Dr. Emiliano Zanier fisioterapista e osteopata

Dr. Emiliano Zanier fisioterapista e osteopata Mi occupo in particolar modo di Osteopatía Per la Vita: dalla gravidanza al post-partum ai bimbi in età pediatrica e neonatale.

08/09/2026

📌 Quattro persone con lesione midollare toracica cronica e funzionalmente completa, prive della capacità di contrarre volontariamente i muscoli delle gambe, sono riuscite a mantenere la posizione eretta e a camminare con un deambulatore grazie a una nuova modalità di controllo della stimolazione elettrica epidurale del midollo spinale. La strategia, sviluppata da un laboratorio nato dalla collaborazione tra Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, sfrutta una lieve estensione volontaria del tronco, di circa 9 gradi. Questo movimento modifica temporaneamente l’effetto della stimolazione, favorendo il passaggio dall’estensione della gamba, necessaria a sostenere il peso, alla flessione coordinata di anca, ginocchio e caviglia necessaria per compiere il passo.
Il principio, definito “trunk-mediated control”, permette al paziente di contribuire al controllo della locomozione attraverso il movimento del busto, senza modificare le impostazioni dello stimolatore. I quattro partecipanti, tre uomini e una donna, sono riusciti anche ad affrontare curve, pendenze e superfici esterne irregolari; uno di loro ha percorso 132 metri in 42 minuti di cammino continuo. Durante lo studio nessuno ha recuperato la contrazione volontaria dei muscoli delle gambe e non sono stati osservati eventi avversi correlati a disautonomia

📸: ANSA/FRANCO SILVI/ANSA-ARCHIVIO

07/09/2026

Il rene di maiale non ha sostituito quello umano: ha comprato tempo.

Per Tim Andrews, quel tempo è durato 271 giorni. Quasi nove mesi senza dialisi, grazie a un organo proveniente da un maiale Yucatan geneticamente modificato e trapiantato in un essere umano vivente.

Ma la parte più importante della storia non è soltanto la durata. È ciò che è successo dopo.

Andrews, statunitense di 66 anni, soffriva di insufficienza renale terminale associata al diabete di tipo 2. Prima dell’intervento aveva già trascorso oltre due anni in dialisi, una terapia indispensabile per filtrare il sangue quando i reni non riescono più a farlo da soli.

Il 25 gennaio 2025, al Massachusetts General Hospital, gli è stato trapiantato il rene suino. L’organo ha iniziato a funzionare immediatamente e ha permesso di sospendere la dialisi per 271 giorni: il periodo più lungo mai documentato per uno xenotrapianto renale di questo tipo in un paziente vivente.

Quel rene, però, non era semplicemente “un rene di maiale”. Era stato sottoposto a 69 modifiche genomiche, pensate per ridurre il rischio di rigetto e renderlo più compatibile con l’organismo umano.

Il percorso non è stato privo di difficoltà. Si è verificato un episodio di rigetto mediato dai linfociti T, controllato con la terapia. Non sono state rilevate infezioni trasmesse dal maiale, ma dopo circa sei mesi sono comparse lesioni nei piccoli vasi sanguigni del rene, insieme a infiammazione e a una progressiva perdita di funzione.

Per questo il rene suino è stato rimosso nell’ottobre 2025, dopo 271 giorni. A quel punto Andrews è tornato temporaneamente in dialisi: non è rimasto senza trattamento fino al secondo trapianto.

Sono passati circa 82 giorni, poi nel gennaio 2026 ha ricevuto un rene umano da un donatore deceduto. Il nuovo organo ha mostrato un funzionamento immediato e stabile nel follow-up riportato.

Ecco perché si parla di “trapianto ponte”. Il rene suino non ha sostituito definitivamente quello umano e non ha accompagnato il paziente senza interruzioni fino all’operazione successiva. Ha però guadagnato mesi preziosi, liberandolo dalla dialisi e permettendogli di arrivare a un nuovo trapianto in condizioni diverse.

Il risultato è senza precedenti per due motivi: è il più lungo xenotrapianto renale pubblicato in un paziente vivente e rappresenta il primo passaggio documentato da un rene suino a un successivo rene umano.

