nei commenti.

Potrebbe essere il primo filo da seguire per ritrovare una parte di te.

Scrivimi una sola parola nei commenti: "VIVA", se senti che dentro di te c'è una parte che aspetta ancora di essere ascoltata.

05/08/2026

InPrimoPiano

C'è una parte del corpo che, per me, non ha mai mentito.

È la gola.

Per anni ho inghiottito parole invece di dirle.

Ho detto sì quando dentro di me c'era un no.

Ho sorriso quando avrei voluto fermarmi e dire "basta, ho bisogno di altro".

Ho taciuto il mio valore, pensando che se lo avessi comunicato ad alta voce sarebbe suonato come una pretesa.

Così ho imparato a comunicarlo sempre meno.

Prima agli altri. Poi, senza accorgermene, anche a me stessa.

Il corpo, però, ascolta tutto quello che la voce non dice.

E il mio ha iniziato a parlare al posto mio.
E cosi mi sono ammalata alla tiroide.

Proprio lì. Nel punto del corpo dove nasce la voce.

Dove dovrebbe passare tutto ciò che siamo e che abbiamo il diritto di esprimere.

Sul momento ho pensato solo: "che sfortuna, proprio a me". Ho curato i sintomi, ho fatto quello che andava fatto, e sono tornata a correre come prima.

Perché fermarsi, per me, non era un'opzione.

Ma il corpo, quando non lo ascolti, alza la voce.

E qualche tempo, come forse sai dai precedenti post, è arrivato l'attacco di panico

Quello vero, quello che ti toglie il respiro e ti fa sentire che stai per perdere il controllo di tutto.

Fu lì, che per la prima volta mi feci una domanda che avevo sempre evitato:

"Da quanto tempo non ascolto quello che sento davvero?"

"Da quanto tempo ho ignorato quello che la mia tiroide stava cercando di dirmi, rimproverandomi per essermi fermata?"

Perché questa è la verità che ho impiegato anni a fare pace con me stessa: mi ero giudicata per essermi fermata.

Perdonarmi, per me, non ha significato dire "va tutto bene, dimentichiamo".

Ha significato dire: "Ti ho ignorata per anni. Chiedo scusa. Da oggi ti ascolto."

Ho imparato, piano, a dare voce a quello che sentivo. A dire i miei bisogni prima che diventassero sintomi.

A non aspettare che fosse il corpo a dover urlare quello che io non avevo il coraggio di sussurrare.

Per questo oggi, nel mio percorso, il lavoro sul perdono di sé è così importante.

Perché puoi imparare a riconoscerti il merito. Puoi imparare a vedere l'abbondanza. Ma se continui a portarti dietro il giudizio per esserti fermata, per non essere stata "abbastanza forte"... resta sempre un pezzo che non torna a casa.

Perdonarsi non è debolezza. È il primo vero atto di ascolto verso se stesse.

E tu? C'è una parte del tuo corpo che ha parlato per te, quando tu non riuscivi a farlo?

Raccontamelo qui sotto, se te la senti. A volte nominarlo è già la prima forma di ascolto ✨🦋

03/08/2026

Per anni ho creduto che la mia sicurezza avesse un solo nome: stipendio.

Ogni mese arrivava. Ed era la certezza di pagare le bollette, di una cena fuori, di un corso in più. Rappresentava tutto. O almeno così credevo.

Per questo l'idea di lasciarlo mi terrorizzava. Non pensavo "che lavoro potrei fare?". Pensavo: "Come faccio a vivere senza?"

Poi è arrivato un attacco di panico che non potevo più ignorare. E una domanda che non potevo più rimandare: "Cosa mi sta costando, davvero, quello stipendio?"

Per la prima volta il costo non era economico. Era la mia salute.

Scelsi alcuni mesi di aspettativa non retribuita. Non perché avessi tutte le risposte, ma perché avevo capito che continuare così mi sarebbe costato molto di più.

E non sono morta di fame. Ho scoperto che l'abbondanza non è l'assenza di problemi. È la capacità di vedere possibilità anche quando la paura dice il contrario.

E che Il contrario della scarsità non è la ricchezza. È la fiducia in te stessa e nei tuoi mezzi.

