Dott.ssa Micol Loppo - Psicologa e Psicoterapeuta

Dott.ssa Micol Loppo - Psicologa e Psicoterapeuta Aiuto le perone che si sentono insoddisfatte a superare le insicurezze e riprendere in mano la vita.

10/08/2026

Nel deserto del Gobi, vicino alla Sorgente della Luna Crescente, mentre cercavo di scalare una duna, a un certo punto ho pensato: basta.

La sabbia cedeva sotto i piedi.
Facevo un passo e ne perdevo mezzo.
La cima sembrava sempre troppo lontana.

E più salivo, più cresceva il desiderio di tornare indietro.

Poi ho pensato a quante volte facciamo la stessa cosa dentro di noi.

Quando attraversiamo un periodo difficile, quando una scelta ci fa paura, quando stiamo cercando di cambiare qualcosa che per anni ci ha protetto, arriva un momento in cui vorremmo soltanto smettere.

Non necessariamente perché abbiamo scelto la strada sbagliata.

A volte perché siamo stanchi di sentire la fatica della salita.

E allora scambiamo il desiderio di sollievo per un segnale che dobbiamo tornare indietro.

💚 Ma non tutto ciò che ti fa stare male ti sta facendo male.

Alcune esperienze fanno male perché ti stanno chiedendo di lasciare un modo conosciuto di vivere, di smettere di compiacere, di mettere un confine, di tollerare l’incertezza, di fidarti di te prima di avere la certezza che andrà tutto bene.

La parte più fragile di te, in quei momenti, non ha bisogno di sentirsi dire:
«Devi essere forte, continua.»

Ha bisogno di qualcuno che sappia dirle:
«Lo so che sei stanca. Facciamo un passo alla volta. Io sono qui.»

E forse è proprio questa la differenza tra spingersi oltre i propri limiti e imparare a sostenersi mentre si attraversano.

Nel Gobi non ho imparato che bisogna arrivare sempre in cima.

Ho imparato che, prima di decidere di tornare indietro, vale la pena chiedersi:

«Sto davvero scegliendo di fermarmi…
o sto solo desiderando che finisca la fatica?»

Perché a volte non vuoi abbandonare il tuo percorso.

Vuoi soltanto, per un momento, sentirti meno sola mentre lo percorri.

09/08/2026

Sto viaggiando lungo la Via della Seta e cambio hotel ogni notte.

Ogni giorno una città diversa, un paesaggio diverso, una nuova stanza da abitare per poche ore.

E in uno degli hotel ho trovato una piccola scatola di cerini.
Sopra c’era una frase sul tempo libero.

Mi ha fatto sorridere, perché in un viaggio così, il tempo sembra avere un valore ancora diverso.

Corri per vedere.
Corri per arrivare.
Corri per non perdere niente.

Eppure, forse, il rischio più grande è proprio questo: essere così occupati a vivere che ci dimentichiamo di esserci.

Anche nella vita facciamo spesso la stessa cosa.

Riempiamo ogni spazio vuoto di impegni, obiettivi, persone, notifiche, cose da fare.
Come se fermarci fosse uno spreco.
Come se il tempo avesse valore soltanto quando produce qualcosa.

Ma il tempo libero non è un intervallo tra due attività.
È uno spazio in cui il sistema nervoso può smettere, almeno per un po’, di essere orientato alla prestazione.

È il tempo in cui puoi ascoltarti senza dover immediatamente rispondere a qualcuno.
In cui puoi scoprire che cosa desideri, invece di occuparti soltanto di ciò che devi fare.

E forse è proprio questo che ci mette più in difficoltà:
stare con noi stessi quando non abbiamo niente da dimostrare.

Per questo, concederti tempo libero non significa essere meno ambiziosa, meno responsabile o meno produttiva.

Significa ricordarti che il tuo valore non dipende da quanto riesci a riempire le tue giornate.

A volte la cosa più preziosa che puoi fare del tuo tempo è non usarlo per diventare qualcun’altra.
Ma semplicemente esserci.
Anche solo per un momento.

