Cinque Più Cooperativa Psicologi Bassano e dintorni

Cinque Più Cooperativa Psicologi Bassano e dintorni Siamo una squadra di psicologi e professionisti del benessere.

Lavoriamo insieme per aiutare bambini, adolescenti, genitori e insegnanti a stare meglio, a risolvere le difficoltà di ogni giorno e a ritrovare serenità in famiglia e a scuola. Lavoriamo insieme per aiutare bambini, adolescenti, genitori e insegnanti a stare meglio, a risolvere le difficoltà di ogni giorno e a ritrovare serenità in famiglia e a scuola.

👨‍👩‍👧‍👦Per genitori, ragazzi e scuole.
🤝Ti ascoltiamo senza giudizio.
🧭Insieme troviamo un piano che funziona.

Sono stati mesi pieni.Di incontri, progetti, persone, idee nate e altre che stanno ancora prendendo forma.Ora anche noi ...
04/08/2026

Sono stati mesi pieni.
Di incontri, progetti, persone, idee nate e altre che stanno ancora prendendo forma.

Ora anche noi ci concediamo un po' di tempo per rallentare, ricaricare le energie e goderci l'estate.

Alcune attività continueranno, altre si fermeranno per qualche settimana. E poi torneremo a raccontarvi tutto quello che bolle in pentola.

Nel frattempo, 𝐛𝐮𝐨𝐧𝐚 𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐚𝐦 𝐂𝐢𝐧𝐪𝐮𝐞+!

𝑫𝒆𝒔𝑻𝑬𝑬𝑵𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 – 𝑫𝒆𝒔𝒊𝒅𝒆𝒓𝒊 𝒊𝒏 𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒆̀ 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒊𝒕𝒂. 𝑬 𝒏𝒐𝒊 𝒄𝒊 𝒔𝒊𝒂𝒎𝒐. È un progetto dell’𝐀𝐦𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐕𝐄𝐍 𝟎𝟖 rivolto ad 𝐚𝐝𝐨𝐥𝐞𝐬𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞...
30/07/2026

𝑫𝒆𝒔𝑻𝑬𝑬𝑵𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 – 𝑫𝒆𝒔𝒊𝒅𝒆𝒓𝒊 𝒊𝒏 𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒆̀ 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒊𝒕𝒂. 𝑬 𝒏𝒐𝒊 𝒄𝒊 𝒔𝒊𝒂𝒎𝒐.

È un progetto dell’𝐀𝐦𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐕𝐄𝐍 𝟎𝟖 rivolto ad 𝐚𝐝𝐨𝐥𝐞𝐬𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐚𝐠𝐥𝐢 𝟏𝟏 𝐚𝐢 𝟐𝟏 𝐚𝐧𝐧𝐢, pensato per accompagnarli nel loro percorso di crescita, sostenere le famiglie e costruire connessioni con scuole, servizi e territorio.

Cinque+ è coinvolta nel progetto insieme alle cooperative Kirikù, La Esse e L’Incontro.

Dentro DesTEENazione trovano spazio esperienze diverse: uno spazio di aggregazione giovanile, attività di educativa di strada, interventi nelle scuole superiori, azioni di contrasto alla dispersione scolastica e percorsi di supporto psicologico rivolti a giovani e adulti.

E qualcosa ha già iniziato a prendere forma.

Qualche settimana fa si è svolto il primo 𝐓𝐚𝐯𝐨𝐥𝐨 𝐀𝐝𝐨𝐥𝐞𝐬𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢, un momento di incontro e confronto con le realtà del territorio per presentare il progetto e iniziare a costruire una rete attorno ai ragazzi.

Poi abbiamo incontrato i genitori, con due appuntamenti pensati proprio per loro: una serata dedicata a 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨𝐠𝐚𝐦𝐞 𝐞 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥 𝐧𝐞𝐭𝐰𝐨𝐫𝐤 e un 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐢𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐭𝐞𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐨 per confrontarci su alcune delle domande che accompagnano la crescita dei figli: regole e autonomie, costruzione dell’identità, relazioni, futuro.

