Psicologa, Dott.ssa Elena Grangiotti

Psicologa, Dott.ssa Elena Grangiotti Psicologa, Psicoterapeuta & Ipnoterapeuta Cognitivo Comportamentale, con Master in Neuropsicologia. Abilitata all'uso della Realtà Virtuale in terapia

Psicologa Psicoterapeuta appassionata del mio lavoro. Ho un approccio pratico, utile a trasferire alle persone strumenti e tecniche che possono usare sin da subito per migliorare la qualità della loro vita. Sono Psicoterapeuta e Ipnoterapeuta Cognitivo Comportamentale, ossia applico uno dei principali modelli di psicoterapia basata sull'ipnosi per velocizzare i trattamenti rendendoli ancora più ef

ficaci. Mi sono abilitata all'uso della Realtà Virtuale, che integro nei trattamenti per le fobie e il disturbo ossessivo-compulsivo. Mi occupo, inoltre, di: attacchi di panico, ansia sociale, difficoltà relazionali, dolore cronico, disturbi dell'umore, tic.

L'apprendimento arricchisce non solo il singolo ma l'équipe con la quale esso collabora, sempre ponendo l'ospite al cent...
07/07/2026

L'apprendimento arricchisce non solo il singolo ma l'équipe con la quale esso collabora, sempre ponendo l'ospite al centro 🌹

02/07/2026
16/06/2026

«L'abbigliamento è una delle prime forme di codifica sociale del genere. Esiste una fascia di abbigliamento legata all'infanzia e una legata all'adolescenza, alla persona adulta. Quando si confondono questi livelli, si manda un messaggio preciso». A Leggo, lo afferma la dott.ssa Claretta Femia, consigliera e referente CNOP per l'infanzia, parlando del fenomeno dell'ipersessualizzazione delle bambine.

«L'estetica è la parte meno rilevante di tutto il discorso», osserva Femia. «In pre-adolescenza si iniziano a mettere i mattoncini per costruire la propria identità. Il corpo è una parte di quell'identità, è la prima parte che mostriamo al mondo. Il rischio dell'abbigliamento ipersessualizzato è che quella parte diventi l'unica che conta. Che la bambina impari a valutarsi in base all'aspetto esteriore invece che sulle proprie competenze, sulle relazioni, sulle sue capacità nel gioco».

C'è una frase della dottoressa Femia che vale la pena portarsi a casa. Era una domanda tecnica – le conseguenze cliniche dell'ipersessualizzazione precoce si vedono subito o dopo? – e la risposta è stata questa:

«Quello che stiamo facendo adesso, lo vedremo qualche anno dopo».

Non è una condanna. È una bussola.

L'abbigliamento che compriamo oggi, i complimenti che facciamo oggi, i modelli che offriamo oggi non producono effetti immediati e visibili. Producono una direzione. E la direzione, dice Femia, dovrebbe essere una sola: «Far sì che il bambino possa mantenere uno spazio di gioco, di costruzione di identità, anche non sessualizzata precocemente. I bambini sono delle piccole persone, non degli oggetti. Sono dei piccoli soggetti».

Un soggetto non ha bisogno di essere ammirato. Ha bisogno di spazio per diventare.

12/06/2026

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18/05/2026

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26/02/2026

La separazione coinvolge ogni anno migliaia di famiglie: secondo i dati Istat nel 2024 oltre 150.000 coppie e circa 60.000 minorenni che hanno dovuto riscrivere il proprio concetto di casa.

Per affrontare questa tematica, Leggo ha interpellato 𝐂𝐥𝐚𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐅𝐞𝐦𝐢𝐚, psicoterapeuta e referente Cnop per l'infanzia.

Il momento della verità, quello in cui si spiega che "mamma e papà non stanno più insieme", deve essere un atto di responsabilità coerente.
«Introduciamo l'argomento con delle letture, ci sono proprio dei libri dedicati a questo in cui è molto semplice. Sono favole in cui il bambino si può immedesimare», ha dichiarato la dottoressa Femia. Questo permette di familiarizzare con l'idea del cambiamento prima ancora che diventi realtà. Una volta preparato il campo, i genitori devono sedersi tutti allo stesso tavolo: l'annuncio non può essere delegato.

«È importante che da casa dell'uno a casa dell'altro ci possa essere un mondo che comunica», continua la psicoterapeuta.

Per quanto riguarda l’introduzione di un nuovo partner la dottoressa suggerisce estrema cautela: bisogna essere pronti a gestire quella che definisce «angoscia abbandonica», ovvero il timore del figlio di essere messo in secondo piano da un nuovo amore. «Il genitore deve riuscire ad avere dei momenti di esclusività con il proprio figlio - sottolinea Femia - un cinema, una pizza, un momento dedicato. Perché se tutto diventa subito famiglia allargata, il bambino può sentirsi un elemento di disturbo o un ospite nel nuovo nucleo».

Restare uniti sulle regole significa proteggere il minore dal diventare un "messaggero" o, peggio, un arbitro tra due fazioni. Il rischio più grande è quello di trasformare le regole in una merce di scambio per ottenere il primato affettivo. «Involontariamente si svaluta l'altro genitore agli occhi del figlio - avvisa Claretta Femia - perché è come se dicessi: quello che ti ha detto mamma o papà non conta, noi facciamo così». Questo disallineamento crea un cortocircuito educativo che toglie al bambino l'unico terreno solido rimasto: la coerenza degli adulti.

Per approfondire👇
https://www.leggo.it/italia/cronache/25_febbraio_2026_come_spiegare_separazione_divorzio_figli_consigli_psicologa_erori_zainetto-9379286.html?refresh_ce

07/02/2026

🗞 AltraRivista | Dicembre 2025 – Numero 3
Dopo ogni trauma collettivo resta qualcuno a ricostruire il quotidiano, spesso in silenzio.
Ma come si ricomincia quando l’incertezza sembra permanente?
Con “𝗟𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗲 𝗲 𝗹’𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗼: 𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹’𝗶𝗻𝗰𝗲𝗿𝘁𝗲𝘇𝘇𝗮”, Amalia Quotta esplora una clinica dell’ordinario, dove il benessere non coincide con l’assenza di dolore, ma con la possibilità di renderlo pensabile.
Abitare l’incertezza significa prendersi cura dei legami, trasformando la vulnerabilità in risorsa relazionale.
📖 Approfondisci la riflessione:
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Migliorarsi: sempre! 💪💪
27/11/2025

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Buona la prima!!! Con grande entusiasmo e coinvolgimento, alla Casa di Riposo APSP S. Antonio Abate è iniziato il labora...
05/11/2025

Buona la prima!!! Con grande entusiasmo e coinvolgimento, alla Casa di Riposo APSP S. Antonio Abate è iniziato il laboratorio di Natale!!! 🥳🤗

-1 giorno all'inizio del laboratorio di Natale! 🤗
04/11/2025

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