Dott.ssa Giuseppina De Cristofaro Psicologa

Dott.ssa Giuseppina De Cristofaro Psicologa Studio di Psicologia e Psicodiagnostica

Genitori, magari è capitato anche a voi: siete al mare, in piscina o a tavola con la famiglia e qualcuno fa un commento ...
13/08/2026

Genitori, magari è capitato anche a voi: siete al mare, in piscina o a tavola con la famiglia e qualcuno fa un commento sul pancino di vostro figlio, su quanto mangia o su quanto è dimagrito.

A voi dà fastidio, ma lì per lì sorridete, cambiate discorso o lasciate correre. Perché siete in compagnia, chi l’ha detto magari pensava di scherzare e nessuno ha voglia di passare per il genitore pesante.

Questo post è per quei momenti. Per capire perché valga la pena rispondere.
Forse per qualche secondo calerà il silenzio ma va bene così. Meglio un adulto un po’ a disagio che un bambino lasciato solo davanti a un commento sul proprio corpo.

Leggere la notizia dell’aereo turistico precipitato durante il sorvolo delle Linee di Nazca è stato un pugno allo stomac...
05/08/2026

Leggere la notizia dell’aereo turistico precipitato durante il sorvolo delle Linee di Nazca è stato un pugno allo stomaco. Quello stesso identico volo l’ho fatto anch’io.

Settembre 2024, ero in Perù con mio marito e alcuni amici, durante un viaggio itinerante, e il sorvolo delle Linee di Nazca era una delle tappe a cui tenevo di più ma sulla quale siamo stati in dubbio fino all’ultimo. C’erano diverse cose che non ci facevano stare tranquilli tra i quali una gestione piuttosto approssimativa. Ne abbiamo parlato molto tra noi però tornava sempre lo stesso pensiero: siamo arrivati fin qui e chissà se avremo mai un’altra occasione per vederle. E poi sono voli partono ogni giorno, li fanno tantissimi turisti.
E alla fine siamo saliti.
Anche io ho sottovalutato il rischio, nonostante ci fossero più indizi che mi avevano fatto dubitare. È proprio così che spesso funziona la nostra mente davanti ai pericoli, non è che non li vede ma li ridimensiona. Se tante persone fanno la stessa cosa, se quella cosa viene proposta ogni giorno e se desideriamo molto farla, diventa più facile convincerci che andrà tutto bene. Il rischio rimane lì, ma sembra qualcosa di lontano, qualcosa che potrebbe accadere ma probabilmente non a noi.
Forse è per questo che mi hanno fatto arrabbiare alcuni commenti letti sotto la notizia. Commenti di persone che, conoscendo già l’esito, scrivono che il pericolo era evidente, che loro non sarebbero mai salite, che bisogna essere incoscienti. Ma chi era su quell’aereo non stava ovviamente scegliendo tra vivere e morire. Stava scegliendo tra rinunciare a un’esperienza e fidarsi di un volo turistico che veniva organizzato regolarmente. È molto diverso.
Quelle persone erano in viaggio, ed erano lì per vedere qualcosa di meraviglioso pensando che, dopo pochi minuti, sarebbero tornate a terra con le loro fotografie e avrebbero continuato la vacanza.
Esattamente come abbiamo fatto noi. Oggi guardo queste immagini e penso a quanto possa essere sottile e feroce il confine tra un ricordo spensierato e una tragedia.
Il mio pensiero va a loro e a tutto ciò che quel viaggio avrebbe dovuto essere.

Diventare madre mi ha cambiata, ma non mi ha resa automaticamente più capace di capire o più allineata. Ha aggiunto una ...
04/08/2026

Diventare madre mi ha cambiata, ma non mi ha resa automaticamente più capace di capire o più allineata.
Ha aggiunto una stanza al mio mondo interiore, non una verità universale sulla maternità.
Comprendere qualcuno significa fare spazio alla sua storia, anche quando percorre strade lontanissime dalle nostre.

E credo, sinceramente, che il discorso possa estendersi anche a tante altre esperienze.

Una bambina dipende dagli adulti che si prendono cura di lei. Se percepisce che alcune emozioni rischiano di creare dist...
31/07/2026

Una bambina dipende dagli adulti che si prendono cura di lei. Se percepisce che alcune emozioni rischiano di creare distanza, tensione o disapprovazione, può imparare a ridurre quelle parti di sé che sembrano meno accettabili.

Questo post mi sta molto a cuore, perché dietro tante donne che oggi fanno fatica a mettere un confine c’è una bambina che ha imparato presto a non essere un problema.

Non era soltanto “brava”. Stava cercando di sentirsi al sicuro.
Capirlo non serve a dare colpe a qualcuno ma serve, quanto meno, a smettere di darle sempre a sé stesse.

Non c’è niente che faccia più male d’estate che avere la sensazione che tutti stiano vivendo una vita da cui tu sei rima...
25/07/2026

Non c’è niente che faccia più male d’estate che avere la sensazione che tutti stiano vivendo una vita da cui tu sei rimasto fuori.
L’estate trasforma il confronto sociale in qualcosa di quasi inevitabile e ci confrontiamo con centinaia di immagini, storie e frammenti di vita che il nostro cervello finisce per usare come metro di paragone.

Il problema è che il confronto non avviene tra realtà e realtà.

Avviene tra la nostra quotidianità, con tutte le sue fatiche, e i momenti più belli selezionati della vita degli altri.

È un confronto impari.