Sono stati i primi passi di un percorso che continuerà nei prossimi mesi, con nuove attività, incontri e occasioni di confronto.

📍 𝐃𝐨𝐯𝐞? Via Marsala 1, Castelfranco Veneto
🕝 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨? Tutti i giorni, dalle 14.30 alle 19.00

Noi, intanto, abbiamo cominciato. E un po’ alla volta vi racconteremo cosa succede dentro DesTEENazione.

𝑸𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒆̀ 𝒈𝒆𝒏𝒊𝒕𝒐𝒓𝒊 𝒆̀ 𝒏𝒂𝒕𝒖𝒓𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒔𝒊𝒅𝒆𝒓𝒂𝒓𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒓𝒊 𝒇𝒊𝒈𝒍𝒊 𝒊𝒍 𝒎𝒊𝒈𝒍𝒊𝒐𝒓 𝒇𝒖𝒕𝒖𝒓𝒐 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒊𝒃𝒊𝒍𝒆. È naturale immaginare cosa ...
28/07/2026

𝑸𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒔𝒊 𝒆̀ 𝒈𝒆𝒏𝒊𝒕𝒐𝒓𝒊 𝒆̀ 𝒏𝒂𝒕𝒖𝒓𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒔𝒊𝒅𝒆𝒓𝒂𝒓𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒓𝒊 𝒇𝒊𝒈𝒍𝒊 𝒊𝒍 𝒎𝒊𝒈𝒍𝒊𝒐𝒓 𝒇𝒖𝒕𝒖𝒓𝒐 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒊𝒃𝒊𝒍𝒆.
È naturale immaginare cosa potrebbe aiutarli, cercare di proteggerli e orientarli verso ciò che, ai nostri occhi, sembra il percorso migliore.

Nella quotidianità, però, 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐞̀ 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐢𝐧𝐠𝐮𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐝𝐞 𝐚 𝐮𝐧 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐚 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞, 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞, 𝐫𝐢𝐟𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐢 𝐞̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞.
I confini non sono quasi mai netti. Spesso entrambe le cose convivono.

Anche 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐝𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐫𝐬𝐢 e chiedersi cosa sta guidando una nostra scelta fa parte dell'essere genitori.

𝑫𝒊𝒆𝒕𝒓𝒐 𝒖𝒏 𝒓𝒊𝒄𝒉𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒔𝒄𝒐𝒍𝒂𝒔𝒕𝒊𝒄𝒐 𝒏𝒐𝒏 𝒄’𝒆̀ 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒖𝒏 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒂 𝒄𝒐𝒓𝒓𝒆𝒈𝒈𝒆𝒓𝒆.A volte c’è un bambino che fatica a or...
24/07/2026

𝑫𝒊𝒆𝒕𝒓𝒐 𝒖𝒏 𝒓𝒊𝒄𝒉𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒔𝒄𝒐𝒍𝒂𝒔𝒕𝒊𝒄𝒐 𝒏𝒐𝒏 𝒄’𝒆̀ 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒖𝒏 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒂 𝒄𝒐𝒓𝒓𝒆𝒈𝒈𝒆𝒓𝒆.

A volte c’è un bambino che fatica a organizzarsi.
A volte c’è una difficoltà nel regolare emozioni e impulsi.
Altre volte c’è frustrazione, fatica o un bisogno che non trova ancora altre modalità di espressione.

Fermarsi al comportamento osservabile spesso non basta.
È importante chiedersi cosa quel comportamento stia comunicando e quali bisogni possa esprimere.

Cambiare sguardo non significa giustificare ogni comportamento, ma 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐥𝐨 𝐦𝐞𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐢𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐚𝐜𝐞.

Vi capita di osservare situazioni simili a scuola o in famiglia?

"𝑁𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑚𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑒𝑠𝑠𝑎, 𝑒̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑚𝑖 𝑣𝑒𝑟𝑔𝑜𝑔𝑛𝑜 𝑎 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 ℎ𝑜 𝑐𝑎𝑝𝑖𝑡𝑜."Questa frase, ascoltata durante un colloquio,...
21/07/2026

"𝑁𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑚𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑒𝑠𝑠𝑎, 𝑒̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑚𝑖 𝑣𝑒𝑟𝑔𝑜𝑔𝑛𝑜 𝑎 𝑑𝑖𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 ℎ𝑜 𝑐𝑎𝑝𝑖𝑡𝑜."

