COI sas Centro di Odontostomatologia ed Implantoprotesi

COI sas Centro di Odontostomatologia ed Implantoprotesi Dal dentista con la ricetta....convenzionato SSN.

25/08/2026

Gail Lane ha 74 anni e vive a Victoria, nella Columbia Britannica. Dieci anni fa ha perso la vista per una sindrome di Stevens-Johnson, una reazione autoimmune scatenata da un farmaco antiepilettico.

In questi dieci anni non ha più visto la faccia dei suoi amici, né la sua allo specchio. E non ha mai visto quella del suo compagno: si sono conosciuti dopo.

A febbraio dello scorso anno è entrata in sala operatoria al Mount Saint Joseph Hospital di Vancouver, insieme ad altri due pazienti. L'intervento si chiama osteo-odonto-cheratoprotesi e in Canada non era mai stato fatto.

Funziona così. I chirurghi estraggono un dente sano e lo tengono per un periodo sotto la guancia, perché si ricopra di tessuto e di vasi sanguigni. Poi nel dente inseriscono una piccola lente trasparente e impiantano il tutto nell'occhio, al posto della cornea rovinata. Il dente è tessuto della persona stessa, quindi il corpo non lo rifiuta, e la lente lascia passare la luce.

A operare è stato Greg Moloney, oculista che aveva già eseguito l'intervento su sette pazienti in Australia prima di portarlo in Canada.

La prima cosa che Gail ha rivisto è stato Piper, il cane guida del suo compagno.

Fonte: CBC

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07/08/2026
29/07/2026

Una ricerca presentata all’American Heart Association suggerisce che Porphyromonas gingivalis possa favorire la calcificazione della valvola aortica attraverso processi infiammatori. Il ruolo degli odontoiatri

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Una serie di indicazioni degli esperti dell’EFP dedicati all’interazione tra obesità, alimentazione e malattie parodontali. Ecco i consigli che si posso trasmettere ai propri pazienti

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Il reflusso gastroesofageo (GERD) costituisce una delle principali cause endogene di demineralizzazione dello smalto.

25/04/2026

Se tuo figlio/a ha completato la dentizione "DECIDUA " fai attenzione , prima dei 6 anni, all'allineamento dei Denti di Latte (decidui) . Da Esculpetudesarrollo < Se tuo figlio ha meno di 10 anni e i suoi denti da latte sono perfettamente allineati, senza spazi tra loro…
Non è un bene. È un campanello d’allarme. 🚨
E pochissimi pediatri te lo diranno.
I denti da latte DOVREBBERO avere degli spazi tra loro, larghi all’incirca quanto una moneta. 🪙
Se non ce l'hanno, significa questo:
❌ La mascella non sta crescendo abbastanza.
❌ Non ci sarà spazio per i denti permanenti (si profila l'affollamento dentale).
❌ Maggiore rischio di vie aeree strette.
❌ Possibile respirazione boccale e disfunzione muscolare.
❌ Sonno peggiore, postura peggiore, sviluppo facciale peggiore.
Perché succede questo?
Mancanza di allattamento al seno prolungato. Uso eccessivo di biberon e ciuccio.
Cibo morbido e trasformato fin da piccoli. Bocche che non hanno mai imparato a lavorare.
Sì, gli spazi contano.
Sì, questo si rileva prima dei 6 anni.
Sì, si può risolvere se agisci in tempo.
✅ Denti con spazio = mascella che cresce in avanti e in larghezza
✅ Spazio affinché i denti permanenti spuntino dritti, senza apparecchi
✅ Più spazio per la lingua e vie aeree sane
✅ Migliore respirazione, migliore sonno, viso più armonioso
Questo non lo sentirai dire durante una normale visita dal dentista.
Probabilmente nemmeno il tuo pediatra lo sa.
Ma i professionisti che studiano lo sviluppo facciale e le vie aeree guardano il quadro completo, non solo la carie.
Guarda subito la bocca di tuo figlio. 🦷
Se non vedi spazi, salva questo video..... >

Tradotto con DeepL.com (versione gratuita)

17/04/2026
Odontoiatria33 :  MASTICARE BENE PROTEGGE LE OSSA                                                                       ...
12/04/2026

