Farmacia La Flora

Farmacia La Flora Galenica, Omeopatia, Fitoterapia, Veterinaria, Dermocosmesi, Autoanalisi, Telemedicina, Screening, Consegna a domicilio Si effettuano Tamponi Antigenici Rapidi.

Si somministrano Vaccini anti-Covid19.

Gabanelli, giornalista faziosa, allarmista e disinformata.
09/06/2026

Gabanelli, giornalista faziosa, allarmista e disinformata.

Un data journalism di Milena Gabanelli e Simona Ravizza sostiene che la nuova remunerazione delle farmacie abbia creato una situazione paradossale: lo Stato arriverebbe a rimborsare i farmaci più del loro prezzo al pubblico. Il dato riportato è corretto, ma racconta soltanto una parte della storia. Per valutare gli effetti reali della riforma entrata in vigore nel 2024 bisogna considerare l'intero meccanismo di remunerazione, distinguere tra farmaci a basso e alto costo e osservare come si distribuisce complessivamente la spesa farmaceutica del Servizio sanitario nazionale.

Il servizio pubblicato a febbraio 2026, riportato a fine maggio anche sul Corriere della Sera, prende come caso esemplare l'atorvastatina, il principio attivo più usato contro il colesterolo. Con il nuovo sistema di remunerazione introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 e in vigore dal 1° marzo 2024, lo Stato rimborsa alla farmacia 5,24 euro per una confezione il cui prezzo al pubblico fissato da AIFA è 4,35 euro. Ottantanove centesimi di differenza, moltiplicati per sessanta milioni di confezioni annue, fanno oltre 53 milioni di euro solo sulle statine. Il numero è reale, tutto vero. Il problema è che la conclusione è parziale. Il titolo dell'articolo infatti recita: "Incredibile: lo Stato ora paga i farmaci più di quanto costano."

https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/incredibile-lo-stato-ora-paga-i-farmaci-piu-di-quanto-costano/1e75c48a-c718-42b1-89c3-881bd1293xlk.shtml

È bene quindi chiarire un po' di cose.

🔴 La riforma non tocca solo i farmaci economici

La nuova remunerazione ha sostituito il vecchio sistema percentuale fisso (il 30,35% del prezzo al pubblico) con un meccanismo misto composto da una quota variabile del 6% più quote fisse per confezione. Le quote fisse sono determinate così: 0,55 euro per confezioni con prezzo fino a 4 euro, 1,66 euro tra 4,01 e 11 euro, 2,50 euro oltre 11 euro, con una quota aggiuntiva di 0,115 euro (dal 2025) per i farmaci nelle liste di trasparenza.

https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/dal-marzo-partita-la-nuova-remunerazione-delle-farmacie-ecco-le-novit/

L'effetto di questo schema è asimmetrico per costruzione: aumenta i margini sui farmaci a basso costo, li riduce su quelli ad alto costo. L'articolo registra la prima metà di questa asimmetria. Se è vero che per un farmaco con prezzo al pubblico di 4,35 euro la farmacia guadagna in più rispetto a prima, è pur vero che per un farmaco con prezzo al pubblico di 21,88 euro il guadagno della farmacia è ridotto di 1,64 euro rispetto al precedente sistema.

https://www.fedaiisf.it/en/quando-un-numero-racconta-una-storia-sbagliata/

Secondo quanto riportato da fpress, il pezzo di febbraio 2026 dello stesso Dataroom includeva come esempio anche anastrozolo (35,80 euro) e teriparatide (308,51 euro), dove la nuova remunerazione riconosce alle farmacie un margine in più sui farmaci meno costosi ma riduce il compenso sui farmaci di prezzo più elevato.
https://www.fpress.it/editoriale/gabanelli-e-la-remunerazione-delle-farmacie-osservazioni-da-unaltra-prospettiva/

Nel pezzo di maggio questa informazione è assente. Stranamente, nessun cenno all'evidenza di cui invece dava conto il servizio di pochi mesi prima. Selezionare il caso dell'atorvastatina e presentarlo come rappresentativo del sistema equivale a osservare un fenomeno complesso attraverso un singolo punto della distribuzione, perdendo l'informazione sugli effetti opposti che emergono sugli altri segmenti.