Questa frase, ascoltata durante un colloquio, mi ha fatto riflettere.
Quando osserviamo un comportamento, spesso siamo portati a interpretarlo rapidamente: disinteresse, pigrizia, scarsa motivazione.
Ma 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚.
Per alcuni ragazzi 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚 significa esporsi al rischio del giudizio. Significa 𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐫𝐚𝐠𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐢 𝐨 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐧𝐭𝐢.

𝑬 𝒂𝒍𝒍𝒐𝒓𝒂 𝒊𝒍 𝒔𝒊𝒍𝒆𝒏𝒛𝒊𝒐 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒏𝒕𝒂 𝒖𝒏𝒂 𝒇𝒐𝒓𝒎𝒂 𝒅𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒕𝒆𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆.
Il rischio è che quel silenzio venga letto come mancanza di interesse, alimentando un circolo che aumenta ancora di più la distanza dalla scuola.

Forse una delle sfide più importanti, per chi educa e accompagna, è provare a chiederci: "𝑪𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒔𝒕𝒂 𝒄𝒆𝒓𝒄𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒅𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒕𝒆𝒈𝒈𝒆𝒓𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐?".

Negli ultimi tempi capita di incontrare sempre più spesso ragazzi che vivono all'estero.Partono per studiare, lavorare, ...
17/07/2026

Negli ultimi tempi capita di incontrare sempre più spesso ragazzi che vivono all'estero.
Partono per studiare, lavorare, fare un'esperienza o semplicemente per capire quale direzione dare alla propria vita.
E quasi sempre, prima o poi, arriva un pensiero:
"𝑁𝑜𝑛 𝑠𝑜 𝑠𝑒 𝑡𝑜𝑟𝑛𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑛 𝐼𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎."

Quella domanda raramente riguarda solo il lavoro o il luogo in cui vivere.
Dentro ci sono il 𝐝𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚, il 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐢 𝐬𝐢 𝐯𝐮𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 e la fatica di tenere insieme due bisogni profondamente umani: appartenere alla propria famiglia e, allo stesso tempo, differenziarsi da essa. È un equilibrio delicato che accompagna il 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐚𝐝𝐮𝐥𝐭𝐚.

Ma questo cambiamento non riguarda solo i figli.
Anche i genitori attraversano una trasformazione.

Si affacciano domande che spesso restano in silenzio:
"𝑃𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑐𝑜𝑠𝑖̀ 𝑙𝑜𝑛𝑡𝑎𝑛𝑜?"
"𝑁𝑜𝑛 𝑒𝑟𝑎 𝑓𝑒𝑙𝑖𝑐𝑒 𝑞𝑢𝑖?"
"𝑇𝑜𝑟𝑛𝑒𝑟𝑎̀?"

E forse la domanda più importante è un'altra:
𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐫𝐜𝐢 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐯𝐢𝐜𝐢𝐧𝐢?

Diventare adulti non significa recidere i legami.
Significa 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐢 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐦𝐢 𝐝𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐫𝐬𝐢.
Perché una relazione non si misura dai chilometri che separano, ma dalla libertà con cui ciascuno può crescere sapendo di avere ancora un posto a cui appartenere.

"𝑀𝑖𝑜 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑛𝑜𝑛 ℎ𝑎 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑡𝑜. 𝐼 𝑠𝑢𝑜𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑎𝑔𝑛𝑖 𝑠𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑔𝑖𝑎̀ 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜"Se l'hai pensato, questo post è per te.In questi gior...
14/07/2026

"𝑀𝑖𝑜 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑛𝑜𝑛 ℎ𝑎 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑡𝑜. 𝐼 𝑠𝑢𝑜𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑎𝑔𝑛𝑖 𝑠𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑔𝑖𝑎̀ 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜"
Se l'hai pensato, questo post è per te.
In questi giorni post esame, tra i genitori circola una domanda silenziosa ma costante: "𝑉𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑓𝑎𝑟𝑎̀ 𝑙'𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑝𝑟𝑜𝑠𝑠𝑖𝑚𝑜?"
Sentire che i compagni hanno già superato i test d'ingresso, si sono iscritti all'università o hanno firmato per un corso professionale può far scattare un allarme immediato: "𝑃𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑚𝑖𝑜 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑒̀ 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑓𝑒𝑟𝑚𝑜? 𝑃𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑚𝑢𝑜𝑣𝑒?"
È una preoccupazione legittima. Ma c'è qualcosa che vale la pena sapere.