E tu? Quando pensi alla parola “abbondanza”, qual è la prima immagine che ti viene in mente? Raccontamelo nei commenti 🌻

31/07/2026

Ricordo perfettamente il giorno in cui i miei occhi hanno ricominciato a brillare.✨
Non è successo durante una riunione. Non è successo quando ho ricevuto un complimento al lavoro.

E non è successo perché finalmente qualcuno mi aveva riconosciuta. É successo a una fiera olistica del mio paese.

Tra gli stand, l'intervento di una dottoressa che parlava di rimedi vibrazionali. Mi sedetti ad ascoltarla senza immaginare che quell'ora avrebbe cambiato il corso della mia vita.

Mentre raccontava il significato dei fiori — di come ogni rimedio accompagni la persona a ritrovare il proprio equilibrio e la propria unicità — dentro di me accadde qualcosa.

Per la prima volta non stavo pensando al lavoro che mi aspettava il lunedì.

Non alle mail.
Non alle urgenze.
Non ai clienti.

Stavo pensando una cosa sola: "Ecco... questo è quello che voglio fare." Non perché sembrasse un lavoro più semplice. Ma perché sentivo che parlava di me.

Di ciò che avevo sempre cercato senza riuscire a dargli un nome.

In quel momento ho capito una cosa che mi porto dietro ancora oggi: per anni avevo cercato di sentirmi abbastanza facendo sempre di più.
Ma il merito non nasce da ciò che fai.
Nasce dal riconoscere chi sei.

Quel giorno non è cambiata la mia vita.
È cambiato il modo in cui ho iniziato a guardarla.
Da lì ho smesso di cercare la mia approvazione e ho iniziato a cercare la mia identità.

È per questo che oggi il lavoro sul Merito è uno dei pilastri del mio percorso.

Finché una donna crede di dover meritare il diritto di essere ascoltata, rispettata o felice, continuerà a vivere cercando conferme all'esterno. Ma quando scopre che il suo valore non ha bisogno di essere dimostrato, succede qualcosa di straordinario.

🙏 E ogni passo che compie nasce finalmente da ciò che è, non da ciò che pensa di dover dimostrare.

Da quel giorno i miei occhi hanno ricominciato a brillare.

E oggi non vivo più aspettando il venerdì, perché ogni giorno è un giorno in cui scelgo di essere profondamente me stessa.
E tu?Ti ricordi l'ultima volta che I tuoi occhi hanno brillato così? Raccontamelo qui sotto.

29/07/2026

Per anni ho vissuto con il respiro corto.
E non intendo solo fisicamente.
Trattenevo tutto.

Le parole.
Le emozioni.
I "no" che avrei voluto dire.

Ricordo ancora le riunioni in azienda.
Avevo idee.
Le avevo preparate.
Ma quando arrivava il mio turno...
la voce si bloccava.
Sentivo il respiro fermarsi.
Diventavo rossa.
Oppure parlavo tutta d'un fiato e finivo per sembrare aggressiva.

Per anni ho creduto di avere un problema di comunicazione.

Così ho studiato la voce.
Sono andata da una logopedista.
Ho frequentato corsi di teatro.

Pensavo di dover imparare a parlare meglio.

Poi ho capito una cosa.
Il problema non era la mia voce.
Era tutto quello che trattenevo ogni giorno.

La paura di deludere.
La paura di essere giudicata.
La paura di non valere abbastanza.

Quando trattieni tutto troppo a lungo...
prima o poi esplodi.

Oggi il respiro è il primo passo di ogni percorso che accompagno.

Perché una donna che torna a respirare davvero non cambia solo il modo in cui comunica.
Cambia il modo in cui vive.

Impara a dire "no" senza sentirsi in colpa.
A occupare il proprio spazio.
A scegliere se stessa.

Io non vivo più con il fiato sospeso.
E non vivo più aspettando il venerdì.

Perché, per la prima volta, mi sono scelta.

❤️ Ti è mai capitato di trattenere così tanto
da non riuscire più nemmeno a respirare?

Indirizzo

Via D. D. Albertario , 49
Carpi
41012

Orario di apertura

Lunedì 14:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 12:30

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