🔴 Lo sforamento non è nella convenzionata

La cornice narrativa dell'articolo (la riforma svuota le casse del SSN) richiede un elemento che il pezzo non fornisce: i dati aggregati sulla spesa convenzionata. La spesa farmaceutica complessiva nei primi nove mesi del 2025 si è attestata a 18 miliardi e 420 milioni, con uno scostamento dal tetto programmato di 2,85 miliardi di euro. Scomponendo la spesa nelle due voci, emerge che la spesa per acquisti diretti da parte di ospedali e ASL sfora il proprio tetto di 3,38 miliardi, mentre la spesa convenzionata risulta inferiore di 0,47 miliardi rispetto al proprio tetto.

https://www.fedaiisf.it/en/data-room-della-gabanelli-la-legge-regala-soldi-alle-farmacia-e-a-big-pharma/

Il problema della sostenibilità farmaceutica del SSN è reale, ma risiede nella spesa ospedaliera per acquisti diretti, non nelle farmacie territoriali. Federfarma ha definito paradossale attribuire alla convenzionata lo sforamento del tetto, richiamando la scomposizione della spesa.

https://www.pharmaretail.it/news/fuoco-incrociato-farmacia-spesa-bazar-accuse-repliche/

🔴 L'impatto è stato previsto e certificato

Un dato assente nell'articolo è che l'impatto della nuova remunerazione sulla spesa farmaceutica è stato previsto dal Legislatore, esattamente quantificato dall'Agenzia per il farmaco e certificato dalla Ragioneria Generale dello Stato nei limiti delle previsioni di bilancio. Non si è verificato alcuno sforamento del tetto della spesa farmaceutica convenzionata.

https://www.fedaiisf.it/en/data-room-della-gabanelli-la-legge-regala-soldi-alle-farmacia-e-a-big-pharma/

In altri termini, non si tratta di un errore scoperto a posteriori. Il cambiamento nei margini sui farmaci a basso costo era atteso, quantificato, e compatibile con il tetto di spesa.

🔴 Perché la riforma è stata introdotta?

Il vecchio sistema percentuale aveva una conseguenza concreta e documentata. Prima della riforma del 2024 il sistema si fondava sulla percentuale del prezzo del farmaco, costituendo un'eccezione a livello europeo e contribuendo a limitare fortemente la disponibilità di farmaci innovativi in farmacia a discapito dei cittadini.

https://www.rifday.it/2026/02/23/spesa-farmaci-federfarma-vs-dataroom-un-paradosso-attribuire-sforamento-a-farmacie/

Il vero obiettivo della riforma era garantire una remunerazione più coerente con il ruolo svolto dalla farmacia, evitando che la sostenibilità economica dipendesse esclusivamente dal prezzo del medicinale dispensato, principio che trova applicazione nella maggior parte dei sistemi sanitari europei e che l'Italia ha adottato con notevole ritardo.

🔴 Il confronto con il "prezzo al pubblico" è fuorviante

Il punto più tecnico riguarda il fatto che l'articolo confronta il rimborso SSN totale (5,24 euro per l'atorvastatina) con il prezzo al pubblico (4,35 euro) e conclude che lo Stato spende di più. Il prezzo al pubblico è però il prezzo finale al consumatore, comprensivo di tutti i margini della filiera. Il rimborso SSN include il costo del farmaco acquistato dalla farmacia più la sua remunerazione per la dispensazione. Il nuovo modello di remunerazione ha cambiato soltanto il metodo di calcolo per il riconoscimento dei margini della farmacia, lasciando immodificati tutti gli altri elementi del rimborso a carico del SSN: il costo del grossista e dell'industria, la compartecipazione del cittadino e i payback a carico dell'industria.

Dire che lo Stato "paga più di quanto costa" confonde il prezzo al dettaglio con il costo di sistema. Nel vecchio schema, del resto, la farmacia riceveva il 30,35% del prezzo, ovvero il rimborso SSN già includeva ampiamente il margine distributivo, senza che questo venisse percepito come paradosso.

🔴 Costi unitari e spesa complessiva: cosa mostrano i dati

La struttura asimmetrica della nuova remunerazione produce oggettivamente un aumento del costo per confezione sui farmaci a basso prezzo, che sono anche quelli maggiormente dispensati. Su questo non ci sono dubbi. Tuttavia, da questo dato non discende automaticamente un aumento della spesa complessiva sostenuta dal Servizio sanitario nazionale per la farmaceutica convenzionata.

La riforma è stata infatti introdotta nel rispetto di un vincolo di invarianza della spesa pubblica complessiva, principio che accompagna il dibattito sulla revisione della remunerazione delle farmacie fin dai tempi del Governo Monti. I dati disponibili non mostrano che il nuovo sistema abbia determinato un incremento significativo della spesa territoriale. Nel primo anno di applicazione, il 2024, si è registrata addirittura una diminuzione della spesa rispetto all'anno precedente. Nel 2025 si è osservato un lieve aumento, attribuito principalmente al trasferimento nella convenzionata di alcuni farmaci orali per il trattamento dell'iperglicemia che in precedenza venivano acquistati dalle ASL e distribuiti attraverso il canale della Distribuzione per Conto, con l'obiettivo di migliorarne l'accessibilità ai pazienti.