Quando un ragazzo si sente costantemente paragonato (anche implicitamente) alle scelte degli altri, non si attiva.
Si blocca. Per proteggersi.
Il distacco, il silenzio, il rifiuto di parlarne non sono pigrizia o indifferenza.
Sono la risposta naturale di chi si sente inadeguato e non sa da dove cominciare.
𝐅𝐨𝐫𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 in questo momento 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐥𝐞𝐫𝐚 𝐧𝐮𝐥𝐥𝐚.
Rischia solo di produrre una decisione presa per togliersi la pressione e non per costruire qualcosa di vero.

"𝐼𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑖 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑖 𝑣𝑖𝑣𝑜 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑠𝑖𝑡𝑢𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑖𝑛 𝑑𝑜𝑝𝑝𝑖𝑎 𝑣𝑒𝑠𝑡𝑒: 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝑜𝑟𝑖𝑒𝑛𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑚𝑎𝑚𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑟𝑎𝑔𝑎𝑧𝑧𝑎 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑎 𝑎𝑓𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑡𝑢𝑟𝑖𝑡𝑎̀. 𝑂𝑠𝑠𝑒𝑟𝑣𝑜 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑙'𝑎𝑛𝑠𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑜 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑎 𝑎𝑝𝑝𝑒𝑠𝑎𝑛𝑡𝑖𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑐𝑙𝑖𝑚𝑎 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑒 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑠𝑖𝑎 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑙𝑒, 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑚𝑒, 𝑟𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑙𝑙'𝑖𝑚𝑝𝑢𝑙𝑠𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑝𝑖𝑛𝑔𝑒𝑟𝑒.
𝑄𝑢𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑙'𝑒𝑠𝑝𝑒𝑟𝑖𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑚𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑒𝑟𝑚𝑎 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑎 𝑒̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑖 𝑟𝑎𝑔𝑎𝑧𝑧𝑖 𝑛𝑜𝑛 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑏𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑐𝑐𝑒𝑙𝑒𝑟𝑎𝑡𝑖. 𝐻𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑏𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑡𝑎𝑡𝑖 𝑒 𝑔𝑢𝑖𝑑𝑎𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑛 𝑚𝑒𝑡𝑜𝑑𝑜 𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑡𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑑𝑎𝑣𝑣𝑒𝑟𝑜 𝑙𝑜𝑟𝑜." - 𝑆𝑡𝑒𝑓𝑎𝑛𝑖𝑎

Vuoi sapere come lavoriamo? Leggi il primo commento!

Un ragazzo entra. Ha qualcosa da dire, o quasi. La storia che porta ha un nome, una classe, una dinamica precisa. Ascolt...
10/07/2026

Un ragazzo entra. Ha qualcosa da dire, o quasi. La storia che porta ha un nome, una classe, una dinamica precisa. Ascolti, tieni, fai qualche domanda.

Poi entra un altro. La storia è diversa, i nomi sono diversi. Ma qualcosa suona familiare.

Al terzo, hai ancora più domande che certezze. Hai anche un filo.

Questo è il momento in cui il lavoro si allarga. Quella persona resta al centro, e quello che porta diventa anche altro: 𝐮𝐧 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐚𝐥𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐧𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐧𝐠𝐨𝐥𝐨 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨.

Al Punto Ascolto ogni colloquio, ogni osservazione in classe, i post-it anonimi dei lavori fatti in gruppo diventano materiale. Si accumula, si confronta, e a un certo punto mostra qualcosa.