Come una piccola fiamma accesa in una stanza sconosciuta, durante un viaggio che continua…

07/08/2026

Nel buddhismo, al centro della Ruota dell’esistenza ci sono tre animali:
🐓 il gallo, associato all’attaccamento e al desiderio;
🐍 il serpente, all’avversione e alla rabbia;
🐖 il maiale, all’ignoranza, intesa come non vedere chiaramente la realtà.

Sono i tre veleni che alimentano il ciclo della sofferenza.

Il gallo può ricordarti quella parte di te che continua a cercare fuori ciò che vorrebbe sentire dentro:

“Se mi approvano, allora valgo.”
“Se mi scelgono, allora sono abbastanza.”

Il serpente arriva quando quella ricerca ti fa soffrire:

“Adesso basta. Non permetterò più a nessuno di trattarmi così.”

E poi il maiale: la parte che non vede il meccanismo e pensa:

“Sono fatta così.”
“Non riesco a dire di no.”
“Ho sempre bisogno che gli altri mi approvino.”

E la ruota ricomincia.

Ti adatti per essere accettata.
Ti allontani da ciò che senti.
Accumuli rabbia.
Metti un confine quando sei già esausta.
Ti senti in colpa.
Cerchi di nuovo approvazione.

Non è mancanza di forza. È un ciclo che non hai ancora imparato a riconoscere.

E la consapevolezza comincia proprio nel momento in cui riesci a fermarti e chiederti:

“Questa scelta nasce da ciò che voglio davvero…
o dalla paura di quello che succederà se deluderò qualcuno?”

Quella domanda crea uno spazio.

E dentro quello spazio puoi iniziare a scegliere.

Perché la fiducia in te stessa non nasce quando smetti di avere paura.

Nasce quando impari a non lasciare più che la paura decida al posto tuo.

Forse uscire dalla ruota non significa cambiare completamente vita.

A volte significa semplicemente smettere, per la prima volta, di reagire come hai sempre fatto.

05/08/2026

A Labrang, a Xiahe, ci sono circa 1.500 monaci.

Studiano medicina, filosofia, pittura, teologia…
e ogni anno creano con il b***o di yak delle decorazioni straordinarie, destinate poi a essere distrutte.

E forse è proprio questo che mi ha colpita di più.

Perché ci hanno insegnato a pensare che ciò che vale debba durare.

Che se abbiamo investito tempo, energie, amore e sacrifici in qualcosa, allora dobbiamo conservarla a tutti i costi.

Anche quando non ci appartiene più.

Ma quelle decorazioni raccontano un’altra possibilità:

puoi dedicarti completamente a qualcosa senza avere bisogno che duri per sempre.

Puoi cambiare idea.
Puoi lasciare andare un ruolo.
Puoi smettere di essere la persona che tutti hanno imparato a conoscere.

E soprattutto puoi scoprire che il tuo valore non dipende da quanto riesci a mantenere intatto ciò che hai costruito.

A volte crescere significa proprio questo:

avere il coraggio di distruggere una versione di te che hai costruito con cura, per poter finalmente abitare quella che sei diventata.

Non è fallire.

È trasformarsi.

E forse la vera fiducia in sé nasce anche qui:
quando smetti di chiederti “Come faccio a non perdere ciò che ho costruito?”
e inizi a chiederti:

“Che cosa, oggi, mi somiglia ancora?”

Le vacanze non servono solo a cambiare luogo.A volte servono a ritrovare parti di noi che durante l’anno abbiamo messo i...
01/08/2026

Le vacanze non servono solo a cambiare luogo.

A volte servono a ritrovare parti di noi che durante l’anno abbiamo messo in pausa.

Se nei prossimi giorni sentirai il bisogno di rallentare, riposare o semplicemente non fare nulla, ricorda che non stai perdendo tempo.