È vero che il nuovo sistema ha ridotto i risparmi che in passato derivavano automaticamente dalla progressiva diminuzione dei prezzi dei farmaci equivalenti dopo la scadenza dei brevetti. Allo stesso tempo, però, sono emerse nuove fonti di risparmio. Sempre più farmaci per patologie croniche vengono infatti commercializzati in confezioni sufficienti per due o tre mesi di terapia anziché per trenta giorni. Poiché la remunerazione della farmacia è riconosciuta per confezione dispensata, una terapia trimestrale contenuta in un'unica confezione comporta un solo corrispettivo, laddove in passato sarebbero state necessarie tre confezioni e quindi tre remunerazioni distinte.

Lo stesso fenomeno si osserva per alcuni antibiotici iniettabili. Sono infatti disponibili confezioni che contengono l'intero ciclo terapeutico, riducendo il numero di dispensazioni necessarie e, di conseguenza, il costo riconosciuto dal SSN per il servizio di distribuzione.

Alla luce di questi elementi, i dati disponibili non indicano che la nuova remunerazione abbia prodotto un aumento rilevante della spesa farmaceutica territoriale a carico dello Stato. Piuttosto, descrivono una diversa ripartizione delle risorse all'interno della filiera distributiva, con effetti che riguardano soprattutto la distribuzione dei margini tra i diversi operatori del settore.

Comunicato di AIFA (Agenzia italiana del Farmaco) https://www.aifa.gov.it/-/riclassificazione-gliflozine-data-check

Analisi tecnica - Allegato
https://www.aifa.gov.it/documents/20142/3318901/Allegato_09.03.2026.pdf

⚠️⚠️NUOVI ORARI !!!!                                                                                                    ...
28/04/2026

⚠️⚠️NUOVI ORARI !!!! APERTI DALLE 8:30 ALLE 20:30 DAL LUNEDì AL SABATO. CHIUSI LA DOMENICA DAL 2 MAGGIO AL 30 SETTEMBRE .

09/04/2026

Jesce, vatt’ a fa’ ‘na bella cammenata!
La saggezza popolare napoletana offre sempre ottimi spunti... anche di salute.

Con l’arrivo della primavera si risveglia anche il nostro benessere: le giornate si allungano, le temperature diventano miti e cresce la voglia di trascorrere più tempo fuori casa.
Passeggiare all’aperto stimola la circolazione, favorisce il rilassamento e aiuta a migliorare l’umore, ma soprattutto una passeggiata di mezz'ora sotto al sole di primavera è un'ottima scorta di Vitamina D.

A Napoli e lungo tutta l'aria costiera, i benefici aumentano perché "'na bella passeggiata" te la puoi fare pure vicino al mare.. E l'aria di mare, si sa, fa bene assaje!!



23/01/2026

Le fleur du mal …

Una novità per le nostre clienti.Olio profumato ed idratante, per una bellezza luminosa ed irresistibile 🥰😍☀️
10/09/2025

Una novità per le nostre clienti.
Olio profumato ed idratante, per una bellezza luminosa ed irresistibile 🥰😍☀️

Gentili clienti,Avvisiamo che saremo in ferie fino al 31 agosto.Dal 1° settembre saremo di nuovo allineati ai banchi con...
17/08/2025

Gentili clienti,
Avvisiamo che saremo in ferie fino al 31 agosto.
Dal 1° settembre saremo di nuovo allineati ai banchi con i soliti orari.

Buone meritate vacanze a tutti.

28/03/2025

Questa volta usciamo dal seminato, non vogliamo sottolineare i benefici dell'allattamento al seno per lo sviluppo del sistema immunitario del bambino, né per il comprovato aiuto allo sviluppo della flora batterica intestinale del bambino, ancora non vogliamo sottolineare quanto sia fondamentale per l'imprinting del rapporto madre-figlio, o per la salute della neo mamma perché grazie alla suzione del bimbo si produce ossitocina e l'utero ritorna alle dimensioni fisiologiche più velocemente.

No. Vogliamo dirvi che anche se non riuscite ad allattare al seno, qualsiasi sia il motivo, non per questo siete meno mamme o mamme inadeguate. Stringete il vostro bambino e guardatelo negli occhi mentre lo nutrite, sentirà il battito del vostro cuore che ha ascoltato per tutto il periodo della gravidanza, sentirà il vostro odore e guarderà il vostro viso, consapevole di essere al sicuro.