𝐐𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐢𝐞𝐬𝐜𝐞 𝐚 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨. 𝐋𝐚 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐝𝐢𝐧𝐚𝐦𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐩𝐞𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨𝐯𝐞. 𝐈 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐚𝐧𝐨𝐧𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐚.

𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐬𝐢 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐢𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐧𝐨, 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐞𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐝𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐮𝐧 𝐜𝐚𝐬𝐨. 𝐒𝐞𝐢 𝐝𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐭𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚.

𝐄 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚𝐢: non solo con il singolo ragazzo, ma con la classe, con i docenti, con le famiglie, con la Dirigenza. Perché la risposta giusta a una tendenza è diversa dalla risposta giusta a un episodio.

L'anno scorso, in una scuola superiore del bassanese, questa lettura ha orientato il lavoro per tutto il 2025-2026. L'𝒐𝒃𝒊𝒆𝒕𝒕𝒊𝒗𝒐 𝒆𝒓𝒂 𝒄𝒂𝒑𝒊𝒓𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒍𝒆 𝒔𝒊𝒕𝒖𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒔𝒕𝒂𝒗𝒂𝒏𝒐 𝒅𝒊𝒄𝒆𝒏𝒅𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆𝒎𝒂, 𝒆 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒍𝒆𝒕𝒕𝒖𝒓𝒂 𝒂 𝒄𝒉𝒊, 𝒏𝒆𝒍 𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆𝒎𝒂, 𝒑𝒐𝒕𝒆𝒗𝒂 𝒖𝒔𝒂𝒓𝒍𝒂.

𝐈𝐥 𝐏𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐀𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐮𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨. 𝐄̀ 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚 𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞.

"𝑆𝑖̀, 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑏𝑒𝑙𝑙𝑜. 𝑀𝑎 𝑙𝑒 𝑠𝑐𝑢𝑜𝑙𝑒 𝑣𝑜𝑔𝑙𝑖𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑎𝑝𝑒𝑟𝑒 𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑓𝑖𝑛𝑒 𝑙𝑢𝑔𝑙𝑖𝑜. 𝑁𝑜𝑛 ℎ𝑜 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑖 𝑙𝑢𝑛𝑔ℎ𝑖."Lo sentiamo spesso....
07/07/2026

"𝑆𝑖̀, 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑏𝑒𝑙𝑙𝑜. 𝑀𝑎 𝑙𝑒 𝑠𝑐𝑢𝑜𝑙𝑒 𝑣𝑜𝑔𝑙𝑖𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑎𝑝𝑒𝑟𝑒 𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑓𝑖𝑛𝑒 𝑙𝑢𝑔𝑙𝑖𝑜. 𝑁𝑜𝑛 ℎ𝑜 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑖 𝑙𝑢𝑛𝑔ℎ𝑖."
Lo sentiamo spesso. Ed è un pensiero legittimo.

Ma lascia che ti faccia una domanda:
𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐡𝐚𝐢 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐚 𝐠𝐢𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐭𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞?
📱 Chiamate ad amici con figli più grandi.
💬 Confronti sui gruppi WhatsApp di classe.
🌙 Notti a cercare classifiche di scuole su Google.

Tutto questo è già tempo. Speso senza metodo.

Ecco la verità:
𝟑–𝟒 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢 𝐦𝐢𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚𝐧𝐨.

Non è un percorso lungo.
È un processo intensivo e calibrato, costruito per chi ha poco tempo e non può permettersi di sbagliare. Senza però bruciare le tappe che per tuo figlio contano davvero.
Perché la velocità non può andare a scapito di lui.
Un ragazzo che si sente travolto si chiude.
Un ragazzo che si sente ascoltato si apre, e sceglie.

Alla fine di quegli incontri tuo figlio non avrà "un posto dove andare".
Avrà una scelta che capisce, che sente sua, che sa spiegare.
E quella scelta (quella vera) è l'unica che ha qualche possibilità di funzionare a settembre.

