Riequilibrio Antonella Anceschi, Naturopata, Riflessologa

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Riequilibrio Antonella Anceschi, Naturopata, Riflessologa Aiuto le donne a gestire ansia tra famiglia e carriera lavorativa, per trovare il proprio equilibrio Chi è il naturopata?

e' un educatore della prevenzione, che accompagna ed aiuta le persone a prendersi cura di sé, in equilibrio tra il fuori e il dentro attraverso la sperimentazione. Il naturopata non guarisce, non cura , perché il suo approccio è totalmente diverso da quello medico . Il nome della malattia è irrilevante, la malattia è una, profonda, generale. Si focalizza su quello che vive la persona in quel mom

ento. Non esiste quindi un protocollo uguale per tutti, perché ogni individuo è un'isola a sé, ha la sua storia, il proprio modo di parlare, di esprimere un disagio dell'anima o una tensione. Il naturopata è un appoggio discreto, presente ma non invadente , che promuove responsabilità affinché la persona possa attingere alle proprie risorse interiori e diventare la vera artefice della propria vita. Durante il colloquio si fa una valutazione generale dello stato di salute fisica, psicologica , emozionale dell'individuo raccogliendo i dati che indicano le predisposizioni genetiche, ereditate ed acquisite. Il primo colloquio ha una durata di 1 ora e mezzo circa , i successivi incontri di 1 ora . Si avvale di tecniche acquisite nel proprio percorso : la floriterapia , il tocco plantare, le armonizzazioni del reiki, insieme a tecniche di respiro e visualizzazione creativa.

05/08/2026

InPrimoPiano

C'è una parte del corpo che, per me, non ha mai mentito.

È la gola.

Per anni ho inghiottito parole invece di dirle.

Ho detto sì quando dentro di me c'era un no.

Ho sorriso quando avrei voluto fermarmi e dire "basta, ho bisogno di altro".

Ho taciuto il mio valore, pensando che se lo avessi comunicato ad alta voce sarebbe suonato come una pretesa.

Così ho imparato a comunicarlo sempre meno.

Prima agli altri. Poi, senza accorgermene, anche a me stessa.

Il corpo, però, ascolta tutto quello che la voce non dice.

E il mio ha iniziato a parlare al posto mio.
E cosi mi sono ammalata alla tiroide.

Proprio lì. Nel punto del corpo dove nasce la voce.

Dove dovrebbe passare tutto ciò che siamo e che abbiamo il diritto di esprimere.

Sul momento ho pensato solo: "che sfortuna, proprio a me". Ho curato i sintomi, ho fatto quello che andava fatto, e sono tornata a correre come prima.

Perché fermarsi, per me, non era un'opzione.

Ma il corpo, quando non lo ascolti, alza la voce.

E qualche tempo, come forse sai dai precedenti post, è arrivato l'attacco di panico

Quello vero, quello che ti toglie il respiro e ti fa sentire che stai per perdere il controllo di tutto.

Fu lì, che per la prima volta mi feci una domanda che avevo sempre evitato:

"Da quanto tempo non ascolto quello che sento davvero?"

"Da quanto tempo ho ignorato quello che la mia tiroide stava cercando di dirmi, rimproverandomi per essermi fermata?"

Perché questa è la verità che ho impiegato anni a fare pace con me stessa: mi ero giudicata per essermi fermata.

Perdonarmi, per me, non ha significato dire "va tutto bene, dimentichiamo".

Ha significato dire: "Ti ho ignorata per anni. Chiedo scusa. Da oggi ti ascolto."

Ho imparato, piano, a dare voce a quello che sentivo. A dire i miei bisogni prima che diventassero sintomi.

A non aspettare che fosse il corpo a dover urlare quello che io non avevo il coraggio di sussurrare.

Per questo oggi, nel mio percorso, il lavoro sul perdono di sé è così importante.

Perché puoi imparare a riconoscerti il merito. Puoi imparare a vedere l'abbondanza. Ma se continui a portarti dietro il giudizio per esserti fermata, per non essere stata "abbastanza forte"... resta sempre un pezzo che non torna a casa.

Perdonarsi non è debolezza. È il primo vero atto di ascolto verso se stesse.

E tu? C'è una parte del tuo corpo che ha parlato per te, quando tu non riuscivi a farlo?

Raccontamelo qui sotto, se te la senti. A volte nominarlo è già la prima forma di ascolto ✨🦋

03/08/2026

Per anni ho creduto che la mia sicurezza avesse un solo nome: stipendio.

Ogni mese arrivava. Ed era la certezza di pagare le bollette, di una cena fuori, di un corso in più. Rappresentava tutto. O almeno così credevo.