Odontoiatria33 : MASTICARE BENE PROTEGGE LE OSSA Una buona funzione masticatoria può contribuire a proteggere le ossa dall’osteoporosi. È questa la principale conclusione di uno studio pubblicato nel 2026 sul Journal of Oral Rehabilitation, che ha analizzato il legame tra capacità di masticazione e salute ossea in una vasta popolazione adulta statunitense. I risultati suggeriscono che preservare una dentizione funzionale nell’età matura e avanzata potrebbe avere effetti benefici che vanno oltre il cavo orale.
- Lo studio e la popolazione analizzata
La ricerca si basa sui dati del National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES), uno dei principali programmi di sorveglianza sanitaria degli Stati Uniti. Sono stati inclusi 9.425 adulti di età pari o superiore ai 50 anni, rappresentativi di oltre 76 milioni di persone nella popolazione generale. L’osteoporosi è stata definita sia attraverso l’autodichiarazione dei partecipanti sia mediante la misurazione oggettiva della densità minerale ossea del collo del femore, secondo i criteri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
- Come è stata valutata la funzione masticatoria
A differenza di molti studi precedenti, che si basano sul numero di denti residui o su valutazioni soggettive, gli autori hanno utilizzato le Functional Tooth Units (FTU) come indicatore della funzione masticatoria. Le FTU rappresentano il numero di coppie di denti posteriori antagonisti effettivamente funzionanti, naturali o protesici. Poiché la perdita dei contatti occlusali nei settori premolari e molari è quella che incide maggiormente sulla capacità di masticare, questo parametro consente una stima più accurata della reale funzione masticatoria.
- Meno osteoporosi con più unità funzionali
Dall’analisi emerge una relazione chiara e statisticamente significativa: all’aumentare delle FTU, la prevalenza di osteoporosi diminuisce. Ogni unità funzionale aggiuntiva è risultata associata a una riduzione del rischio di osteoporosi del 7%, anche dopo l’aggiustamento per numerosi fattori confondenti come età, sesso, indice di massa corporea, stile di vita e condizioni cliniche. Il dato più rilevante riguarda il confronto tra i gruppi estremi: i soggetti con la migliore funzione masticatoria, ossia con 6–8 FTU, presentano un rischio di osteoporosi inferiore del 46% rispetto a chi ha solo 0–1 unità funzionali.
L’associazione tra funzione masticatoria e osteoporosi non mostra soglie o andamenti irregolari. L’analisi dose–risposta evidenzia una relazione lineare: più elevata è la capacità di masticare, minore è la probabilità di osteoporosi. Questo andamento rafforza l’ipotesi che la funzione masticatoria sia un fattore strettamente connesso alla salute ossea e non un semplice indicatore indiretto di benessere generale.
- Il ruolo della dieta e dello stato nutrizionale
Un aspetto centrale dello studio riguarda i meccanismi che spiegano questo legame. Gli autori hanno valutato il ruolo della varietà alimentare e dello stato nutrizionale attraverso un’analisi di mediazione. I risultati indicano che una parte dell’effetto protettivo della funzione masticatoria sull’osso è spiegata dal Food Variety Score, che misura la diversità degli alimenti consumati, e dal Geriatric Nutritional Risk Index, un indicatore dello stato nutrizionale basato su parametri antropometrici e biochimici. Insieme, questi due fattori spiegano una quota significativa dell’associazione tra FTU e osteoporosi.
- La questione è (ovviamente) il rapporto tra masticazione ed alimentazione
Secondo i dati analizzati, una funzione masticatoria compromessa è associata a una minore varietà della dieta e a un peggior stato nutrizionale. La difficoltà nel masticare spinge infatti verso alimenti più morbidi e meno diversificati, con possibili ripercussioni sull’apporto complessivo di nutrienti. Al contrario, una dentizione funzionale favorisce un’alimentazione più varia e uno stato nutrizionale migliore, elementi che risultano associati a una minore prevalenza di osteoporosi.
I ricercatori sottolineano come trattandosi di uno studio osservazionale, che non consente di stabilire un rapporto di causa-effetto, i risultati sono solidi e coerenti dopo numerose analisi di controllo. Nel complesso, la ricerca suggerisce che la funzione masticatoria rappresenti un fattore rilevante nel contesto dell’invecchiamento sano, con potenziali implicazioni anche per la prevenzione dell’osteoporosi.
Mantenere o ripristinare una dentizione funzionale potrebbe dunque contribuire a sostenere la salute dell’osso, anche attraverso il miglioramento della qualità dell’alimentazione e dello stato nutrizionale.
Da < Food Variety Score and Geriatric Nutritional Risk Index Mediate the Relationship Between Masticatory Function and Osteoporosis > . Odontoiatria33 del 9 aprile 2026

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