22/04/2022
i bambini accolti freddamente e senza affetto muoiono con facilità o hanno una propensione a morire. Essi possono cioè utilizzare una delle tante possibilità organiche per un rapido decesso, ma anche quando si sottraggono a questo destino, conservano una disposizione al pessimismo e una sorta di svogliatezza di fronte alla vita. […] Ciò non è strano perché il lattante è molto più vicino alla non-esistenza individuale di quanto non lo sia l’adulto, che ne è separato dall’esperienza della vita. Per questa ragione si direbbe che sia molto facile che il bambino scivoli spontaneamente indietro, nell’inesistenza. La “forza vitale” capace di resistere alle difficoltà della vita non è dunque di per sé così grande, ed è solo a condizione di venir trattato ed educato con delicatezza che il bambino acquisisce una progressiva immunizzazione contro i danni fisici e psichici.
"Il bambino indesiderato e il suo istinto di morte", Sandor Ferenczi