La medicina, qualche volta, non procede con una soluzione definitiva. Prima costruisce un ponte. E in questo caso quel ponte è stato fatto di cellule, chirurgia e 271 giorni di tempo guadagnato.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 271 giorni senza dialisi
👉 82 giorni di dialisi tra i due trapianti
📚 Fonti: non disponibili

Ringraziamo Adela per il bellissimo regalo di fine percorso! Felici per lei di aver raggiunto ottimi risultati!Un’altra ...
04/09/2026

Ringraziamo Adela per il bellissimo regalo di fine percorso! Felici per lei di aver raggiunto ottimi risultati!

Un’altra grande soddisfazione ottenuta nel nostro approccio ai disturbi psicosomatici dettato dall’integrazione tra psicoterapia ed osteopatia.

29/08/2026

Callum Manning aveva 13 anni e una grande passione: leggere libri e raccontarli agli altri. Il ragazzo, di South Shields, in Inghilterra, aveva aperto un piccolo profilo Instagram dedicato alle sue letture. A seguirlo, inizialmente, erano una quarantina di persone.

Quando alcuni ragazzi della sua nuova scuola scoprirono l’account, però, iniziarono a prenderlo in giro. In una chat di gruppo lo insultarono per la sua passione per i libri e Callum venne aggiunto alla conversazione, ritrovandosi a leggere direttamente i messaggi contro di lui. Il ragazzo raccontò che quella situazione lo aveva fatto piangere.

A cambiare tutto fu sua sorella maggiore Ellis. Pubblicò sui social ciò che era successo sperando che una ventina di amici potessero lasciare a Callum qualche messaggio gentile. La risposta fu immensamente più grande del previsto.

La storia diventò virale e nel giro di pochissimo tempo il profilo passò da poche decine a oltre 100 mila follower, continuando poi a crescere fino a diverse centinaia di migliaia. Arrivarono messaggi di sostegno anche dal mondo della letteratura: tra gli altri, gli scrittori Neil Gaiman, Malorie Blackman, Matt Haig e Caroline Kepnes. Librerie ed editori si offrirono inoltre di regalargli nuovi libri.

Quello che era nato come motivo di derisione diventò così il simbolo di qualcosa di molto più grande: migliaia di persone decisero di rispondere al bullismo valorizzando proprio la passione per cui Callum era stato preso di mira.

Una storia del 2020 che conserva un messaggio ancora attuale: ciò che per qualcuno è motivo di scherno può essere, per moltissimi altri, qualcosa da incoraggiare e condividere.

23/08/2026

📍In Giappone, uno sconosciuto può bussare alla tua porta ed essere già stato pagato.

Non è una metafora. È un sistema vero, con i suoi registri e le sue regole.

Si chiama fureai kippu (ふれあい切符). Kippu vuol dire "biglietto". Fureai è più difficile da tradurre: è il contatto tra due persone, la vita di uno che tocca la vita di un altro. Un biglietto di contatto umano.

La meccanica è tutta qui. Dedichi del tempo a un anziano del tuo quartiere che non hai mai visto prima. Gli fai la spesa. Lo accompagni. Lo aiuti a lavarsi. Ti siedi lì e ascolti, mentre racconta la stessa cosa per la terza volta. In molte di queste organizzazioni quelle ore non te le pagano in denaro: te le registrano. Restano tue.

E a quel punto puoi farne due cose.

La prima: tenerle. Un giorno, quando sarai tu ad avere bisogno che qualcuno ti faccia la spesa, quelle ore torneranno indietro. Qualcuno che non conosci suonerà alla tua porta, e sarà già pagato.

La seconda è quella che spiazza. Puoi girare quelle ore a tua madre. A tuo padre. A chi è di famiglia e vive lontano, in un'altra parte del Giappone, dove tu non arrivi in tempo per cena. Chi gestisce questi biglietti ha sedi in tutto il Giappone, collegate tra loro, e le ore viaggiano: partono da dove le hai date e arrivano dove serve. Lì un volontario che non hai mai incontrato le userà per andare a trovarla.

Tu ti prendi cura di un anziano che non conosci. E uno sconosciuto, dall'altra parte del Paese, si prende cura di tua madre.