11/03/2025
11/03/2025
16/10/2024

SCIENZA E SALUTE
ARITMIE CARDIACHE: CHE COSA SONO E QUALI SONO I SINTOMI
Le aritmie cardiache sono irregolarità nel battito del cuore, che possono manifestarsi in diverse forme. Alcune volte il battito può essere accelerato (tachicardia), altre volte può essere troppo lento (bradicardia) o completamente irregolare (come ad esempio nella fibrillazione atriale). Le aritmie sono molto comuni sia nelle persone sane che in coloro che hanno una malattia cardiaca. Non tutte le aritmie sono pericolose, ma in presenza di un battito cardiaco anomalo, è consigliabile effettuare una visita cardiologica per verificare la salute del proprio cuore ed eventualmente effettuare un trattamento. Quali sono i sintomi delle aritmie e come si curano? Ne parliamo con il dottor Massimo Tritto, responsabile dell’Unità Operativa complessa di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione del Cardio Center di Humanitas Mater Domini.
ARITMIE: QUALI SONO LE CAUSE?
Le aritmie sono causate da una anomalia della funzione della cellula o della struttura del muscolo cardiaco di tipo congenito o secondaria a una malattia pregressa come ad esempio un infarto miocardico. In altri casi esse sono semplicemente dovute all’invecchiamento del cuore. Le aritmie cardiache più comuni Le extrasistoli sono caratterizzate da un battito cardiaco anticipato rispetto alla regolare cadenza del ritmo cardiaco e che origina dalla parte alta (gli atri) o bassa (i ventricoli) del cuore. Sono molto comuni, vengono spesso riscontrate durante esami cardiaci effettuati per problemi di varia natura e il più delle volte sono del tutto innocue. Le tachicardie possono essere di origine sopraventricolare o ventricolare e si manifestano con un’accelerazione anomala della frequenza cardiaca (maggiore di 100 battiti al minuto). Le bradicardie, invece, si caratterizzano per una frequenza cardiaca inferiore rispetto a quella normale (60 battiti al minuto).
ARITMIE: QUALI SONO I SINTOMI?
Alcune aritmie possono essere asintomatiche o generare disturbi lievi, mentre in altre possono manifestarsi sintomi più intensi, a seconda del tipo di aritmia: • Extrasistoli: possono causare la sensazione di un battito mancante o irregolare; • Bradicardie: sono dovute al rallentamento del battito cardiaco, possono causare stanchezza, senso di affaticamento, vertigine o svenimento (sincope); • Tachicardie: sono caratterizzate da un’anomala accelerazione del cuore, possono provocare cardiopalmo (palpitazione), affanno, senso di oppressione toracica, e talvolta sincope; • Alcune aritmie ventricolari “maligne” possono causare l’arresto cardiaco o la morte improvvisa. L’elettrofisiologo è lo specialista cardiologo che durante la visita effettua la diagnosi, l’inquadramento clinico e imposta il trattamento più adeguato per l’aritmia documentata. Lo specialista può avvalersi di esami di approfondimento quali: • ECG • ECG dinamico secondo Holter • ecocardiografia • risonanza magnetica nucleare • test da sforzo • studio elettrofisiologico
QUALI SONO I TRATTAMENTI DELLE ARITMIE CARDIACHE?
La scelta del trattamento dipende dal tipo di aritmia riscontrata. Per la maggior parte delle tachiaritmie, la terapia può essere di tipo farmacologico o mediante ablazione transcatetere, una procedura interventistica che rende inattive le strutture che causano l’aritmia. L’ablazione transcatetere, se efficace, può eliminare definitivamente l’aritmia. In caso di bradicardia, si può optare per l’impianto di un pacemaker, un piccolo apparecchio elettronico deputato al controllo del battito cardiaco e a un suo sostegno in caso di un rallentamento eccessivo della frequenza cardiaca o pause prolungate tra una contrazione e l’altra. Il pacemaker emette impulsi elettrici che provocano la contrazione cardiaca. Nel caso di una tachicardia ventricolare, o quando il rischio di svilupparla è elevato, si può impiantare un defibrillatore automatico, un apparecchio che monitora continuamente l’attività elettrica del cuore. Il defibrillatore automatico interviene, in genere con una scarica elettrica, per interrompere le improvvise accelerazioni legate a un’aritmia ventricolare potenzialmente mortale, come la tachicardia o la fibrillazione ventricolare. COME PREVENIRE LE ARITMIE? Per prevenire le aritmie è importante tenere sotto controllo i fattori di rischio cardiovascolare, come: • il sovrappeso; la pressione arteriosa • il fumo di sigaretta • il diabete • la colesterolemia • curare al meglio le patologie cardiovascolari acute e croniche. La diagnosi precoce è fondamentale: in caso di sintomi o laddove si avverta una sensazione di battito irregolare occorre rivolgersi a uno specialista.

Da (Salute, Humanitas) PAGINA 5 FARMADAY – Anno XIII – Numero 2731

Indirizzo

Via Nazionale Delle Puglie, 391/395
Casalnuovo Di Napoli
80013

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 21:00
Martedì 08:00 - 21:00
Mercoledì 08:00 - 21:00
Giovedì 08:00 - 21:00
Venerdì 08:00 - 21:00
Sabato 08:00 - 21:00

Telefono

+390810155461

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