Elpidio Cecere - Psicologo

Elpidio Cecere - Psicologo Psicologo, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, Direttore del TCE - Therapy Center e Scrittore
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Il Dottor Elpidio Cecere è uno Psicologo Clinico, Direttore Scientifico del TCE - Therapy CEnter e Formatore Riconosciuto a livello Nazionale ha tenuto lezioni nel prestigioso Senato Della Repubblica Italiana. Esperto in Analisi Applicata del Comportamento presso l’Unint(Università degli Studi di Roma). Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale in formazione(BECK). L'esperienza acquisita sul campo,

nel corso degli ultimi 10 anni di attività gli ha permesso di diventare Responsabile della cooperativa "La luce di una stella", relatore e docente per il Miur, la regione Campania e corsi online, docente del tour "Disablità in Movimento" in tutt'Italia oltre ad essere presidente dell'Associazione Oltre il Limite.

03/08/2026

“Lo yoga mi ha aiutata a uscire dagli attacchi di panico.”

Le testimonianze come quella di Belen possono essere molto importanti, perché aiutano a normalizzare il fatto che anche persone molto conosciute possano attraversare momenti di grande sofferenza.

Ma è fondamentale fare una precisazione.

Ogni persona ha una storia diversa e ciò che è stato utile per qualcuno non rappresenta necessariamente il trattamento più indicato per tutti.

Lo yoga, la respirazione e le tecniche di rilassamento possono essere strumenti preziosi per gestire l’ansia e ridurre l’attivazione fisiologica. Tuttavia, quando gli attacchi di panico diventano frequenti o limitano la vita quotidiana, è importante rivolgersi a un professionista e intraprendere un percorso di psicoterapia, che aiuti a comprendere e trattare le cause che mantengono il problema.

Un’altra riflessione importante riguarda l’autodiagnosi. Vedere un video sui social o riconoscersi in alcuni sintomi non significa avere un determinato disturbo. Ansia, stress e attacchi di panico possono assomigliarsi, ma solo una valutazione clinica può chiarire cosa sta realmente accadendo.

I social possono essere un punto di partenza per informarsi. Non dovrebbero mai sostituire una valutazione professionale.

01/08/2026

Su 7 coppie, solo 2 sono uscite insieme.

Questo dato non racconta solo la fine di alcune relazioni. Racconta quanto sia difficile costruire un legame che resista al tempo.

Molte persone pensano che una relazione finisca per colpa di un tradimento o dell’arrivo di una terza persona. In realtà, nella maggior parte dei casi, la distanza emotiva nasce molto prima. Si costruisce lentamente, attraverso bisogni non espressi, aspettative deluse, dialoghi che smettono di esistere e progetti che non vengono più condivisi.

Una relazione non si rompe quando qualcuno va via. Si rompe quando due persone smettono di sentirsi un luogo sicuro l’una per l’altra.

Forse la domanda non è perché si sono lasciati, ma da quanto tempo avevano smesso di incontrarsi davvero, pur vivendo la stessa relazione.

01/08/2026

Mi fermo per un mese!!!

Credo che la psicoterapia sia molto più di una professione: è un impegno umano che richiede responsabilità, continuità e presenza. Per questo faccio fatica a comprendere quando uno psicoterapeuta o una psicoterapeuta interrompe completamente l’attività per un mese, dal 1° agosto al 1° settembre.

Dal mio punto di vista, un percorso terapeutico si fonda sulla continuità della relazione e sul rispetto del piano terapeutico costruito insieme al paziente. Per alcune persone, un’interruzione così lunga può rappresentare un momento di difficoltà, soprattutto se stanno attraversando una fase delicata della propria vita.

Sono consapevole che anche i professionisti abbiano diritto al riposo e alle ferie. Tuttavia, ritengo che chi sceglie di dedicarsi alla salute mentale abbracci anche una missione che comporta una particolare attenzione verso la continuità dell’assistenza. Per questo mi aspetterei soluzioni organizzative che limitino l’impatto di un’assenza prolungata, garantendo ai pazienti un riferimento o un supporto adeguato.

Questa è una riflessione personale sul valore della continuità terapeutica e sul rispetto che, a mio avviso, merita ogni percorso di cura.

30/07/2026

Puoi accompagnare quella frase con un testo che stimoli la riflessione senza dare per scontato che la ragazza abbia ragione o torto.

Caro mio fidanzato, non vai più bene... perché il mio tentatore ha più obiettivi.

Questa frase può sembrare superficiale, ma apre una riflessione importante.

In una relazione, l’amore è fondamentale, ma per molte persone non è l’unico elemento che conta. La percezione che il partner abbia obiettivi, progetti e una direzione nella vita può influenzare il senso di sicurezza e di futuro all’interno della coppia.

Quando si ammira qualcuno di nuovo, spesso non ci si innamora solo della persona, ma anche di ciò che rappresenta: ambizione, crescita, stabilità o cambiamento. Questo, però, non significa necessariamente che il partner “non valga più”. Può indicare che nella relazione erano già presenti bisogni o aspettative non soddisfatti.

La domanda forse non è: Chi è migliore? ma La coppia stava ancora costruendo un futuro nella stessa direzione?

29/07/2026

In questo filmato assistiamo a quella che, dal punto di vista psicologico, può essere definita una risata umiliante. Non si tratta di una risata spontanea legata al divertimento, ma di una reazione che comunica svalutazione e superiorità. In questo caso nasce dopo l’affermazione del fidanzato, che dice di essere rimasto con la compagna “per il contorno”, cioè perché si trova bene con la sua famiglia.