L'idea è vecchia. Nel 1973 una donna, Mizushima Teruko, aprì una banca dove al posto dei soldi si depositava lavoro volontario: dai adesso, ritiri quando ne avrai bisogno. Il nome fureai kippu è arrivato dopo, negli anni Novanta, quando quell'idea è diventata una rete.

Ma la cosa che questo sistema rovescia non è il modo di pagare. È una convinzione.

Ce l'hanno insegnata presto, e con le migliori intenzioni: "fidati di chi conosci". Gli estranei chiedono, non danno. Le persone su cui puoi contare stanno in un elenco corto, e quell'elenco è tutto quello che hai.

È una regola che ha protetto un sacco di gente. Ha però un costo, e lo paga chi la segue: se l'aiuto può arrivare solo da quattro persone, e quelle quattro sono stanche, lontane o non ci sono più, l'aiuto non arriva. Si resta lì ad aspettare una mano che non può materializzarsi, e si chiama solitudine quella che è aritmetica.

Il fureai kippu non chiede a nessuno di fidarsi di tutti. Fa una cosa più piccola: mette in mezzo un biglietto. E quel biglietto cambia tutto per chi riceve.

Perché chi apre la porta non sta ricevendo un favore. Non deve ringraziare in continuazione, non deve sdebitarsi, non deve sentirsi un peso in casa d'altri. Quelle ore erano già state date da qualcuno, da qualche altra parte, a qualcun altro ancora. Il conto è in pari prima ancora che la porta si apra...

Ed è qui, più o meno, che la faccenda smette di parlare di anziani giapponesi.

Perché c'è una cosa che tante persone conoscono benissimo: dare moltissimo e chiedere quasi niente. Fare i turni, portare le buste, rispondere al telefono a mezzanotte. E poi, il giorno in cui sono loro ad avere bisogno, dire "no, figurati, faccio da me". Non è orgoglio. È che ricevere sembra togliere qualcosa a qualcuno, e chi è abituato a reggere gli altri ha imparato a non pesare mai su nessuno.

Ma la fiducia non è un salto nel buio da fare tutto in una volta. È un biglietto alla volta. Nessuno ti sta chiedendo di fidarti del mondo intero: lasciare che una mano che non conosci arrivi fino a te non è ingenuità, e non ti mette in debito con nessuno.

E quell'elenco corto di persone non è un tuo difetto. È quello che ti hanno insegnato, in un mondo che aveva le sue buone ragioni per insegnartelo.

Io su questa cosa non sono a posto. Quando qualcuno mi offre una mano, la prima parola che mi esce è "no, grazie, faccio io", e mi esce prima ancora di pensarci. Mi è capitato di rifiutare un passaggio e poi farmi tutta la strada a piedi sotto la pioggia, quasi contenta di non aver disturbato nessuno... La regola che mi sono data è una sola: la prima parola non conta, aspetto la seconda. Quasi sempre la seconda è uguale alla prima... e la strada me la faccio ancora a piedi.

Il bene che hai dato non è andato perso. Ha solo preso una strada più lunga di quella che riuscivi a vedere...

Ho scritto un libro con 19 storie giapponesi che in questo post non ci sono: parole, gesti e riti che raccontano come si sta accanto a qualcuno senza pesargli addosso.

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Non è un libro sul Giappone. È un libro per chi ha imparato a fare tutto da sé, e non sa più come si fa a farsi aiutare.

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19/08/2026

Leggere non spegne il cervello. Gli cambia compito.

Quando segui una storia, il cervello costruisce un modello di personaggi, luoghi, obiettivi e azioni. In uno studio fMRI, i cambiamenti narrativi coinvolgevano regioni usate per elaborare percezioni e azioni analoghe: leggere è simulazione mentale attiva.

Ma il celebre dato «6 minuti riducono lo stress del 68%» non viene da un paper peer-reviewed. È attribuito a un report Mindlab/Galaxy del 2009, senza dettagli sufficienti per valutarlo.

L’evidenza pubblicata è più prudente. In 22 studenti, 30 minuti di lettura ridussero frequenza cardiaca e pressione, con effetti simili a yoga e umorismo. Non dimostra che leggere sia superiore o funzioni così per tutti.

Il punto non è «libro contro schermo». È continuità contro switching. In sette esperimenti, passare ripetutamente da un video all’altro aumentò la noia e ridusse attenzione e coinvolgimento. Con gli articoli online, però, i risultati furono meno chiari.