Per questo l'idea di lasciarlo mi terrorizzava. Non pensavo "che lavoro potrei fare?". Pensavo: "Come faccio a vivere senza?"

Poi è arrivato un attacco di panico che non potevo più ignorare. E una domanda che non potevo più rimandare: "Cosa mi sta costando, davvero, quello stipendio?"

Per la prima volta il costo non era economico. Era la mia salute.

Scelsi alcuni mesi di aspettativa non retribuita. Non perché avessi tutte le risposte, ma perché avevo capito che continuare così mi sarebbe costato molto di più.

E non sono morta di fame. Ho scoperto che l'abbondanza non è l'assenza di problemi. È la capacità di vedere possibilità anche quando la paura dice il contrario.

E che Il contrario della scarsità non è la ricchezza. È la fiducia in te stessa e nei tuoi mezzi.

E tu? Quando pensi alla parola “abbondanza”, qual è la prima immagine che ti viene in mente? Raccontamelo nei commenti 🌻

31/07/2026

InPrimoPiano

31/07/2026

Ricordo perfettamente il giorno in cui i miei occhi hanno ricominciato a brillare.✨
Non è successo durante una riunione. Non è successo quando ho ricevuto un complimento al lavoro.

E non è successo perché finalmente qualcuno mi aveva riconosciuta. É successo a una fiera olistica del mio paese.

Tra gli stand, l'intervento di una dottoressa che parlava di rimedi vibrazionali. Mi sedetti ad ascoltarla senza immaginare che quell'ora avrebbe cambiato il corso della mia vita.

Mentre raccontava il significato dei fiori — di come ogni rimedio accompagni la persona a ritrovare il proprio equilibrio e la propria unicità — dentro di me accadde qualcosa.

Per la prima volta non stavo pensando al lavoro che mi aspettava il lunedì.

Non alle mail.
Non alle urgenze.
Non ai clienti.

Stavo pensando una cosa sola: "Ecco... questo è quello che voglio fare." Non perché sembrasse un lavoro più semplice. Ma perché sentivo che parlava di me.

Di ciò che avevo sempre cercato senza riuscire a dargli un nome.

In quel momento ho capito una cosa che mi porto dietro ancora oggi: per anni avevo cercato di sentirmi abbastanza facendo sempre di più.
Ma il merito non nasce da ciò che fai.
Nasce dal riconoscere chi sei.

Quel giorno non è cambiata la mia vita.
È cambiato il modo in cui ho iniziato a guardarla.
Da lì ho smesso di cercare la mia approvazione e ho iniziato a cercare la mia identità.

È per questo che oggi il lavoro sul Merito è uno dei pilastri del mio percorso.

Finché una donna crede di dover meritare il diritto di essere ascoltata, rispettata o felice, continuerà a vivere cercando conferme all'esterno. Ma quando scopre che il suo valore non ha bisogno di essere dimostrato, succede qualcosa di straordinario.

🙏 E ogni passo che compie nasce finalmente da ciò che è, non da ciò che pensa di dover dimostrare.

Da quel giorno i miei occhi hanno ricominciato a brillare.

E oggi non vivo più aspettando il venerdì, perché ogni giorno è un giorno in cui scelgo di essere profondamente me stessa.
E tu?Ti ricordi l'ultima volta che I tuoi occhi hanno brillato così? Raccontamelo qui sotto.

29/07/2026

Per anni ho vissuto con il respiro corto.
E non intendo solo fisicamente.
Trattenevo tutto.

Le parole.
Le emozioni.
I "no" che avrei voluto dire.

Ricordo ancora le riunioni in azienda.
Avevo idee.
Le avevo preparate.
Ma quando arrivava il mio turno...
la voce si bloccava.
Sentivo il respiro fermarsi.
Diventavo rossa.
Oppure parlavo tutta d'un fiato e finivo per sembrare aggressiva.

Per anni ho creduto di avere un problema di comunicazione.

Così ho studiato la voce.
Sono andata da una logopedista.
Ho frequentato corsi di teatro.

Pensavo di dover imparare a parlare meglio.

Poi ho capito una cosa.
Il problema non era la mia voce.
Era tutto quello che trattenevo ogni giorno.

La paura di deludere.
La paura di essere giudicata.
La paura di non valere abbastanza.

Quando trattieni tutto troppo a lungo...
prima o poi esplodi.

Oggi il respiro è il primo passo di ogni percorso che accompagno.

Perché una donna che torna a respirare davvero non cambia solo il modo in cui comunica.
Cambia il modo in cui vive.

Impara a dire "no" senza sentirsi in colpa.
A occupare il proprio spazio.
A scegliere se stessa.

Io non vivo più con il fiato sospeso.
E non vivo più aspettando il venerdì.