Al di là del contenuto della frase, è interessante osservare la reazione della fidanzata. La sua risata sembra avere una funzione relazionale: non serve tanto a esprimere allegria, quanto a far capire che considera ciò che l’altro ha detto ridicolo o privo di valore. Inoltre, mentre ride, cerca lo sguardo di un’altra persona, Filippo, che conferma la sua posizione dandole ragione. Questo meccanismo è noto in psicologia come validazione sociale: il consenso di un terzo rafforza la sensazione di avere il gruppo dalla propria parte.

Per chi riceve questo tipo di risata, l’esperienza può essere vissuta come un’umiliazione pubblica. Quando una persona si sente derisa o isolata davanti agli altri, può percepire una minaccia alla propria immagine e al proprio valore sociale. In queste situazioni è frequente che si attivi una risposta difensiva: alcune persone si chiudono in sé stesse, mentre altre reagiscono con rabbia o esplodono emotivamente. Non è tanto il contenuto della discussione a provocare questa reazione, quanto la sensazione di essere stati ridicolizzati e messi in inferiorità davanti agli altri.

La risata, quindi, non è sempre un segnale di divertimento: in alcuni contesti può diventare uno strumento di esclusione, di svalutazione o di affermazione del proprio status all’interno del gruppo, con conseguenze emotive molto intense per chi la subisce.

27/07/2026

In questo video lei dice che, grazie alla conoscenza di un altro ragazzo, ha capito cosa merita.

Ma possiamo davvero stabilire cosa meritiamo confrontando una relazione costruita nel tempo con una persona conosciuta da pochi giorni?

È normale che una nuova conoscenza faccia emergere emozioni diverse: c’è novità, curiosità, leggerezza. Ma questo non significa automaticamente che quella persona sia “migliore” o che rappresenti ciò che meritiamo.

Piuttosto, quella nuova esperienza può diventare uno specchio: ci aiuta a renderci conto di bisogni che nella relazione stavano rimanendo insoddisfatti.

Il punto, quindi, non è che serve un altro per capire quanto valiamo. Il punto è imparare ad ascoltare i nostri bisogni senza aspettare che sia una nuova persona a farceli notare.

26/07/2026

…..❤️

25/07/2026

Questo è il video più emozionante che vedrai oggi. ❤️

Nel video si vede l’immensa gioia di Marc Cucurella mentre festeggia un grande traguardo sportivo insieme alla sua famiglia.

Tra gli abbracci ai suoi tre figli e a sua moglie, c’è un momento che colpisce profondamente: l’abbraccio con il figlio Mateo, a cui è stato diagnosticato un disturbo dello spettro autistico.

Lo sguardo, i gesti e quel bacio raccontano qualcosa che va oltre il calcio. Ogni bambino esprime l’affetto e le emozioni in modo diverso, e questo non rende il loro amore meno intenso.

Cucurella ha raccontato di aver scelto anche di non tagliare i capelli perché questo aiuta suo figlio a riconoscerlo più facilmente. È un piccolo gesto che racconta quanto un genitore possa adattarsi al mondo del proprio figlio, anziché pretendere il contrario.

L’amore non ha un solo linguaggio. A volte si manifesta in modi che bisogna imparare a vedere con il cuore.

💙

24/07/2026

Dal punto di vista psicologico, quando una persona riceve una domanda percepita come scomoda può mettere in atto diverse strategie comunicative. Una di queste è spostare il focus dall’argomento della domanda a chi la pone.

In questo video si osserva proprio questa dinamica: di fronte a una domanda diretta sulla possibile candidatura di Ruggero, l’attenzione sembra spostarsi sulla giornalista anziché sul contenuto della domanda.

Naturalmente non è possibile sapere cosa stesse pensando o provando in quel momento. Quello che si può osservare è il comportamento comunicativo: quando una risposta diretta lascia spazio a un cambio di focus, chi ascolta può percepirlo come un segnale di difficoltà nel gestire quella specifica domanda.

18/07/2026

Angelina in questo brano si spoglia di ogni cautela e lascia che la voce diventi corpo, ferita, rabbia trattenuta a fatica. Non la senti semplicemente cantare “Crudelia”: la senti vivere quelle parole, come se ogni verso su un amore tossico e ossessivo le appartenesse davvero, come se in quel momento sul palco di Amici non ci fosse distanza tra lei e il testo di Marracash.

C’è qualcosa di quasi scomodo nella sua interpretazione: la tensione nelle spalle, gli occhi che si chiudono nei punti più duri, la voce che si spezza appena dove il testo parla di “amore o manipolazione”. Non sta reinterpretando una canzone, sta esorcizzando qualcosa. È questo che ha reso quella esibizione diversa da tutte le altre cover sentite quella stagione: non tecnica fine a sé stessa, ma verità nuda portata in scena, con la stessa urgenza con cui si racconta una cicatrice ancora aperta.

E forse è proprio per questo che il pubblico, i social, persino Marracash stesso, ne sono rimasti travolti: perché di fronte a un’interpretazione così vera, non resta che ascoltare in silenzio.

Indirizzo

Piazza Amico, 9 Caserta
Caserta
81100

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 18:00

Telefono

+393293655229

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