Gloria Fenoglio - Psicologa Perinatale

Gloria Fenoglio - Psicologa Perinatale Psicologa specializzata nel fornire consulenze e sostegno alle famiglie che desiderano, aspettano o a cui è nato da poco un bambino o una bambina.

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16/09/2024

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Salve dottore, ammetto che sono entrata in crisi.
Ero convinta di fare le cose per bene con mia figlia e da sempre ho seguito una disciplina dolce con lei.

Ma ho letto il post dove un pedagogista sosteneva che tenere i figli dopo i 3 anni nella propria camera da letto facesse malissimo!
Che addirittura loro provassero verso noi genitori dei desideri sessuali!

Ecco, mia figlia ha più di 5 anni, dorme in un letto singolo vicino al nostro matrimoniale e io ero convinta di fare bene!

Lei si fa le sue 11 ore di sonno ininterrotto, mai un incubo, mai un pianto.
Io mi sveglio spesso, lo ammetto, anche per coprirla (perché si scopre quasi sempre mentre dorme) e una carezza e un bacio ci scappa sempre mentre lo faccio.

Da qualche mese mi ha chiesto lei di andare a dormire in camera sua e abbiamo deciso insieme che lo farà presto.

Ho distrutto la psiche di mia figlia?
So che ci sono genitori pro e genitori contro, ma la scienza cosa dice?
Quanto bisogna seguire il proprio istinto e quanto gli specialisti?

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Cara signora, oggi sembra che ogni passo debba rispettare il “libretto di istruzioni” che una valanga di “specialisti” snocciola per noi sul web giorno per giorno!
(Help! Ci sono anche io!!??)

Allora: ha “distrutto la psiche di sua figlia?” Che pasticcio! E adesso come si fa?

Beh, vediamola questa psiche distrutta!

Dunque:
la bambina si fa 11 ore di un bel sonno pieno di sogni belli e sereni, mai un incubo e mai un pianto.

Ha una mamma premurosa e delicata che la notte si sveglia e veglia sul suo sonno coprendola amorevolmente e facendosi “scappare” una carezza e un bacio.

Da qualche mese la piccola ha chiesto di andare a dormire in camera sua…

Uhm… questa “psiche distrutta” sembra fantastica!

Ho deciso, mi piace!
Prescrivero’ di distruggere psiche anche alle tutte le mie mamme!!!

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A parte lo scherzo, cara signora viva serena e non stia a considerare “scienza” tutto quello che legge in rete!

“Si, va bene. Ma… cosa dice “la scienza”?

Per quello che so io, dice che non ci sono regole rigide da imporre. C’è chi supera l’ansia della separazione prima, chi dopo.

Però delle evidenze da considerare ci sono. Quali?

Che lasciar piangere i bambini piccoli per “abituarli” funziona e anche bene, ma fa male!! (C'erano anche "tecniche" per insegnarlo!)

Fa male perché ok, il bambino non piange più, ma vive una situazione di abbandono e di terrore!
Una esperienza che scrive nel suo piccolo cervello:

Che è inutile cercare soccorso!
Che il mondo è brutto e deve imparare a vedersela da solo!
Che nessuno può aiutarlo!

Da grande dovrà fare i conti con questi messaggi interni.

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Un tempo “si raccomandava” la separazione dai genitori per formare persone “forti”: “soldati per la patria!” (Sparta aveva il suo fascino!).

Si insegnava l’autonomia tenendo i bambini distanti e si proponevano metodi educativi severi: con punizioni per “imparare bene le regole” ecc…
Si diceva (e qualcuno lo dice ancora!) “i bambini si baciano quando dormono…!!”

Oggi si sa invece che più il bambino riceve coccole, contatto fisico, premure e carezze nei primi anni più sarà autonomo e sicuro da grande!

Prima si diceva che il lettone era assolutamente da evitare.
Ora il “cosleeping” (chissà perché in inglese le cose sembrano più scientifiche!), cioè il dormire nel lettone con mamma, è cosa buona e giusta!

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Ogni bambino è diverso, ma tutti hanno bisogno di ritrovare la loro mamma morbida che li rassicuri se la paura li assale!

Quando il bambino ha la certezza che la mamma c’è, sempre, anche senza bisogno di cercarla, non piange più ed è pronto a dormire tranquillo da solo.

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Ci sono specialisti che la pensano diversamente?