E quando quel confronto diventa costante, è facile iniziare a pensare che il problema siamo noi, che siamo gli unici a non avere un gruppo di amici, una relazione, un viaggio programmato o qualcuno con cui condividere una sera d’agosto.

24/07/2026

E se ti dicessi che il viaggio di Ulisse assomiglia moltissimo a quello che accade durante un percorso di psicoterapia?

Polifemo, le Sirene, Circe, Calipso, l’Ade… sono immagini dei conflitti che, in modi diversi, attraversiamo tutti.

Incontro tante persone che restano ferme sull’isola di Calipso, trattenute da ciò che è familiare, anche quando non le rende più felici. E tante altre che hanno paura di scendere nel proprio Ade, perché guardare il dolore negli occhi sembra più spaventoso che continuare a fuggirlo.

E proprio come il viaggio di Ulisse anche la psicoterapia ci ricorda che non si raggiunge mai la propria Itaca evitando il mare.

Se potessi tornare indietro, sceglieresti davvero di essere la persona che eri prima del tuo viaggio? 🌬️
22/07/2026

Se potessi tornare indietro, sceglieresti davvero di essere la persona che eri prima del tuo viaggio? 🌬️

Sì, il titolo è una provocazione.E no, non penso davvero che dovremmo cancellare Instagr@m. Sarebbe anche strano detto d...
13/07/2026

Sì, il titolo è una provocazione.

E no, non penso davvero che dovremmo cancellare Instagr@m. Sarebbe anche strano detto da una persona che qui ci lavora e fa divulgazione. Anzi, credo che i social abbiano avuto un merito enorme quello di aver portato la salute mentale fuori dagli studi degli psicologi e dentro le conversazioni di tanti. E se oggi chiedere aiuto fa un po’ meno paura, è anche grazie a questo.

Quello che mi fa riflettere, però, è un’altra cosa.

Ho la sensazione che stiamo iniziando a usare la psicologia come se fosse un vocabolario di parole da ti**re fuori al momento giusto. Trauma, narcisismo, trigger, gaslighting, confini… le conosciamo tutti. Ma conoscere una parola non significa aver capito il fenomeno che descrive.

Anzi, a volte succede il contrario: più abbiamo etichette a disposizione, più ci viene voglia di usarle. E così finiamo per classificare le persone invece di provare a comprenderle.

La psicologia, invece, fa l’opposto. Ti costringe a rallentare. Ti obbliga a rinunciare alle spiegazioni facili. Ti ricorda continuamente che le persone sono molto più complesse delle categorie in cui vorremmo metterle.

Per questo la divulgazione è importante, ma ha un limite. Un reel può incuriosirti, può farti sentire meno solo, può perfino spingerti a chiedere aiuto. Ma non può insegnarti la complessità della mente umana.

Quella richiede tempo. Studio. Esperienza. E, molto spesso, la disponibilità a mettere in discussione le proprie certezze.

02/07/2026

Nel video che sta diventando virale, Sophie Cunningham si avvicina a un’avversaria, la indica con il dito e mantiene il gesto per alcuni secondi, senza particolare agitazione, senza alzare la voce e con un’espressione quasi impassibile. È una scena molto breve, ma ha catturato milioni di persone.

Nelle dinamiche di conflitto, tendiamo a pensare che il potere stia in chi alza di più la voce, gesticola di più o reagisce con maggiore intensità. In realtà, spesso accade il contrario.

Nel linguaggio non verbale, la capacità di mantenere la postura, sostenere lo sguardo e non avere fretta di interrompere un gesto può essere percepita come un segnale di controllo e di dominanza. Non significa che quella persona sia “più forte” o abbia ragione ma che comunica di non sentirsi costretta a modificare il proprio comportamento in risposta all’altro.

Ed è qui che la dinamica diventa interessante.
Perché nei conflitti, chi reagisce per primo perde spesso una parte del controllo della situazione, perché inizia a comportarsi in funzione dell’altro. Chi, invece, riesce a rimanere stabile costringe l’altra persona a decidere come rispondere. In altre parole, sposta il peso della relazione sull’altro.

Questo non rende quel comportamento giusto o sbagliato. Né significa che sia sempre intenzionale. Ma spiega perché un gesto così semplice possa risultare così potente.

Il linguaggio non verbale non comunica solo emozioni. Comunica anche gestione dello spazio, del tempo e della tensione. E a volte basta un silenzio mantenuto qualche secondo in più, uno sguardo sostenuto o un gesto che non viene ritirato subito per modificare completamente l’equilibrio di un’interazione.

Per questo i conflitti non si vincono quasi mai con chi parla di più. Molto spesso si giocano su chi riesce a regolare meglio il proprio comportamento mentre l’emotività dell’altro aumenta.

Sembra che una vita abbia valore solo se è fuori dall’ordinario. Ma vivere cercando continuamente di distinguersi è este...
01/07/2026

Sembra che una vita abbia valore solo se è fuori dall’ordinario. Ma vivere cercando continuamente di distinguersi è estenuante.
Forse possiamo smettere di inseguire l’idea di essere straordinari in ogni cosa perché il nostro valore non aumenta ogni volta che superiamo qualcuno e non diminuisce quando siamo semplicemente… una persona tra tante!

Sia chiaro quando dico “normale”, non parlo di una norma da rispettare. Parlo di una vita che non ha bisogno di essere straordinaria per avere valore!

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San Marcellino, Via Napoli N. 36/A
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