Nel lungo periodo, leggere e scrivere sono stati associati a un declino cognitivo più lento in 294 anziani. È un’associazione, non la prova che i libri creino da soli «riserva cognitiva».

Anche la longevità va formulata bene: in 3.635 adulti over 50, chi leggeva libri mostrò un rischio di mortalità inferiore del 20% in 12 anni. Non viveva «il 23% più a lungo».

Leggere non è riposo passivo. È attenzione sostenuta dentro un flusso coerente.

👉 Segui per scoprire altre ricerche spiegate in modo semplice e chiaro.

Fonti:
Speer et al., 2009, Reading Stories Activates Neural Representations of Visual and Motor Experiences, Psychological Science.
Rizzolo et al., 2009, Stress Management Strategies for Students: The Immediate Effects of Yoga, Humor, and Reading on Stress, Journal of College Teaching & Learning.
Tam & Inzlicht, 2024, Fast-forward to boredom: How switching behavior on digital media makes people more bored, Journal of Experimental Psychology: General.
Wilson et al., 2013, Life-span cognitive activity, neuropathologic burden, and cognitive aging, Neurology.
Bavishi et al., 2016, A chapter a day: Association of book reading with longevity, Social Science & Medicine.

31/07/2026

🩹 Una cicatrice non è solo il risultato di un processo di guarigione: quando diventa disfunzionale può influenzare dolore, mobilità, postura e qualità della vita. Per questo è fondamentale saperla valutare e trattare con un approccio fondato sulle evidenze e capace di integrare competenze diverse.

🎓 Il corso "Approccio manipolativo alle cicatrici e alle aderenze: una visione multidisciplinare" propone un percorso teorico-pratico che unisce letteratura scientifica, ragionamento clinico e tecniche manuali per fornire strumenti concreti nella gestione delle cicatrici e delle aderenze. Un approccio multidisciplinare che considera non solo gli aspetti biologici, ma anche quelli psicologici e biopsicosociali.

👨‍🏫 Con Emiliano Zanier, fisioterapista, osteopata e coautore di pubblicazioni scientifiche internazionali sul tema, approfondirai la valutazione delle cicatrici, le abilità palpatorie e numerose tecniche di trattamento, tra cui tecniche osteopatiche indirette, massaggio trasverso profondo, scollamento della cicatrice, taping kinesiologico e cupping therapy, con un'ampia parte pratica dedicata all'applicazione clinica.

📍 Il corso si terrà il 14-15 novembre 2026 a Galzignano Terme (PD), ha una durata di 16 ore, attribuisce 18,4 crediti ECM ed è rivolto a fisioterapisti e medici. I posti disponibili sono soltanto 20 e le iscrizioni resteranno aperte fino al 26 ottobre 2026.

🚀 Se desideri ampliare le tue competenze nella gestione delle cicatrici con un approccio pratico, multidisciplinare e basato sulle evidenze scientifiche, questo corso rappresenta un'opportunità di formazione altamente specialistica. Programma e informazioni su https://www.sinergiaesviluppo.it/prodotto/approccio-manipolativo-alle-cicatrici-e-alle-aderenze-una-visione-multidisciplinare/

Perché quando la gente vi etichetta, lo fa col proprio (misero) criterio di giudizio…
27/07/2026

Perché quando la gente vi etichetta, lo fa col proprio (misero) criterio di giudizio…

fu votato come “la persona con meno probabilità di avere successo” durante gli anni del liceo.

L’attore raccontò di essere stato un ragazzo timido e solitario durante l’infanzia e l’adolescenza, prima di trovare sicurezza e libertà attraverso la recitazione e la comicità.

Quello che sembrava un futuro incerto si trasformò in una delle carriere più amate della storia dello spettacolo: Williams diventò protagonista di film indimenticabili come , e , conquistando il pubblico con il suo talento unico.

Nel corso della sua carriera vinse un Premio Oscar, oltre a numerosi Emmy, Golden Globe e Grammy, diventando uno degli interpreti più apprezzati della sua generazione.

Una dimostrazione di come anche chi viene sottovalutato all’inizio possa lasciare un segno indelebile nel mondo.

Indirizzo

Viale Venezia 50
Cassola
36022

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
14:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

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