Boh!
Io non sono d’accordo con loro e amen!

Ma penso che prima degli “specialisti che sanno tutto” la natura ha fatto le cose proprio bene!

Ha costruito mamme delicate, premurose e attente, che si svegliano la notte per coprire la loro bambina e per accarezzarla dolcemente...

Le ha fatte così! Pronte a correre in soccorso delle loro bambine se piangono!

…E le ha fatte poi così premurose che, dopo tutto quello che fanno, hanno sempre paura di sbagliare e cercano in internet modi per fare ancora meglio!

E alla fine… le fa scrivere anche ad un dottore come me quando il “troppo cercare” le manda nel pallone!

Che belle le mamme!

Dia un bacio in più la notte alla sua bambina da parte mia!

🤱♥️
20/03/2024

🤱♥️

𝐀𝐥𝐥𝐚𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 “𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐚” 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐛𝐫𝐮𝐭𝐭𝐚 “𝐭𝐫𝐚𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞” 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐠𝐥𝐞𝐬𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐞𝐬𝐜𝐫𝐢𝐯𝐞𝐫𝐥𝐚.

È un termine che spesso genera un’idea distorta della relazione di allattamento poiché dà l’idea di un dare e un ricevere a senso unico, di un bambino che pretende e una mamma che acconsente a donarsi al bambino senza riserve.

𝗜𝗻 𝗿𝗲𝗮𝗹𝘁𝗮̀ 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗱𝘂𝗲, 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗺𝗮𝗺𝗺𝗮 𝗲 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗮𝗴𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗯𝗮𝘀𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮𝗻𝗼 𝗿𝗲𝗰𝗶𝗽𝗿𝗼𝗰𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲.

In Inglese, infatti, viene usato il termine 𝑏𝑟𝑒𝑎𝑠𝑡𝑓𝑒𝑒𝑑𝑖𝑛𝑔 𝑜𝑛 𝑐𝑢𝑒, allattare seguendo i segnali. E i segnali del bambino sono molti e differenziati.

Non esiste solo il pianto, che è un segnale tardivo dei bisogni del bambino.
Esistono i movimenti del corpo e del viso che mostrano il desiderio di essere preso in braccio, di stare a contatto e di trovare il seno; esistono le espressioni di tensione e rilassamento, l’intensità degli sguardi, i sorrisi e i corrucciamenti, i piccoli segnali sonori che manifestano l’interesse del bambino per la mamma e la sua voglia di interagire e di iniziare un “dialogo”.

𝗡𝗼𝗻 𝗰’𝗲̀ 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗽𝗿𝗲𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗺𝗮𝗹𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗶: 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻 𝗻𝗲𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲, 𝗮𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝘀𝗮𝗴𝗶𝗼 𝗼 𝗮𝗴𝗶𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗲̀ 𝗼𝗳𝗳𝗿𝗶𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗻𝗼.

➤ Seguendo i segnali non si può sbagliare o “imporre” una poppata, perché il bambino ottiene il latte dal seno solo se attivamente poppa.

➤ Seguendo i segnali del bambino, tutto avviene naturalmente, e se la mamma interpreta male, il bambino lo farà capire con molta chiarezza permettendole di “correggere il tiro”.

Se non è quello che vuole, la risposta non verbale è chiarissima: smetterà di poppare, volterà la testa, respingerà il seno o guarderà la mamma senza succhiare attivamente, per poi staccarsi.

Con il tempo la mamma imparerà sempre meglio a capire il suo bambino senza bisogno di regole o manuali. Le regole e gli schemi hanno il grande difetto, dal punto di vista pratico, di non essere abbastanza flessibili da seguire il rapido sviluppo del bambino.

★ I bambini crescono in fretta, cambiando molto spesso ritmo, frequenza, e quindi ci sono periodi tranquilli e altri di allattamento intensivo anche di notte, ci sono giornate sì e giornate no… tutto questo non è il segnale di un problema, fa parte del normale andamento dell’allattamento, e forzarlo dentro uno schema non fa che complicare la vita del bambino e dei suoi genitori.

🗨️
Aɴᴛᴏɴᴇʟʟᴀ Sᴀɢᴏɴᴇ, Psɪᴄᴏʟᴏɢᴀ ᴇ Iʙᴄʟᴄ
𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑎 antonellasagone.it/2020/07/04/allattare-a-richiesta-non-solo-nutrimento/




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