𝐴 𝑐𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑖 𝑆𝑡𝑒𝑓𝑎𝑛𝑖𝑎 𝑍𝑖𝑛, 𝑅𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑠𝑎𝑏𝑖𝑙𝑒 𝐴𝑟𝑒𝑎 𝑂𝑟𝑖𝑒𝑛𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝐶𝑖𝑛𝑞𝑢𝑒+
"𝐿𝑎 𝑠𝑐𝑎𝑑𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑖𝑙 𝑛𝑒𝑚𝑖𝑐𝑜. 𝐸̀ 𝑙𝑎 𝑟𝑎𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑐𝑢𝑖 𝑣𝑎𝑙𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑒𝑛𝑎 𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑒 𝑏𝑒𝑛𝑒 - 𝑎𝑑𝑒𝑠𝑠𝑜."

Scrivi TRAIETTORIA in DM.
Ti rispondo personalmente e ti spiego come trasformare questa pressione in una scelta che regge.

𝐒𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐚. 𝐃𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐞̀ 𝐮𝐧'𝐚𝐥𝐭𝐫𝐚. Richiede tempo, qualcosa da condividere,...
03/07/2026

𝐒𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐚. 𝐃𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐞̀ 𝐮𝐧'𝐚𝐥𝐭𝐫𝐚. Richiede tempo, qualcosa da condividere, qualcuno che tenga aperto lo spazio perché accada.

In quella classe era un processo ancora in corso. Alcuni ragazzi si sentivano esclusi. Gli scherzi sconfinavano. Qualcuno stava fermo, in un angolo.

Siamo stati con loro in più momenti. Poi abbiamo portato quella stessa lettura agli insegnanti, alle famiglie, alla Dirigenza. Letture pensate per chi le riceveva, con domande che ciascuno poteva usare concretamente.
𝐀𝐢 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢: 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑠𝑢𝑐𝑐𝑒𝑑𝑒 𝑛𝑒𝑙 𝑔𝑟𝑢𝑝𝑝𝑜 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑜 𝑠𝑖 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑖 𝑚𝑎𝑟𝑔𝑖𝑛𝑖?
𝐀𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐧𝐭𝐢: 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑙𝑎𝑠𝑠𝑒 𝑢𝑛 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝑐𝑢𝑖 𝑐𝑖 𝑠𝑖 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑖𝑢𝑡𝑖?
𝐀𝐥𝐥𝐞 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞: 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑠𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑖 𝑣𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖 𝑑𝑖 𝑐ℎ𝑖 𝑠𝑖𝑒𝑑𝑒 𝑎𝑐𝑐𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑎 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜?
𝐀𝐥𝐥𝐚 𝐃𝐢𝐫𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚: 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑐𝑖 𝑠𝑡𝑎 𝑑𝑖𝑐𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑐𝑙𝑎𝑠𝑠𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑒?

Quest'ultima era la più importante.
Le stesse dinamiche si ritrovavano in un'altra classe e nei colloqui individuali. E nei post-it anonimi di 𝟐𝟎𝟗 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞 a ottobre, quando avevamo chiesto loro di cosa avevano bisogno.
La risposta, quasi sempre, era 𝒔𝒆𝒏𝒕𝒊𝒓𝒔𝒊 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒆 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒐𝒔𝒂. 𝑨𝒗𝒆𝒓𝒆 𝒂𝒄𝒄𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒖𝒏 𝒂𝒅𝒖𝒍𝒕𝒐 𝒄𝒂𝒑𝒂𝒄𝒆 𝒅𝒊 𝒗𝒆𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒖𝒄𝒄𝒆𝒅𝒆 𝒕𝒓𝒂 𝒑𝒂𝒓𝒊.
Situazioni diverse che dicono la stessa cosa. Siamo 𝑑𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑡𝑒𝑛𝑑𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑟𝑖𝑔𝑢𝑎𝑟𝑑𝑎 𝑖𝑙 𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑚𝑎

Questo è stato il filo al Punto Ascolto in una scuola superiore del bassanese: non episodi da contenere, ma segnali che hanno orientato il lavoro con le classi, con i docenti, con le famiglie, con la Dirigenza.

𝐋𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐞̀ 𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐚. 𝐈 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨𝐯𝐞.
𝐋𝐞 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐯𝐚𝐥𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐧𝐚 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐚𝐧𝐧𝐨.

Indirizzo

Via Giotto, 12
Romano D'Ezzelino
36060

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 13:00

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