Perché, per la prima volta, mi sono scelta.

❤️ Ti è mai capitato di trattenere così tanto
da non riuscire più nemmeno a respirare?

27/07/2026

Per anni ho creduto che dire sempre "sì" mi avrebbe fatta sentire abbastanza.
Così rispondevo alle mail anche fuori orario.
Accettavo ogni nuova richiesta.
Mi caricavo il lavoro di tre persone.

Pensavo che essere sempre disponibile fosse il modo per dimostrare il mio valore.
Ma più cercavo di essere indispensabile...
più perdevo me stessa.

Un giorno ho capito una verità che mi ha cambiato la vita.

Il mio valore non dipende da quanto faccio per gli altri.

Dipende da quanto riesco a riconoscerlo dentro di me.
Da lì ho iniziato a mettere confini.
A dire qualche "no" senza sentirmi in colpa.
A smettere di sacrificarmi per meritare approvazione.
È stato l'inizio della mia libertà.

Oggi accompagno donne che vivono la stessa fatica.
Perché il problema non è imparare a dire "no".

Il vero cambiamento arriva quando smetti di credere che il tuo valore dipenda da quanto sei indispensabile.

Per anni ho aspettato il venerdì per sentirmi finalmente libera.

Oggi non vivo più aspettando il venerdì.
Perché, per la prima volta, mi sono scelta.

💛 Ti è mai capitato di dire "sì" agli altri quando, dentro di te, avresti voluto dire "no"?

💛Quale "no" stai rimandando da troppo tempo?

24/07/2026

Siamo oneste: so che hai provato molto… probabilmente questo non è il primo passo del tuo percorso. Hai già letto libri sul merito, l’abbondanza e il perdono. Hai già seguito corsi online.
🧡
E dopo un pò ti sei sentita frustrata. Come se stessi lavorando su di te… ma senza un cambiamento vero dentro.
🧡
MAP è diverso da quanto hai già provato prima. Perché non lavoriamo solo sui pensieri. Lavoriamo sulle radici del merito, abbondanza e perdono.
🧡
Il percorso include sessioni guidate, esercizi pratici di ristrutturazione interna, lavoro sui confini e un percorso strutturato passo dopo passo.
🧡
𝗜𝗹 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗠𝗔𝗣 é 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗿𝗲𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗶𝘂𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗲, 𝗶𝗺𝗽𝗶𝗲𝗴𝗮𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗺𝗲 𝗮𝗶 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗶, 𝗮 𝘀𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗲 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 𝗲 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝗿𝘀𝗶 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗲𝘃𝗼𝗹𝗶 𝗲𝗱 "𝗮𝗯𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮" 𝗱𝗮 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼.
🧡
Perché quello che vivi realmente dentro, poi si riflette fuori.
🧡
MAP è la soluzione ideale per una donna che ha bisogno di sentirsi stabile, centrata e sicura… anche quando nessuno le sta riconoscendo il valore e il merito che possiede.
🧡
Ho ricevuto questo messaggio qualche settimana fa riguardo a MAP. Ed è esattamente per questo che MAP esiste. Per offrirti un percorso personalizzato sulle tue esigenze e con me accanto.

🧡"𝐼𝑛𝑡𝑎𝑛𝑡𝑜 𝐴𝑛𝑡𝑜𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑡𝑖 𝑟𝑖𝑛𝑔𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜 𝑡𝑎𝑛𝑡𝑜: 𝑑𝑖 𝑐𝑢𝑜𝑟𝑒 ❤️ 𝑝𝑒𝑟 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑡𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑚𝑎𝑛𝑑𝑎𝑟𝑚𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑣𝑜𝑐𝑎𝑙𝑒. Davvero grazie per la tua costante disponibilità, la tua gentilezza, il tuo supporto. Vale tanto.

Se senti che é arrivato il momento di smettere di sopravvivere ed iniziare a sceglierti e piacerti, scrivimi MAP.

Ti inviterò ad una call gratuita per comprendere come nel percorso MAP posso aiutarti nella trasformazione che desideri.

22/07/2026

Oggi ho bisogno del tuo aiuto su un tema che vedo ogni giorno nel mio lavoro.
🦋
Quale’è la tua difficoltà più grande quando si parla di MERITO?
🦋 Vi assicuro che ogni messaggio viene letto perché dietro ad ogni risposta c’è una donna che sta cercando di fare del suo meglio.
🦋
E perché voglio creare qualcosa che risponda esattamente a questo mentre costruisco uno spazio pratico e concreto che vi dia strumenti reali.

percorsionline

Indirizzo

Via D. D. Albertario , 49
Carpi
41012

Orario di apertura

Lunedì 14:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 12:30

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