Stai dando spazio a ciò che spesso la frenesia copre: i tuoi bisogni, le tue emozioni e la tua voce interiore.

Ti auguro di vivere queste settimane senza l’obbligo che siano perfette.

Ti auguro momenti semplici, autentici e la libertà di non dover dimostrare nulla a nessuno.

Ci rivediamo presto, con nuovi contenuti e nuove riflessioni.

Nel frattempo, prenditi cura di te.

🧩 Perché la relazione più importante che costruirai nella tua vita sarà sempre quella con te stessa.

Buone vacanze. 🌿

Ci hanno insegnato che un problema è qualcosa da evitare.E così, ogni difficoltà viene vissuta come la prova che qualcos...
31/07/2026

Ci hanno insegnato che un problema è qualcosa da evitare.

E così, ogni difficoltà viene vissuta come la prova che qualcosa in noi non va.

Ma la realtà è diversa.

Un problema interrompe ciò che conosciamo.
Ci costringe a fermarci.
A osservare.
A trovare risorse che fino a quel momento non sapevamo nemmeno di avere.

Questo non significa che il dolore sia bello.
Né che ogni esperienza difficile debba essere accolta con entusiasmo.

Significa riconoscere che, spesso, la crescita non nasce dall’assenza delle difficoltà, ma dal modo in cui impariamo ad attraversarle.

Le neuroscienze ci mostrano che il cervello cambia continuamente grazie alla neuroplasticità: ogni volta che affrontiamo una situazione nuova con strategie più funzionali, rafforziamo connessioni neurali che aumentano resilienza, flessibilità emotiva e capacità di adattamento.

In terapia non trasformiamo i problemi in opportunità con il pensiero positivo.

Li trasformiamo comprendendoli.

Perché quando smetti di chiederti:
“Perché sta succedendo proprio a me?”

e inizi a chiederti:

“Che cosa posso comprendere di me attraverso questa esperienza?”
qualcosa cambia davvero.

Non cambia subito ciò che stai vivendo.

Cambia il modo in cui inizi ad attraversarlo.

Ed è spesso da lì che comincia il cambiamento più importante.

🌱 Ogni difficoltà può diventare un punto di svolta, se trovi uno spazio sicuro in cui darle un significato invece di subirla.



30/07/2026

“Dimmi cosa devo fare.”

È una delle richieste più frequenti che ricevo.

Ed è anche una delle più ingannevoli.

Perché sembra una richiesta di aiuto,
ma spesso è una richiesta di sollievo immediato dalla paura.

Il punto è questo:
👉 non è la mancanza di risposte che ti blocca
👉 è la difficoltà a stare nelle emozioni che quelle scelte comportano

In terapia non ti aiuto a trovare la scelta perfetta.
Ti aiuto a sviluppare abilità:

– restare nelle emozioni difficili senza scappare
– riconoscere ciò che conta davvero per te
– tollerare il giudizio
– fare scelte anche quando hai paura

Questo cambia tutto.

Perché smetti di cercare sicurezza fuori
e inizi a costruirla dentro.

E lì succede qualcosa di importante:
inizi a fidarti di te.

👉 Salva questo post per quando torni a cercare la risposta perfetta







29/07/2026

La crescita personale cambia anche il nostro modo di stare nelle relazioni.

Secondo la teoria dell’attaccamento e le neuroscienze del trauma, quando aumentano consapevolezza, regolazione emotiva e senso di sé, diventa più difficile rimanere in relazioni caratterizzate da iperadattamento, invalidazione o mancanza di reciprocità.

Questo può portare a periodi di maggiore solitudine, che spesso vengono interpretati come un problema.

A volte, invece, sono una fase di transizione: stai imparando a scegliere connessioni in cui puoi sentirti vista, rispettata e al sicuro, senza dover rinunciare a parti di te.

Hai mai sentito che, crescendo, il tuo modo di stare nelle relazioni è cambiato?

Indirizzo

Via Falcone, 4B
Casalgrande
42013

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 19:30

Telefono

+393347530930

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